da www.il nuovo.it
" Andreotti: un complotto per incastrarmi
Il sette volte presidente del consiglio in un'intervista rivelazione pubblicata su alcuni quotidiani: " Hanno coperto d'oro i pentiti di mafia per riuscire a incastrarmi ".
ROMA - "L'allora capo della polizia Parisi aveva detto a mia figlia che era stato promesso un assegno triplicato ai pentiti che avessero testimoniato contro di me".
E' l'intervista_rivelazione che Giulio Andreotti ha concesso al TEMPO e nella quale torna sulla sentenza della Cassazione che lo ha assolto, insieme al boss della mafia Badalamenti,
dall'accusa di essere stato il mandante dell'omicidio Pecorelli.
"Parisi era disposto a deporre in Tribunale - continua il senatore a vita -. Quanto morì, scrissi una lettera al ministro degli Interni pregandolo di vigilare perché nessuno alterasse i dati sui compensi ai pentiti. E la stessa lettera l'ho inviata ai successivi ministri degli Interni". Nell'intervista Andreotti annuncia che intende utilizzare un corposo blocco di
appunti presi durante questi anni per scrivere un libro sui
testimoni che lo hanno accusato durante i suoi processi:
"Verrà fuori un bel libro - annuncia -. Sarà molto
divertente".
In un'analoga intervista uscita sulle pagine di_REPUBBLICA, Andreotti ribalta quanto scritto da Violante nella lettera_ pubblicata sabato: "Luciano Violante ha avuto rapporti con certi magistrati. Lo sappiamo tutti - dice Andreotti - E le precisazioni contenute nella lettera a Repubblica non fanno che confermare che c'è stata una trama per incastrarmi". Il capogruppo dei Ds alla Camera, all'epoca presidente della Commissione antimafia, aveva_invece sostenuto_l'assenza di alcuna trama.
Infine, nell'intervista al MATTINO, Andreotti aggiunge:
" Sull'Antimafia Violante fa solo pietose invenzioni. La
Commissione avrebbe dovuto sentirmi prima di concludere, ma non mi ha mai invitato. Tuttavia non voglio infierire ".
(2 NOVEMBRE 2003; ORE 100) "
Saluti liberali




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