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    memoria storica di PoL
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    Predefinito Mani pulite è stato il 'braccio giudiziario' del Pci-Pds?...

    cari amici
    a questa domanda criciale il Comandante Fecia di Cossato aveva iniziato a raccogliere elementi con lo scopo di fornire, nei limiti di quanto umanamente possibile s'intende, una plausibile risposta, fino a quando la 'crisi' del sito 'storico' di PoL ha interrotto il suo lavoro, proprio quando si stava entrando nella fase più interessante.
    Augurandomi di fare cosa gradita agli amici e lettori interessati all'argomento, voglio cogliere l'occasione offerta da questo 'revival' di PoL per cercare di riaprire e se possibile portare a conclusione il discorso a suo tempo iniziato.
    Senza perdere troppo tempo ad esaminare le vicende più note di Tangentolpoli, ossia la 'persecuzione giudiziaria' della quale furono oggetto i partiti politici che un paio di lustri or sono governavano il Paese [Dc, Psi, Pri, Pli e Psdi] e dalla quale 'miracolosamente' non venne toccato il Pci, mi soffermerò maggiormente invece su aspetti che di solito sono classificati come 'secondari' e che invece contribuiscono in modo essenziale alla ricostruzione obiettiva di quelle vicende.
    Prima di 'rincominciare', allo scopo di fornire una generale comprensione del contesto, riporto qui di seguito la cronologia degli eventi di quello che fu certamente l'anno 'cruciale' di Tangentopoli: il 1993.

    un cordiale benritrovato a tutti!...a risentirci!...

    P.S. Vorrei rivolgere un cordiale preghiera all'utente Brunik, nel caso volesse intervenire nella discussione, ove naturalmente è il benvenuto, di evitare se gli è possibile di inondarci con le sue consuete migliaia di articoli del Corriere della Sera...

    ...ringrazio anticipatamente per la comprensione dimostrata...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato



    Gli avvenimenti dei 1993

    Gennaio


    4 - ‘Mani pulite’: suicidio del geometra Roberto Spallarossa dell'ospedale San Matteo di Pavia. è il sesto dall'inizio delle inchieste.

    7 - Il comitato ristretto del Senato comincia la discussione per la riforma del finanziamento pubblico dei partiti.

    8 - Secondo avviso di garanzia a Craxi per corruzione e violazione della legge sul finanziamento dei partiti. Craxi dichiara: mi vogliono eliminare dalla scena politica.

    9 - ‘Mani pulite’ approda a Roma e scattano le manette per un appalto di pulizie ll'Ente Eur.

    10 - La mozione di sfiducia del Pds prepara il confronto per il dopo Amato.

    13 - 41 ipotesi di reato in un fascicolo di 122 pagine: è la richiesta di autorizzazione a procedere contro il segretario socialista Bettino Craxi.

    14 - Via libera dal Parlamento per 12 autorizzazione a procedere. Tra gli inquisiti l'ex ministro dei Trasporti Carlo Bernini (Dc), il segretario amministrativo della Dc Severino Citaristi e il parlamentare socialista Sisinio Zito.

    20 - Si comincia ad indagare sulla vicenda Eni-Montedison in seguito ad una dichiarazione di Giacomo Mancini relativamente ad interessi del Psi.

    22 - Scoperto il ‘Conto protezione alla filiale dell'Unione delle Banche Svizzere di Lugano’ che, secondo un magistrato svizzero, serviva a finanziare il Psi.

    24 - Craxi chiede che si apra un'inchiesta parlamentare sul finanziamento di tutti i partiti.

    25 - La Corte d'appello svizzera decide di liberare il ‘Conto protezione’ dal segreto bancario

    26 - I magistrati ordinano la perquisizione di casa e ufficio dell'ex presidente della Montedison Giuseppe Garofano.
    Martelli rifiuta l'eventuale segreteria del Psi sotto tutela di Craxi.

    27 - Decollano le inchieste su Enimont e Anas.

    28 - L'ex ministro dei Trasporti Prandini coinvolto nell'inchiesta sull'Anas. Nuove prove contro Craxi.

    29 - Perquisizione della sede amministrativa del Psi a Roma. A Milano Giovanni Manzi racconta la spartizione delle tangenti fra Psi, Dc, Pri e Psdi. Terzo avviso di garanzia. per Craxi, secondo per De Mchelis, settimo per Citaristi. Le accuse a Craxi riguardano denaro illecito dirottato su diversi conti esteri.

    30 - Il Pm Gherardo Colombo descrive la mole di lavoro del Palazzo di Giustizia affermando: ‘qui tutti parlano’.
    Si costituisce Giorgio Casadei, segretario di De Michelis. Craxi afferma: ‘l'atmosfera non è di rinnovamento, ma di disfacimento della democrazia’.

    31 - Si costituisce Valerio Bitetto, socialista, ex Anas ed ex amministratore dell'Enel. E' l'arrestato n. 110.


    Febbraio

    1 - La segreteria del Psi non riesce a raggiungere accordi sul nome del nuovo segretario.

    3 - Ottavo avviso di garanzia per Severino Citaristi, quarto per Bettino Craxi e secondo per Paolo Pillitteri.
    A Milano il consigliare regionale repubblicano Antonio Savoia tenta il suicidio per timore di essere coinvolto nello scandalo tangenti. Occhetto illustra alla Camera la sua mozione di sfiducia contro il governo Amato.

    4 - Il procuratore di Milano Borrelli dichiara che l'incursione della finanza alla Camera in cerca dei bilanci del Psi è stata solo un equivoco.

    5 - Il governo Amato ottiene la fiducia con 321 voti contro 255 delle opposizioni. La Cassazione nega la libertà al dirigente del Sisde Bruno Contrada accusato da quattro pentiti di collusione con cosche mafiose.

    6 - Scalfaro chiede al governo che si indaghi ancora sulla mancata ricostruzione dell'Irpinia. Il pentito Francesco Mannoia avrà stipendio e protezione negli Stati Uniti come Tommaso Buscetta in cambio della collaborazione con la giustizia.

    7 - Si costituisce Silvano Larini latitante da 8 mesi considerato uomo chiave per ricostruire la mappa dei finanziamenti illeciti al Psi.

    8 - A Isernia una lista che raccoglie la sinistra e i partiti laici sconfigge la Dc che scende dal 61 al 39%.
    Ciampi voleva dimettersi a settembre. Piena fiducia al governatore da Giuliano Amato. Si apre la corsa alla successione. Secondo avviso di garanzia per Antonio Del Pennino e primo per Italico Santoro, entrambi repubblicani, per il caso Enel. Avviso di garanzia a Vittorio Sbardella, Dc, per mazzette concernenti la metropolitana di Roma.

    9 - Il socialista Silvano Larini rivela di essere l'intestatario del 'conto protezione' e chiama in causa Craxi e Martelli.
    Nel caso Enel spunta anche il nome dell'ex segretario Dc Forlani.

    10 - Raggiunto da un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta, il ministro della Giustizia Claudio Martelli si dimette dal governo e dal Psi.

    11 - Travolto da ‘Mani pulite’ Craxi rimette il suo mandato di segretario dopo più di sedici anni all'assemblea socialista. Valdo Spini e Giorgio Benvenuto sembrano gli unici candidati a sostituirlo.

    12 - L'assemblea socialista elegge Benvenuto segretario con il 56% dei voti. Valdo Spini ottiene il 41%.
    Gli altri ministri inquisiti Carmelo Conte, Giovanni Goria e Francesco De Lorenzo per il momento rimangono al loro posto. Il Pm Di Pietro chiede nuove regole per moralizzare il paese.

    13 - Avviso di garanzia a Gabriele Cagliari, presidente dell'Eni, per false comunicazioni sociali e peculato.
    Avviso di garanzia per tangenti all'ex ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino. Altri avvisi di garanzia per la metropolitana romana, per l'Anas e per il cosiddetto ‘Irpiniagate’. Segni dichiara di voler creare un nuovo partito.

    15 - Imminenti avvisi di garanzia per tutta l'ex giunta dell'Eni e per Raul Gardini. L'ex presidente dei Csm Ugo Zilleti in manette per bancarotta.

    16 - Dal 1970 al 1980 l'Eni costituì fondi neri per rifornire i partiti: 40% a Dc e Psi, 10% a Psdi e Pri. Raggiunti da avvisi di garanzia i sottosegretari Vito Bonsignore, Dc, e Claudio Lenoci, Psi. Dopo 395 giorni Giainpiero Borghini si dimette da sindaco di Milano.

    17 - Interrogato per sette ore a Milano sul ‘conto protezione’ Licio Gelli. Incarcerata la fedele segretaria di Craxi Vincenza Tomaselli per concorso in corruzione. Altri due avvisi di garanzia per De Michelis: cooperazione ed Enel.

    18 - Previsioni in nero per l'economia. Rischi di instabilità per il governo dopo che Democrazia cristiana e Partito Liberale si oppongono ad un rimpasto desiderato da Amato e il ministro della Sanità De Lorenzo rifiuta di dimettersi.

    19 - Il ministro delle Finanze, Giovanni Goria, e quello della Sanità, Francesco De Lorenzo, si dimettono. Le dimissioni di De Lorenzo causate dagli arresti domiciliari di suo padre accusato di aver intascato una mazzetta di 1 miliardo e 700 milioni. Tredicesimo avviso di garanzia per Severino Citaristi e primo per Giusi La Ganga per l'ospedale di Asti. La Ganga si dimette da capogruppo del Psi alla Camera. Arrestato Enzo Carra, ex portavoce di Forlani, per dichiarazioni false e reticenti sull'affare Enimont.

    20 - Confermato l'arresto di Carra per timore di un inquinamento delle prove. Avviso di garanzia al presidente del Psdi Antonio Cariglia per concorso in corruzione.

    21 - Ampio rimpasto del governo: il liberale Raffaele Costa alla Sanità, Franco Reviglio alle Finanze, Nino Andreatta al Bilancio e al liberale Gianfranco Ciaurro alle Politiche comunitarie. Arrestato Giorgio Medri, ex capo della segreteria del Pri, con l'accusa di corruzione e violazione della legge sul finanziamento dei partiti.

    22 - Arrestati Francesco Mattioli, direttore finanziario della Fiat, e Antonio Mosconi, amministratore delegato

    22 - Arrestati Francesco Mattioli, direttore finanziario della Fiat, e Antonio Mosconi, amministratore delegato della Toro Assicurazioni, con l'accusa di violazione della legge sul finanziamento ai partiti e corruzione aggravata.
    Giuliano Amato dichiara di non voler imporre le dimissioni ai molti sottosegretari raggiunti da avvisi di garanzia.

    23 - Il governo chiederà il voto di fiducia sul rimpastino ministeriale. L'intera giunta regionale veneta travolta da Tangentopoli. ‘Sparisce’ Sergio Castellari, ex direttore generale delle Partecipazioni statali.

    24 - Conso prepara la soluzione politica per Tangentopoli: patteggiamento della pena, confessione, restituzione dei soldi e interdizione dai pubblici uffici per i corrotti.

    25 - Raggiunto da un avviso di garanzia per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, Giorgio La Malfa si dimette da segretario del Pri. Avviso di garanzia per Lorenzo Necci, amministratore delegato delle Ferrovie e presidente dell'Enimont fra il 1889 e il 1990, e arresti domiciliari per il finanziere Gianpiero Pesenti. Trovato morto nelle campagne romane Sergio Castellari, ex direttore generale delle Partecipazioni statali. Il governo fissa per il 18 aprile la data dei referendum.

    26 - Avviso di garanzia per l'affare Enimont a Raul Gardini e Sergio Cragnotti.

    27 - Si dice che anche il Pds avrebbe un conto svizzero sul quale si versavano finanziamenti illeciti.

    28 - Interrogato Umberto Ortolani, finanziere della P2, già condannato a diciannove anni di carcere per il crack del Banco Ambrosiano, sulla vicenda del ‘conto protezione’ e sui rapporti fra Psi e Banco Ambrosiano.


    Marzo

    1 - Arrestato Primo Greganti, funzionario dei Pci, accusato di aver incassato una tangente di 621 mlioni per il partito, poi versati su un conto svizzero. Arrestato Michele De Mita, fratello di Ciriaco, con le accuse di associazione a delinquere, truffa e falso per la ricostruzione in Irpinia.

    2 - Ciriaco De Mita si dimette da presidente della Bicarnerale. Craxi dichiara alla Giunta per le autorizzazioni a procedere di essere vittima di un complotto.

    3 - Ancora scontri sulla soluzione politica per Tangentopoli. De Mita conferma le sue dimissioni, pur se respinte, dalla Commissione bicamerale. Si scopre che anche la ricostruzione in Valtellina venne fatta a colpi di mazzette.

    4 - L'ex portavoce di Forlani Enzo Carra viene condotto in tribunale con le manette ai polsi. Forlani parla di ‘metodi da Gestapo’. Scoperto un conto bancario intestato a Enza Tomaselli, segretaria di Craxi, sul quale furono utilizzati 9 miliardi.

    5 - Il Consiglio dei ministri vara la soluzione politica per Tangentopoli depenalizzando il reato di finanziamento illecito ai partiti e prevedendo sanzioni amministrative con la restituzione triplicata delle tangenti e un'interdizione dai pubblici uffici da tre a cinque anni.

    6 - Forti polemiche sulla soluzione Conso. Altro avviso di garanzia per l'ex ministro dei Lavori pubblici Gianni Prandini.

    7 - Il Presidente Scalfaro non fìrma i decreti dei governo in materia di Tangentopoli. Il procuratore capo di Milano Borrelli esprime a nome di tutti i giudici di ‘Mani pulite’ un netto dissenso ai decreti varati dal governo per uscire da Tangentopoli. In disaccordo con la soluzione politica voluta dal governo, si dimette il ministro dell'Ambiente Carlo Ripa di Meana.

    8 - Gli studenti della Bocconi fischiano Giuliano Amato e gridano slogan di incitamento ai magistrati di ‘Mani pulite’.
    Due anni di carcere senza condizionale a Giuseppe Ciarrapico per l'acquisto della Casina Valadier.

    9 - Arrestato Gabriele Cagliari, presidente dell'Eni, per aver pagato una tangente di 4 miliardi al Partito Socialista.
    Due anni di carcere a Enzo Carra per una tangente di 5 miliardi per l'affare Enimont. La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dà il via libera alle richieste dei giudici di Milano nei confronti di Craxi per ricettazione, corruzione e violazione della legge sul finanziamento dei partiti. Primo Greganti sostiene che i 621 milioni sono suoi, così come il conto ‘Gabbietta’. Il socialista Valdo Spini è il nuovo ministro dell'Ambiente.

    10 - Tumultuosa seduta al Senato sul decreto Conso; rinnovata la fiducia al governo Amato.

