Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 24

Discussione: Verso la bancarotta.

  1. #1
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Verso la bancarotta.

    Il Sole, 1.7.03

    Scende il fabbisogno statale





    Nei primi sei mesi del 2003 il fabbisogno del settore statale è sceso a 25,9 mld contro i 28,295 mld del 2002. Lo comunica il ministero dell'Economia, aggiungendo che nel mese di giugno si è registrato un avanzo di 11 mln a fronte di un avanzo di 9,439 mln nel giugno del 2002. Nei primi 5 mesi dell'anno il fabbisogno si era attestato a 36,9 mld. Il fabbisogno di cassa cumulato del settore statale registra a giugno un miglioramento di 2,4 mld rispetto al primo semestre 2002, miglioramento dovuto al «buon risultato dei primi versamenti delle sanatorie fiscali», si legge nella nota del ministero, ma rispecchia anche «l'andamento riflessivo dell'autotassazione delle persone giuridiche, attribuibile sia alla riduzione dell'aliquota Irpeg sia al peggioramento dei redditi d'impresa in connessione con il rallentamento dell'economia».
    Per quanto riguarda le spese, «si registra una dinamica sostanzialmente in linea con le previsioni di molti comparti. Si segnalano - ricorda il ministero - rispetto al 2002 maggiori prelievi da parte delle regioni, anche per una accelerazione dell'utilizzo delle risorse comunitarie». Il target del fabbisogno del settore statale per il 2003 è pari a 42 mld.

    1 luglio 2003


    Non fatevi ingannare dal titolo: i dico solo una cosa: il condono ha dato 13 mld.

    Altrimenti il buco rispetto all'anno scorso sarebbe stato di ben 10 mld, 20.000 miliardi di lire in sei mesi. Per la prima volta nella storia anche a giugno, il mese delle tasse, avremmo avuto un deficit.

    E il condono è finito. Finished.

    Ora bisogna arrivare alla fine dell'anno.


  2. #2
    Iscritto
    Data Registrazione
    23 Mar 2003
    Messaggi
    58
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il condono lo estenderanno ancora un pò,tembpo di passare almeno l'estate.

    Vorrai fargli passare le ferie in maniera tranquilla ai Pollisti?

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Allora facciamo un po' di conti, il governicchio prevede un deficit del 2,3% (ottimistico perche' basato su una crescita dell'1,1% che sembra ben al di sopra delle possibilita' effettive). Questo deficit include 13 miliardi dei condoni piu' lo 0,7% da vendite delle case ereditate dal nonno (=cartolarizzazioni).

    QUINDI IL DEFICIT STRUTTURALE DEL 2003 E' BEN AL DI SOPRA DEL 4%!!!

    Per il 2003 ci mettono una toppa con condoni e cartolarizzazioni (manovre tipiche di un perfetto incompetente) e nel 2004? Se non sbaglio il target UE e' dello 0,6%!!! Se si parte da un deficit del 4%, volendo rispettare il target (cosa che il governicchio non ha alcuna intenzione di fare) serve "solo" una manovra del 3,4% del Pil, che sarebbe la piu' pesante degli ultimi dieci anni. Un altro condono non lo possono fare e dubito che lasceranno fare cartolarizzazioni per 20 miliardi. In ogni modo non hanno neanche un euro per fare le "riforme". Se poi dall'UE impongono una riduzione minima del debito del 4% (come spero), siccome la BdI un'altro regalo con lo swap non lo fa (come nel 2002), voglio vedere cosa ti combinano...

    Per la cronaca nel 2002 abbiamo avuto un deficit del 2,3% a fronte di manovre una tantum (in primis cartolarizzazioni) per l'1,3%. Quindi un deficit strutturale del 3,6%. Tra i peggiori d'europa.

    Cosa ancor piu' grave, e' evidente che il deficit strutturale continua a peggiorare!

    Il motivo principale?

