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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Un articolo da incorniciare.....

    LA SCUOLA LAICA E IL CORANO

    di ANGELO PANEBIANCO


    Adesso che la prima fase della vicenda del crocifisso si è conclusa con la sospensione della ordinanza del giudice che aveva dato ragione a Adel Smith, possiamo fare un bilancio di una vicenda che ha suscitato così forti emozioni. Per il suo svolgimento, per le parole pronunciate, per gli atti che l’hanno accompagnata, e per la sua conclusione, questo episodio sembra a chi scrive non una vittoria della «identità italiana», e nemmeno della Chiesa, come molti ritengono, ma l’esatto contrario, un disastro i cui effetti deleteri misureremo solo tra qualche anno. Basta un po’ meno superficialità di quanta ne sia stata impiegata da tanti protagonisti per capirlo. Come è stata letta nel corso della settimana questa vicenda? In due modi, entrambi, a mio giudizio, sbagliati. In primo luogo, come un attacco del fondamentalismo islamico a un simbolo cristiano che era anche, come in effetti è, un simbolo identitario. L’errore è consistito nel credere che fosse Adel Smith, un signor nessuno nel mondo islamico italiano (la sua associazione non conta niente), l’avanguardia di questo attacco. Si è distolta l’attenzione dal fatto che sono altri, molto più potenti di Smith, con molto più seguito fra i musulmani presenti sul territorio italiano, quelli con cui dovremo fare i conti, e saranno conti difficili e penosi, nei prossimi anni. Avrebbe dovuto metterci in guardia il fatto che questi altri (veri) rappresentanti dell’Islam organizzato fossero tutti, compattamente, contrari all’iniziativa di Smith.
    Il secondo modo di trattare la vicenda è stato quello tradizionale: laici contro cattolici, ghibellini contro guelfi. Con la solita pigrizia intellettuale alcuni non hanno capito che l’immigrazione multireligiosa ha cambiato i termini della questione, che una cosa era dividersi sulla laicità della scuola prima che quella immigrazione ci fosse, un’altra cosa è farlo dopo. La conclusione del caso sollevato da Smith non lascia adito a dubbi. A differenza della Francia (ma anche della cattolicissima Spagna), l’Italia non disporrà di alcuna arma, nei prossimi anni, per impedire la trasformazione della scuola pubblica in un bazar multireligioso, in cui l’Islam organizzato, soprattutto, entrerà in forze pretendendo visibilità, spazi, la sua parte di «bottino». Allora sì che ci saranno seri problemi per la laicità dello Stato. E anche per la Chiesa che dovrà preoccuparsi ancor più di oggi per il fenomeno delle conversioni all’Islam.
    L’Islam organizzato, appunto. Faceva impressione vedere, a «Porta a Porta», i politici italiani (e anche un vescovo come Rino Fisichella) trattare da «moderato» il capo della più forte organizzazione islamica italiana, solo perché schierato contro la rimozione del crocifisso. Ma né la più forte organizzazione islamica (Ucoii), quella che, a detta degli esperti, controlla più moschee, e che è una filiazione dei Fratelli musulmani, né l’altra organizzazione rappresentativa, la Lega islamica, legata ai sauditi, sono «moderate». Sono invece, sempre secondo gli esperti, organizzazioni «islamiste», nemiche dell’Occidente e dei suoi valori liberali.
    Proprio perché forti e rappresentative, queste organizzazioni islamiste rifuggono dall’avventurismo, praticano l’entrismo, vogliono continuare a conquistare posizioni dentro la società italiana. Per diventare, entro non molti anni, anche in virtù del differenziale demografico, potenti e intoccabili lobbies. Non è certo quello l’Islam liberale, amico dell’Occidente, che noi dovremmo incoraggiare. La pessima gestione della vicenda della scuola di Ofena da parte di una classe dirigente superficiale e malata di demagogia contribuisce a preparare un futuro di guai per questo nostro Paese
    Corriere della Sera

    Certo che anche Panebianco è diventato un brutto sporco leghista e razzista

  2. #2
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    Per dire cose sensate e fondate sulla realtà oggettiva non occorre essere leghisti o altro. E' sufficiente essere informati, intelligenti ed equilibrati.

    L'articolo è semplicemente ineccepibile.


    Shalom!!!!