    11 - I magistrati di ‘Mani pulite’ ipotizzano per Craxi e Martelli il reato di truffa ai danni del Banco Ambrosiano.
    La Camera boccia il decreto che sblocca gli appalti pubblici, richiesto a gran voce dall'Associazione nazionale costruttori edili.

    12 - Scalfaro dichiara che ‘chi incappa nel codice penale deve pagare’.

    13 - L'ex direttore generale dell'Anas Antonio Crespo racconta di file di imprenditori che pagavano tangenti all'ex ministro Prandini portando i soldi in scatoloni e buste della spesa.

    14 - Si apre la campagna per i referendum del 18 aprile. Contrari Rete, Msi e Rifondazione comunista. Una parte del Pds dà vita al Comitato del ‘no alla riforma’.

    15 - Avvisi di garanzia per il segretario liberale Renato Altissimo e per il socialdemocratico Antonio Cariglia nell'inchiesta sull'Enel. Richiesta di autorizzazione a procedere per l'ex ministro del Mezzogiorno, il Dc Riccardo Misasi, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e estorsione. Il neosegretario socialista Benvenuto parla di un passivo del partito di 180 miliardi.

    16 - Il segretario del Pli Altissimo si dimette. Il presidente dimissionario dell'Eni Cagliari dichiara di aver ereditato il sistema dei fondi neri per finanziare i partiti, coinvolgendo così il ministro del Bilancio Reviglio, già presidente dell'Eni
    L'Iri chiude il 1992 con una perdita di circa 4.400 miliardi, accumulando debiti per 74.000 miliardi.

    17 - Reviglio nega ogni coinvolgimento nella gestione dei fondi neri dell'Eni. I magistrati romani accertano l'esistenza di un conto svizzero sul quale venivano versate le tangenti all'ex ministro Prandini.

    18 - Avviso di garanzia per favoreggiamento a Vmcenzo Muccioli, fondatore della Comunità di San Patrignano.
    Giuseppe Ciarrapico e Mauro Leone accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e di falso in bilancio per lo scandalo Safim Italsanità. La Camera concede l'autorizzazione a procedere per voto di scambio per il ministro liberale Francesco De Lorenzo, per il socialista Giulio Di Donato e per il democristiano Alfredo Vito.

    19 - Arrestato Attilio Bastianini, vice segretario del Pli, con l'accusa di corruzione aggravata e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.

    21 - Accusato di concorso in ricettazione e violazione della legge sul finanziamento dei partiti si dimette Gianni Fontana, ministro dell'Agricoltura. E' il sesto ministro dimissionario del governo Amato. Si costituisce Giuseppe Ciarrapico.

    22 - L'ex presidente della Confagricoltura Alfredo Luigi Diana nominato ministro dell'Agricoltura. Per i fondi neri dell'Assolombarda indagati Renato Altissimo e Egidio Sterpa del Pli e Antonio Del Pennino e Girolamo Pellicanò del Pri.

    24 - Comincia l'inchiesta sulla Tangentopoli napoletana. Perquisite le sedi di tutti i partiti, ad eccezione di verdi e radicali. L'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino avrebbe cominciato a collaborare con la giustizia.

    25 - Il Parlamento approva il sistema maggioritario e l'elezione diretta del sindaco per i comuni fino a 15.000 abitanti. Riserva del 30% dei posti nelle liste per le donne. Arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla cooperazione con i paesi in via di sviluppo l'ambasciatore Giuseppe Santoro.

    26 - Sotto inchiesta 17 parlamentari napoletani, fra i quali Scotti, Pomicino, De Lorenzo e Galasso, per tangenti sulla ricostruzione post-terremoto e sui Mondiali del 1990.

    27 - Clamoroso avviso di garanzia per Giulio Andreotti accusato da sei pentiti di concorso in associazione di stampo mafioso: il leader Dc sarebbe il garante di un patto politico-mafioso. Il sindaco di Napoli Nello Polese finisce in manette. Il pentito Pasquale Galasso accusa Antonio Gava di far parte della camorra.

    28 - La magistratura napoletana accusa Antonio Gava, già ministro dell'Interno, di associazione camorristica.

    29 - Mario Segni abbandona la Dc denunciando che ‘il tentativo di riformare questo partito dall'interno è senza speranza’. Il segretario Dc Martinazzoli replica ‘è finito il tormentone’. L'ex presidente della prima sezione penale della Corte di cassazione, Corrado Carnevale, accusato di associazione mafiosa da alcuni pentiti per aver deliberatamente annullato sentenze di condanna ai boss mafiosi. Il segretario del Psdi Carlo Vizzini si dimette non essendo più in grado di provvedere al sostentamento materiale del partito.

    30 - Il ministro delle Finanze Franco Reviglio si dimette dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell'inchiesta sui fondi neri dell'Eni.

    31 - Amato dichiara preoccupato che c'è il rischio di elezioni anticipate senza una nuova legge elettorale. Concessi al numero tre della Fiat Francesco Paolo Mattioli gli arresti domiciliari dopo 38 giorni di detenzione.


    Aprile

    2 - La Democrazia cristiana chiede di indagare su fantomatici personaggi che ‘avrebbero tenuto contatti con pentiti di mafia e camorra’ allo scopo di danneggiare la Dc con false rivelazioni. La Corte di Cassazione decide che la nuova legge sui sindaci non deve essere sottoposta a referendum in quanto ‘ha innovativamente sostituito la normativa’.

    3 - La procura di Roma chiede l'autorizzazione all'arresto dell'ex ministro dei Lavori pubblici Prandini che avrebbe intascato tangenti per oltre 25 miliardi sugli appalti Anas. Il democristiano Francesco Tagliamonte eletto nuovo sindaco di Napoli da una maggioranza composta da Dc, Psi e Pli.

    4 - Il socialista Francesco Carraro rieletto per la terza volta in extremis sindaco di Roma da una maggioranza nella quale sono molti gli inquisiti.

    5 - Avvisi di garanzia a Giulio Andreotti per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti e a Arnaldo Forlani per ricettazione nell'ambito dell'inchiesta Anas. Si dimettono a Roma i due vice-sindaci Oscar Mammì e Enzo Forcella.

    6 - La relazione della commissione parlamentare antimafìa rivela collegamenti certi di Salvo Lima con Cosa nostra e solleva pesanti sospetti contro il capo corrente di Salvo Lima, Giulio Andreotti.

    7 - Altro arresto eccellente nell'inchiesta ‘Mani pulite»’ Giorgio Garuzzo, direttore generale della Fiat Auto. Il segretario di Amaldo Forlani, Gaetano Amendola, confessa ai giudici di aver consegnato al deputato democristiano le tangenti avute dal direttore generale dell'Anas Antonio Crespo.

    8 - Pesanti accuse dei giudici napoletani all'ex ministro dell'Interno Antonio Gava che si sarebbe accordato con la camorra per ottenere la liberazione dell'ex assessore regionale Ciro Cirillo, sequestrato dalle Br. Rapporti con la criminalità organizzata sono contestati anche all'ex ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino e ai parlamentari Dc Alfredo Vito e Vincenzo Meo e al socialista Raffaele Mastrantuono. In carcere per lo scandalo degli aiuti al Terzo mondo l'ambasciatore a Buenos Aires Claudio Moreno.

    9 - Altre accuse per tangenti al ministro Prandini e nuovo arresto per l'ambasciatore Santoro.

    l0 - Nuova richiesta di autorizzazione a procedere per l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli, accusato di aver riciclato certificati di deposito rubati. Arrestato il presidente dell'Agusta Roberto D'Alessandro, accusato di estorsione continuata per una tangente di due miliardi e mezzo.

    11 - I pentiti Tommaso Buscetta e Marino Mannola accusano Giulio Andreotti di aver mantenuto rapporti personali con il boss Stefano Bontade.

    12 - Secondo Mannoia, Andreotti incontrò Bontade nel 1979 per pianificare l'eliminazione del giornalista Mino Pecorelli e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Segni chiede agli elettori almeno il 60% dei voti per il quesito sul sistema elettorale del Senato.

    13 - L'ex consigliere d'amministrazione dell'Enel Valerio Bitetto indica nelle Coop il tramite attraverso cui giungevano finanziamenti illegali al Pci. Raggiunto dal terzo avviso di garanzia si dimette il sottosegretario al Bilancio, il Dc Vito Bonsignore.

    14 - Per oltre due ore Andreotti si difende davanti alla commissione per le autorizzazioni e procedere del Senato.
    Ordine di custodia cautelare per il finanziere Ferdinando Mach di Palmstein, vicino al Psi, accusato di concussione nell'inchiesta sulla cooperazione allo sviluppo. Ottaviano Del Turco si dimette da segretario generale aggiunto della Cgil e viene sostituito da Guglielmo Epifani.

    15 - Chiamato in causa per tangenti anche il senatore socialista Francesco Forte. Il deficit accumulato dal Comune di Napoli è di 746 miliardi. Censura del Csm a Martelli invitato a contestare le accuse mossegli piuttosto che i giudici.

    17 - Giovanni Agnelli riconosce l'esistenza di ‘episodi scorretti’ nei rapporti tra Fiat e politici italiani e annuncia la piena collaborazione con i giudici milanesi. Amato annuncia la sua intenzione di recarsi dal capo dello Stato subito dopo i referendum per decidere tempi e modi della crisi di governo.

    18 - I primi dati sull'affluenza alle urne per i referendum sono i più alti dal 1985 per questo tipo di consultazione.

    19 - Successo dei ‘sì’ per tutti gli otto i quesiti referendari. Il referendum sul sistema elettorale del Senato approvato con l'83% dei voti; quello per la depenalizzazione per il possesso di stupefacenti approvato con il 55% dei voti.
    Positiva risposta dei mercati alla larga vittoria dei ‘sì’ nei referendum. Dimissionarie la giunta di Roma e quella del consiglio regionale del Lazio.

    20 - Baldassarre Di Maggio, ex autista di Totò Riina, afferma di aver accompagnato nel settembre del 1988 il boss mafioso, allora latitante, a un incontro con Giulio Andreotti. Commissariato il consiglio comunale di Roma.
    Il pidiessino Claudio Burlando è riconfermato alla guida della giunta di Genova, sostenuto da una maggioranza composita con Pds, Psi, Psdi, Pri, Verdi e Antiproibizionisti.

    21 - Lungo colloquio fra l'amministratore delegato della Fiat Cesare Romiti e il pool di magistrati di ‘Mani pulite’.
    Avviso di garanzia per il ministro della Difesa Salvo Andò indagato per voto di scambio e per legami con il clan mafioso di Nítto Santapaola. Nuovo avviso di garanzia per corruzione a Claudio Martelli.

    22 - Dopo un lungo dibattito in Parlamento il presidente del Consiglio Giuliano Amato si dimette. Arrestato con l'accusa di concussione l'ex ministro dei Lavori pubblici, il socialdemocratico Emilio De Rose.

    23 - Con una lunga lettera al Corriere della sera Cesare Romiti invita gli industriali a fare piena luce sul sistema delle tangenti ‘andando dal magistrato e confessando tutto’. Il Csm sospende Corrado Carnevale dal suo incarico in Cassazione e dallo stipendio.

    25 - Il Presidente della Repubblica invita le forze politiche a favorire la nascita di un nuovo governo non legato ai partiti per realizzare la riforma elettorale e promuovere la ripresa economica.

    26 Il presidente della Repubblica conferisce al governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi l'incarico di formare il Governo. La procura di Palermo decide di consegnare alla giunta per le immunità parlamentari del Senato gli omissis sugli interrogatori ai pentiti che accusano Andreotti.

    27 - La Giunta per le immunità parlamentari del Senato dà parere favorevole alla concessione dell'autorizzazione a procedere contro Andreotti. L'ex presidente dell'Eni Gabriele Cagliari confessa ai giudici di Milano di aver versato tangenti per 26 miliardi a Dc e Psi.

    28 - Il primo presidente dei Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, presenta la lista dei ministri del suo governo. Sono 24, di cui 9 tecnici e 3 ministri dei Pds. La maggioranza si allarga anche a Pri e Verdi.Coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti delle Ferrovie dello stato l'ex segretario amministrativo del Pci Renato Pollini.

    29 - La Camera dei deputati nega per quattro volte l'autorizzazione a procedere contro Craxi e la concede soltanto per violazione della legge sul finanziamento al partiti e corruzione richieste dalla Procura romana. I giudici di Milano decidono di presentare ricorso alla Corte costituzionale. A seguito del voto della Camera si dimettono i tre ministri del Pds e il verde Francesco Rutelli, ministro dell'Ambiente. Le opposizioni reclamano elezioni anticipate. Si costituisce il direttore generale della Fiat Giorgio Garuzzo insieme all'amministratore delegato della Fiat Avio Paolo Torricelli. Avviso di garanzia al deputato democristiano Giuseppe Santonastaso accusato di concussione per gli appalti dell'aeroporto di Capodichino.

    30 - Manifestazioni di protesta in tutta Italia contro il voto della Camera su Bettino Craxi. Il ‘caso Craxi’ si fa sentire anche in borsa deprezzando la lira. Si costituisce il manager della Fiat Avio, Mauro Bertini, l'ultimo dei quattro dirigenti del gruppo torinese ancora latitante.


    Maggio

    1 - I vertici di Cgil, Cisl e Uil celebrano la festa del lavoro e invitano il governo a varare al più presto la riforma elettorale per andare a elezioni anticipate.

    3 - Andreotti annuncia di rinunciare all'immunità parlamentare per consentire ai giudici di Palermo di indagare su di lui.
    Avviso di garanzia per l'ex ministro socialista Rino Formica accusato di aver preso tangenti per gli appalti al porto di Manfredonia. Andrea Manzella, professore di diritto costituzionale alla Luiss di Roma, è nominato segretario generale della Presidenza dei consiglio, incarico che aveva già ricoperto nei governi Spadolini e De Mta.

    4 - Rimpasto: il Presidente del Consiglio sostituisce i quattro ministri dimissionari, nominando Paolo Barile ministro per i Rapporti con il Parlamento, Livio Paladin ministro per le Politiche comunitarie, Franco Gallo ministro delle Finanze, Umberto Colombo ministro per la Ricerca scientifica, e Valdo Spini torna al ministero dell'Ambiente. Il consiglio superiore della Banca d'Italia nomina Antonio Fazio nuovo governatore. Il Psi sostituisce 11 membri della direzione inquisiti.

    5 - Il presidente dei Consiglio completa l'organico del nuovo Governo con la nomina di 36 sottosegretari. Venti sono Dc, dieci Psi, tre Psdi e tre Pli. Senato e Camera modificano il loro regolamento per votare in modo palese su tutte le autorizzazioni a procedere. Il consiglio d'amministrazione dell'Iri approva il progetto di cessione della Sme.

