Domenica assemblea federale a Milano per decidere il futuro politico del movimento. Ma il mini-referendum fatto nelle sezioni è chiarissimo: se si cede a Fini è meglio andare da soli.


ROMA - Non è un referendum con i crismi dell'ufficialità ma la base della Lega ha già deliberato: facciamo un bel falò e buttiamoci dentro il mandato di cattura europeo
e il voto agli extracomunitari.
Altrimenti? Altrimenti è meglio fare le valigie ed andare da soli. La consultazione tra gli iscritti voluta da Bossi per sancire la linea politico-strategica del Carroccio produrrà un esito scontatissimo, secondo pronostico. Comunque una bella iniezione di fiducia per il Senatùr in vista dell'assemblea federale di domenica prossima a Milano che dovrà ratificare il risultato-plebiscito. Come dire che, con buona pace del premier Berlusconi che galleggia tra le "aperture" di Fini e la richiesta di stabilità, il popolo di verde vestito marcia a fianco del capo. D'altronde è stato proprio Bossi a chiedere di dare voce alla base. Erano i giorni caldi dell'immigrazione, della proposta choc di Fini, e Bossi sparigliò alla sua maniera. Chiamando all'adunata i militanti e volendo da loro il mandato a continuare la guerra fredda con l'asse An-Udc. Ebbene, il segnale che sta per arrivare è inequivocabile.

Dalle sezioni provinciali della Lega è un fiume di attestazioni di solidarietà alla politica di impatto del segretario lumbard. Tanti verbali, migliaia di relazioni che da giorni vengono spedite a Via Bellerio per dire due "no" grandi come una casa e un sì stiracchiato. Il leghista medio chiede le riforme, sopra ogni cosa la devolution, e per realizzarle è disposto a turarsi il naso e a dichiarare fedeltà alla Casa delle libertà (e questo è il sì). Ma non è intenzionato a cedere sul resto (leggi mandato di cattura e voto agli extracomunitari), come ha rimarcato proprio oggi Bossi minacciando il voto anticipato.

Luciano Gasperini, 67 anni, veneto, avvocato, ex senatore, è l'attuale presidente federale del Carroccio. A Milano farà da gran cerimoniere alla kermesse che si terrà al PalaMazda e che ha già fatto infuriare An (che lo stesso giorno terrà il suo corteo per l'anniversario del Muro di Berlino). "Sono in arrivo pullman e treni: saremo in migliaia. La gente vuole partecipare - spiega al Nuovo Gasperini - L'abbiamo capito a Venezia: ai leghisti non bastano più i banchetti, le fiaccolate o le file ai gazebo per protestare contro il made in China". Da qui l'idea di Bossi del sondaggio dal basso, accolto con entusiasmo dalle camicie verdi: "C'è stata una grandissima partecipazione", dice tutto orgoglioso Gasperini. Alla festa di Milano, prima del comizio finale di Bossi, gli iscritti si metteranno in fila e prenderanno la parola dal palco. "E' la filosofia della democrazia interna al partito". Già una bella novità in un movimento in cui non si muove una foglia senza che lo voglia l'Umberto.

"Devono darci le garanzie che il federalismo si farà - prosegue Gasperini - Ma la devoluzione è solo il primo passo verso il federalismo fiscale. E' quello l'obiettivo finale, la ridistribuzione delle risorse economiche secondo le esigenze delle macro-Regioni. Perché come dicevano i latini: l'uomo senza pecunia è l'immagine della morte".

Conclude Gasperini: "Sul mandato di arresto europeo intervengo da giurista (da avvocato penalista che ha difeso i Serenissimi, ndr). E dico che è semplicemente un obbrobrio giuridico. Se venisse applicato, potrebbe capitare che domani Bossi faccia un comizio in Spagna, che affronti il tema delle quote sull’immigrazione, che gli scappi qualche parolina e che qualce giudice interpreti il tutto come razzismo. Sa come finirebbe? Che l’arrestano".