User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Matteotti tra mito e realtà

    La recente polemica di fine estate sulle dichiarazioni di Berlusconi circa le differenze e somiglianze tra Mussolini e Saddam, ha comportato la ripresentazione di vecchi schemi. L'immediata visita di Piero Fassino alla tomba di Giacomo Matteotti, è stata la prima risposta. Il deputato socialdemocratico assassinato nel 1924, è sempre portato ad esempio di vittima del fascismo. Strade e piazze a lui dedicate sono presenti un po' in tutt'Italia. Suona scandalo, quindi, ricordare che esistono delle proposte di chiavi di lettura diverse, che, in effetti, come vedremo, erano, in realtà, emerse già nel corso del processo che si tenne nel dopoguerra. Tutti i libri che parlano di Matteotti, riferiscono della sua borsa, che non è mai stata trovata. I tentativi di lettura in chiave "revisionista" partono da tale borsa. Nel 1978 il parlamentare socialdemocratico Matteo Matteotti, figlio di Giacomo (recentemente scomparso, dopo aver seguito Schietroma e Borselli nelle file dell'Ulivo) riceve una strana lettera. Un vecchio militante del suo partito, andando a pulire il tubo della stufa nella sua cascina nella campagna toscana, ha trovato alcune carte provenienti dalla perduta borsa di suo padre. Si tratta esattamente del manoscritto originale di un suo articolo sulla situazione libica, uscito poco dopo la sua morte su una rivista di politica internazionale. È il punto di partenze di una serie di studi, che culmineranno, di 1ì a qualche anno, in un libro, pubblicato dalle craxiane Edizioni Sugarco, che mette in discussione la responsabilità di Mussolini in quel delitto. Ne diede un'accurata descrizione, il figlio, in un'intervista uscita su "Storia Illustrata" nel 1985.
    La tesi che n'esce è questa: la morte (o almeno un "avvertimento" violento) di suo padre giovava a due ambienti, la Corte e quelle aree tanto del fiiscismo, quanto dell'antifascismo estremista, che, per motivi diversi, volevano sabotare il tentativo di pacificazione che Mussolini stava progettando. In particolare egli afferma che nel 1924 suo padre "si recò in Inghilterra, dove fu ricevuto, come massone d'alto grado, nella loggia "The Unicorn and the Lion". Venne casualrnente a sapere che in un ufficio della Sinclair, ditta americana associata alla Anglo Persian Oil, la futura BP, esistevano due scritture private. Dalla prima risultava che Vittorio Emanuele III, dal 1921, era entrato tra gli azionisti senza sborsare nemmeno una lira; dalla seconda risultava I'impegno del Re a mantenere il più possibile ignorati i giacimenti nel Fezzan tripolino e in altre zone del retroterra libico." "Ai primi di giugno a De Bono si sarebbe presentato un informatore, certo Thirshwalder, con una notizia preziosa: Matteotti aveva un dossier non solo sui brogli fascisti nel '24, ma anche sulle collusioni tra il re e la Sinclair. De Bono (forse saltando Finzi, sottosegretario agli Interni) interpellò il fido Filippelli, che a sua volta chiese ad Amerigo Dumini d'organizzare la "spedizione" contro Matteotti." Riguardo a Mussolini egli afferma che: "Mussolini voleva, fin dal '22, subito dopo la marcia su Roma, riavvicinarsi ai socialisti. I17 giugno 1924, quando già il delitto era in piena fase di progettazione, pronunciò un discorso che era un appello alla collaborazione rivolto proprio ai socialisti. Per questo l'attacco fattogli da mio padre pochi giorni prima fece infuriare il duce: è un fatto innegabile. E' altrettanto vero che quel 7 giugno Mussolini pensava, nonostante mio padre, di avere i socialriformisti, D'Aragona, e forse Turati, al governo. Ci sono, in proposito, due testimonianze: quella di Giunta e quella di Carlo