  3. #3
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    Sono un grande estimatore del professore bolognese (Panebianco, intendo, non certo Prodi....) e mi trovo quasi sempre allineato coi suoi giudizi. Anche in questo caso, con una sola precisazione: qualunque fosse stato il nostro atteggiamento, questo non avrebbe modificato di una virgola il piano di conquista dei mussulmani, di cui vediamo le donne incinta in ogni centro commerciale e ben nutriti da noi. La punta di isterismo che critica Panebianco è semmai servito - a mio parere - a far risaltare senza infingimenti questa colonizzazione in atto che solo i sinistri invocano perchè unicamente tra i più arretrati possono pescare voti. E' curioso notare che la sinistra ha svenduto il nostro prestigio internazionale per far fuori Andreotti ed ora per raccattare qualche voto e sopravvivere svende il nostro Paese ai mussulmani. Questo episodio inoltre ha rivelato che gli italiani, quando si minaccia la loro identità sono meno permissivi di quanto si pensasse. Parere personale, naturalmente.
    So long.



  4. #4
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Lupo Solitario
    Sono un grande estimatore del professore bolognese (Panebianco, intendo, non certo Prodi....) e mi trovo quasi sempre allineato coi suoi giudizi. Anche in questo caso, con una sola precisazione: qualunque fosse stato il nostro atteggiamento, questo non avrebbe modificato di una virgola il piano di conquista dei mussulmani, di cui vediamo le donne incinta in ogni centro commerciale e ben nutriti da noi. La punta di isterismo che critica Panebianco è semmai servito - a mio parere - a far risaltare senza infingimenti questa colonizzazione in atto che solo i sinistri invocano perchè unicamente tra i più arretrati possono pescare voti. E' curioso notare che la sinistra ha svenduto il nostro prestigio internazionale per far fuori Andreotti ed ora per raccattare qualche voto e sopravvivere svende il nostro Paese ai mussulmani. Questo episodio inoltre ha rivelato che gli italiani, quando si minaccia la loro identità sono meno permissivi di quanto si pensasse. Parere personale, naturalmente.
    So long.


    Leggiti questa lupo, e guarda da che gente è circondato il buon berluska.....la peggior specie di democristiani della vecchia repubblica

    Roma, 117
    Pisanu: ok velo a scuola ma non sui documenti

    Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu ha detto di essere favorevole all'uso del velo islamico a scuola ma di non poterlo consentire nei documenti di identità. "Se le mie leggi - ha detto il Pisanu durante un'intervista alla Radio Vaticana - stabiliscono che le impronte facciali devono risultare con assoluta nitidezza, con il colore dei capelli e degli occhi, non posso accettare che in un documento di identità, voluto dalle leggi del mio Paese, ci siano cittadini che hanno un trattamento particolare".
    Sul caso del crocifisso di Ofena il ministro ha ribadito che "la risposta più convincente l'abbiano data la stragrande maggioranza degli italiani cattolici e laici. Ma anche la stragrande maggioranza degli islamici che hanno protestato contro questo tentativo arrogante di ammainare il Crocifisso riconoscendo in esso il simbolo di una civiltà ma anche la forza della redenzione umana". Tolleranza sui valori e sulle tradizioni, insomma, ma rispetto del nostro sistema giuridico occidentale sul quale Pisanu afferma di "non voler cedere di un millimetro. I nostri ordinamenti giuridici e politici ed il metodo della democrazia sono beni non disponibili per il dialogo. Anche se ciò apre problemi delicatissimi. Però lì è in gioco la struttura della nostra società, come portato di una storia che non possiamo in alcun modo svendere, ma neppure mettere in discussione". (red)



    mi viene il dubbio che Pisanu sia musulmano ci tiene troppo a fare il concordato con gli islamici

  5. #5
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    da ridere.... sembra proprio che panebianco abbia copiato i concetti che noi laici e sinistri abbiamo messo sul forum quando la vostra crisi mistica stava per farvi accendere i roghi un altra volta.........si dimentica inoltre che è fini che vuol dare il voto agli immigrati....... e che questi servono ai padroni per risparmiare qualche lira da mandare nei paradisi fiscali......
    padroni che come è noto a tutti, ma pare non a voi, si riuniscono nel covo delle libertà, finanziandolo, sostenendolo, titillandolo, e baciandolo con lingua in bocca ogni minuto..
    i sinistri dicono solo che una volta che li fate venire non sarebbe giusto cannoneggiarli,,, poi fate come vi pare......noi ce ne guardimo bene da metterci tra i vostri cannoni e gli immigrati...
    anche perchè provereste più gusto, e avreste più da guadagnare che è il vostro vero pallino, a far fuori noi che loro
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #6
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    In origine postato da pensiero
    Roma, 117
    Pisanu: ok velo a scuola ma non sui documenti

    Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu ha detto di essere favorevole all'uso del velo islamico a scuola ma di non poterlo consentire nei documenti di identità. "Se le mie leggi - ha detto il Pisanu durante un'intervista alla Radio Vaticana - stabiliscono che le impronte facciali devono risultare con assoluta nitidezza, con il colore dei capelli e degli occhi, non posso accettare che in un documento di identità, voluto dalle leggi del mio Paese, ci siano cittadini che hanno un trattamento particolare".
    Sul caso del crocifisso di Ofena il ministro ha ribadito che "la risposta più convincente l'abbiano data la stragrande maggioranza degli italiani cattolici e laici. Ma anche la stragrande maggioranza degli islamici che hanno protestato contro questo tentativo arrogante di ammainare il Crocifisso riconoscendo in esso il simbolo di una civiltà ma anche la forza della redenzione umana". Tolleranza sui valori e sulle tradizioni, insomma, ma rispetto del nostro sistema giuridico occidentale sul quale Pisanu afferma di "non voler cedere di un millimetro. I nostri ordinamenti giuridici e politici ed il metodo della democrazia sono beni non disponibili per il dialogo. Anche se ciò apre problemi delicatissimi. Però lì è in gioco la struttura della nostra società, come portato di una storia che non possiamo in alcun modo svendere, ma neppure mettere in discussione". (red)


    mi viene il dubbio che Pisanu sia musulmano ci tiene troppo a fare il concordato con gli islamici [/B]


    Ho riletto più volte il post e ti assicuro , senza voler essere polemici , che non riesco assolutamente a comprendere dove il buon Pisanu si sia espresso da "musulmano" ?!
    Ha detto che il crocifisso non si tocca perchè è un nostro simbolo , ha aggiunto che le musulmane sono cittadine come noi e dunque , a differnenza della Francia , qua le foto sulla carta d'identità le dovranno fare senza velo , come la legge prevede per tutti.
    Parole sante.
    Concordo in pieno.

  7. #7
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Ronald


    Ho riletto più volte il post e ti assicuro , senza voler essere polemici , che non riesco assolutamente a comprendere dove il buon Pisanu si sia espresso da "musulmano" ?!
    Ha detto che il crocifisso non si tocca perchè è un nostro simbolo , ha aggiunto che le musulmane sono cittadine come noi e dunque , a differnenza della Francia , qua le foto sulla carta d'identità le dovranno fare senza velo , come la legge prevede per tutti.
    Parole sante.
    Concordo in pieno.

    Ah quindi in Francia per sta cosa hanno espulso due studentesse, qui da noi il buon Puisanu la permette....e mi chiedi anche dove lo trovo musulmano:

    Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu ha detto di essere favorevole all'uso del velo islamico a scuola

    Ronald, ma ci sei o ci fai?

  8. #8
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    La lotta all'islamismo porterà finalmente in questo paese di peccatori un po' di ordine e moralità.

    Convertitevi, pollisti, se non volete perire tra le fiamme eterne.

    GOTT MIT UNS.


  9. #9
    Super Troll
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    In origine postato da AngelodiCentro
    Non vedo dove sta il problema. i veli e gli chador non sono paragonabili al burqa, sono capi d'abbigliamento pari ad una sciarpa o ad una giacca. Uno stato laico, pluralista e rispettoso delle identità di tutti, ha il dovere di rispettare anche il look dei singoli studenti, a patto che sia rispettoso della dignità e dei diritti umani. Vietare il velo invece sarebbe un atto di laicismo intollerante...ALLA PARI del crocifisso che viene tolto.
    ======
    DA RIDERE.....
    VIETARE IL VELO NEI LOCALI PUBBLICI è LAICISMO INTOLLERANTE.....
    IMPORLO, SIA LO CHADOR CHE IL CROCEFISSO, INVECE COSA è ????
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  10. #10
    Simply...cat!
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    Predefinito In Francia è pieno di pericolosi integralisti laici...

    ...solo noi siamo bravi e buoni a calarci le braghe di fronte agli islamici.
    Domanda: ma la Francia laica di Chirac non era un modello fino all'altro ieri?