    6 - Ciampi dichiara che la riforma elettorale è l'impegno programmatico prioritario del governo. No al congelamento di Bot e titoli di stato, si alle privatizzazioni. Arrestati a Napoli per corruzione Antonio e Lucio Pomicino, fratelli di Paolo, ex ministro del Bilancio.

    7 - La Camera vota la fiducia al governo Ciampi: 309 sì di Dc, Psi, Psdi e Pli, 185 astenuti di Pds, Verdi, Pri e Lega nord, e 60 no di Missini e Rifondazione. Formalmente indagato per abuso di atti di ufficio il presidente dell'lri Franco Nobili.

    8 - Mario Segni annuncia la presentazione di una lista di Alleanza democratica alle prossime elezioni politiche.
    Avviso di garanzia all'ambasciatore italiano a Varsavia, Giuseppe Balboni Acqua, per abuso di atti di ufficio nell'inchiesta sulla cooperazione allo sviluppo.

    9 - Massimo D'Alema rifiuta a nome del Pds l'invito di Segni a confluire in Alleanza democratica.

    10 - Raffica di arresti a Milano e a Roma per le tangenti alle Fs. Aumenta il deficit dell'Enichem.

    11 - Arrestato Renato Pollini, ex segretario amministrativo del Pci per corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Il consiglio d'amministrazione della Fiat approva il nuovo codice etico che regolerà i rapporti dei dipendenti Fiat con gli interlocutori pubblici. Anche l'università ‘La Sapienza’ di Roma entra nell'inchiesta tangenti.

    12 - 11 presidente dell'Iri Franco Nobili arrestato con l'accusa di corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Con 162 voti a favore, 50 astenuti e 36 contrari, 9 governo Ciampi ottiene la fiducia anche del Senato.

    13 - Via libera del Senato all'autorizzazione a procedere per associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti di Giulio Andreotti. Avvisi di garanzia per fi ministro dell'Ambiente, il socialista Valdo Spini, e per l'ex ministro del Commercio estero, Claudio Vitalone, nell'inchiesta sulla cooperazione allo sviluppo.

    14 - Un'auto bomba nel quartiere Parioli causa decine di feriti e danni per miliardi. Avviso di garanzia all'ex segretario del Psdi Carlo Vizzini che avrebbe intascato tre miliardi e mezzo per facilitare la concessione di appalti da parte dell'Azienda telefonica di stato.

    15 - Il Consiglio dei ministri nomina Romano Prodi presidente dell'Iri, incarico che aveva già ricoperto dal 1982 al 1989. Ingrao lascia il Partito democratico della sinistra.

    17 - Il presidente dell'Olivetti Carlo De Benedetti ammette di aver dovuto pagare tangenti per decine di miliardi a Dc e Psi per ottenere commesso dal ministero delle Poste e dall'Azienda telefonica di stato. Arrestati i massoni dirigenti del Monte dei Paschi di Siena per aver incassato tangenti da un imprenditore in cambio di finanziamenti.

    18 - La polizia arresta a Catania Nitto Santapaola, numero due di Cosa nostra, latitante da 11 anni. La procura di Verona emette quindici ordini di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali e amministratori delle Usl.

    20 - Giorgio Benvenuto si dimette da segretario del Partito socialista in seguito a contrasti con la vecchia dirigenza del partito. Avvisi di garanzia ai deputati socialisti Bruno Landi, Raffaele Rotiroti, Agostino Marianetti e al senatore Dc Giorgio Moschetti per gli appalti all'Università La Sapienza. Nove magistrati napoletani inquisiti per aver aiutato con le loro sentenze esponenti della camorra.

    21 - Il governo vara la manovra finanziaria per recuperare 12.500 miliardi. Avvisi di garanzia per il repubblicano Oscar Mammì, ex ministro delle Poste e per la socialdemocratica Vincenza Bono Parrino, ex ministro dei Beni culturali. Per entrambi l'accusa è ricettazione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.

    22 - Avviso di garanzia per ricettazione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti all'ex segretario repubblicano Giorgio La Malfa.

    23 - A un anno dall'attentato che ne provocò la morte, centomila persone commemorano a Palermo Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta.

    24 - L'amministratore delegato della Fiat Cesare Romiti sotto inchiesta per concorso in corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Due avvisi di garanzia per concussione al socialista Giusi La Ganga.

    25 - Avvisi di garanzia per concussione aggravata relativamente alla ricostruzione post terremoto in Campania per Ciriaco De Mita e Elveno Pastorelli, direttore generale della protezione civile. Arrestato Corrado Ferlaino, presidente del Napoli Calcio, per aver pagato tangenti per aggiudicarsi appalti nell'ambito dei Mondiali del 1990.

    26 - Indagato Giulio Andreotti per concorso in omicidio del giornalista Mino Pecorelli, ucciso nel 1979.

    27 - Un'auto bomba uccide a Firenze cinque persone. Il relatore della commissione Bicamerale, il Dc Sergio Mattarella, presenta alla Camera il testo base di discussione per la riforma elettorale. Il presidente della Confindustria Luigi Abete propone un grande contratto sociale per creare 500.000 posti di lavoro in due anni.

    28 - La direzione del Psi elegge alla segreteria Ottaviano Del Turco, quella del Pli Raffaele Costa, ministro dei Trasporti. Si fa strada l'ipotesi che ad organizzare gli attentati di Roma e Firenze sia stata la mafia con l'aiuto di frange dei servizi segreti deviati.

    29 - Il questore di Palermo Matteo Cinque, accusato di complicità con la camorra dal pentito Pasquale Galasso, viene trasferito.

    31 - Crollo di Dc e Psi nelle elezioni in Valle D'Aosta. Avviso di garanzia per concussione all'ex ministro del Lavoro il democristiano Franco Marini.


    Giugno

    1 - Sigilli al ministero delle Poste per lo scandalo sulla spartizione delle frequenze TV. Ordini di arresto per concussione per tutti i componenti dell'ex giunta provinciale di Catania. Si chiude con un disavanzo di 4.146 miliardi il bilancio 1992 dell'Ente Ferrovie.

    2 - I carabinieri scoprono e disinnescano un'auto bomba in pieno centro storico a Roma. Indagato l'amministratore delegato dell'Ifi Gianluigi Gambetti. I carabinieri arrestano a Catania il boss mafioso Giuseppe Pulvirenti, latitante da 11 anni, considerato successore di Nitto Santapaola. Si dimette il provveditore generale del Monte dei Paschi di Siena Carlo Zini, già colpito da avviso di garanzia per corruzione.

    3 - Si costituisce Salvatore Randi, amministratore delegato dell'Italtel accusato di corruzione. Secondo avviso di garanzia con l'accusa di concussione per il deputato del Psi Giuseppe Garesio.

    4 - Il presidente del Consiglio Ciampi nomina un comitato di ministri per riformare la legge Mammì. Mediobanca, Comit, Credit, Banco di Roma e San Paolo di Torino incaricate di definire e attuare il riassetto finanziario del gruppo Ferruzzi. Giro di cambiamenti ai vertici dei servizi segreti.

    6 - Crollo delle forze di governo nel primo turno delle elezioni amministrative che coinvolgono 11 milioni di elettori.

    7 - Crollo della Dc che tiene solo al sud, Psi decimato, buon successo del Pds e della Rete, trionfo della Lega nelle prime elezioni dirette dei sindaci.

    8 - Avviso di garanzia per Fabiano Fabiani, amministratore delegato della Finmeccanica.

    9 - Nuova richiesta di autorizzazione a procedere per Andreotti con l'accusa di essere stato il mandante dell'omicidio di Pecorelli, ucciso perché sapeva troppo sul caso Moro.

    10 - La Commissione affari costituzionali della Camera boccia il sistema elettorale a doppio turno sostenuto da Mario Segni, dal Pds, dal Pri e dal Pli. Prevale il turno unico sostenuto da Dc, la maggioranza del Psi, Lega, Msi, Rete e lista Pannella. Al congresso dell'Associazione nazionale magistrati Di Pietro propone ‘incentivi’ alla collaborazione processuale e ‘provvedimenti al fine di consentire la ripresa delle attività delle imprese secondo regole di trasparenza’.

    11 - Ciampi sottrae al ministro delle Poste, il socialdemocratico Maurizio Pagani, l'attribuzione delle frequenze televisive e l'affida al sottosegretario alla Presidenza del consiglio, il repubblicano Antonio Maccanico.

    12 - I Giovani industriali chiedono subito la riforma elettorale, dicono no alla gerontocrazia, sì alla moralizzazione e alle privatizzazioni.

    14 - La Lega nord chiede la sospensione del ballottaggio a Torino per brogli elettorali. Crollano i titoli Ferruzzi in borsa e viene annunciata la vendita della Fondiaria.


    16 - L'aula della Camera boccia gli emendamenti favorevoli al doppio turno. Le banche soccorrono la Ferruzzi.

    17 - Anche il Senato sceglie il turno unico. La Camera fissa al 25% la quota di recupero proporzionale.

    18 - Bossi afferma che Nando Dalla Chiesa è «uomo di Cosa nostra» e che i giudici di Torino sono ‘delinquenti’.
    La proprietà della Ferfin passa alle banche.

    19 - L'ex presidente della Consob Guido Rossi nominato alla presidenza della Ferfin e della Montedison.
    Abete dichiara di accettare il mantenimento dei due livelli contrattuali.

    20 - Marco Formentini vince il ballottaggio su Nando Dalla Chiesa a Milano; a sorpresa Valentino Castellani supera Diego Novelli a Torino. Anche la Fininvest coinvolta nello scandalo tangenti per la campagna anti-aids.

    21 - Enzo Bianco sindaco di Catania di stretta misura su Claudio Fava. Quindici sindaci della Lega al Nord. Affermazione del Pds che conquista 72 comuni su 145. Clamorosa sconfitta Dc: solo sette sindaci su 61 ballottaggi.
    L'inflazione risale al 4,2%.

    22 - L'amministratore delegato della Fininvest Fedele Confalonieri accusato di finanziamento illecito ai partiti per una tangente di alcune centinaia di milioni versata all'Avanti!. Posta sotto sequestro la casa napoletana di Paolo Cirimo Pomicino, forse comprata con una mazzetta di 4 miliardi.

    23 - Il costruttore Vincenzo Lodigiani afferma di aver versato cento milioni a un collaboratore della Cisl e di aver concordato un contributo con un funzionario della Ug.

    25 - Il segretario regionale della Dc veneta Rosy Bindi apre ufficialmente la fase di rinnovamento della Dc.

    26 - Il ministro degli Esteri Nino Andreatta annuncia controlli sui fondi assegnati dalla Farnesina a Bettino Craxi nel periodo 1990-1991 per la sua attività di rappresentante dell'Onu. Arrestati due dirigenti del Sisde con l'accusa di peculato.

    28 - All'apertura del congresso della Cisl D'Antoni si dichiara estraneo alle tangenti che l'imprenditore Lodigiani asserisce di aver versato a Cisl e Uil. Al processo d'appello sul caso Cirillo, Raffaele Cutolo parla di intrecci fra camorra, politici e servizi segreti. Scoperto un buco di 320 miliardi nel bilancio della Montedison.

    29 - I presidenti di Camera e Senato nominano i cinque consiglieri di amministrazione della Rai: il prorettore della Bocconi Claudio Demattè, l'editore Elvira Sefierio, il presidente della Fondazione Palazzo Grassi Feliciano Benvenuti, l'ex presidente della Federazione nazionale stampa italiana Paolo Murialdi e il consigliere dell'Enciclopedia italiana Tullio Gregory. Ordine di arresto per Vittorio Ghidella, ex amministratore delegato della Fiat Auto e ora presidente della Graziano trasmissioni. Scoperto un altro buco di 118 miliardi nei conti della Montedison.

    30 - Il presidente del Consiglio stabilisce con una direttiva che entro un mese deve essere pronto il calendario delle dismissioni. La Camera approva la riforma elettorale con un emendamento a sorpresa proposto dal missino Tremaglia sulla concessione del voto agli italiani all'estero.


    Luglio

    1 - Con un emendamento del senatore pidiessino Angelo Scivoletto il Senato limita a tre legislature e comunque a non più di quindici anni il mandato dei parlamentari. Il neosindaco leghista di Milano Marco Formentini inaugura il primo consiglio comunale.

    2 - Incasso record dell'Irpef con un aumento del 37,7% sull'anno precedente.

    5 - Sette nuovi arresti e 5 latitanti fra cui anche il fratello dell'ex ministro della Sanità De Lorenzo per lo scandalo del ritocco dei prezzi dei medicinali. Nuovo ordine di custodia cautelare per Salvatore Ligresti.

    7 - Romiti interrogato per tre ore dai magistrati torinesi.

    8 - Arrestato il numero due dei Beni culturali Francesco Sisinni per truffa allo stato, corruzione e falso ideologico.

    10 - Rosy Bindi lancia la nuova ‘Cosa bianca’.

    11 - Bossi annuncia lo sciopero fiscale se Scalfaro non scioglierà le Camere subito dopo l'approvazione della finanziaria

    14 - La Consob dichiara falsi i bilanci della Ferruzzi. Arrestato a Ginevra l'ex presidente della Montedison Giuseppe Garofano.

    15 - Il governo pone la fiducia sui decreti sull'occupazione e sulle misure urgenti a sostegno defl'economia.
    Romano Prodi dichiara che sono 32.000, 9 100/o del totale, i dipendenti di troppo nel gruppo Iri.

    16 - Fallimento delle privatizzazioni, naufragio del programma di vendita dei beni immobili dello stato, centinaia di opere pubbliche non completate e rimaste ‘autentici monumenti allo spreco e all'inefficienza’, migliaia di concessioni demaniali irregolari: è l'analisi della Corte dei conti.

    18 - Confessione fiume di Garofano.

    19 - Quattro ordini di arresto per alti funzionari del Sisde.
    .
    20 - L'ex presidente dell'Eni Gabriele Cagliari si suicida nel carcere di San Vittore dove era detenuto dal 9 marzo. Di Pietro dichiara: ‘è una sconfitta’.

    22 - Scontro sulla carcerazione preventiva fra il ministro della Giustizia Conso e i giudici milanesi.

    23 - Si suicida alle 9 dei mattino nella sua casa milanese Raul Gardini. Si apre a Roma l'assemblea costituente democristiana per dare vita al Partito popolare.
    25 - Tutti i democristiani transitano nella proposta di Partito popolare. Garofano confessa di avere dato 280 miliardi a Dc e Psi.

    27 - Bombe a Milano, cinque morti e tre feriti, e a Roma, quattro feriti. Garofano e Sama fanno i nomi dei politici che incassarono la super tangente di 150 miliardi per l'affare Enimont.

