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La Sardegna non può vietarne l’arrivo
Il Governo: le scorie sono soltanto merci
Per il Governo le scorie nucleari non sono rifiuti: si tratta invece di «merci» e, in quanto tali, la Sardegna non può vietarne l’arrivo perché violerebbe le regole europee in materia di concorrenza. È questa la motivazione principale del ricorso alla Corte costituzionale che il premier ha presentato contro la legge regionale dello scorso 3 luglio. Un testo che dichiara l’Isola «territorio denuclearizzato» e che era stato approvato all’unanimità nel pieno della mobilitazione contro l’ipotesi di piazzare in Sardegna una discarica atomica. La legge, ha confermato ieri il presidente Masala, sarà difesa in giudizio dalla Giunta. Le ragioni del ricorso, redatte dall’Avvocatura dello Stato, sono state pubblicate sul Buras. Tra esse la contestazione delle competenze della Regione in materia di ambiente: un contenzioso che può avere ripercussioni anche sulla tutela delle coste. Quanto alle scorie, uno studio americano rivela che la loro pericolosità è dieci volte superiore alle radiazioni emesse dall’incidente di Chernobyl.
palazzo chigi
In Gazzetta ufficiale le motivazioni del ricorso contro la legge sarda che dice no al deposito nucleare
Inquinano, nessuno le vuole e hanno una carica radioattiva che - secondo un recente studio americano - è di gran lunga superiore e più pericolosa del nocciolo delle centrali atomiche. Eppure, per lo Stato italiano, le scorie nucleari non sono rifiuti: si tratta invece di «merci» e, in quanto tali, la Sardegna non può vietarne l’arrivo perché violerebbe le regole europee in materia di libera concorrenza. E’ questa la motivazione principale del ricorso alla Corte costituzionale che il presidente del Consiglio dei ministri ha presentato contro la legge regionale dello scorso 3 luglio. Un testo che dichiara l’Isola «territorio denuclearizzato» e che era stato approvato all’unanimità nel pieno della mobilitazione contro l’ipotesi di piazzare in Sardegna una discarica per 55 mila metri cubi di spazzatura atomica. Ma contro le norme si era mosso immediatamente il premier Silvio Berlusconi, che aveva dato incarico all’Avvocatura dello Stato di ingaggiare battaglia contro il provvedimento salutato con soddisfazione da partiti, sindacati, imprenditori e vertici della Chiesa. Italo Masala, capo della Giunta, ha confermato ieri che la Regione si costituirà in giudizio per difendere la legge.
Il ricorsoSecondo quanto pubblicato il 28 ottobre sul Bollettino ufficiale della Regione (su disposizione della Consulta), l’Avvocatura dello Stato ritiene che la Regione sarda, impedendo la circolazione nel proprio territorio di materiali radioattivi prodotti altrove, ha violato gli articoli 23 e 117 del Trattato Ce «perché ha interferito nel mercato di materiali nucleari, anche essi soggetti alla disciplina della concorrenza».
L’ambienteMa non è tutto. I legali di Palazzo Chigi affermano inoltre che la Regione non può ritenersi competente in forma esclusiva nel campo dell’ambiente. Questo presupposto della legge del 3 luglio viene contestato in quanto, per l’Avvocatura dello Stato, l’ambiente non è una «materia» di legge, bensì soltanto un «valore»: è dunque lo Stato - afferma il premier tramite i suoi avvocati - a dettare norme uniformi per tutto il Paese, in base a una propria competenza esclusiva che dunque cancella i poteri della Sardegna. Si tratta di una motivazione che potrebbe essere opposta anche contro le norme di tutela dello coste, in questi giorni al centro di un ampio dibattito dopo la bocciatura dei Piani territoriali paesistici da parte del Tar.
Il presidente: resisteremo«La Regione si costituirà in giudizio, come già deciso dalla Giunta Pili di cui anche io facevo parte», ha commentato ieri il presidente della Regione Italo Masala. «Quanto alle motivazioni, non ho ancora visto gli atti e non voglio anticipare giudizi. Poso tuttavia dire che definire merce una scoria mi sembra esagerato. Per merce - ha proseguito Masala - si intende tutto ciò che è commerciabile: e non mi pare che le scorie lo siano, a meno che non si intenda venderle a Paesi poco sviluppati in cambio di altre cose. Se questo è il motivo principale del ricorso, allora mi pare debole: ma sarà il nostro collegio di difesa a fare le valutazioni necessarie».
I pericoliDagli Stati Uniti, intanto, giungono nuove informazioni sui pericoli legati ai residui delle centrali atomiche. Secondo uno studio pubblicato dalla Educational Foundation for Nuclear Science, formata da scienziati nucleari, il rischio legato alle scorie è molto superiore a quanto si riteneva sino a qualche tempo fa. Se infatti l’incidente di Chernobyl ha rilasciato nell’atmosfera sei milioni di Curie di cesio 137, in ogni elemento esaurito estratto da un reattore sono contenuti tra i 20 e i 50 milioni di Curie dell’isotopo: una minaccia radioattiva, dunque, quasi dieci volte superiore alla portata del disastro provocato dalla centrale sovietica.
Sono le stesse autorità degli Stati Uniti - Paese non troppo sensibile ai rischi del nucleare - a sottolineare i timori per questo genere di materiali. «Non sono tanto preoccupato dai noccioli delle centrali in attività: sono preoccupato invece per i combustibili spenti», ha detto al New York Times il governatore del Vermont Howard Dean.
In Italia le scorie delle centrali sono conservate in gran parte nei depositi di Saluggia, in provincia di Vercelli. La massa di questi residui, custoditi anche altrove, ammonta a circa 55 mila metri cubi: messi uno sopra l’altro, raggiungerebbero l’altezza e la larghezza di un grattacielo di quasi sessanta piani.
Marco Mostallino
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erchè ogni rappresentante del governo che ha un bel giardino o appezzamento di terreno non se ne mette un bel po?E' facile prendere decisioni sulla pelle degli altri!!..Va tenuto conto che non si tratta di un prodotto di scarto qualsiasi..è in gioco il futuro delle nostre prossime generazioni e mi sento di difendere la mia terra e quella dei nostri figli..Un'altra considerazione da fare è la seguente:In Italia non abbiamo centrali elettriche nucleari.Perchè ci dobbiamo sobbarcare i rifiuti degli altri?E per giunta pericolosissimi e difficilmente ..(deperibili)?Chi, nella sua nazione ha deciso per il nucleare si risolva da solo il problema senza prendere come scusa che fa parte dell'Unione Europea e come tale gli altri paesi devono togliere le sue castagne dal fuoco,castagne che non sono di poco conto?.. Desidero rimanere anonimo o al massimo venga riferita solo la mia e-mail,grazie.
orie? macche..mi consenta di farle presente che è semplice merce..sa come i materassi che vendiamo ogni giorno su canale 5..nulla da preoccuparsi dunque i sardi possono dormire sogni tranquilli.. 