iRS – Indipendentzia-Repùbrica de Sardigna
31 Agosto 2003.
COMUNICATO
Incendi, incendiari e “speculatori”.
Ha fatto bene il sindaco di Villanova Monteleone a mettere una taglia sui piromani che stanno assassinando la nostra terra, chiunque essi siano. Anche noi indipendentisti di iRS siamo pronti a versare dei soldi per identificare non solo coloro che stanno materialmente incendiando i nostri boschi ma soprattutto i mandanti di questa azione criminosa e assolutamente anti-sarda. Un’azione talmente offensiva nei confronti di questa Nazione e del suo popolo che la punizione per chi la commette dovrebbe essere l’esilio dalla Sardegna.
Come fu già in epoca giudicale l’incendio dovrebbe essere legato all’appartenenza alla comunità: chi incendia non ama questa terra e non vuole la libertà e il benessere di chi la abita dunque si mette automaticamente contro di essa e fuori di essa. La bellezza e la fortuna di appartenere a questa terra e questo popolo dovrebbe essergli negata.
Deve essere chiaro: chi ha una coscienza realmente indipendentista non può avere simpatia per gli incendi e per chi li mette.
Insospettiscono queste rivendicazioni che vorrebbero ricollegare gli incendi ad un presunto “orgoglio sardo” che mentre dice di opporsi ai potenti finisce addirittura per andare a mendicare soldi da Ciampi, ovvero da un presidente straniero. Insospettisce tanto più perché si sa bene quali e quanti sono gli interessi che gravitano attorno alla distruzione del territorio: speculazioni edilizie, sistemi anti-incendio, rimboschimenti come sembrano confermare le ultime notizie.
Eppure gli speculatori che vorrebbero accostare all’indipendentismo questo scempio che ci ripudia intimamente continuano imperterriti a farfugliare e confondere le acque. Saranno forse loro i veri mandanti?
Ma anche ammesso che queste rivendicazioni fossero vere bisognerebbe constatare, oltre l’incoerenza già sottolineata, la loro stupidità e vigliaccheria.
Chi oggi vuole affrontare realmente il potere deve farlo a viso scoperto, usando la propria immaginazione e soprattutto il proprio coraggio. La cosa si può fare, e noi di iRS lo abbiamo dimostrato con le azioni di questa estate: dalle scorie riportate al Signor Silvio Berlusconi, all’invasione della Zona Alfa del poligono San Lorenzo, al blitz in quell’inferno di rifiuti di proprietà Enichem a Porto Torres.
L’orgoglio non è coraggio ma rischia di essere semplicemente un segno di disperazione; una reazione difensiva che non ha abbastanza intelligenza per progettare attacchi non-violenti capaci di ridare entusiasmo e speranza al nostro popolo, capaci di prospettargli il futuro in una prospettiva diversa.
Chi ha coscienza questa disperazione l’ha già vista in atto quando alcuni sardi per difendersi dal taglio dei boschi da parte di Cavour e parenti preferirono incendiare tutto.
È finito però questo gioco al massacro.
Chi ha una vera coscienza indipendentista, chi ama davvero questa terra, non cade nella trappola di auto-distruggersi per protestare: noi siamo qui invece proprio per proteggere questa terra da chi la vuole distruggere, sardo o non sardo che sia. Noi non protestiamo, noi agiamo per costruire un futuro diverso per la nostra Nazione e questo non si ottiene certo incendiando questa terra.
Gli incendiari, i loro mandanti e gli speculatori sono avvisati: non gli daremo tregua, l’esilio sarà la loro pena.
iRS – Indipendentzia Repùbrica de Sardigna
Assemblea Nazionale di Coordinamento





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