    Silvestri. "Sta di fatto che, la morte del deputato pose il fascismo sull'orlo di una crisi irreversibile. Fascisti della primissima ora strapparono pubblicamente le tessere. Mussolini, sconvolto da quel morto che, parole sue, "i nemici gli avevano gettato fra i piedi", ebbe un attacco d'ulcera e pensò seriamente alle dimissioni. Alcuni ministri abbandonarono ilgoverno (mentre Pirandello, proprio in quel momento chiese a Mussolini la tessera del Partito e invocò la censura sulla stampa d'opposizione). I deputati dell'opposizione si ritirarono simbolicamente sull'Aventino. A Montecitorio rimasero solo i deputati comunisti, i quali non sembrarono troppo addolorati per l'uccisione del "pellegrino del nulla", come Gramsci aveva definito Matteotti nel necrologio apparso sull"'Unità". I1 30 maggio, all'inaugurazione della nuova Camera, Matteotti aveva mosso un durissimo attacco a Mussolini. Non è esatto affermare, com'è stato fatto, che il leader socialdemocratico si proponesse di far invalidare la legislatura, bensì intendeva, come nota Renzo De Felice, inaugurare un nuovo modo di stare all'opposizione, "più aggressivo, più intransigente, violento addirittura". Voleva in pratica scavare un fossato fra maggioranza e opposizione, per rendere impossibili accordi sottobanco. Egli, infatti, non ignorava che Mussolini aveva in mente di imbarcare nel governo almeno una parte dell'area socialista. Non ignorava che molti suoi compagni e, in particolare, i dirigenti della CGIL non erano insensibili alle proposte in tal senso che partivano dal loro vecchio amico di Predappio. I1 discorso di Matteotti del 30 maggio irritò profondamente Mussolini che si sentì offeso anche sul piano personale. Al termine dell'intervento non nascose la sua rabbia e lo si udì pronunciare frasi minacciose come: "Quell'uomo non dovrebbe più circolare.....; bisogna dargli una lezione.." Ciò accadeva la sera del 30 maggio, mentre il 7 giugno, evidentemente rabbonito, Mussolini aveva rilanciato le sue lusinghe a sinistra suscitando preoccupazioni tanto fra i capi socialisti piu intransigenti, quanto fra i duri del fascismo toscano ed emiliano. Dagli appunti autografi di Mussolini, siamo a conoscenza anche della rosa" di candidati socialisti da lui prescelti. Da subito la tradizione antifascista riconoscerà in Mussolini il mandante del delitto, basandosi sugli articoli della campagna giornalistica condotta sul Corriere della Sera da Carlo Silvestri. A lungo, però, la vedova di Matteotti, Velia Ruffo, sorella del famoso baritono Titta Ruffo, ne ha dubitato. La cosa è poco nota perché, per ovvie ragioni politiche, è sempre stata tenuta nascosta. La signora Matteotti non sospettò di Mussolini neppure nelle ore immediatamente successive al delitto. Anzi, il 13 giugno 1924, tre giorni dopo la scomparsa del marito, si presentò alla Camera e fu ricevuta da Mussolini, con cui ebbe un lungo colloquio privato. All'epoca del delitto Matteotti Carlo Silvestri era il capo della redazione romana del "Corriere della Sera". Commentatore politico temuto e stimato, aveva scrItto a chiare lettere
    che il mandante del delitto era il capo del governo in carica. I suoi articoli e le sue inchieste rappresentano la principale