    Porta il chador in ufficio:sospesa
    Lione, il provvedimento è stato preso nei confronti di una funzionaria statale, che, nonostante i richiami, ha voluto indossare il velo musulmano. Starà un anno senza stipendio


    PARIGI - Era stata avvisata da tempo, con richiami, diffide e censure formali. Ma lei si è ostinata a conservare il baluardo della sua fede, quella islamica, portando il classico velo musulmano anche in ufficio. E alla fine Nadjet Ben Abdallah, 33 anni, ispettrice nel settore trasporti a Lione e attivista del sindacato comunista Cgt è stata punita. Un anno di sospensione dal lavoro senza stipendio può essere ben poco di fronte alla manifestazione di una fede, ma al momento la storia fa discutere e non solo in Francia, dove è avvenuta.

    La funzionaria dello stato francese è stata punita col provvedimento deciso dal Consiglio di Disciplina della Funzione Pubblica. Nadjet, di origine algerina, ha una laurea in legge e un dottorato in management industriale e non vede nulla di male nel fatto che porta il chador in ufficio. Lo considera un suo elemento di identità personale. Per il Consiglio di Disciplina della Funzione Pubblica, che dipende dal ministero degli Affari Sociali, il foulard é invece nel suo caso un attentato alla laicità della Repubblica.

    Per la questione del foulard Nadjet è già stata colpita da una sospensione di 15 giorni dal lavoro con la condizionale nel 2002 ed è più decisa che mai a continuare la battaglia: presenterà un nuovo ricorso al tribunale amministrativo.

    (12 luglio 2003, ore 15,47)


    La Francia si divide per il velo di due adolescenti
    Lila e Alma (a sinistra), 18 e 16 anni, sono state espulse dal Consiglio d'Istituto del Liceo perché "ostentavano" il velo islamico.


    PARIGI - Il papà è un ebreo, la mamma è una cristiana algerina, lui fa l’avvocato, lei l’insegnante di Economia. Entrambi sono non credenti: le loro figlie, Alma e Lila, 16 e 18 anni, stanno scuotendo gli animi e i pensieri della Francia. In un paese che fa della laicità una bandiera e che vieta l’ostentazione dei simboli religiosi – di qualunque religione – nelle scuole pubbliche, le due ragazze si ostinano a portare il velo.
    E non il semplice foulard, leggero, trasparente, equiparato alle catenine con il crocefisso per i cattolici, ma un velo che lcopre loro tutta la testa, compresi i capelli che non si vedono. Così, appaiono in una foto che le ritrae dopo che è scoppiato il caso: l’unica concessione all’Occidente, i colore degli abiti, rosa.

    Per quel velo che viene considerato una ostentazione, le due ragazze sono state espulse dal Consiglio d’Istituto della loro scuola, alla periferia di Parigi, il liceo Henri-Wallon d’Aubervilliers. Il padre, Laurent Levy, simpatie a sinistra, attivista del Movimento contro il razzismo, pur non condividendo la scelta della figlie, ha deciso di difenderle fino in fondo e parla di apartheid scolastico. "Che senso ha obbligare due adolescenti alla trasgressione dei loro principi?" - ha commentato.
    Anche la madre che pensa a un plagio delle figlie, ad influenze magrebine, le difende: "Un giorno hanno deciso di non mangiare più carne di maiale, l’estate scorsa non hanno voluto fare il bagno. Poi hanno cominciato a vestirsi così. Sono certa che sono state plagiate, ma l’espulsione non potrà che radicare la loro scelta".
    L’intervento più struggente arriva dalla nonna ebrea delle due ragazze che ha messo per iscritto – in una lettera per le nipoti – tutta la confusione di pensiero per quella scelta: "Detesto la conversione e il velo, ma le amo e spero che crescano con dignità. Un giorno forse non avranno più bisogno dell’Islam che oggi per loro è necessario".
    .
    Intanto, la Francia è scossa dalle polemiche: l’espulsione sarebbe avvenuta dopo che le ragazze avrebbero cercato di convincere le altre studentesse a coprirsi il capo, mentre fino ad allora sarebbe stato tollerato il loro abbigliamento. Le Figaro avrebbe pubblicato un dossier dei servizi segreti per cui le due ragazze sarebbe in contatto con gruppi di fondamentalisti islamici. Sulla questione sono intervenuti i socialisti che hanno chiesto una legge che vieti espressamente il velo islamico, mentre buona parte del centro-destra è contrario ad una legge specifica. Il Consiglio musulmano condivide, invece, il principio di laicità, ma condanna la durezza del provvedimento.
    Ma il caso di Alma e Lila appare destinato a ripetersi, in un Paese in cui vivono cinque milioni di musulmani

    (14 OTTOBRE 2003, ORE: 8:20)

 

 
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