Tv italiana: una parolaccia ogni 21 minuti
Uno studio di Eta Meta Research con 130 psicologi, pubblicitari e linguisti: si cerca la complicità degli spettatori
MILANO - Ogni 21 minuti viene detta una parolaccia nelle trasmissioni televisive italiane, ore notturne comprese. È una scelta che sette esperti su dieci attribuiscono al deliberato obiettivo di alzare l'ascolto, alla ricerca della complicità con lo spettatore. È quento emerge da uno studio della società Eta Meta Research che ha intervistato 130 tra psicologi, pubblicitari e linguisti, e ha condotto un monitoraggio delle reti nazionali per individuare ogni quanti minuti, in media, viene pronunciata un'espressione volgare.
«ENCICLOPEDIA DELLA VOLGARITÀ» - «Un tempo si diceva che la scuola insegnasse ai bambini le parolacce», dice Saro Trovato, presidente di Eta Meta Research, «ma ora sembra essere la televisione a essersi trasformata in una vera enciclopedia della volgarità».
A preoccupare, come sostengono gli esperti intervistati, è l'atteggiamento di ilarità con cui vengono accolte le parolacce, cosa che crea una sorta di complicità con lo spettatore, contribuendo a far entrare a tutti gli effetti le parolacce nel linguaggio comune. Il 73% degli intervistati non ha dubbi: la tv è troppo volgare. Ma a destare allarme negli esperti, oltre a corpi mezzi nudi e alle diverse tipologie di volgarità, è soprattutto il fatto che «a dirle sono spesso personaggi famosi, che vengono presi a modello», dice il gruppo di ricerca. Anche le frasi piene di doppi sensi sono viste come un pericolo dal 39%, e disturba pure il frequente e smisurato ricorso alle «espressioni dialettali» (31%). Solo il 13% si lamenta invece delle volgarità legate agli sketch e ai doppi sensi dei comici (13%), prosegue la nota.
SCELTA VOLUTA - Per più di sette esperti su dieci questo abuso di volgarità sarebbe una scelta ragionata dei responsabili dei programmi. Solo per il 13% va vissuta solo come «lo specchio dei tempi». I più colpiti da questa presunta ondata di volgarità sono soprattutto i bambini e gli adolescenti, sottolinea il 37% degli esperti. Secondo quanto riferisce lo studio, esistono però personaggi che vengono individuati come un «argine» alla volgarità. Al primo posto, secondo il 67% degli esperti intervistati, Piero Angela: vissuto come un ottimo «promotore» della buona lingua italiana e nemico della volgarità, seguito dalle nuove annunciatrici della Rai (58%). Ma tra i personaggi indicati dagli intervistati emergono anche volti Mediaset: gli esperti segnalano anche Maurizio Costanzo, che si dimostra sempre molto attento che i suoi ospiti non trascendano e non cadano nella volgarità (51%).
Da Il Corriere della sera del 4/11/03
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