Contro “l’assalto delle pale eoliche”
Le ultime settimane, con particolare risalto mediatico in questi ultimi giorni, le popolazioni dell’Oristanese si sono progressivamente mobilitate, con l’appoggio delle stesse istituzioni locali e regionali, contro la squallida vicenda che ha visto la presentazione da parte di una sigla creata ad hoc (Is Arenas Renewable Energies) della domanda di concessione demaniale per 60 anni per il progetto di costruzione di un parco eolico off-shore (ovvero “a largo”, in modo tale da aggirare le attuali leggi regionali e potersi rapportare direttamente col governo italiano) a neanche un miglio dalla spiaggia di Is Arenas, composto da 80 pale alte 100 metri e da due cabine di trasformazione per installare le quali verrà fatta piazza pulita della prateria marina di Posidonia, fondamentale nel regolare le correnti e contrastare l’erosione della costa.
Come se non bastasse, come dettagliatamente riportato oggi da un noto quotidiano sardo, che titolava significativamente in prima pagina “L’assalto delle pale eoliche”, altre quattro società italiane hanno già presentato al Ministero dei Trasporti la richiesta per delle concessioni demaniali comprese tra i 30 e i 50 anni per ben quattro nuovi progetti di parco eolico (anch’essi off-shore, e su cui quindi secondo la legislazione attualmente vigente in Sardìnnia, la Regione non ha competenze, esclusive invece del Ministero interessato): tre nel Golfo degli Angeli, nell’area di Sarroch, che verrebbe quindi interamente ricoperta da un maxi-parco, e uno nel Golfo di Palmas, in prossimità di Sant’Antioco.
La Giuventudi Indipendentista denuncia di fronte alle giovani e ai giovani sardi e a tutto il Popolo Sardo l’assurdo paradosso e l’inaccettabile e cinica logica in base alla quale le energie rinnovabili, che dovrebbero essere l’ancora di salvataggio per un ambiente sempre più violentato dalle fonti di energia ad alto tasso d’inquinamento ed il mezzo per invertire la rotta del devastamento ambientale e climatico in atto, diventano invece esse stesse, in quanto concepite come strumento per realizzare ghiotti affari e intascare lauti profitti, dei vettori di distruzione e deturpamento di territori e paesaggi preziosissimi come quelli citati, oltre che di sconvolgimento per le economie locali.
Denunciamo, altresì, l’ennesimo svilimento e umiliazione della sovranità del Popolo Sardo da parte dei poteri economici e politici italiani che, con un comportamento colonialistico si può a ragione considerare “da manuale”, escludono e ignorano completamente le istituzioni sarde che pur sono organismi subordinati allo stato italiano stesso e, per giunta, occupati in grande maggioranza da partiti italiani.
Tenendoci pronti e vigili contro questi nuovi inaccettabili progetti e invitando le giovani e i giovani delle popolazioni coinvolte direttamente e di tutto il Popolo Sardo a fare altrettanto, vogliamo auspicarci che in un impeto di orgoglio e di dignità il Consiglio regionale possa quanto prima colmare i vuoti legislativi che stanno permettendo questo ennesimo scempio coloniale, a costo di provocare un conflitto di competenze e uno scontro frontale col governo italiano connivente con questi progetti.
Casteddu, 9 de su Mesi ‘e Ladàmini de su 2009
Unidadi de sa Giuventudi Indipendentista Sarda
Unidade de sa Giuventude Indipendentista Sarda
Soberania, Democratzia, Sotzialismu
Giassu: Unidadi de sa Giuventudi Indipendentista Sarda - sito in costruzione!!! – Unidade de sa Giuventude Indipendentista Sarda - sito in costruzione!!!
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