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Durante i suoi due primi anni di vita, il 1996 e il 1997, il Foglio condusse una campagna di stampa per dimostrare che Antonio Di Pietro non era l’eroe senza macchia e il campione della moralità dipinto nelle cronache di mani pulite.
Fu l’occasione per raccontare, con fatti e interpretazioni nuove, una carriera fatale ma non sempre lineare.
All’inizio del 1997, il Foglio raccolse parte di quegli articoli e li riunì in un libro “Di Pietro e i suoi cari” – che si concludeva con un editoriale: “Tonino adieu”.
Tonino querelò.
Quasi sette anni dopo, un giudice ha prosciolto il direttore e il condirettore del Foglio “perché il fatto non costituisce reato”.
Con queste motivazioni.
Roma. Alla udienza preliminare del 2.10.2003, svoltasi in assenza degli imputati regolarmente avvisati, verificata l’assenza di documentati impedimenti degli imputati a partecipare all’udienza, le parti hanno concluso come riportato in epigrafe.
Oggetto del procedimento è un libro allegato al quotidiano Il Foglio ritenuto diffamatorio dal querelante Antonio Di Pietro.
Il libro contiene una ricostruzione dei comportamenti del querelante effettuata dal Ferrara con giudizi critici anche pesanti
sul querelante desunti dai fatti riportati nel libello.
Il querelante ha sostenuto la falsità dei fatti che gli vengono
attribuiti o sulla base dei quali l’autore dello scritto giunge a giudizi tanto critici su di lui; peraltro, non fornisce alcun elemento, anche minimo, per sosteneretale accusa di falsità, omettendo di indicare gli atti o altre fonti di prova che dovrebbero attestare tale falsità.
Si limita, infatti, il querelante ad affermare “il libro, nel suo
insieme e per ciascun capitolo – per come all’occorrenza potrò dimostrare – è un autentico capolavoro di falsità, mischiate a ricostruzioni fantasiose e concatenazioni inesistenti di fatti storici neutri o di collegamenti surrettiziamente forzati a me terze
persone”.
Nel corso della udienza preliminare è stata evidenziata l’assenza in atti di qualunque fonte di prova atta a sostenere la falsità delle affermazioni contenute nel libro in esame e, nell’assoluta inerzia della parte civile costituitasi, è stata disposta una integrazione
della prova insufficiente ex art. 421 bis c.p.p.
Il Pubblico Ministero non ha potuto procedere alla acquisizione di atti processuali a sostegno dell’accusa o comunque a
chiarimento dei fatti non potendosi evincere dal libro e men che mai dalla querela gli specifici atti e neanche i procedimenti penali
da richiedere alla Procura di Brescia, che ha certamente trattato i procedimenti penali a carico del querelante e di altri soggetti citati
nel libro, che ha correttamente richiesto di indicare esattamente quali atti si volesse acquisire in copia.
In assenza di qualunque elemento anche solo indiziario atto a sorreggere l’accusa di falsità dei fatti riferiti, nei confronti degli
imputati avuto anche riguardo alla assoluta genericità della querela, deve essere emessa sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato, trattandosi di legittimo esercizio del diritto di cronaca e del diritto di critica.
Invero dall’esame del libro pur ravvisandosi giudizi indubbiamente negativi e spesso caustici nei confronti del querelante, non si ravvisano offese gratuite od espressioni inutilmente offensive, atteso che le critiche sono coerenti ai fatti riferiti (per i quali, si ripete ancora, non si ravvisa alcuna prova di falsità) e, in relazione ad essi, giustificate.
Il Pubblico Ministero ha chiesto dichiararsi non punibile il Ferrara ai sensi dell’art. 3, comma 1 ultima parte della legge n. 140/2003. Non risulta in atti provato in atti che all’epoca dei fatti il Ferrara ricoprisse la carica di parlamentare e, comunque, deve prevalere la sentenza di merito per avere agito nell’esercizio di un diritto. Al Festa, pur indicato come direttore responsabile, non si contesta l’omesso controllo ma il concorso nel reato di diffamazione.
Ne consegue che nei confronti di entrambi gli imputati deve essere emessa sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato.
Testo dedicato al lavoro serio e responsabile di tutti coloro che ci aiutarono nell’inchiesta e ci diedero una mano nel portarla fra la povera gente tradita del Mugello (ndd).
naturamente su il Foglio
saluti




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