http://www.analisidifesa.it/numero10/errori.htm
A PROPOSITO DELLE POLEMICHE SUI LIBRI DI STORIA NELLE SCUOLE RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Caro direttore,
Se si scoprisse, per esempio, che un manuale di geografia parla dell'Unione Sovietica come se ancora esistesse o della Namibia come se ancora fosse una colonia, c'è qualcuno che in nome della libertà d'insegnamento si opporrebbe a una revisione del manuale e, nel frattempo, alla sua sostituzione? E se un testo d'esame di una facoltà d’ingegneria contenesse errori od omissioni tali da far sì che una casa costruita seguendo quel testo non stia in piedi, c'è qualcuno che difenderebbe la libertà del docente che lo ha scritto e di quello che lo ha adottato di insegnare quel che meglio pare a loro? Io sono ricercatore confermato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Torino. La mia disciplina è “Storia e istituzioni dell'Africa”. Mi capita di essere membro della commissione d'esame di Antropologia. Esamino gli studenti insieme al titolare del corso. Da lui hanno appreso che la colonizzazione europea e poi il neocolonialismo occidentale hanno trasformato l'Africa, da prospera e pacifica che era, in un abisso di miseria. È falso. Con lui ripetono che i Nuer, una popolazione africana, sono un grande esempio di democrazia.
Siccome quella Nuer è una società gerontocratica, patriarcale, comunitaria ascrittiva, non si può definire democratica. Quindi l'interpretazione del docente è priva di fondamento e tale da confondere gli studenti che, per finire, a lezione non hanno mai sentito parlare di lavoro infantile, di matrimoni forzati, di mutilazioni genitali femminili, di ruoli ascritti e di altre fondamentali istituzioni africane. Faccio male a bocciarli? Nessuno definirebbe “censura” la richiesta rivolta all'autore di un libro di correggere o eliminare una formula matematica sbagliata, o una sua personale considerazione rivelatasi scientificamente inconsistente, affinché gli studenti non imparino cose inutili o addirittura pericolose. Ma se si riconosce il diritto degli studenti di matematica a essere tutelati, perché negarlo a quelli di antropologia, storia, economia o sociologia? L'ignoranza ha delle vittime illustri che fanno delle pessime figure. Nel mio campo, tanto per citare qualcuno, mi viene in mente il vescovo Luigi Bettazzi, al quale la mia facoltà ha da poco attribuito una laurea ad honorem: secondo lui la strage del Ruanda è stata causata dall'Occidente, e anche gli orrori comunisti sono da attribuire al tradimento degli ideali; comunque, siccome il comunismo non sarebbe nato se non ci fosse stato il capitalismo, sempre secondo lui è l'Occidente il vero responsabile dei 100 milioni di morti imputati al comunismo”.
Anna Bono, Torino




Rispondi Citando