    La riduzione delle entrate fiscali e l'aumento delle spese! Il secondo punto lo lascio alla vostra fervida immaginazione e mi concentro sul primo aspetto.

    Perche' cala il gettito?

    Forse perche' c'e' stagnazione economica?

    NO. La stagnazione economica spiega solo perche' il gettito e' aumentato MENO del previsto, ma non puo' in alcun modo, in presenza di crescita reale ed inflazione positive, spiegare una sua riduzione in termini nominali. Infatti COMUNQUE, per quanto infima, la crescita reale e' stata positiva nel 2002 (0,4%) e sara' positiva nel 2003. Inoltre l'inflazione gira sul 2,5-2,7% e da che mondo e' mondo le tasse si pagano sul reddito NOMINALE. Quindi siccome il reddito NOMINALE e' aumentato di oltre il 3% (= crescita reale + inflazione), e siccome il fiscal drag non e' stato restituito, il gettito sarebbe dovuto aumnentare BEN PIU' del 3% (visto che tale aumento e' tassato all'aliquota massima e non all'aliquota media e visto che gli scaglioni reali si riducono per effetto dell'inflazione). Questo sia nel 2002 che nel 2003.

    Forse perche' hanno ridotto le aliquote?

    Neanche! Come tutti sapete questo non c'entra una mazza per il 2002 visto che le aliquote NON sono state toccate, anzi casomai gli scaglioni reali sono calati per effetto dell'inflazione (fiscal drag). Il taglio vale solo per il 2003, ma anche nel 2003 il taglio stimato dal governo e' di 5 miliardi, altri istituti hanno stimato un effetto pari a 3 miliardi. Questo e' pero' compensato, in parte se non completamente, dal fiscal drag e dall'aumento delle imposte locali. Cosa che potete constatare da soli andandovi a vedere quante tasse state pagando nel 2003 rispetto alle tasse che pagavate negli anni precedenti... La differenza e' con ogni probabilita' irrisoria...

    Quindi l'effetto totale e' ben inferiore a quanto stimato dal governicchio. Una riduzione di uno o due miliardi certamente dovrebbe essere piu' che compensata da un aumento del reddito nominale pari a circa il 3,5% per il 2003 (il che dovrebbe ammontare ad un maggior gettito nominale per circa 7-10 miliardi di imposte dirette, cui va aggiunto l'effetto del maggior reddito nominale sulle imposte indirette).

    In soldoni quindi dovremmo vedere il gettito nominale aumentare di ALMENO 7 miliardi e probabilmente di piu', OGNI ANNO, CON EFFETTO CUMULATO. Ed invece cala, e' calato nel 2002 (-5,4 mld) e sta calando in maniera ancora piu' vistosa nel 2003. Questo ovviamente diventa immediatamente visibile nel fabbisogno.

    Perche' allora il gettito cala?

    Ce lo spiega 3colli...

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    FINANZA
    Corriere della Sera, 25 Settembre 1991.
    Il condono: un suicidio fiscale
    di GIULIO TREMONTI*


    In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni, ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge. Dunque, il governo starebbe per cedere: cedere con fermezza ma cedere. Non è neppure il caso di avviare una discussione sulla morale fiscale di un governo che fa ora ciò che appena ieri ha fermamente escluso, perché immorale. E' piuttosto il caso di passare oltre, per vedere se un condono fatto in questo modo ed in questo momento sia soltanto una scelta di cinismo fiscale, per tirare a campare, o qualcosa di più o di peggio: una scelta di suicidio fiscale. Ebbene, ragionando sulle evidenze è chiaro che si tratta di una scelta del secondo tipo. Per la massa enorme degli evasori le probabilità di essere verificati sono minime (lo dicono le Finanze), le conseguenti liti tributarie si possono tirare in lungo senza costo (lo dicono ancora le Finanze), infine i condoni sono cadenzati ogni decennio: `73, `82, `91. Vuol dire che il rapporto fiscale si basa su questa ragione pratica: farla franca, confusi tra milioni di evasori; farla lunga, coltivando con calma la lite; farla fuori, con poche lire di condono. A differenza che nel resto d'Europa non c'è più, con questo condono, certezza di tassazione con saltuari condoni, ma certezza di condoni con saltuaria tassazione.