    28 - Il capo del Sisde Angelo Finocchiaro viene estromesso. L'ex presidente della Consob Bruno Pazzi agli arresti domiciliari per la vicenda Enirnont.

    29 - Avvisi di garanzia per l'affare Enimont a Craxi, Forlani, Cirino Pomicino, Martelli e Citaristi. Informazioni di garanzia a La Malfa, Vizzini e Altissimo.

    30 - Craxi annuncia di voler togliere il disturbo e di allontanarsi dall'ltalia. Martelli annuncia con una lettera al presidente della Camera di voler uscire dalla scena politica. Il presidente dei Consiglio annuncia che le prossime elezioni si svolgeranno nella primavera del 1994.

    31 - Il ministro dell'Interno lancia l'allarme: ‘possibili sbocchi autoritari’. Accolto dal Tar il ricorso della Lega nord per irregolarità nelle elezioni del sindaco di Torino.


    Agosto

    1 - Continua la polemica sulla tassa della sanità applicata anche ai morti.

    2 - Ciampi afferma la sua intenzione di riformare totalmente i servizi segreti.

    3 - Il Senato approva la nuova legge elettorale per la Camera con 128 sì, 29 no e 59 astenuti. Il tribunale di Milano ordina il sequestro dei beni della famiglia Ferruzzi.

    4 - La Camera approva la nuova legge elettorale per il Senato con 287 sì, 78 no e 153 astenuti. Secondo Mediobanca le principali imprese italiane hanno perso 11.000 miliardi e tagliato 80.000 posti di lavoro nel 1992.

    6 - Vengono respinte dal governo le dimissioni del capo della Polizia Vincenzo Parisi. Si dimette dalla vicepresidenza della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali Sergio Mattarella accusato di aver ricevuto 50 milioni di finanziamento illeciti per la sua campagna elettorale.

    7 - Il ministro dell'Interno decide lo scioglimento del consiglio comunale di Napoli.

    10 - Le azioni Ferfin passano da 1.000 a 5 lire.

    13 - Diego Curtò presidente vicario del tribunale di Milano accusato di favoreggiamento nell'inchiesta Enimont.

    16 - La famiglia Ferruzzi accusa lo scomparso Gardini del dissesto finanziario.

    17 - Il tasso di disoccupazione al Sud è triplo rispetto a quello del Centro e del Nord: 21,3% contro il 7,9%. Scendono i tassi di interesse, sale la borsa. La Federfarma ha raccolto 5 miliardi fra i farmacisti per ‘orientare’ le scelte legislative: quota minima 150 mila lire.

    19 - L'ex ministro della Sanità De Lorenzo promette di restituire i 4 miliardi di contributi illegali presi per il partito.

    20 - L'imprenditore Lodigiani afferma di aver pagato alcuni sindacalisti, in particolare della Cisl.

    23 - Martinazzoli dice no alla Lega e alle elezioni anticipate nella primavera del 1994. Gallo raccomanda ai superispettori fiscali un'azione di accertamento più incisiva.

    24 - Il Ministro dell'Interno teme che l'emergenza occupazionale causi gravi rischi per l'ordine pubblico. Avviso di garanzia al segretario amministrativo dei Pds Marcello Stefanini per corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.

    25 - Stefano Micossi, direttore del Centro studi della Confindustria, bolla le dichiarazioni di Mancino come ‘ingiustificate e irresponsabili’. Il Pds fa quadrato attorno a Stefanini.

    26 - ‘Divergenza di vedute’ nel pool di ‘Mani pulite’ per l'avviso di garanzia a Stefanini.

    28 - Ancora polemiche fra i magistrati milanesi sull'avviso di garanzia a Stefanini.

    30 - Tutti gli amministratori del gruppo Ferruzzi accusati di pessima gestione dal nuovo presidente della Montedison, Guido Rossi.


    Settembre

    3 - Arrestato il giudice Curtò per avere incassato una tangente di 320 milioni per la custodia delle azioni Enimont.

    5 - Nella finanziaria da risolvere il nodo dell'Inps che presenterà un buco di circa 10.000 miliardi.

    6 - Diego Curtò ammette di aver intascato la tangente. Nello stabilimento Enichem di Crotone esplode la protesta degli operai contro la decisione di mettere in cassa integrazione 333 dipendenti.

    7 - Il ministro del Lavoro Giugni condanna la rivolta degli operai Enichem di Crotone. Continua il giallo delle ‘penne pulite’, i giornalisti contattati da Sama per sostenere l'immagine della Montedison.

    8 - Disgelo tra Segni e Martinazzoli che si ritrovano nello studio di Andreatta.

    11 - Le amministrazioni locali riceveranno dallo stato 1.000 miliardi in meno rispetto al 1993. Potranno far lievitare le imposte su luce, gas, acqua, nettezza urbana.

    12 - Scalfaro difende i magistrati dalle accuse generiche lanciate dall'avvocato americano che difende Andreotti.

    13 - Raggiunto un primo accordo sui dipendenti Enichem di Crotone destinati alla cassa integrazione. Il segretario del Movimento Sociale Fini si candida a sindaco di Roma.

    14 - La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera con un voto controverso decide di respingere la richiesta di arresto per l'ex ministro De Lorenzo.

    17 - Arrestata con l'accusa di corruzione la moglie del giudice Curtò, Antonia Di Pietro. Il pentito Pasquale Galasso accusa di collusione con la camorra Gava, Scotti e Cirino Pomicino.

    18 - Arrestato Marco Fredda responsabile del patrimonio immobiliare del Pds e nuovo ordine di custodia cautelare per Primo Greganti. Il ministro della Giustizia Conso chiede al Csm la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio dell'ex ministro, e magistrato, Claudio Vitalone.

    20 - Il presidente del Consiglio mette il suo incarico a disposizione del Parlamento e del capo dello Stato. Wilfredo e Claudio Vitalone sono accusati di bancarotta e di estorsione per aver incassato una tangente di 2 miliardi e mezzo da una cooperativa agricola.

    21 - Terzo mandato di cattura per Primo Greganti per corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.
    Andreotti ammette di aver dato 170 milioni a Radaelli per uno spettacolo elettorale e di averlo pregato di non parlarne ai giudici.

    22 - Ordini di arresto per gli appalti di ‘Malpensa 2000’ a Roberto Cappellini, ex segretario del Pds milanese, e Giovanni Donegaglia, presidente della cooperativa di Argenta.

    23 - Per due soli voti la Camera respinge la richiesta di arresto dell'ex ministro De Lorenzo. Sì all'autorizzazione a procedere contro l'ex ministro Gava accusato di associazione mafiosa. Rinvio a giudizio per l'ex ministro Giovanni Prandini.

    25 - I conti in Svizzera attribuiti al Pds erano di due democristiani veronesi.

    26 - Bossi lancia tre sfide: rivolta fiscale a novembre; plebiscito ad aprile per la scelta federalista; creazione di un parlamento per la Repubblica del Nord.

    27 - Quindici miliardi sul conto intestato alla moglie di Duilio Poggiolini, ex direttore del servizio farmaceutico del ministero della Sanità. Il pool di ‘Mani pulite’ rimanda la decisione slla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Marcello Stefanini, tesoriere del Pds.

    28 - Raddoppio del capitale per la Fiat: Giovanni Agnelli resta presidente e Cesare Romiti amministratore delegato.
    Mario Segni abbandona ufficialmente Alleanza democratica respingendo qualsiasi accordo con il Pds.

    29 - Lingotti d'oro, gioielli, monete antiche e dipinti: si scopre il tesoro accumulato da Duilio Poggiolini e da sua moglie nella loro abitazione napoletana. Avviso di garanzia per concorso in corruzione all'on. Barbara Pollastrini, ex segretaria del Pds milanese.


    Ottobre

    1 - Scalfaro dichiara che dopo il voto su De Lorenzo, se tutti gli adempimenti fossero già stati completati, avrebbe sciolto le Camere. Arrestati per tangenti l'ex vice presidente dell'Eni Alberto Grotti, i direttori dell'Assolombarda, Daniel Krausl e del ministero dell'Industria, Vittorio Barattieri, e l'ex segretario aggiunto della Uil, Ruggero Ravenna.

    4 - La procura di Milano archivia le accuse contro il tesoriere del Pds Stefanini. Arrestato per riciclaggio il ‘re del grano’ Francesco Ambrosio. Si rende noto che nell'agosto 1993 la cassa integrazione ha registrato un aumento del 43 per cento rispetto allo stesso mese del 1992.

    5 - Alcuni parlamentari protestano contro Scalfaro reo di esprimersi troppo spesso a favore di elezioni anticipate.
    De Lorenzo 336 milioni, Cirino Pomicino 219 milioni, Citaristi 129 milioni: rese note le dichiarazioni dei redditi con alcuni dei parlamentari inquisiti nelle posizioni più basse.

    6 - Altri quindici conti correnti per almeno dieci miliardi intestati a Duilio Poggiolini e a sua moglie.

    7 - Il giudice per le indagini preliminari Italo Ghitti respinge la decisione del pool di ‘Mani pulite’ di archiviare le accuse contro Stefanini.

    9 - Il capo di Stato maggiore dell'esercito Goffredo Canino dichiara, in aperta polemica con Miglio, che chi attacca lo stato unitario è un traditore.

    11 - Scontro all'interno del pool ‘Mani pulite’: Tiziana Parenti vuole indagini più approfondite sul Pds. Il ministro Fabbri difende la reazione del generale Canino ma gli chiede di astenersi da ulteriori polemiche.

    12 - Dieci alti ufficiali sotto inchiesta per presunta organizzazione di un golpe.

    13 - La Camera riduce le fattispecie di immunità parlamentare: la richiesta di autorizzazione a procedere resterà solo per l'arresto, le perquisizioni e le intercettazioni. Il tribunale della libertà decide la scarcerazione di Marco Fredda, responsabile dei patrimonio immobiliare del Pds.

    14 - Il tribunale della libertà ordina la scarcerazione anche di Primo Greganti. L'analisi di Mediobanca rivela un record di debiti sia per le aziende pubbliche che per quelle private. Si parla della presenza di un boss della 'ndrangheta nel commando Br durante fl sequestro di Aldo Moro.

    15 - Richiesta di autorizzazione a procedere contro Marcello Stefanini per frode fiscale e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.

    16 - Il capo dei Sisde della Liguria, Augusto Maria Citanna, accusato di aver organizzato il falso attentato sul treno Siracusa-Torino del 21 settembre.

    18 - Il Consiglio dei Ministri approva la riforma dei servizi segreti con la creazione di un centro unitario alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio. Cinque magistrati sotto inchiesta a Palermo con l'accusa di associazione di stampo mafioso.

    19 - Altri tre magistrati palermitani sotto inchiesta per presunti legami con le cosche. Il Gip Italo Ghitti ordina nuove indagini sui rapporti tra il tesoriere del Pds Marcello Stefanini e Primo Greganti.

    21 - Il presidente della Confeommercio, Francesco Colucci, e il suo assistente, Aldo Antoniozzi, ricevono un avviso di garanzia per truffa, falso in bilancio, appropriazione indebita e irregolare partecipazione agli utili. Adriana Faranda afferma che Moro non fu ucciso da Prospero Gallinari, ma dal «quarto uomo» Germano Maccari insieme a Mario Moretti.

    22 - Si dimette per protesta il Capo di Stato Maggiore Goffredo Canino immediatamente sostituito dal Generale di Corpo d'Armata Bonifazio Incisa di Camerana. Attentato al Palazzo di giustizia di Padova.

    24 - Il ministro dell'Industria Paolo Savona sostiene che la criminalità organizzata è pronta ad investire anche nelle privatizzazioni italiane.

    26 - Assalto dei senatori sul provvedimento di tagli alle pensioni previsti dalla finanziaria nel 1994.

    28 - Anche il Senato approva la riduzione dell'immunità parlamentare. Si apre il processo a Sergio Cusani, assente in aula, consulente finanziario di Raul Gardini e legato al Psi. Arrestati Donatella Di Rosa e il marito, il Tenente Colonnello Aldo Michittu, autori del memoriale sul presunto golpe.

    29 - Arrestato Riccardo Malpica, ex direttore del Sisde, accusato della gestione dei fondi neri. Anche l'ex ministro della Difesa, Salvo Andò, e il capo della Polizia, Vincenzo Parisi, erano, secondo Broccoletti, a conoscenza della gestione dei fondi. Coinvolto anche Scalfaro.

    30 - La procura di Roma scagiona il capo dello Stato dalle accuse dell'ex tesoriere dei Sisde, Maurizio Broccoletti.
    La procura di Roma emette un ordine di cattura per fi presidente della Olivetti, Carlo De Benedetti.


    Novembre

    1 - L'ex direttore del Sisde Riccardo Malpica ribadisce che tutti i Ministri dell'Interno sono stati al corrente della gestione dei fondi neri.

    2 - Si costituisce De Benedetti accusato di aver versato una tangente di 10 miliardi al ministero delle Poste. Gli vengono concessi gli arresti domiciliari. Gianni Letta, vice presidente della Fininvest, e Adriano Galliani, presidente di Rete Italia, accusati di aver versato tangenti al ministero delle Poste per le frequenze televisive. Craxi sostiene che il sistema delle tangenti l'hanno voluto gli industriali, la cui partecipazione era ‘consapevole, volontaria, interessata’ e molto spesso ‘organizzata e pianifìcata’.

    3 - Il capo dello Stato respinge il ‘gioco al massacro’ sui fondi neri del Sisde che lo riguarderebbero in quanto ex ministro dell'interno. Arturo, Franca e Alessandra Ferruzzi chiedono alla sorella Idina, moglie di Raul Gardirii, tremila miliardi di risarcimento per le perdite subite in seguito alla gestione del marito.

    4 - Smentito dalla Banca d'Italia Andreotti che la accusava di aver informato il governo con 5 giorni di ritardo sull'irruzione dell'Fbi nella filiale della Banca nazionale del lavoro di Atlanta. Carlo Sama racconta che 93 miliardi di tangenti, pagate dalla Montedison per la vicenda Enimont, furono versate allo Ior, la Banca Vaticana. L'ex direttore del Sisde, Riccardo Malpica, insiste: ‘Scalfaro lo pagavo io’.

    5 - La procura di Roma accusa di ‘attentato alla Costituzione’ gli agenti dei Sisde che hanno chiamato in causa il Presidente della Repubblica a proposito dei fondi neri.

    6 - Arrestata Rosa Maria Sorrentino, ex vicedirettore di divisione dei Sisde con l'accusa di peculato e associazione a delinquere.

    7 - Ordine di arresto per Matilde Paola Martucci, segretaria di Riccardo Malpica. Avrebbe investito in banche italiane e estere circa 12 miliardi.

