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Nella giornata del tremendo attentato al comando italiano nell'Iraq Occupato alcune riflessioni s'impongono.
Da un lato, come italiani, siamo costernati che i figli migliori della nostra terra siano stati così brutalmente colpiti. Tuttavia, proprio per rispettare la loro morte, è bene compiere alcune puntualizzazioni.
Difatti il grave episodio conferma, in modo così violento e per certi versi inaccettabile, che il Governo Berlusconi ha una gravissima responsabilità morale in quanto accaduto.
In maniera assolutamente prona ed inusitata, dopo l'azione di New York del 2001, quando elementi deviati della CIA, eterodiretti dal Mossad e dalla "junta" Cheney-Rumsfeld, provocarono la distruzione plateale delle Twin Towers, l'esecutivo italiano ha trascinato in guerra l'Italia.
Fin dall'occupazione sionista della Filistin del 1948, attraverso le varie guerre di liberazione palestinese (1956, 1967 e 1973) l'Italia, colla sagacia geopolitica di statisti come Aldo Moro, Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Bettino Craxi e Gianni De Michelis, seppe mantenersi equidistante rispetto al contezioso sionista che come una cancrena devastava i rapporti fra l'Oummah (l'insieme della comunità mussulmana) e gli Stati Uniti nonché le nazioni dagli stessi occupate fin dal 1945.
La capacità italiana a destreggiarsi con perizia in quel verminajo causato dalla follia politico-militare dei sionisti fu chiara fin dai tempi della guerra civile libanese nel 1983, ove i nostri valorosi soldati seppero mantenere un ruolo sia militare che umano nella Giustizia.
Anni ed anni di azione geo-politica italiana sono stati spazzati in modo bestiale dall'azione della "junta" Berlusconi-Fini.
In particolare il secondo, nella sua smodata vanità politica, ha vieppiù schierato l'Italia dalla parte più innaturale per la sua tradizione politica e militare.
Difatti per compiacere i potenti centri di potere giudaico e riceverne una sorta di lasciapassare il vice-presidente del Consiglio s'è lasciato andare a dichiarazioni incredibili come il sostegno all'infame Muro che l'entità sionista sta costruendo nella Filistin Occupata.
L'aver schierato l'Italia, contro l'opinione generale locale e pure contro l'azione di stati più maturi in fatto di geo-politica come la Francia di Chirac (e di riflesso contro la volontà generale dell'Unione), dalla parte dell'esercito d'occupazione americano e di quello sionista, segna, fuor di dubbio, un rude salto all'indietro.
E mentre iniziano anche a porsi inquietanti interrogativi sull'esplosione (perchè imputare l'azione ai feddayin bathisti quando la città di Nassiriya si trova nel zona sud del paese occupato ed è sciita, quindi certo non favorevole al sunnita legittimo Presidente Saddam Hussein?!, perchè l'azione avviene proprio quando, in qualche modo, si stava cercando di sfilare i soldati italiani dalle sabbie mobili?!, perchè colpire l'Italia, presidente di turno dell'Unione, proprio quando i più avveduti cercavano di portare in sede diplomatica questa sporca guerra voluta dai sionisti, che hanno allettato gli americani colle immense ricchezze della regione?!), in questo triste momento, deve essere chiaro ai nostri fratelli mussulmani, massacrati da tre generazioni, con una ferocia inusitata, che i popoli italiani sono con loro contro la protervia della cricca fondamentalista di Washington e dei loro servi sciocchi in giro per il mondo, da Londra a Varsavia, da Madrid a Roma.
Il Clemente ed il Misericordioso sappia illuminare questi infami affinchè le sofferenze dei fratelli terminino colla definitiva liberazione della Filistin, della Cecenia, dell'Afghanistan e dell'Iraq.
@+




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he importa chi lo ha scritto,l'importante e' il contenuto,no?
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