    In questo sistema smontato e rovesciato, in cui a dettare legge sono proprio i fatti fuorilegge, l'evasione e la furbizia, non bastano i correttivi tecnici che dovrebbero consentire al governo di cedere con fermezza: non bastano la messa a regime dei coefficienti per commercianti ed artigiani, l'abolizione del segreto bancario, la riforma dell'amministrazione. Quella di reintrodurre i coefficienti di redditività, per indurre commercianti ed artigiani a dichiarazioni verosimili, è una tesi a lungo sostenuta sul Corriere, tanto che il documento governativo non solo la realizza, ma usa queste stesse parole. Tuttavia lo fa con ritardo incolmabile: quella sui coefficienti doveva e poteva essere un'operazione iniziale e non terminale, passaggio di graduale risanamento, non posticcio alibi di condono.

    Neppure l'eliminazione del segreto bancario è un passaggio risolutivo: che risulti, l'autorità giudiziaria non ha infatti mai negato l'accesso ai conti degli evasori. Solo che, a differenza della Guardia di Finanza, l'amministrazione finanziaria ne ha fatto un uso limitatissimo. Dunque, si tratta soprattutto di una norma-messaggio, messaggio comunque debole, rispetto a quello forte trasmesso con il condono.

    La riforma dell'amministrazione finanziaria è infine, in questa fase, negativa. Nel 1971 si è fatta la riforma delle imposte, senza quella dell'amministrazione. Ora si fa il contrario ma così si finirà soltanto per accrescere la popolazione dei pubblici parassiti. Senza contare che, attuata in un momento di crisi fiscale gravissima, così si destabilizza il fisco.

    Dall'unità d'Italia manca il precedente di una politica tributaria come questa, una politica che è riuscita a fare due cose opposte: legittimare l'esplosione di spese coperte da entrate inventate, far cadere le entrate da autoliquidazione, che presuppongono una fiscalità autorevole e non ridicolizzata da continue improvvisazioni e contraddizioni. A questo punto una sola cosa è certa, che questo governo tira a campare, ma il prossimo scompare sotto il disastro della finanza pubblica.

    * futuro ministro dell’Economia

  5. #5
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Verso la bancarotta.

    In origine postato da brunik
    Altrimenti il buco rispetto all'anno scorso sarebbe stato di ben 10 mld, 20.000 miliardi di lire in sei mesi.
    Aggiungo io, 20.000 miliardi in piu' rispetto al fabbisogno del giugno 2002, che era gia' MOLTO PEGGIO di quello del 2001 (per intenderci, quando 3colli parlava di "buchi"...). Altro che buchi, qui stanno costruendo un tunnel verticale verso il centro della terra.

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il sole conferma: il deficit strutturale viaggia sul 4%...

    CONTI PUBBLICI 2003 / IL COMMENTO
    Fra manovre una tantum e spese da tagliare

    La sfavorevole congiuntura e le difficoltà a governare la spesa mantengono il deficit fuori linea rispetto agli obiettivi di risanamento. E dal 2004 le misure correttive dovranno essere permanenti, una volta esaurita la finanza straordinaria.