    8 - Il prefetto Alessandro Voci, ex direttore del Sisde e attuale commissario straordinario di Roma, sotto inchiesta con l'accusa di peculato.

    9 - I titoli Sip, Stet e Italcable travolti da una ondata di vendite: perdono rispettivamente il 4,47%, il 4,09% e il 3,88%.
    Il Senato approva il disegno di legge per stanare chi riceve illegittimamente una pensione di invalidità civile. Dovrà restituire allo stato i soldi ricevuti.

    10 - Con notevoli assenze nella maggioranza e l'astensione di Pds e Lega, il Senato boccia la legge sul voto degli italiani all'estero. I magistrati di Napoli emettono 14 ordini di custodia cautelare per i rappresentanti delle maggiori industrie farmaceutiche: l'accusa è di corruzione. Avviso di garanzia per Adriano Galliani, consigliere di amministrazione della Fininvest.

    11 - I responsabili dell'assassinio di Falcone sarebbero 18 mafiosi tra cui anche Totò Riina. I giudici della procura di Roma continuano le indagini su Vincenzo Scotti e Antonio Gava per concorso in peculato relativo ai fondi del Sisde e chiedono l'archiviazione per il ministro dell'Interno Nicola Mancino.

    12 - Due pentiti raccontano l'attentato a Falcone. L'ordine di uccidere arrivò da Totò Riina a nome di tutte le famiglie corleonesi.

    13 - Si rende noto che la produzione industriale nei primi nove mesi dell'anno è calata del 3,8%. La procura di Firenze avrebbe aperto un'indagine nei confronti dei giudici di Milano per il cosiddetto Autoparco della mafia.

    15 - Occhetto annuncia una raccolta di firme per chiedere le elezioni anticipate.

    16 - La corte d'appello di Milano scagiona De Benedetti. Non dovrà restituire gli 81 miliardi che ricevette dal Banco Ambrosiano dopo 65 giorni da vicepresidente.

    17 - Mandato di cattura per Sergio Cragnotti, finanziere e attuale presidente della Lazio, con l'accusa di falso in bilancio per quando era consigliere di Montedison e amministratore delegato di Enimont.

    19 - Buscetta accusa: ‘non c'è delitto della mafia che non sia stato ordinato da Riina’. Riina rifiuta il confronto perché Buscetta è immorale: ‘ha avuto troppe mogli’.

    22 - Alle elezioni amministrative, Orlando vince a Palermo con il 75 per cento dei voti. Tutti i candidati progressisti vanno al ballottaggio nelle grandi città. A Roma e a Napoli i missini Fini e Mussolini sono secondi. Al Nord, i candidati della Lega sono secondi a Genova e Venezia. Sparisce il centro. Si scopre che Gardini pagò 100 miliardi ai partiti di governo per accreditarsi nei loro confronti.

    23 - All'inaugurazione del suo supermercato Shopville, a Casalecchio, Berlusconi annuncia che pensa di entrare in politica. Dichiara che se fosse a Roma voterebbe per Fini. Cragnotti confessa di avere pagato l0 miliardi al trio Craxi-Andreotti-Forlani per sgravi fiscali sull'affare Enimont.

    26 - Il direttore della Banca d'Italia, Lamberto Dini, accusa le banche italiane di inefficienze, sprechi, stipendi eccessivi.

    29 - Cossiga rivela che esisteva un piano per isolare e intrnare in una casa di cura Moro, se fosse stato liberato.

    30 - Nel suo lungo interrogatorio il segretario ammininistrativo della Dc Severino Citaristi dichiara che sia Forlani che De Mita erano al corrente delle tangenti.


    Dicembre

    1 - La Procura di Roma smentisce le rivelazioni di Cossiga sui piani per neutralizzare Moro. Cossiga afferma di avere prove documentali. L'ex ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino conferma di avere ricevuto cinque miliardi dall' affare Enimont come contributo alla campagna elettorale. Chiama in causa anche l'allora vicesegretario dei Psi Giuliano Amato.

    2 - La Malfa ammette di avere preso trecento milioni da Sama. Arrestato Maurizio Broccoletti, uomo chiave dei fondi neri del Sisde.

    3 - Intesa sulla finanziaria. Anche il Pds annuncia il suo impegno concreto per una rapida approvazione. Craxi annuncia di non potere testimoniare al processo Cusani 'per motivi di ordine pubblico'. Forlani sostiene di non avere ricevuto avvisi di garanzia.

    5 - Le città scelgono i progressisti. I cinque candidati delle Alleanze di progresso: Rutelli (con il 53,1%), Bassolino (55,6/o), Sansa (59,2%), Cacciari (55,4%) e Illy (53%) vincono al ballottaggio contro i candidati del Movimento Sociale e della Lega.

    6 - Il capogruppo del Pds alla Camera Massimo D'Alema dichiara che Ciampi potrebbe continuare a guidare il governo anche dopo le elezioni politiche. Dentro la Lega emergono le critiche alla strategia di Bossi. L'Osservatore romano dà un giudizio positivo sull'esito delle elezioni amministrative.

    7 - L'ex segretario amministrativo della Lega Alessandro Patelli, accusato di avere ricevuto 200 milioni dalla Montedison, confessa.

    8 - La costosa verifica dei voti chiesta dalla Lega per l'elezione del sindaco di Torino non rivela irregolarità di rilievo.

    9 - La Confindustria formula un questionario socio-economico in dieci punti da sottoporre a partiti e candidati.

    10 - Improvviso e lungo incontro fra Di Pietro e Occhetto. ‘Cordiale, molto importante, utile e positivo’, dichiara il segretario del Pds.

    11 - Al Congresso della Lega Bossi rilancia la tripartizione dell'Italia: Padania, Etruria e Sud. Condannato a due anni con la sospensiva, dopo patteggiamento e con la restituzione di cinque miliardi, l'ex deputato dc Alfredo Vito.

    12 - Bossi apre a Berlusconi che si dichiara disponibile senza escludere l'apporto di Fini.

    13 - Anche Segni è disponibile a trattare con Bossi, mentre Scalfaro difende il sacro principio dell'unità nazionale.
    Martelli confessa di aver ricevuto 500 milioni per la sua campagna elettorale da Sama (Montedison). 5 o 7 miliardi a Craxi?...

    14 - Andreotti interrogato per dodici ore dal procuratore capo di Palermo Giancarlo Caselli è messo a confronto con il pentito che lo accusa.

    15 - Ciampi dichiara che, con l'approvazione della finanziaria, il suo governo ha esaurito il programma. Bossi fa una piccola marcia indietro sul federalismo secessionista e Segni plaude.

    16 - Il Psi si spacca. Del Turco vince contro i fedelissimi di Craxi e convoca un'assemblea per andare con i progressisti.
    La Dc si spacca sulle prospettive di alleanze, con i neocentristi che premono per un accordo con Berlusconi.

    17 - Al processo per le maxitangenti Enimont, Forlani non sa e non ricorda. Craxi; contrattacca ‘così facevan tutti’ e dichiara che dal 1987 al 1990 il Psi ha incassato ‘contribuzioni’ per 186 miliardi.

    18 - La Camera approva la legge finanziaria anche con il voto favorevole del Pds. Ridda di incontri centristi. Martinazzoli riceve Berlusconi e Segni va da Agnelli.

    19 - Il presidente Scalfaro, parlamentare ininterrottamente dal 1946, auspica che nel prossimo Parlamento ci siano pochi politici di professione.

    20 - Bossi va da Di Pietro e restituisce la tangente di 200 milioni ricevuta da Sama. Poi incita alla raccolta di tutti i contributi possibili per contestare la legge sul finanziamento ai partiti.

    21 - Sama sostiene di aver saputo che anche il Pci incassò contributi da Gardini. Di Pietro chiede la convocazione di D'Alema come testimone.

    22 - Il Senato approva in via definitiva la finanziaria e la Lega abbandona il Parlamento. Berlusconi attacca Scalfaro reo di aver sostenuto che la democrazia italiana è in grado di far fronte ai cambiamenti politici. Pannella raccoglie le firme per imporre un dibattito sulla sfiducia al governo Ciampi e ritardare la data delle elezioni.

    23 - Scarcerato dopo cinque mesi il finanziere socialista Cusani. Non ha parlato.

    23 - 350 Parlamentari chiedono a Scalfaro di abbinare le elezioni politiche con quelle europee il 12 giugno 1994 per risparmiare, dicono, 1.000 miliardi, e per guadagnare ancora tempo.

    24 - Il presidente della Camera fissa per il 12 gennaio la data del dibattito parlamentare sulla mozione di sfiducia a Ciampi.

    25 - Gli auguri di Natale dei Papa per l'Italia unita che su ‘fondamenta forti e profonde’ potrà costruire il suo avvenire con coraggio, speranza e decisione. Nell'omelia di Natale, il parroco di una chiesa di Palermo, don Paolo Turturro, rivela di avere saputo in confessionale chi sono i killer di Capaci.

    27 - Sequestrati sedici miliardi e mezzo di lire in titoli di stato a Licio Gelli. Il capo della P2 accusato di riciclaggio di denaro sporco. Secondo il Sole-24 Ore, Aosta, seguita da Parma, è la città dove si vive meglio. Fra le regioni, in testa l'Emilia-Romagna con quattro città, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Bologna, fra le prime dieci.

    28 - Nella tradizionale conferenza stampa Ciampi fa il bilancio, tutto positivo, tranne la disoccupazione, problema ‘che angoscia’, del suo ‘governo di transizione’, e annuncia di volere ‘concludere ordinatamente la missione assunta’. Una decina di arresti in Sicilia per un intreccio mafia-massoneria che serviva ad ‘aggiustare’ i processi.

    29 - Lunga visita di Martinazzoli nella villa di Berlusconi ad Arcore.

    30 - Francesco Saverio Borrelli fa domanda per il posto di presidente della Corte d'appello di Milano. Lascerà il pool ‘Mani pulite’. L'indebitamento dell'Iri è di 75 mila miliardi. Pannella corre ad Arcore: ‘convergenza di valori e di obiettivi con Berlusconi’ contro la ‘bottega del Pds’.

    31 - Nel suo messaggio di fine anno Scalfaro afferma che ‘l'Italia sta risorgendo’. Rivendica il suo ruolo di nomina del presidente del Consiglio.

  2. #2
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    Predefinito

    Ci hai fatto cosa graditissima.
    Grazie!

  3. #3
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    Predefinito

    Alcuni dati di fatto mi fanno pensare che la tua ipotesi, caro Fecia, sia erronea. Li elencherò brevemente.
    -Il pool di Milano non era di ispirazione sinistrorsa: vi erano elementi di ogni tendenza.
    -Ad Antonio Di Pietro fu offerto un ministero dal Polo.
    -Berlusconi ebbe a dire, di Tangentopoli: "la magistratura ha svolto un compito per cui tutti dobbiamo esserle grati".
    -I più "forcaioli" all'epoca furono lega e MSI.

    Non sono prove inconfutabili, ma sono prove indiziarie che mi fanno pensare molto.
    saluti

  4. #4
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    Predefinito prove indiziarie di assai facile confutazione...

    Originally posted by Alberich:

    Alcuni dati di fatto mi fanno pensare che la tua ipotesi, caro Fecia, sia erronea. Li elencherò brevemente:

    - il pool di Milano non era di ispirazione sinistrorsa: vi erano elementi di ogni tendenza


    - verissimo, in particolare è risultata in 'controtendenza' la dottoressa Tiziana Parenti, la quale aveva lavorato per otto mesi per 'far luce' sull'organizzazione delle 'tangenti' del Pci-Pds e per collezzionare le prove che avrebbero dovuto 'incastrare' Primo Greganti e Marcello Stefanini. Poi, al momento di decidere circa l'invio al Parlamento della richiesta di autorizzazione a procedere contro quest'ultimo, con un magistrale 'colpo di mano' la Procura di Milano, esibendo 'argomentazioni' ridicole e false risultanze saltate fuori non si sa bene come all'ultimo momento, bocciava con otto voti contro uno [quello della Parenti appunto] la richiesta e toglieva di fatto a quest'ultima l'inchiesta motivando la decisione con queste incredibili parole: '...la dottoressa Parenti non è in linea con la Procura...'

    - ad Antonio Di Pietro fu offerto un ministero dal Polo

    - verissimo, ministero che è stato offerto all'ex-magistrato da Berlusconi dopo la vittoria alle elezioni politiche del marzo '94, quando 'Mani pulite' non aveva ancora scatenato la 'persecuzione' contro il Cavaliere. Lo stesso di Pietro, come è noto, quella volta ha rifiutato il seggio di Ministro, cosa che invece si è guardato bene di fare quando da prima Romano Prodi gli ha offerto il Ministero dei Lavori Pubblici e poi D'Alema un seggio in Senato.

    -Berlusconi ebbe a dire, di Tangentopoli: '...la Magistratura ha svolto un compito per cui tutti dobbiamo esserle grati...'

    - verissimo, tale frase è stata però pronunciata al tempo della campagna elettorale del '94 e valgono quindi le stesse considerazioni che ho fatto al punto precedente

    -i più 'forcaioli' all'epoca furono Lega e MSI

    - verissimo per quanto riguarda l'MSI, che, come An del resto, a Tangentolpoli è sempre risultato estraneo nel modo più completo. Diverso è il caso della Lega Nord, la più 'forcaiola' di tutti [celebre è l'espressione 'tintinnio di manette' sparata da Bossi nel settembre del '93] fino alla [per lei] sciagurata vicenda dei famosi 200 milioni versati da Sama a Patelli, dopo di che Bossi, finito alla sbarra accanto a Craxi e Forlani, ha drasticamente cambiato 'prospettiva'

    cordiali saluti!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
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    Predefinito entra in scena 'Don Masino'...