    fonte degli storici per la ricostruzione di quel periodo. Molti però dimenticano o nascondono che l'autore di quelle feroci denunce in seguito si ricredette completamente. La campagna intrapresa contro Mussolini costò a Carlo Silvestri una serie di violente aggressioni, nonché una decina d'anni tra galera e confino. Fu appunto peregnnando fra Ponza, Lipari e Ustica, e ascoltando testimoni e protagonisti della vicenda, che Silvestri cominciò a ricredersi. L'aver accertato che le prove da lui raccolte erano risultate quanto meno insufficienti, lo spinse a provarne rimorso. Tempra di giornalista quali n'esistono pochissime. L'uomo era fatto così, la purezza del suo animo era persino sconcertante. Non tardò, infatti, a rivelare ai compagni di prigionia il dubbio che lo tormentava. Naturalmente fu invitato a frenarsi. "Proprio tu, il principale accusatore, hai il dovere di non manifestare delle perplessità" gli disse un giorno Carlo Rosselli, suo compagno di confino. Silvestri mantenne a lungo segreti i suoi dubbi. Il fatto che non li abbia esternati durante il Ventennio va a suo onore, poiché il regime lo avrebbe certamente ricompensato. Dopo 1'8 settembre 1943, quando ormai Mussolini perdeva progressivamente potere, Silvestri pensò fosse giunto il momento di riprendere la sua inchiesta. Volle andare ad intervistare Mussolini stesso. Silvestri, dalla sua voce seppe che lui riteneva che, alle origini dell'assassinio di Matteotti vi era un putrido ambiente di finanza equivoca e di capitalismo corrotto che aveva reazioni feroci ad ogni voce di possibili collaborazioni con i socialisti. Lo informò, inoltre, che aveva incaricato Bombacci e Gatti di riprendere ad indagare sul delitto. Indagini che già avevano prodotto un voluminoso fascicolo legato con un nastrino tricolore, che gli mostrò appoggiato sul tavolo. Quel dossier, che è stato visto da molti testimoni, faceva parte del bagaglio che Mussolini portò con sé quando, il 25 aprile 1945, iniziò quella fuga che si sarebbe tragicamente conclusa a Dongo. Da allora è scomparso, come sono scomparsi tanti altri carteggi, in cui il Duce custodiva altri segreti scottanti. Petacco ricorda infine come Silvestn abbia deciso di rendere pubblica la reale versione dei fatti, subendone sgradevoli conseguenze da parte degli ambienti antifascisti in tempi non sospetti, ossia quando Silvestri aveva tutto da guadagnare nel riconfermare la sua antica accusa a Mussolini.
    Nel 1947, quando fu celebrato a Roma, per la seconda volta, il processo Matteotti, ii principale accusatore di Mussolini si trasformò nel suo maggiore difensore. Fra lo stupore generale smontò la sua stessa accusa, spiegando dettagliatamente come e perché tutte le prove da lui raccolte a suo tempo contro Mussolini gli erano apparse insufficienti. Rivolgendosi direttamente al procuratore generale Giovanni Spagnuolo, dichiarò: "Io mi rendo conto che se confermassi la mia vecchia deposizione il caso Matteotti sarebbe facilmente risolto. I giornali del conformismo antifascista mi farebbero fare una figurona. Sarei onesto se consentissi che la storia del secondo semestre del 1924 possa costruirsi sulla base di documenti che io non mi sento piu di sottoscrivere nella loro integrità?" I1 tribunaie non gli credette: non erano tempi favorevoli al revisionismo storico. Mussolini andava demonizzato, e Silvestri osava andare controcorrente.
    Arcangelo Santoro