    di Michele De Gaspari

    La drastica revisione al ribasso da parte del Governo delle stime di crescita del Pil per il 2003 - dal 2,3% indicato lo scorso autunno all'attuale 1,1%, ma è probabile un risultato a consuntivo ancora più modesto - ha inevitabilmente comportato anche la correzione al rialzo dell'obiettivo di deficit/indebitamento netto (dall'1,5% al 2,3% del Pil). Quest'anno, come del resto gli ultimi due, non si sta certo delineando quale periodo normale per la finanza pubblica italiana e le possibilità di centrare gli obiettivi programmatici, sia pure recentemente ridimensionati, appaiono pertanto ridotte. Nei primi cinque mesi del 2003, per esempio, il fabbisogno di cassa del settore statale - l'indicatore più tempestivo dell'andamento tendenziale dei conti pubblici - mostra infatti un nuovo contenuto peggioramento nei confronti dello stesso periodo del 2002, se calcolato al netto delle operazioni straordinarie (come l'incasso dei condoni fiscali e lo swap sui titoli di Stato dell'aprile di un anno fa). I dati Istat sui conti economici nazionali 2002, diffusi a fine febbraio, hanno messo in evidenza un modesto miglioramento del disavanzo rispetto al 2001, sceso dal 2,6% al 2,3% del Pil secondo la stima provvisoria. Ma il calo è interamento dovuto alla minore spesa per interessi, essendo ancora diminuito il saldo primario. Quest'ultimo, in particolare, è passato dal 3,8% al 3,4% del Pil, mentre nel 2000 esso ammontava al 4,7%, se considerato al netto dei proventi ricavati dalle aste per le licenze di telefonia mobile Umts (pari a 13,8 miliardi di euro). Nel 2003 poi, secondo la Relazione trimestrale di cassa, presentata lo scorso aprile, l'avanzo primario dovrebbe scendere ancora, sino al 3,2% del Pil, il livello più basso dal 1995. Sulla riduzione del deficit 2002 nei confronti del 2001 sono state determinanti le operazioni di finanza straordinaria, quali le cartolarizzazioni e le vendite dirette di immobili pubblici, valutabili nel complesso in circa l'1,3% del Pil. L'indebitamento netto tendenziale, di conseguenza, si attestava ben oltre quel 3%, che rappresenta la soglia di allarme ai fini del rispetto del Patto di stabilità europeo. Ma quella delle misure "una tantum" diventa una scelta obbligata nei periodi di crescita economica appena superiore allo zero. E un intervento di pressoché analoghe dimensioni (1,5 punti del Pil) è previsto nelle componenti straordinarie della manovra correttiva 2003, basata quest'anno sui condoni fiscali insieme alle ormai consuete cartolarizzazioni.

    Le conseguenze di una bassa crescita Il nuovo obiettivo programmatico per il 2003 - che verrà meglio precisato tra circa un mese nel prossimo Dpef 2004-2007 - recepisce, dunque, ipotesi di crescita del Pil sostanzialmente in linea a quelle dei principali centri di previsione economica, anche se il quadro di riferimento congiunturale continua a essere molto incerto. L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche per il prossimo anno sarà, invece, indicato significativamente sotto il 2% del Pil, con un saldo primario che dovrebbe pertanto risalire verso il 4%, recuperando circa tre quarti di punto rispetto alla media del biennio precedente. Va ricordato, peraltro, che l'ultimo Programma di stabilità (novembre 2002) prevedeva avanzi primari intorno al 5% e oltre del Pil nel periodo 2004-2006. La probabile minore crescita economica, rispetto al 3% medio indicato per gli anni successivi al 2003, crea tuttavia non pochi problemi al conseguimento dei valori programmati nei saldi di bilancio. In più, c'è l'obiettivo di un calo del debito pubblico sotto il 100% del Pil entro la fine del 2004, così come richiesto dagli impegni europei e che deve, quindi, essere perseguito con determinazione. L'ingente ammontare del debito rappresenta, infatti, la principale anomalia dell'Italia nei confronti degli altri partner di Eurolandia. Il tendenziale peggioramento dei saldi di bilancio non può, inoltre, essere contrastato in prospettiva con nuove misure temporanee, i cui effetti sono destinati a esaurirsi nel corso del 2003. Di qui le preoccupazioni del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, espresse nelle Considerazioni finali (pag. 35-36) del 31 maggio all'assemblea dell'Istituto e analizzate nei dettagli, nel capitolo dedicato alla finanza pubblica (pag. 226-231) della Relazione annuale, dagli economisti di via Nazionale. Questo significa che, una volta esaurite le manovre straordinarie, dovranno essere conseguiti, nell'ambito del bilancio pubblico, ben più consistenti avanzi primari, sopra il 5% del Pil, grazie a misure strutturali di contenimento della spesa corrente, in modo da favorire nello stesso tempo la riduzione del debito, così come richiesto dall'Unione europea.
    6 giugno 2003