    Circa due anni fa, era il gennaio 2000, moriva nella sua casa di New York Tommaso Buscetta, il più importante collaboratore di giustizia delle indagini antimafia, aveva 72 anni. Buscetta, soprannominato il ‘boss dei due mondi’, è passato alla storia delle indagini di mafia per essere stato il primo a raccontare al giudice Giovanni Falcone della struttura di Cosa Nostra e dell'esistenza di una ‘cupola’ dell'organizzazione malavitosa e le sue confessioni avevano costituito la base del primo ‘maxiprocesso’ contro le cosche di Palermo. Il suo ruolo di primo piano che lo stesso Falcone aveva più volte riconosciuto, come testimoniano le seguenti parole del giudice morto a Capaci: ‘...prima di Buscetta non avevamo che un'idea superficiale del fenomeno mafioso: con lui abbiamo cominciato a guardarci dentro: ci ha dato una visione globale, ampia, a largo raggio del fenomeno. Ci ha dato una chiave di lettura essenziale, un linguaggio, un codice...’
    Delle connessioni fra mafia e politica ‘Don Masino’ non aveva mai voluto parlare con il giudice Falcone, al quale aveva sempre detto che si trattava di una faccenda ‘troppo grossa’. All’improvviso però, nella primavera del ‘93, il ‘superpentito’ improvvisamente si pente una volta di più, si reca a Palermo dal giudice Giancarlo Caselli e gli spiattella davanti una serie di ‘clamorose rivelazioni’ rigurado passate ‘collusioni’ tra la Mafia Siciliana ed i vertici della Democrazia Cristiana. Le vicende risalivano a quattordici anni prima. Il 20 marzo 1979 era stato ucciso a Roma, con quattro colpi di pistola calibro 7.65 poco dopo aver lasciato la redazione della rivista Op, Carmine ‘Mino’ Pecorelli. Veniva aperta dal magistrato di turno dottor Mauro e dal giudice Domenico Sica una inchiesta a carico di ignoti, inchiesta che, passata col tempo in mano a diversi Pm, vedeva coinvolti in successione la Loggia P2 di Licio Gelli, i Nar di Valerio e Cristiano Fioravanti e la banda della Magliana di Massimo Carminati. Dodici anni di inchieste non avevano tuttavia portato ad alcun risultato e così il 15 novembre 1991 il giudice istruttore Francesco Monastero proscioglieva tutti gli indagati per non aver commesso il fatto. Le ‘confessioni’ di Tommaso Buscetta fanno però riaprire clamorosamente il caso nel 1993 quando, interrogato dai giudici di Palermo, accusa ‘Cosa Nostra’ di essere l’esecutore e il leader Dc Giulio Andreotti di essere il mandante dell’omicidio di Pecorelli. Il 27 marzo scoppia la bomba; Giulio Andreotti riceve un avviso di garanzia per associazione a delinquere di stampo mafioso, e con lui il giudice Carnevale, sospettato di aver ‘pilotato’ molti processi
    che vedevano imputati boss della Mafia. Dopo quindi il Partito Socialista dunque, è la volta della Democrazia Cristiana a finire nel ‘ciclone’ di Tangentopoli, e questa volta non per aver recepito tale o talaltra tangente, bensì, crimine assai più odioso agli occhi dell’opinione pubblica, per essersi alleata con la Mafia Siciliana. Che tutto questo facesse capo ad una unica e ben orchestrata ‘regia’ lo si doveva capire da lì a pochi giorni. Il 5 di aprile due nuovi ‘avvisi’ piovono sulla ‘nomenklatura’ democristiana, uno sempre a Giulio Andreotti per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, l’altro al segretario Arnaldo Forlani per ricettazione nell’ambito dell’inchiesta Anas. Con magistrale tempismo il giorno dopo, 6 aprile, la Commissione Parlamentare Antimafia approva la relazione conclusiva dell'indagine sui rapporti tra Mafia e politica. Nel documento si afferma che ‘risutano certi alla Commissione i collegamenti di Salvo Lima con uomini di Cosa Nostra’ e che ‘egli era il massimo esponente in Sicilia della corrente democristiana che fa capo a Giulio Andreotti’. Due giorni dopo il verbale del ‘superpentito’ viene inviato dai Pm di Palermo a quelli di Roma che il 14 aprile iscrivono Andreotti nel registro delle notizie di reato. Il 9 giugno la Procura di Roma chiede al Senato l'autorizzazione a procedere contro il senatore a vita Giulio Andreotti ‘in qualita' di mandante’ dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli; il reato configurato e' omicidio premeditato in concorso con piu' persone. Dopo che lo stesso senatore Andreotti ha manifestato il desiderio di non valersi dell’immunità parlamentare, l'autorizzazione a procedere viene concessa il 29 luglio. In base alle dichiarazioni di Buscetta il Pm Giovanni Salvi indaga anche Gaetano Badalamenti e Giuseppe Calo'.

    Dovranno passare sette lunghi anni prima che il processo, che doveva celebrarsi a Perugia, arrivasse alla conclusione che a tutti è nota: assoluzione con formula piena per Guilio Andreotti ed altri sei imputati. La Corte di Giiustizia di Perugia non aveva creduto dunque alle ‘dichiarazioni’ che Don Mino aveva ‘spontaneamente’ rilasciato ed aveva ribadito il concetto che ‘frequentare’ boss mafiosi non costituisce prova di ‘collusione’ con la Mafia. L’esito della sentenza non può che portare a domande che però difficilmente potranno trovare, ora che Buscetta è passato a miglior vita, completa ed esaudiente risposta: ‘...perchè Buscetta si è deciso solo nella primavera del ‘93 a rivelare i rapprti tra il senatore Andreotti e la ‘cupola’ di ‘Cosa Nostra’?...ha detto la verità oppure è stato, al pari di tanti altri ‘pentiti’, opportunamente pilotato?...’. Non potremo logicamente mai appurarlo con prove certe, così che dobbiamo accontentarci di qualche indizio...per esempio il fatto che Buscetta ha ricevuto dalla ‘giustizia’ un trattamento che definire ‘privilegiato’ è fortemente riduttivo, come dimostra il seguente articolo giornalistico:



    E' l'agosto 1995: Tommaso Buscetta si concede una vacanza nel Mediterraneo con moglie e figli. Una vacanza programmata da tempo, si saprà in seguito, sulla nave da crociera ‘Monterey’, che dopo aver toccato molti porti del Mediterraneo [Egitto, Rodi e Gerusalemme] deve concludere il viaggio a Catania. A scoprire il pentito di Mafia è un giornalista del settimanale Oggi che il 22 agosto anticipa il servizio realizzato proprio dalla nave. Luigi Li Gotti, legale di Buscetta, dichiara: ‘Il mio cliente con il proprio denaro, guadagnato dalla moglie in anni di lavoro e i proventi di un recente libro, nello scorso mese di luglio ha acquistato biglietti per partecipare a una crociera, pur essendo stato sconsigliato dal farlo’. La notte del 23 agosto Buscetta interrompe la crociera prelevato, con la famiglia, da un mezzo militare. ‘Buscetta? Un vero galantuomo, un crocierista perfetto’. Così il Comandante della ‘Monterey’, Franco D'Esposito descriverà il viaggiatore. Scoppia la polemica sull'opportunità di quella gita. ‘Ma quale crociera con i soldi dello Stato! I soldi abbiamo dovuto spenderli per portarlo via, dopo che avete scritto sulle prime pagine di tutti i giornali dove stava e dove sarebbe stato il giorno dopo...’; così si sfoga uno dei funzionari che si occupano della sicurezza dei pentiti. I compagni di viaggio di Buscetta accusano il giornalista di essere ‘un giuda che ha venduto Buscetta per trenta denari’. Buscetta verrà diffidato dalla Commissione Protezione del Viminale che lo invita ad ‘attenersi scrupolosamente alle restrizioni’ previste dal programma che dispone il ritiro dei documenti con le generalità di copertura ormai pubbliche.

    Nel modo che abbiamo descritto, le ‘fidate’ Procure di Milano e di Palermo , nel breve volgere di poche settimane, svolgevano perfettamente la missione che era stata loro affidata dai registi di Botteghe Oscure: annientare, usando l’arma giudiziaria, le due più forti formazioni politiche, che sino ad allora avevano ininterrottamente governato il Paese, la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista. Il ‘programma’ ancora non era completo, in quanto mancavano due requisiti essenziali al successo definitivo:

    - ‘convincere’ la massima Autorità dello Stato ad assecondare i ‘desideri’ degli [ex]comunisti

    - evitare nel modo più assoluto che la bufera coinvolgesse anche il Pci-Pds

    Prossimamente vedremo come come questi due ‘aggiustamenti’ sono stati magistralmente ideati e impeccabilmente realizzati...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
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    Predefinito

    Due volte grazie: per aver postato il tuo lavoro e per non aver chiamato il mezzo boss mafioso e assassino Buscetta, "don Masino".
    Quasi fosse un buon parroco di campagna.

    Mani pulite iniziò probabilmente come lotta contro la sinistra di Craxi. L'enorme favore raccolto tra i media e il popolo fece balenare nelle teste dei protagonisti milanesi l'idea che l'immenso vuoto politico che si stava creando poteva essere parzialmente occupato da magistrati. Ricordi le espressioni favorevoli di Borrelli rivolte al Capo di Stato in cerca di personaggi "papabili" a un ministero d'emergenza?
    In pratica -fossimo chiamati dal Presidente della Repubblica- diceva Borrelli, - per puro spirito di servizio risponderemmo obbedisco, come Garibaldi-.
    Erano pronti a riempire quel buco, in compagnia dell'ultimo e unico partito rimasto sulla piazza.

    Ma venne Berlusconi!
    saluti

  7. #7
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    Predefinito Tangentopoli alla '007'...



    cari amici
    torniamo alla primavera del 1993, quando il ‘pentapartito’ [DC, PSI, PLI, PSDI, PRI] cadeva in pezzi sotto i colpi di maglio, accompagnati dal dolce ‘tintinnio di manette’, di ‘Mani pulite’, quando Antonio Di Pietro, nella famosa arringa del processo Cusani spiegava che:'...il sistema della corruzione alla base dell'illecito finanziamento era una ‘dazione ambientale’ [sic!...- n.d.r.] che riguardava tutti i Partiti...’, anche se, per pura fatalità s’intende, l'inchiesta aveva preso una unica direzione ed aveva investito l’ala moderata della DC, Craxi ed i suoi uomini del Psi, lasciando pressoché indenne il Pds...la formula del ‘non poteva non sapere’ valeva evidentemente allora soltanto per Bettino Craxi e Arnaldo Forlani, esattamente come più tardi sarebbe stata valida solo se applicata contro Silvio Berlusconi. E’ chiaro che in questo scenario il Pds, misteriosamente ‘graziato’ dagli ‘indipendenti’ Magistrati di ‘Mani pulite’, veniva a trovarsi, servita su di un piatto d’argento, la porta spalancata verso l’obiettivo che per oltre quarant’anni aveva invano sognato: sostituirsi alla Democrazia Cristiana e ai Partiti di sinistra ‘moderati’ nella guida del Paese. Se in tempi ragionevoli si fosse andati alle elezioni, dopo l’annientamento dei tradizionali avversari, il Pci divenuto nel frattempo Pds si sarebbe dovuto misurare solamente contro due formazioni politiche: il Msi, sul quale gravava sempre la tradizionale pregiudiziale di ‘incostituzionalità’ che nulla e nessuno sembrava poter rimuovere, e la Lega Lombarda, divenuta nel frattempo Lega Nord, movimento che era riuscito a riscuotere entusiasmo in alcune regioni settentrionali del Paese, ma ancora ‘acerbo’ e non dotato delle ‘infrastrutture’ necessarie per poter seriamente competere in una campagna elettorale a livello nazionale con la formidabile ‘locomotiva comunista’. Le elezioni politiche tuttavia si erano svolte l’anno prima, nella primavera del 1991, e pertanto, se si fosse attesa la scadenza ‘fisiologica’ della legislatura, per le elezioni politiche si doveva attendere il 1997...un arco di tempo più che sufficiente perchè i partiti coinvolti in Tangentopoli potessero ‘rifarsi il trucco’, rinnovando la vecchia classe politica ‘corrotta’, e perchè gli Italiani potessero ‘dimenticare’. Occorreva andare alle elezioni subito, senza perdere un solo attimo di tempo, poichè l’occasione che si presentava ai [post]comunisti non si sarebbe probabilmente presentata mai più!...E qual era mai l’ostacolo che stava fra loro e l’auspicato definitivo trionfo elettorale?...Molto semplicemente si richiedeva che il Capo dello Stato si degnasse di sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni. E chi era in quel momento l’inquilino del Quirinale?...
    Oscar Luigi Scalfaro era stato eletto alla suprema Carica Istituzionale della Repubblica anch’egli l’anno prima, dopo una estenuante maratona parlamentare al termine della quale era risultato essere il prescelto per la semplice ragione che tutti gli altri ‘pretendenti’ erano stati ‘segati’ da veti incrociati di tale o talaltro partito. Era una delle figure più ‘grigie’ del panorama della Prima Repubblica, da sempre militante nei settori più conservatori della Democrazia Cristiana, cattolico scrupolosamente osservante al punto da sconfinare nel più ottuso bigottismo, qualità che era emersa chiaramente nell’unico episodio con lui protagonista che in quarant’anni era finito sui giornali: una sera, in un locale di Roma ‘in’, aveva aspramente redarguito una signora per la scollatura troppo ‘generosa’ che essa portava. Francamente da un tipo così, legato a doppia mandata con i settori clerico-conservatori più tradizionalisti, non c’era ragionevolmente da aspettarsi che potesse arrivare alcun aiuto agli ambiziosi progetti dei [post]comunisti...se non fosse intervenuta una incredibile e miracolosa ‘metamorfosi’ che farà di quest’individuo il più servile e strisciante esecutore di ordini provenienti da Botteghe Oscure. Ecco i particolari della ‘metamorfosi’...