    Pubblicato su www.legnostorto.com su gentile concessione de L'altra voce

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Noi siamo il vento
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    95,321
    Inserzioni Blog
    2
    Mentioned
    3285 Post(s)
    Tagged
    91 Thread(s)

    Predefinito Re: Matteotti tra mito e realtà

    In origine postato da Österreicher
    .... La campagna intrapresa contro Mussolini costò a Carlo Silvestri una serie di violente aggressioni, nonché una decina d'anni tra galera e confino. Fu appunto peregrinando fra Ponza, Lipari e Ustica, e ascoltando testimoni e protagonisti della vicenda, che Silvestri cominciò a ricredersi....
    E te credo...

    Revisionare, revisionare, revisionare!!!!

  3. #3
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Matteotti tra mito e realtà

    In origine postato da Dario
    E te credo...

    Revisionare, revisionare, revisionare!!!!
    Veramente il "revisionista" fu spedito al confino per la sua indagine.... e quando Mussolini crollò ammise l'infondatezza della sua tesi. E' evidente che accogliere simili voci non fa per persone come te che sono intelletualmente disoneste e marce.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    PONZA LIPARI E USTICA?

    Ecco, vedi che erano in vacanza??? Acc... il capo ha sempre ragione!!!



    Seriamente: la responsabilità di Mussolini nell'assassinio Matteotti, come nei pestaggi e negli assassini delle squadracce, nella repressione degli avversari democratici e nella distruzione dello stato di diritto in Italia sono dati storici ed inoppugnabili che sarebbe stato meglio (molto meglio) non fossero mai avvenuti.
    La sciagura rappresentata da Mussolini per l'evoluzione democratica dell'umanità è stata abnorme...
    Di fronte a tali verità... che abbia ucciso Matteotti personalmente o che avesse in animo di seccarlo più tardi o che magari avrebbe preferito vederlo al confino mentre uno dei tanti servi sciocchi ha usato la mano un po' troppo pesante, non cambia di una virgola le responsabilità del dittatore fascista.

  5. #5
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Aeroplanino
    PONZA LIPARI E USTICA?

    Ecco, vedi che erano in vacanza??? Acc... il capo ha sempre ragione!!!



    Seriamente: la responsabilità di Mussolini nell'assassinio Matteotti, come nei pestaggi e negli assassini delle squadracce, nella repressione degli avversari democratici e nella distruzione dello stato di diritto in Italia sono dati storici ed inoppugnabili che sarebbe stato meglio (molto meglio) non fossero mai avvenuti.
    La sciagura rappresentata da Mussolini per l'evoluzione democratica dell'umanità è stata abnorme...
    Di fronte a tali verità... che abbia ucciso Matteotti personalmente o che avesse in animo di seccarlo più tardi o che magari avrebbe preferito vederlo al confino mentre uno dei tanti servi sciocchi ha usato la mano un po' troppo pesante, non cambia di una virgola le responsabilità del dittatore fascista.

    E di quante uccisioni in quegli anni sono stati "responsabili" materialmente e moralmente i comunisti del tempo, molti dei quali ancora celebrati da certa sinistra (vedi Togliatti)?

    Spesso quelli che tu chiami servi sciocchi erano nemici rossi che ne approfittavano per compiere regolamenti di conti interni...

  6. #6
    Noi siamo il vento
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    95,321
    Inserzioni Blog
    2
    Mentioned
    3285 Post(s)
    Tagged
    91 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Österreicher
    ....Spesso quelli che tu chiami servi sciocchi erano nemici rossi che ne approfittavano per compiere regolamenti di conti interni...
    Certo, e il "regolamento di conti all'interno della sinistra" dura tutt'oggi. Non ne è forse stato vittima anche D'Antona, secondo Berlusconi?

    Voi non avete il diritto di parlare di persone "intelletualmente disoneste e marce" a meno che non vi troviate davanti a uno specchio.

    Non per niente il Compagno Bondi è stato applaudito in aula quando ha detto che Dell'Utri (pregiudicato e sotto processo, nonchè Senatore di FI a MI1) è una vittima del carnefice Violante.

    Vergognatevi, ogni servilismo ha un limite.

    -------------->

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    A parte che in "quegli anni" se Gramsci, Gobetti, Sacco, Vanzetti, Matteotti e qualcun altro invece di predicare diritti e valori (cosa nobilissima) avessero preso qualche fucile e impedito la vergogna fascista, forse avrebbero risparmaiato qualche milione di morti alla storia dello scorso secolo...
    Ma coi se e con i ma non si fa la Storia, e nemmeno la si riscrive, quindi se vogliamo accusarli di qualcosa, al massimo possiamo dire che non sono stati in grado di mobilitare adeguatamente la societá, non certo di essere stati troppo movimentisti!!!