    QUINDI per il 2002 il deficit strutturale era 2,3%+1,3%=3,6%

    Per il 2003 abbiamo 3,6%+0,2% (riduzione del saldo primario)= 3,8%. Oppure, usando i dati ufficiali: deficit del 2,3% previsto dal governo +1,5% di interventi straordinari gia' previsti = 3,8% secondo le previsioni del governicchio. A questo va aggiunto l'effetto di una crescita che con ogni probabilita' sara' inferiore all'1,1% e le minori entrate che vanno sempre peggio delle ottimistiche aspettative del governicchio (come evidenziato e confermato dagli ultimi dati). Siamo quindi pacificamente sopra il 4%....

  7. #7
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Verso la bancarotta.

    In origine postato da Ago
    Aggiungo io, 20.000 miliardi in piu' rispetto al fabbisogno del giugno 2002, che era gia' MOLTO PEGGIO di quello del 2001 (per intenderci, quando 3colli parlava di "buchi"...). Altro che buchi, qui stanno costruendo un tunnel verticale verso il centro della terra.
    Voglio proprio vedere con che faccia taglieranno le tasse l'anno prossimo.

    Sono capacissimi di farlo, tanto poi come al solito dovrà fare la figura del cattivo il centrosinistra, solo perchè sono gli unici con un po' di testa sulle spalle.

    Almeno ci facessero il favore di alzare l'età pensionabile loro. No, nemmeno quello, figuriamoci se fanno qualcosa di buono a costo di perdere qualche voto. Tanto le perdono lo stesso, le prossime elezioni, ma se avessero un minimo di senso dello stato qualcosa farebbero per non mandarci in bancarotta.

    La loro tattica è chiara: prendersi i meriti degli altri e scaricare la colpa sugli altri delle loro porcate.

    DEMAGOGISMO SENZA LIMITISMO E' IL SUNTO DEL POLLISMO.

  8. #8
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    QUESTA LA SALVIAMO CHE A NOVEMBRE LA RITIRIAMO FUORI.

    Mercoledì 2 Luglio 2003, 119


    Conti Pubblici: Tremonti, Neanche Nel 2003 Prenderemo Avvertimenti Da Ue
    (ASCA) - Roma, 2 lug - Conti pubblici sotto controllo nell'anno in corso. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, assicura che nel 2003 l'Italia non ricevera' 'avvertimenti' dall'Europa sulla finanza dello Stato. ''Non li abbiamo presi nel 2001 e nel 2002. Nonostante i 'gufi' - ha detto Tremonti nel suo intervento all'assemblea dell'Abi - non li prenderemo neanche nel 2003''

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da brunik
    QUESTA LA SALVIAMO CHE A NOVEMBRE LA RITIRIAMO FUORI.

    Mercoledì 2 Luglio 2003, 119


    Conti Pubblici: Tremonti, Neanche Nel 2003 Prenderemo Avvertimenti Da Ue
    (ASCA) - Roma, 2 lug - Conti pubblici sotto controllo nell'anno in corso. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, assicura che nel 2003 l'Italia non ricevera' 'avvertimenti' dall'Europa sulla finanza dello Stato. ''Non li abbiamo presi nel 2001 e nel 2002. Nonostante i 'gufi' - ha detto Tremonti nel suo intervento all'assemblea dell'Abi - non li prenderemo neanche nel 2003''
    Il 3colli ha ragione, ha 13 miliardi di condono in tasca + puo' sempre fare altri 13 miliardi di cartolarizzazioni come l'anno scorso. Anche se il deficit strutturale e' del 4% con barbatrucchi da tributarista di provincia per una modica cifra di 26 miliardi puo' tirare il fiato per un altro annetto, e sperare in una ripresa mondiale. Ma nel 2004 si ride. Per cominciare, un altro condono se lo sogna... Sono davvero curioso di sapere cosa infila nella prossima finanziaria, a settembre si ride... Certo che se viene fuori che i conti sono taroccati, come dice la Corte dei Conti, allora si ride anche prima....