    Tutto era cominciato il 3 dicembre dell’anno precedente, quando il Pm romano Antonino Vinci aveva firmato un ordine di esibizione con cui si chiedeva ‘...a tutte le banche di Roma gli estremi di tutti i libretti al portatore accesi a far tempo dal 1 gennaio e intestati ad agenti del SISDE...’. Iniziava così un capitolo tutto particolare di Tangentopoli, passato alla storia come ‘lo scandalo dei fondi riservati del SISDE’. Improvvisamente veniva alla luce quella che in fin dei conti era una vicenda arcinota a tutti e sulla quale in realtà nessuno aveva mai manifestato sorpresa o stupore, un'abitudine se vogliamo che perdeva le sue origini nella tradizione più remota dei Servizi Segreti Italiani: quella di utilizzare i fondi riservati dei Servizi Segreti [ossia quei fondi messi a disposizione degli ‘007’ per eventuali attività al ‘limite della legalità’ e dei quali ovviamente non si richiede la contabilità] per distribuire generosi ‘regali’ a ‘parenti, amici e protettori’. Nel caso specifico qualcosa come alcune decine di miliardi erano stati trasferiti dai fondi riservati del SISDE a fantomatiche ed inesistenti società di copertura, i cui ‘azionisti’ altri non erano che dipendenti del SISDE. Vengono sequestrati i libretti al portatore intestati a Maurizio Broccoletti , tesoriere e amministratore delle societa' di copertura del SISDE , Gerardo Di Pasquale , dell'ufficio di collegamento fra Polizia e SISDE , Michele Finocchi , capo di gabinetto del SISDE fino al '91, Antonio Galati , dal '90 responsabile dei fondi riservati del SISDE , Bernardo Antonelli [suocero di Di Pasquale], Santa Caroselli [madre di Broccoletti ], Assunta Caccese [moglie di Galati], Maria Antonia Bellissimo [madre di Galati], Lucia Febbraio [pseudonimo di Finocchi]. Le somme depositate si aggirano sui 14 miliardi. Il 19 dicembre la procura di Roma ascolta anche l'ex direttore del SISDE Riccardo Malpica. Anche stavolta da un caso quasi marginale di corruzione di pubblici funzionari, prende l’avvio una ‘valanga’ in grado di travolgere tutto e tutti. I telefoni di Michele Finocchi e Gerardo Di Pasquale , funzionari del SISDE , vengono sottoposti a intercettazione e i due vengono fatti pedinare su ordine del Pm Frisani. Il 26 marzo 1993 la Finanza trasmette gli atti, relativi all'inchiesta sui fondi riservati del SISDE , del Pm Antonino Vinci al Pm Leonardo Frisani. Si arriva così al 1 giugno del fatale anno 1993, quando il Pm Frisani chiede al Gip Terranova l'arresto di Broccoletti , Galati , Finocchi , Malpica , Di Pasquale e Sorrentino . Iscrive inoltre al registro degli indagati, con l'accusa di favoreggiamento, Finocchiaro . Viene concesso per il momento solo l'arresto di Broccoletti, il quale, interrogato, ripete: ‘...sono il depositario di somme del servizio...’. Il 28 giugno il Presidente del Comitato Parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti, Pecchioli, annuncia l'apertura di un'inchiesta per lo scandalo dei fondi riservati del SISDE. A fine luglio viene arrestato Antonio Galati e si costituiscono Finocchi e la Sorrentino e Di Pasquale. Gli altri funzionari, nel frattempo, giocano allo ‘scaricabarile’, modificano la loro versione: ‘...quei soldi sono premi. A indurci alla falsa versione sono stati Malpica e Finocchiaro...’. Ad agosto il Pm Frisani , ricostruendo il tragitto di alcuni assegni della Carimonte, arriva al Credito Industriale di San Marino dove vengono sequestrati nuovi libretti al portatore intestati ai funzionari del servizio per un valore di circa 35 miliardi. A settembre l'ex direttore del SISDE, Malpica, viene messo a confronto con Broccoletti, Finocchi, Di Pasquale, Galati e Sorrentino...resta sulla sua posizione: ‘...nessun premio...erano soldi del SISDE ...’.
    Ma è alla fine del mese successivo, il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma, che esplode la ‘bomba’...Maurizio Broccoletti, interrogato e messo alle strette dai Pm Torri e Frisani, in un gesto disperato consegna ai magistrati copia del cosiddetto ‘libro paga’ del Servizio in cui figurano 76 nomi di prefetti, politici, carabinieri, poliziotti e giornalisti che avrebbero ricevuti soldi dal Servizio Segreto Civile...tra di essi gli ex-Ministri degli Interni Gava, Scotti, Mancino e...Oscar Luigi Scalfaro. Il giorno dopo l’ex-Direttore del SISDE, Riccardo Malpica conferma clamorosamente: Oscar Luigi Scalfaro, nella passata funzione di Ministro degli Interni, avrebbe avuto per quattro anni un appannaggio di cento milioni mensili in busta gialla fuori di ogni controllo.
    L’Opinione Pubblica, pur essendo oramai avvezza a qualunque genere di notizia, è semplicemente frastornata: Tangentopoli è arrivata fino alla più elevata Carica Istituzionale del Paese!...A questo punto tutti capiscono che la corda potrebbe spezzarsi da un momento all’altro. Passano poche ore ed il Procuratore Mele interviene ‘scagionando’ di autorità [su quali basi però non è dato capire] tutti gli ex-Ministri degli Interni coinvolti... e il Quirinale, direttamente chiamato in causa, che cosa fa?...Senza alcun preavviso la sera del 3 novembre trasmette un messaggio in Tv a reti unificate, nel quale rivolgendosi ai Cittadini fornisce queste ‘tranquillizzanti rassicurazioni’: ‘...prima si e' tentato con le bombe [allusione agli attentati dinamitardi di Milano e Firenze del mese precedente - n.d.r.], ora con il piu' ignobile degli scandali!...ma il sottoscritto a questo gioco al massacro non ci stà!!!...’. Gli Italiani ovviamente non hanno capito nè allora nè in seguito non solo il motivo per il quale egli ‘non ci stava’, ma anche e soprattutto quale destinazione abbiano avuto quei fondi ad personam, se usati per esigenze istituzionali o altro. Come probabilmente non hanno capito, o non hanno voluto capire, la singolare iniziativa assunta dalla magistratura romana. Nelle settimane successive al Tribunale dei Ministri vengono devoluti gli atti concernenti le accuse di peculato per Scotti e Gava e di favoreggiamento per gli ex direttori del SISDE , il Ministro Mancino , l'ex capo di gabinetto Lauro e il capo della polizia Parisi. Non solo inoltre la posizione di Oscar Luigi Scalfaro viene [per sempre] ‘congelata’ , ma la Procura di Roma avvia una procedura di accusa per ‘attentato alla Costituzione’ contro gli agenti dei SISDE che hanno chiamato in causa il Presidente della Repubblica a proposito dei fondi neri.

    Anche a conclusione di quest’altra vicenda di Tangentopoli le classiche due domande di rito:

    ‘...quale la causa dell’evidente diversità di trattamento riservato agli ex-Ministri Gava, Scotti e Mancino da una parte e a Oscar Luigi Scalfaro dall’altra?...’

    ‘...vi fu nella circostanza una qualche forma di ‘intesa’ tra l’allora Presidente della Repubblica e quello che era [ed è tuttora] il partito politico più influente presso i giudici?...’

    Nell’attesa probabilmente assai lunga di ricevere risposta definitiva non resta altro che attenerci alle vicende successive, in ciascuna delle quali il Quirinale si rivelerà, nel modo più vergognoso e strisciante, servo assoluto delle direttive di Botteghe Oscure, a cominciare dallo scioglimento delle Camere già nel gennaio ‘94 al fine di arrivare subito alle elezioni che avrebbero dovuto decretare il trionfo dei [post]comunisti, per seguire con il ‘ribaltone’ di otto mesi dopo che rovesciava il governo democraticamente designato dai Cittadini il precedente 27 marzo, per arrivare a...

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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  8. #8
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    mani pulite non e' stato il braccio del PCI-PDS ma casomai, a ragion veduta lo si puo' senz'altro affermare, FI la sintesi politica di organizzazioni di colletti bianchi ammanicati con p2 e mafia.
    Antonio

  9. #9
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    Predefinito un Pm in gonnella 'non allineato con la Procura'...




    Si era all’inizio del fatidico anno 1993 e il Pm Antonio Di Pietro stava pazientemente conducendo l’indagine su quella che diverrà nota come la ‘madre di tutte le tangenti’ e sotto torchio era finito, tra gli altri, il manager della Ferruzzi Lorenzo Panzavolta. Al pari di tanti altri costui aveva deciso di vuotare il sacco e ad un certo punto del suo interrogatorio aveva fatto il nome di un certo ‘signor G’, un misterioso emissario del Pci intestatario di un conto in Svizzera denominato ‘gabbietta’ sul quale a più riprese egli aveva versato le tangenti spettanti al Pci-Pds, l’ultima delle quali di un importo pari a 621 milioni. Non ci è voluto molto all’astuto Pm per risalire all’identità del ‘signor G’, che veniva convocato in procura il 1 marzo. Si trattava di Primo Greganti, 49 anni, a lungo amministratore del Pci a Torino e in Piemonte. Dopo essersi rifiutato di rispondere al primo interrogatorio del magistrato, secondo la prassi era stato subito rinchiuso a San Vittore. Greganti era il primo ‘compagno’ a cadere nella rete di ‘Mani pulite’ e immediata era la reazione del Pds, colpito improvvisamente sul vivo, affidata al tesoriere del partito Marcello Stefanini: ‘Il Pds non ha conti in Svizzera, nè ha autorizzato alcuno ad aprirli. Posso affermarlo con assoluta certezza. Greganti è stato funzionario della federazione di Torino dal '70 all''87 e non è mai stato dipendente della direzione nazionale. Dopo aver risolto il rapporto di lavoro col Pci, ha avviato in proprio un'attività imprenditoriale in campo pubblicitario...’.
    L’inchiesta su questo nuovo filone era affidata ad una ‘matricola’ della Procura milanese, il Sostituo Procuratore Tiziana Parenti, che in gioventù, al tempo delle contestazioni del ‘68, era stata soprannominata ‘Titti la Rossa’ , una ‘rossa’ che non avrebbe tardato a rivelarsi per il ‘compagno G’ un autentico ‘mastino’.
    Tanto per cominciare subito venivano alla luce alcuni suoi ‘precedenti’, come la disavventura toccatagli nell'89 quando, incappato in un blocco di Polizia dalle parti di Firenze e perquisito, veniva trovato in possesso di una valigetta contenente quasi un miliardo di lire in contanti o giù di lì. Portato in caserma, Greganti aveva tranquillamente spiegato che si trattava di denaro destinato al Pci e che se avessero telefonato ad una ‘certa persona' di Botteghe Oscure questa poteva chiarire tutto...evidentemente era abitudine del Pci quella di mandare in giro persone con un miliardo di contanti in mano!!!...
    Interrogato dal Sostituto Procuratore in gonnella sulla mazzetta di 621 milioni ricevuti da Panzavolta e sull’episodio dell’89, Greganti doveva rivelare tutta la faccia tosta di chi sa già che in ogni caso, grazie all’aiuto dei ‘compagni’ dentro e fuori la magistratura, ‘se la caverà’. Innazi tutto, resosi conto che negando e basta non avrebbe avuto scampo, confermava di aver ricevuto soldi da Panzavolta e di essere l’intestatario del conto ‘gabbietta’ ma affermava che il Partito non c’entrava nulla...evidentemente la Ferruzzi gli aveva elargito 621 milioni solo perchè lui aveva una bella faccia!!...
    Per il ‘motivo’ per i quali egli se ne andava in giro con la ‘modica’ cifra di un miliardo di proprietà del Pci, è meglio, a scanso di problemi per il sottoscritto visto il tipo di macchina giudiziaria che funziona da noi, lasciare la parola allo stesso ‘compagno G’:

    ‘...ho spiegato io stesso nel primo interrogatorio a San Vittore, quello del 9 marzo 1993, otto giorni dopo il mio arresto, senza che nessuno me lo chiedesse, che qualche tempo prima ero stato fermato in autostrada dalla Polizia, e che in quell'occasione avevo con me una valigia con un miliardo. Spiegai che il denaro era l'anticipo che il gruppo Itinera, quello di Marcellino Gavio, versava al Pds in vista dell'acquisto della sede romana degli Editori Riuniti. La trattativa per la cessione dell'immobile poi si arenò, e il miliardo venne restituito da Botteghe Oscure al gruppo Itinera con un accordo alla luce del sole, alla presenza degli avvocati delle parti, e che portò a versare a Gavio anche centocinquanta milioni di interessi...sono stato dichiarato colpevole di violazione della legge sul finanziamento dei partiti unicamente per la parte di interessi non corrisposti, nel senso che [i giudici] hanno stabilito che i 150 milioni concordati tra il partito e il gruppo Itinera non coprivano per intero la svalutazione della lira in quel periodo...’

    Circa un mese dopo il ‘mastino’ svelava lo zampino di Primo Greganti anche in un altro affare targato Enel, un'altra storia di presunte tangenti rosse. Veniva alla luce che era stato proprio Greganti il regista occulto della trattativa tra la Emit di Ottavio Pisante e l'Elettrogeneral, un'azienda che ruotava nella galassia della Lega delle cooperative. C'era stata la sua ‘garanzia’ su un pagamento di mezzo miliardo, soldi passati da Pisante all'impresa delle coop, partner in una commessa per la denitrificazione delle centrali Enel di Fusine e Tavazzano. In tal modo la ‘scatenata’ Tiziana Parenti, sollevava il coperchio su quello che era da sempre la via più utilizzata di finanziamento illecito per Botteghe Oscure: gli appalti delle cooperative. Quanto avesse colto sul vivo lo si deduce facilmente dalla rabbiosa reazione avuta della Lega delle Cooperative quando alcune notizie erano trapelate attraverso gli organi di stampa:

    ‘...chiamare deliberatamente in causa un'organizzazione cui aderiscono undicimila cooperative con oltre tre milioni di soci, invece di limitarsi a citare singole imprese aderenti eventualmente inquisite, evidenzia una chiara volontà di dimostrare il teorema secondo cui la Lega delle cooperative, nelle sue varie articolazioni organizzative, avrebbe rappresentato il canale attraverso il quale le cooperative avrebbero finanziato il Pci e poi il Pds. Ribadiamo con forza che l'organizzazione non ha mai intrattenuto relazioni di natura economica nè con il Pci-Pds, nè con altri partiti politici...’.

    Incurante delle minacce di querele da parte della Lega, Titti la Rossa andava avanti come un carro armato. Pisante le aveva raccontato uno dei tanti ingegnosi sistemi con il quale il Pci era solito farsi finanziare dalle imprese. Nel 1990, Zorzoli, che allora rappresentava il Pci nel consiglio d'amministrazione dell'Enel [proprio così cari amici...allora nei cosigli di amministrazione delle Società a Partecipazione Statale il Pci aveva il proprio rappresentane], gli aveva imposto di consociarsi con l'azienda della Lega per i lavori alle due centrali: 45 per cento all'Emit, 40 all'Elettrogeneral, più un dieci per cento alla Ctip [pure del giro delle coop] e un cinque a un'altra piccola impresa. E qui viene il punto...Emit e Elettrogeneral avevano entrambe acquistato all'estero un brevetto per i lavori di denitrificazione e Pisante avrebbe dovuto sborsare mezzo miliardo perchè l 'Elettrogeneral vi rinunciasse, soldi che dovevano poi in realtà finire al Pci...geniale non è vero?...Nell'accordo era previsto anche che i ruoli fossero invertiti per l'appalto successivo, e Greganti era stato messo dal Pci a ‘sorvegliare’ l’intera operazione. Anche stavolta naturalmente il ‘compagno G’ si era affrettato a chiarire di avere agito in proprio, come un qualsiasi uomo d'affari: il partito non c'entrava nulla. E in sostanza la stessa versione che aveva dato di fronte alle accuse di Lorenzo Panzavolta, manager della Ferruzzi, per la storia dei 621 milioni pagati in Svizzera sul conto Gabbietta, sempre per un lavoro agli impianti Enel.

