Bricolo (Carroccio): ''No ai meridionali nel corpo degli alpini''
Da lunedi' alla Camera il decreto del ministro della Difesa, Antonio Martino, che 'apre' ''allo straniero''
Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Nasce il nuovo esercito, e subito scoppia una 'grana' per la maggioranza. Il nuovo fronte di polemica lo ha aperto il provvedimento che introduce la leva volontaria, che ha concluso il suo iter in commissione Difesa della Camera e che da lunedi' sara' esaminato dall'Aula. Nel testo del decreto del ministro Martino, cui nell'iter parlamentare si e' aggiunta una pdl dell'opposizione, e' stato approvato un emendamento del relatore Pierfrancesco Gamba (An) che 'apre' ''allo straniero o all'apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, se dichiara preventivamente di voler acquisire la cittadinanza italiana''. La Lega ha subito tuonato contro la possibilita' che ''gli extracomunitari possano difendere i confini nazionali''.
L'emendamento, passato con il sostanziale via libera del governo e anche il si' dei Ds, ha avuto il voto contrario della Lega. Nonostante il chiarimento offerto da Giuseppe Cossiga, Forza Italia, sul fatto che la disposizione ''non ha nulla a che vedere con il voto agli immigrati''. E' Federico Bricolo, vice capogruppo del Carroccio alla Camera, a dichiarare guerra al testo cosi' come e' stato licenziato dalla commissione Difesa: ''In aula chiederemo in via ufficiale al governo che si pronunci in maniera fermamente contraria alla possibilita' di arruolare extracomunitari. Se il governo non esclude questa prospettiva, anche fosse solo futura, diventa un problema''.
Bricolo spiega che gli sono chiari i motivi di quell'emendamento: ''Gia' il ministro Martino aveva detto che c'era la possibilita' di ricorrere agli extracomunitari per far fronte ad eventuali carenze di organico che potrebbero prospettarsi con il passaggio dalla leva obbligatoria a quella volontaria. Ma, in questo momento, non si puo' chiedere che a difendere lo Stato siano persone che hanno una concezione dello Stato all'opposto della nostra''.
Ma non riguardano solo gli extracomunitari le critiche al testo della Lega, che contesta anche l''apertura'' di fatto del corpo degli alpini a militari provenienti da ogni regione d'Italia: ''In questo modo gli alpini saranno formati da siciliani, calabresi, sardi e non piu' da giovani delle zone alpine e padani -spiega Bricolo-. Questo comportera' lo snaturamento di un corpo che e' l'orgoglio di tutto il Paese''. E non solo, perche' tutto questo testimonierebbe che la prospettiva della nuova legge sarebbe quella di dare vita a ''un esercito formato da militari che provengono da una sola parte del Paese, il centro-sud. Una cosa che non ci piace affatto. Al di la' delle posizioni della Lega, e' interesse comune che l'esercito abbia un forte radicamento territoriale in tutto il Paese'', dice Bricolo.
Sulla questione degli extracomunitari, Marco Minniti, primo firmatario della pdl dei Ds, chiarisce: ''La Lega pensa che cosi' si 'indebolisca' il principio di cittadinanza, ma non tiene conto che in tutte le grandi democrazie, a cominciare dagli Stati Uniti, il servizio militare e' il principale strumento di integrazione, quello che poi consente di acquisire la cittadinanza. Gli Stati Uniti hanno un vero e proprio esercito multietnico, formato da ispanici, cinesi e altri ancora''.
Il provvedimento da lunedi' all'esame dell'Aula della Camera prevede, come punto di svolta, che la leva obbligatoria venga sostituita da quella volontaria a partire dal 2005, due anni prima rispetto a una precedente legge del 2000. ''Questo perche' una transizione troppo lunga potrebbe anche compromettere l'efficenza operativa delle Forze armate -spiega sempre Minniti-. Un obiettivo, questo, condiviso da tutti''. Altre questioni restano, pero', aperte: ''Il ddl del governo punta sulla obbligatorieta' del servizio militare volontario per l'accesso alle carriere di Polizia, compresi di Vigili del fuoco -dice Minniti- mentre noi pensiamo che ci voglia un quadro piu' ampio''.
Per non parlare dell''esigenza di garantire il reimpiego finito il servizio di ferma volontaria'', prosegue l'esponente dei Ds. Ma per questo, tra l'altro, ''c'e' bisogno di avere un quadro stipendiale certo''. Pero', ''il problema vero e' che non si possono fare le riforme senza soldi, e anche quest'anno il comparto Difesa viene espressamente ridimensionato dalla Finanziaria, per il terzo anno di fila''. Tra gli altri nodi da sciogliere in aula, quello che consente ai minorenni 'di eta' non inferiore ai diciassette anni' di partecipare al concorso per il reclutamento dei volontari in ferma di un anno: ''C'e' una deliberazione delle Nazioni Unite inequivoca sulla possibilita' di utilizzare quelli che sono definiti i 'soldati bambini' -dice Minniti-. Non si puo' fare. Abbiamo posto con forza la questione in commissione, e il problema deve essere affrontato in Aula. Mi e' parso, pero', che ci sia disponibilita' a risolvere questo problema''.
Giuseppe Maria Greco




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