Schiaffi e spintoni, la 'base' di An è divisa
MILANO — «Siete diventati tutti sbirri?». Roberta, una ventina d'anni, urla all'entrata del salone della Fiera. Fini sta parlando. L'accenno del leader alle «radici ebraiche» dell'Europa, e la sua difesa del voto agli immigrati, non è piaciuto a un centinaio di ragazzi di Azione giovani che lo fischiano sonoramente. Tempestivo e minaccioso, il servizio d'ordine dei fratelli La Russa si materializza per spazzare via gli imbarazzanti contestatori. Ne nasce un violento parapiglia in cui volano schiaffi, pugni e calci. «Ma siamo diventati matti? Camerati che picchiano altri camerati?» si lamenta a voce alta un ragazzone pigiandosi il fazzoletto sul naso contuso. E' solo l'espressione più vistosa di un malessere diffuso all'interno del partito, soprattutto tra i più giovani. Gianluca Rotino, rappresentante provinciale del partito, scuote la testa: «Negli anni Settanta si facevano i campi hobbit. Avevamo scelto di ispirarci alle divinità nordiche. E ora Fini viene a parlarci delle radici cristiane e addirittura ebraiche dell'Europa... E' difficile farlo capire». D'altronde bastava dare un'occhiata al corteo di ieri mattina per capire che l'universo della destra è molto più complicato e variegato di come lo disegnano i 'nemici' di sinistra, ma forse anche di quello che pensano i 'capi' della destra. Il dissidio più evidente è proprio sull'ebraismo: metà degli slogan gridati è un violento attacco a Israele. «Il sogno è svegliarsi una mattina, e vedere che Israele è diventato Palestina». Oppure: «Oggi Palestina domani tutto il mondo. Le nostre pietre contro il vostro piombo». Impossibile equivocare: lo spirito anti-ebraico è fortissimo. C'è chi, come Lorenzo Sospiri dell'Abruzzo, cerca di minimizzare: «Fini andrà in Israele come vicepremier. Ma ricordiamoci che in Israele ci sono anche i piloti che si rifiutano di bombardare». Anche il voto agli immigrati è un argomento che scatena le divisioni. C'è chi appartiene a un circolo culturale ed è «assolutamente d'accordo», e chi invece sventola la bandiera ma preferisce stringere i denti: «Su questo argomento è meglio se stiamo zitti».
Ma non ci sono solo ebrei e immigrati. C'è un fortissimo antagonismo con i no global («la destra nelle piazze non è la polizia, compagno Casarini ti spazzeremo via»), eppure allo stesso tempo una curiosa convergenza di vedute. Per esempio gli Ogm: «La nostra Europa non ha sudditanza, contro gli Ogm nessuna tolleranza», o anche: «Lobby del transgenico via di qui, la nostra Europa è Ogm-free». Difficile ricorrere alle logore categorie destra-sinistra, a meno di non incocciare nei giovani di Bologna: «Boia chi molla» urlano nostalgici a braccia tese.
Intanto, in piazzale Baracca, Ugo Tornatore, 67 anni, mette via il suo piccolo banco dove vende oggetti per nostalgici: medaglie fasciste, medaglie di Ordine Nuovo, busti e calendari del Duce. «Io vado solo ai comizi di Fini. Oggi ho venduto moltissimo, soprattutto ai giovani. Il genere che va di più? I busti del Duce. Oggi i giovani hanno bisogno di ideali e, cancellati Togliatti e Stalin, chi c'è rimasto se non Mussolini?».
Piero Degli Antoni




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