Il Carroccio pronto alla "guerra" se nella riforma della leva passerà l'arruolamento anche per gli extracomununitari. Bricolo: "Già nella Ps ci sono troppi meridionali".
ROMA - Ma chi andrebbe a fare il militare professionista sapendo che giunti a trent'anni, o si è fatta carriera o si è troppo vecchi per essere riaffermati? In questo dubbio atroce per chi va preparandosi a riformare il sistema della leva col rischio di ritrovarsi un esercito sotto organico, la commissione della Camera che sta esaminando il ddl ha pensato bene di correre ai ripari e di aprire le porte delle caserme anche agli extracomunitari. Non un battaglione straniero, sul modello della Legion francese o del Tercio spagnolo, ma certamente una strizzatina d'occhio in termini di reddito e di prospettive alle migliaia di giovani che al di là dell'Adriatico e del Canale di Sicilia sperano di riuscire a trovare fortuna e lavoro nel nostro paese.
Ma la Lega fa già sapere che l'arruolamento degli extracomunitari non s'ha da fare. E, già che c'è, attacca anche l'eccesso di meridionali nelle file di polizia e carabinieri, dicendo che bloccherà l'ipotesi - prevista dalla riforme - di riservare il reclutamento in polizia a chi è stato volontario. Poi, pretende che venga incentivato il servizio militare volontario negli alpini.
Le tre modifiche saranno presentate al più presto, annuncia Federico Bricolo, vicepresidente del gruppo del Carroccio alla Camera. Bricolo spiega le tre richieste in Transatlantico, poco prima dell'inizio della discussione in aula del provvedimento, e annuncia che il suo gruppo è "pronto a dar battaglia".
"Per la Lega i nodi ancora da affrontare - spiega Bricolo - sono tre; innanzi tutto siamo contrari all'emendamento approvato in commissione che permette anche gli stranieri la possibilità di svolgere il servizio volontario: non vogliamo un esercito di extracomunitari".
Poi la vexata quaestio del volontariato per avere accesso alla Ps. "Già oggi - tuona Bricolo - la maggior parte di poliziotti e carabinieri sono meridionali. Con questa norma la tendenza si accentuerà, perché ci saranno sempre più volontari meridionali, vista la disoccupazione al Sud. Noi invece vogliamo che le forze di polizia presenti sul territorio, nelle nostre regioni, siano formate da gente del posto, che conosce le dinamiche locali e che quindi sa intervenire meglio".
Bricolo chiede quindi che la quota nelle forze di polizia riservata a chi ha svolto il servizio volontario nell'esercito sia limitata. Infine la Lega intende rilanciare la sua vecchi battaglia contro la "meridionalizzazione" delle brigate alpine. "Gli alpini - spiega l'esponente del Carroccio - non solo hanno un profilo professionale ben definito, ma hanno anche una tradizione legata a un territorio. Ci sembra grottesco che le brigate alpine siano composte in prevalenza da calabresi e siciliani. Non basta riservare delle quote ai ragazzi del Nord, servono degli incentivi economici".
Immediata e durissima la replica del centrosinistra, mentre all'interno del centrodestra (l'idea di una legione straniera italiana è cara, per esempio, al ministro della Difesa, Antonio Martino) si osserva con un po' di preoccupazione l'emergere di una nuova crepa nella coalizione.
Maurizio Fistarol, della Margherita, definisce "inaccettabili le dichiarazioni rilasciate oggi da esponenti della Lega Nord sulla presenza di meridionali nelle Forze dell' ordine e nelle Forze armate". "Le Forze di polizia, da molti anni - spiega Fistarol - vedono la netta prevalenza di personale proveniente dalle regioni del nostro Mezzogiorno. Sono gli stessi uomini e donne che, in tutto il Paese, si battono con sacrificio e dedizione contro la criminalità organizzata, la mafia, il terrorismo interno e internazionale. Talvolta anche al prezzo della vita. Lo stesso accade per i reparti delle Forze armate impegnati in Italia e nelle missioni internazionali. Gli unici che non apprezzano - sottolinea - sono gli esponenti della Lega Nord, impegnati a sfruttare ogni spazio di demagogia, anche a costo di fare razzismo da due soldi".
Ma An rilancia: apriamo le porte dell'esercito ai "nostri emigrati", sopratutto quelli argentini che si trovano alle prese con una drammatica crisi economica. La proposta viene dal responsabile sicurezza di An, Filippo Ascierto, che replica così alla Lega. La norma votata in commissione, apre infatti le porte non solo agli stranieri ma anche agli apolidi che però abbiano il padre o la madre o un nonno che sia italiano di nascita. "Con questa norma potremo aprire le porte ai nostri immigrati", per esempio ai numerosi italo-argentini. "Molti di loro - spiega Ascierto - amano la nostra patria forse più di quanto la amiamo noi. Apriamo dunque le nostre porte, permettendo loro di acquisire la cittadinanza italiana e di ritornare nella loro patria. Qui non c'entrano nulla gli extracomunitari".
(3 NOVEMBRE 2003; ORE 175, ultimo aggiornamento ore 18:12)




5, ultimo aggiornamento ore 18:12)
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