    Se invece con "quegli anni" ti riferisci al dopoguerra... Allora credo che fai confusione, cosa che piace molto ai nostri governanti attuali.
    Ti racconto una storia, brevemente, di un gruppo di "vendicatori". Questi signori erano stati umiliati dalla barbarie fascista e nazista, i loro figli, le loro mogli uccisi, violentati, annientati come persone e poi come corpi vuoti.
    Subirono un ventennio di derisione ed umiliazione prima, di esclusione poi ed infine di botte e morte.
    Quando la guerra finì, quei signori, pochi sopravvissuti, odiavano i loro carnefici più di ogni altra cosa al mondo, e non bastavano i loro ideali, la speranza di un mondo migliore fatto di eguali che si apriva davanti a loro, a sanare il loro dolore, la loro sete di vendetta.
    Le nazioni vincitrici permisero a tanti ex esponenti dei regimi di mantenere i loro posti, altri si erano arricchiti col mercato nero ed ora erano i nuovi potenti... Loro volevano solo giustizia.

    Allora si organizzarono, se ne discusse con il loro movimento, con i loro capi democratici e questi signori vennero segretamente autorizzati a fare stragi, assassini mirati, giustizia sommaria. Nessumo sa con esattezza il numero di morti che sono dovuti alle loro azioni, chi dice 200, chi dice qualche migliaio.

    Le forze alleate di occupazione chiusero un occhio su quella che ritenevano una sete di vendetta assassina deplorevole, ma in fondo giustificata.

    Un giorno questi signori si riunirono nei pressi di Norimberga... C'era il processo ai criminali nazisti. Il loro piano era quello di avvelenare l'acquedotto. Quante migliaia di morti? Dieci, ventimila, speravano i "vendicatori"... I criminali nazisti e poi cittadini tedeschi militari alleati... Vittime sacrificali di una vendetta giustificata...
    Io infatti non sto parlando di comunisti in Italia, ma di ebrei in Germania e non di ebrei comuni ma dell'embrione del nascente Mossad, il servizio segreto dello Stato di Israele.
    I politici israeliani riuscirono (Israele era ancora un'utopia in quel periodo ed avevano paura di inimicarsi gli alleati) a fermare il piano all'ultimo momento, ed esistono interviste a "vendicatori" che, sgomenti, dovettero rinunciare a farsi giustizia... Giustizia per loro assolutamente dovuta!
    Sembra che comunque riuscirono ad avvelenare qualche migliaio di pagnotte destinate al carcere di Norimberga e che alcuni nazisti ed alcune guradie morirono ispiegabilmente nei giorni successivi (il giornale di Norimberga, l'unico a riportare il fatto, parlava di qualche centinaio di morti inspiegabili)...

    Quei signori, i "vendicatori" divennero importanti personalità del futuro Stato di Israele, capi dei servizi segreti, capi di stato maggiore delle forze armate, ministri... e molti furono persone di uno squisito amore per la pace e la convivenza tra i popoli.

    Insomma, il dopoguerra non si può giudicare con gli schemi di chi non capicse cosa sono vent'anni di morte e privazioni.

    Saluti.

  8. #8
    Noi siamo il vento
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    95,321
    Inserzioni Blog
    2
    Mentioned
    3285 Post(s)
    Tagged
    91 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Aeroplanino
    ...Insomma, il dopoguerra non si può giudicare con gli schemi di chi non capisce cosa sono vent'anni di morte e privazioni.
    Parole sante, GL. Spero che la tua prosa, chiara, pacata ed esauriente riesca là dove io ho più volte fallito...

 

 

Discussioni Simili

  1. Stregoneria, mito o realtà?
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 71
    Ultimo Messaggio: 12-02-20, 18:34
  2. I Draghi tra mito e realtà
    Di Artorius nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 26-11-07, 06:42
  3. Le crociate tra mito e realtà
    Di argyle_83 nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-03-06, 11:52
  4. Sharon tra mito e realtà
    Di "Caenazzo" nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-03-06, 11:06
  5. “Antisemitismo”. Mito e realtà
    Di cornelio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 03-07-04, 19:30

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226