    Gratta gratta, altre storie sul meccanismo delle cooperative saltavano fuori. Bruno Binasco, amministratore delegato della Itinera, già citata in precedenza a proprosito della ‘valigetta con dentro il miliardo’, alla domanda se era sicuro di non avere mai versato soldi al Partito Comunista, così rispondeva:

    ‘...con il Pci prima e con il Pds poi le qu estioni venivano regolate in altro modo. I rapporti erano mediati attraverso i quattro grandi consorzi di cooperative, e cioè Ccpl di Reggio Emilia, nella persona di Sacchetti Adorno, Cmb di Carpi nella persona di Balugani, Ccc di Bologna nella persona di Sabbioni e Coop Argenta nella persona di Donegaglia. Inoltre un ruolo importante era svolto dalla Cmc di Ravenna nella persona di Antolini. Le cooperative chiedevano costantemente che venisse loro riservata una parte dei lavori...’

    Valerio Bitetto, ex consigliere Enel di targa socialista, aveva raccontato in precedenza:

    ‘...i consiglieri di designazione Pci-Pds avevano un ruolo diverso da quello dei loro colleghi indicati da Dc, Psi, Pri, Pli e Psdi, Per loro si trattava di far ricadere l'utile derivante dagli appalti Enel non direttamente sul Pci-Pds, ma sulla struttura del movimento delle cooperative...

    Giulio Caporali, ex consigliere delle Fs, interrogato sempre da Tiziana Parenti, rivelava un altro dei meccanismi di ‘finanziamento alternativo’ comunista:

    ‘...dovevo indicare tempestivamente a Pollini [tesosiere del Pci fino al 1989, anch’egli all’epoca finito in carcere - n.d.r.] i lavori che le Fs avevano in programma e, subito dopo, informarlo su quali cooperative avevano ottenuto le commesse. Alle coop facevo capire che dovevano passare al secondo piano [della direzione del Pci - n.d.r.], sede della segreteria amministrativa. Quanto a Pollini, i nostri erano incontri periodici; facevamo il punto e lui, in linea di massima, mi diceva se andava bene...’

    Non passava giorno senza che ne saltasse fuori una nuova su Greganti. Vincenzo D'Urso, collaboratore del defunto tesoriere socialista Vincenzo Balsamo, confermava il ruolo di Greganti nelle spartizioni. In particolare, nell'episodio contestato a Greganti, la Ferruzzi aveva versato prima la quota destinata al Pci, e solo in uns econdo tempo quella del Psi e della Dc. E il ‘compagno G’ che faceva?...Quando poteva [ossia quasi mai] negava, quando non poteva negare [ossia quasi sempre] scagionava in ogni caso il partito con motivazioni per dimostrare il valore delle quali è sufficiente citare un unico esempio. Contestatogli da Tiziana Parenti il versamento di 1.050 milioni effettuato alla tesoreria del Pci nel 1990, il ‘Compagno G’ dichiarava che quei soldi provenivano dalla vendita di una società del Pci nella Ddr:

    ‘...non ho alcuna documentazione al riguardo...ho fatto due viaggi a Berlino Est e ho parlato con una persona di cui non ricordo il nome...’

    Il 24 di agosto i vertici del Pds si rendono conto che il ‘mastino’ non abbaia soltanto, ma morde e quando morde fa male. Un avviso di garanzia viene recapitato al senatore Marcello Stefanini, tesoriere del Pci-Pds, e a Botteghe Oscure non resta altro da fare che protestare per presunta violazione del segreto istruttorio. I termini di legge consentono al magistrato di indagare fino al 5 ottobre, termine oltre il quale non sarà più possibile presentare al Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del tesoriere e senatore del Pds; verrebbe da pensare che oramai solo il tempo possa ostacolare Titti la Rossa, ma vedremo che non sarà così...
    Il 19 settembre si ha il momento più importante dell’offensiva del ‘mastino Titti’: in un blitz nella sede di Botteghe Oscure i Carabinieri sequestrano quintali di documenti e arrestano il dirigente del Pds Marco Fredda. La notizia, giunta a Bologna nel bel mezzo della Festa dell'Unità, lascia i 'compagni' letteralmente sbigottiti. Qualcuno tenta di abbozzare qualche goffa reazione, come quella di un portavoce del Pds che ammette che nell’operazione con Bruno Binasco era stata prevista una larga parte di pagamenti in nero [almeno 900 milioni], ma questo era stato fatto ‘solo per frodare il fisco’:

    ‘...politicamente ce ne assumiamo la responsabilità ma, sia chiaro, la concussione, la corruzione e l'estorsione sono ben altra cosa...’

    O come quella di Achille Ochetto, proprio lui che fino a quel momento non aveva perso occasione di appoggiare la campagna condotta dal pool di ‘Mani pulite’ contro le ‘logore figure del Caf’, che, dununciando un ‘complotto centrista’, se ne esce con queste parole:

    ‘...ma io dico che i giudici devono piantarla di arrestare la gente!...’

    Il pomeriggio del 4 ottobre, il giorno dopo scade il termine per la richiesta a procedere contro il senatore Marcello Stefanini, alla Procura di Milano è in programma il ‘gran consiglio’ di tutto il pool di ‘Mani pulite’ nello studio del procuratore Borrelli: sul tavolo le 80 cartelle redatte da Tiziana Parenti con tutte le accuse contro Greganti e Stefanini. Le contestazioni ruotano intorno alla figura del ‘Compagno G’: e stato il ‘cassiere ombra’ del partito o ha soltanto millantato per agevolare le sue attività?...Lorenzo Panzavolta, presidente della Calcestruzzi, ha versato sui suoi conti svizzeri 1.245 milioni in tre rate. Una tangente, ha sempre sostenuto Panzavolta, per assicurarsi l'appoggio di Botteghe oscure negli appalti Enel. Panzavolta ha detto chiaramente che Greganti era l'uomo di Botteghe Oscure. Il presidente della Calcestruzzi ha aggiunto che anche Giovambattista Zorzoli, consigliere Enel di nomina Pci, gli aveva caldeggiato l'inserimento di una società ‘sponsorizzata’ pure dal ‘Compagno G’. E non è tutto: nelle relazioni di bilancio della Lubar non c'è traccia di rapporti con il gruppo Ferruzzi. Tiziana Parenti è convinta di avere ricostruito i movimenti dei primi 621 milioni dal Conto Gabbietta alle casse del partito. L'ipotesi di reato sarebbe quindi di corruzione e violazione della legge sul finanziamento. A sostegno della sua pista anche il passaggio dei 1.050 milioni dallo stesso deposito svizzero fino alla tesoreria del Pci. Ma nella bozza del documento figurerà anche l'altra vicenda: il finanziamento illecito di 400 milioni rivelato dal manager Bruno Binasco. Una storia che ha fatto finire in cella pure Marco Fredda, responsabile degli immobili della Quercia. E che rischia di far piovere su Stefanini altri due capi d'accusa: falso in bilancio e frode fiscale.

    Di fronte a questa mole di elementi per mesi e mesi Primo Greganti non ha fatto altro che trincerarsi dietro la ‘muraglia cinese’: ha ripetuto fino alla nausea che quei soldi sono frutto della consulenza della sua compagnia, la Lubar, per l'espansione della Ferruzzi in Estremo Oriente. A prima vista si direbbe che il ‘Compagno G’ e tutto il Pds con lui sia irrimediabilmente segnato, quando all’improvviso uno sconosciuto avvocato all’ultimo momento costruisce una tesi difensiva e, perso per perso, prova a giocarla lì...gli accertamenti sulle proprietà del Compagno G., disposti in fretta e furia negli ultimi giorni, sembrano indicare un patrimonio non indifferente. Uffici a Torino e a Roma, nella prestigiosa via Veneto; due appartamenti a Cormayeur; la villetta a Marina di Ravenna e la sua casa di residenza in provincia di Torino. I soldi di Panzavolta possono essere finiti in questi investimenti?...Sulle prime questa ‘trovata’ fa un poco ridere, ma a questo punto subentra il classico ‘colpo di scena’...Nel primo pomeriggio, manca meno di un’ora alla riunione che deciderà la sorte di Marcello Stefanini, davanti a Gherardo D'Ambrosio, il più dichiaratamente ‘comunista’ dei collaboratori di Francesco Saverio Borrelli, si presenta un tal Mario Ferrari il quale afferma di aver ricevuto 200 milioni da Greganti proprio nel periodo del primo versamento sul conto ‘Gabbietta’ e quei soldi erano solo l'anticipo su un contratto di mezzo miliardo per l'acquisto di un appartamento a Roma, in via Tirso. Subito dopo, con un tempestività degna del tenente Colombo dei tempi migliori, il Procuratore D’Ambrosio tira fuori i documenti di un mutuo concesso a Greganti dal Monte dei Paschi di Siena del valore di 1200 milioni, su per giù lo stesso importo della presunta bustarella elergita da Panzavolta. E questo evento ‘imprevisto’ [o fin troppo ‘previsto’ a seconda dei punti di vista] ribalta completamente la situazione. Dopo tre ore di febbrile dibattito, il procuratore Capo Borrelli mette ai voti la proposta di archiviazione del primo fascicolo, quello più grave dal punto di vista ‘politico’ poichè comporta il reato di corruzione, aperto a carico del segretario amministrativo del Pds Marcello Stefanini: otto ‘si’ contro una sola astensione, quella di Tiziana Parenti.

    E così il Pds, grazie ad una ‘brillante soluzione’, degna in tutto e per tutto della miglior tradizione del Kgb, escogitata dal ‘Compagno D’, sfuggiva al destino che era toccato al Psi, alla Dc e agli altri parttiti minori travolti da Tangentopoli. A febbraio Lorenzo Panzavolta aveva dichiarato ad Antonio Di Pietro: ‘...Greganti mi disse di essere il referente del Pci nella vicenda della desolforazione...’ e per questo Panzavolta aveva versato ‘Compagno G’ 1.245 milioni in tre rate, dal 1990 fino al settembre 1992, la stessa cifra consegnata agli emissari della Dc e del Psi. Greganti era stato arrestato il 1 marzo ed era rimasto in cella per tre mesi. Aveva sempre negato che il denaro fosse del partito: ‘...sono soldi miei - aveva sostenuto - frutto di una consulenza per Panzavolta...’, ma il ‘Compagno G’ non aveva mai spiegato come fosse stato utilizzato il tesoro. ‘...ho trasferito tutto sui miei conti...’, era stata la prima versione. E la prima raffica di controlli in banca lo aveva smentito. Scarcerato dopo tre mesi [Greganti non è stato in ‘galera’ per anni come vorrebbero far credere ora i [post]comunisti] e di nuovo arrestato a settembre per illecito finanziamento, subito dopo si era scoperta che anche la seconda parte dell'elargizione di Panzavolta era stata versata. Anche allora Greganti non aveva saputo dire come aveva utilizzato quei soldi. All’ultimo momento, guarda caso, il Procuratore D’Ambrosio scopre che erano stati spesi per l’acquisto di un immobile di valore superiore al miliardo, cosa che evidentemente il ‘Compagno G’ aveva ‘dimenticato’ di dire...E così la procura aveva ‘dimostrato’ che con quei soldi Stefanini non c'entrava...nessun elemento quindi...meglio archiviare...

    Pochi giorno dopo, l’8 ottobre, il Gip Italo Ghitti rigetterà per manifesta infodatezza di argomentazioni la di archiviazione presentata dalla Procura di Milano e successivamente ordinerà nuovi accertamenti, decisione alla quale il procuratore Borrelli, pur controvoglia, dovrà necessariamente sottostare, dichiarando: ‘...siamo nei binari della dialettica processuale, non ci sono spaccature...’. Ciò nonostante il Pds aveva ottenuto, come una grazia piovuta dal cielo, quello che più gli stava a cuore: quale che fossero stati i successivi accertamenti giudiziari, davanti alla pubblica opinione esso era stato a tutti gli effetti ‘assolto’ dai giudici di ‘Mani pulite’ e poteva ben dire per bocca del segretario Ochetto, che più di ogni altro perorava presso il Presidente della Repubblica la causa delle elezioni anticipate:

    ‘...è un fatto veramente molto importante che finalmente, attraverso un'indagine condotta con serietà, sia apparsa la verità: non avevamo e non abbiamo conti in Svizzera, nè facciamo parte di Tangentopoli...’

    Sicuramente i commenti più appropriati a tutta questa vicenda sono quelli che nel tempo sono venuti da chi più di ogni altro ha contribuito al trionfo della causa del Pci-Pds: Gherardo D’Ambrosio.
    Appena dopo avere interrogato Mario Ferrari, il testimone che ha ‘ribaltato’ la situazione, s'era lasciato sfuggire una battuta in corridoio verso i giornalisti:

    ‘...abbiamo di mostrato che in quattro giorni si può fare quello che non si fa in un anno...quando io dicevo che non c'erano prove...ricordate?...’

    seguita poi da un’altra quasi dello stesso tono, a proposito del suo gilè rosso:

    ‘...come mi sta questo colore?...’

    Pochi giorni dopo, quando davanti al Tribunale della Libertà era prevista la discussione degli ultimi due mandati di cattura contro Primo Greganti, Tiziana Parenti doveva essere in quell'aula per sostenere le tesi dell'accusa, in quanto negli ultimi sei mesi era stata soprattutto lei a occuparsi di questo filone. Ma dal vertice della Procura all'ultimo momento arriva secco: contrordine compagni!!...meglio mandare un altro pubblico ministero!!...Perchè Tiziana Parenti è stata esclusa? La spiegazione viene fornita sempre da Gherardo D'Ambrosio:

    ‘...la dottoressa non è andata in aula perchè non allineata con la Procura...si è astenuta al momento di votare la decisione per chiedere l'archiviazione nei confronti del senatore Stefanini e poi non ha sottoscritto la stessa richiesta...’

    Ed è chiaro che poco ci è mancato perchè l’esimio Procuratore non dicesse :...perchè non allineata con la politica della Procura...

    Ma di tutte le ’uscite’ del ‘Compagno D’, quella più deliziosa ce l’ha voluta riservare in tempi assai più recenti, dopo che la vicenda della ‘mazzetta’ dei 621 Milioni elargiti da Panzavolta a Greganti ha avuto, meno di due anni fa, il suo epilogo ‘naturale’: il ‘Compagno G’, condannato in primo grado a 3 anni e 7 mesi, ‘patteggiando’ ha ottenuto ‘solamente’ 3 anni di sconto della pena e pertanto non ha fatto un sol giorno di ‘galera’ in più. La dichiarazione rilasciata nella circostanza dal ‘Compagno D’ è di quelle che dovrebbero veramente essere incise nella pietra:

    ‘...stupisce che davanti a miliardi di finanziamenti illeciti ci si agiti tanto per 621 milioni...’

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  10. #10
    Ospite

    Predefinito Voglio ringraziare...

    ...Fecia di Cossato per l'interessante materiale postato,e gli altri amici intervenuti per aver sviluppato una discussione molto interessante,cui mi riservo di prender parte non appena avrò più tempo a disposizione.

    Cordiali saluti a tutti

 

 
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