I risultati delle indagini 2002 del Servizio veterinario della Regione
Scoperta la presenza del boldenone, sostanza ormonale vietata
MILANO - Vitelli dopati, come atleti senza scrupoli, e bistecche agli ormoni nei nostri piatti: l'8,4 per cento delle analisi condotte sui vitelli dai Servizi veterinari della Lombardia nel 2002 sono risultate positive al boldenone, sostanza ormonale vietata in Italia anche per uso umano, che determina negli animali un aumento esagerato della massa muscolare e una diminuzione del grasso. In pratica, nel vitello trattato con boldenone aumenta del 10-20 per cento la quantità di carne pregiata e, di conseguenza, anche i guadagni dell'allevatore lievitano in modo significativo. L'anno scorso i Servizi veterinari della Regione, come emerge dal rapporto della loro attività, hanno scoperto 530 animali (su un totale di 6301 capi esaminati) trattati con sostanze vietate (quasi tutti con boldenone). Il dato risulta ancora più preoccupante se si considera che nel 2001 i capi risultati positivi ai controlli erano il 2,5 per cento e che il 25 per cento della carne che finisce sulle tavole degli italiani arriva dalla Lombardia.
«Le analisi per la ricerca del boldenone - spiega Mario Astuti, direttore dell'Unità organizzativa veterinaria della Regione Lombardia - sono in corso sin dal 1995, ma i primi vitelli positivi li abbiamo scoperti solo nell'agosto del 2001, probabilmente perché allora è iniziata la circolazione illegale di questo anabolizzante. Nel 2002, il ministero della salute ha stabilito come limite ammissibile un quantitativo residuo della sostanza (nelle urine dell'animale) di 2 parti per miliardo: ciò ha portato ad una leggera diminuzione dei casi annoverabili tra gli illeciti, ma non ha certo risolto il problema di fondo. I controlli dell'anno scorso, infatti, hanno portato a sequestri in un centinaio di allevamenti».
«La questione dell'uso illecito di ormoni e di altre sostanze anabolizzanti negli allevamenti non è nuova - prosegue Astuti -. Negli anni '70 venivano usate sostanze ormonali a base di estrogeni, negli anni '80 si passò all'utilizzo di beta agonisti, farmaci destinati alla cura delle malattie respiratorie che presentano, però, un effetto secondario anabolizzante. Adesso è il momento del boldenone, che, probabilmente, presto verrà sostituito nel mercato illegale con altre sostanze vietate. Così come avviene in certe categorie di atleti, si cambia il tipo di doping sperando di aggirare i controlli».
Il traffico di sostanze dopanti destinate agli allevamenti è molto attivo: l'ultima operazione dei Nas contro queste frodi, che risale al gennaio 2002, portò al sequestro in provincia di Brescia di 1800 chili di sostanze anabolizzanti destinate ad allevamenti del Nord Italia. La centrale di distribuzione di farmaci illegali negli allevamenti era collegata ad una base in Spagna, dove la Guardia Civil aveva sequestrato 7.000 chili di sostanze ormonali e anabolizzanti illecite.
Scoprire l'uso di sostanze vietate non è facile. I controlli dei veterinari vengono di solito eseguiti negli allevamenti, perché gli animali sottoposti a trattamenti illeciti metabolizzano velocemente le sostanze proibite e ciò rende molto difficile la loro identificazione in laboratorio. I sistemi di analisi sono molteplici: vengono utilizzati in relazione al tipo di farmaci di cui si sospetta l'uso. In Piemonte, ad esempio, i veterinari hanno scoperto miscele di anabolizzanti che si somministrano nel week-end: in pratica, il trattamento del bestiame inizia il venerdì sera, quando i veterinari adibiti ai controlli smettono di lavorare, e 48 ore dopo, nelle urine degli animali non rimane alcuna traccia dei farmaci. In altri casi, quando i vitelli vengono trattati con regolarità, è sufficiente che la somministrazione delle sostanze venga interrotta qualche giorno prima della macellazione dei capi per fare sparire ogni traccia di residui nelle carni e vanificare, così, l'efficacia dei controlli.
Corriere della Sera
3.11.03




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