Borghezio all'attacco della Commissione europea per fermare la sperimentazione sulle staminali



Giulio Ferrari
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Embrioni di uomo fatti a pezzi per ricavarne le cellule da impiantare sui topi ad uso "scientifico": è questa la ricerca medica che la Commissione Ue progetta di finanziare: un orrore che, per Mario Borghezio, non deve passare. L'eurodeputato leghista affronterà oggi in commissione Industria del Parlamento europeo la proposta oscena "spinta", con la consueta "forza di persuasione", dalle lobby che si annidano nel Palazzo di Bruxelles.
Onorevole Borghezio, l'Europa dei potentati economici sogna una ricerca scientifica slegata da ogni freno etico. Immorale e foraggiata dai contribuenti. Si annuncia battaglia?
«Da parte della Lega senz'altro. E voglio vedere come si comporteranno certi colleghi che si proclamano "di ispirazione cristiana", quegli stessi che a parole hanno difeso il Crocefisso, che hanno applaudito il venticinquesimo anniversario di pontificato di Giovanni Paolo II. Ci sono in gioco gli enormi interessi delle case farmaceutiche e, in questi casi, la coerenza diventa un optional. Staremo a vedere».
Questi signori invocano il "rispetto dell'uomo" quando Bossi chiede le quote per gli immigrati e le merci cinesi, poi promuovono con la massima disinvoltura tecniche che, per usare la cruda terminologia scientifica, prevedono "la messa in coltura di cellule di embrione umano su strati di fibroblasti di topo irradiati".
«E' proprio l'uso "scientifico" delle cellule staminali, caldeggiato dalla sinistra, a calpestare la dignità umana, altro che le misure per il controllo dell'immigrazione. Fanno scempio di un essere umano allo stato embrionale: è inaccettabile dal punto di vista etico oltre che religioso».
Non le pare che la Commissione Ue, guidata dal sedicente cristiano Prodi, riveli una singolare concezione morale?
«Altro che. Quelli si fanno beffe di tutto e di tutti. Persino della volontà del Parlamento Europeo che, con la risoluzione del 30 marzo 2000, si era pronunciato contro la ricerca che implica la distruzione degli embrioni umani. Questa proposta, addirittura, apre la strada al far-west scientifico: non definisce neppure i limiti, i requisiti, gli ambiti della sperimentazione su una materia che mette in gioco così pesantemente la dignità della vita umana».
Non c'è solo l'aspetto della deregulation, si prevede persino il sostegno economico. Oltre ad autorizzarla, si incentiva una pratica immorale?
«E' semplicemente vergognoso. La ricerca che implica la distruzione di embrioni umani non può beneficiare del sostegno finanziario dell'Ue. Oltretutto, si viola perfino il principio di sussidiarietà, che è uno dei fondamenti della Ue, in base al quale il finanziamento della ricerca è utilizzato esclusivamente per scopi concordati da tutti gli Stati membri, vale a dire per attività di ricerca che non siano vietate dalla legge di nessun Paese comunitario. E non è certamente questo il caso».
Ma i fautori dello scempio sugli embrioni si appellano al mito dell'onnipotenza scientifica. Non teme di passare per un "oscurantista", un nemico del progresso medico?
«Il vero oscurantismo è in certe aberrazioni che ci abbassano al livello di bruti privi di qualsiasi principio. No, davvero la mia preoccupazione non è quella di assecondare i deliri del progressismo illuminista e, tantomeno, gli interessi delle lobby. Voglio poi ricordare che le più autorevoli pubblicazioni scientifiche negano qualsiasi efficacia alla sperimentazione sulle cellule staminali ricavate dagli embrioni, semmai sono le indagini sulle cellule adulte a offrire delle prospettive. E quest'ultimo tipo di ricerca non comporta certo le medesimo gravissime implicazioni di ordine etico, nè problemi tecnici«.