  10. #10
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Stavo giusto chiedendomi cosa fara' il 3colli data la precaria situazione del deficit STRUTTURALE, ed ecco che Fazio pone la stessa domandina. Cosa risponde il 3colli?

    Che gli uomini del fare, non faranno un tubo... Rimandiamo a domani quello che si puo' fare oggi... ma non siate troppo duri con loro, si devono riposare poverini, hanno gia' fatto molto, anzi moltissimo... ...hanno fatto nientepopodimenoche il patto per l'Italia... Per una legislatura ce n'e' abbastanza...

    Corriere
    «La Finanziaria sarà più di semina che di raccolta»
    Tremonti: per le riforme ci vuole tempo

    Il ministro dell'Economia replica a Fazio: «Anche la Thatcher fece tutto nel secondo mandato»


    ROMA - Botta e risposta. Non perde tempo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a replicare al governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio dalla stessa assemblea dell'Abi da cui aveva parlato il numero uno di Bankitalia.

    A Fazio che aveva accusato il governo di non aver realizzato quelle riforme strutturali che sono le sole che potrano incidere a lungo termine sul deficit pubblico, Tremonti replica che per fare le riforme occorre tempo e «anche la Thatcher fece tutto nel secondo mandato di governo. Nel primo - ha ricordato il ministro dell'Economia - non fece niente. Eppure noi - ha aggiunto Tremonti nel suo intervento all'assemblea dell'Abi - abbiamo fatto la riforma del mercato del lavoro, la riforma Biagi. Sappiamo quello che facciamo, lo sapevamo e abbiamo le idee abbastanza chiare».

    FINANZIARIA DI SEMINA - «Questo Paese non ha preso nessun avvertimento dall'Ue nel 2001, non ne ha presi nel 2002 e, vi assicuro, che nonostante i buffi (espressione romanesca per debiti ndr) non ne prenderà nemmeno nel 2003» ha spiegato Tremonti. Che poi ha aggiunto che «La Finanziaria, che sarà anticipata nel Dpef, sarà un passaggio ambizioso. Sarà più di semina che di raccolta». La Finanziaria ha aggiunto Tremonti «non sarà facile: ci saranno dei passaggi difficili sul piano politico e sociale».




    Beh, nel 2003 gli avvertimenti non li prende grazie a 13 miliardi di condoni e condonini ed a quasi altrettanti introiti una tantum dovuti alla vendita delle case del nonno. Nel 2004 non sappiamo. Ma forse il 3colli non ha capito bene che fazio, copiando aghetto, poneva l'accento sul deficit STRUTTURALE, guardando al di la' dei vari barbatrucchi da tributarista di provincia.

    Quanto alla nuova finanziaria "di semina", la domanda e': cosa semina se non ha un quattrino?

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Verso la Bancarotta?
    Di dedelind nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 02-08-12, 21:48
  2. Verso la bancarotta?
    Di Ludis nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 07-07-11, 19:22
  3. gli usa verso la bancarotta !!!
    Di Princ.Citeriore (POL) nel forum Politica Estera
    Risposte: 72
    Ultimo Messaggio: 30-01-06, 20:00
  4. US AIRWAYS verso la bancarotta!
    Di landingFCO nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 11-09-04, 11:15
  5. Verso la bancarotta.
    Di brunik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 01-07-03, 21:21

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito