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Associazione Culturale RAIDO - Idee e materiali per la cultura tradizionale
presenta:
ADRIANO ROMUALDI
L’Uomo, l’Azione, il Testimone
Convegno sulla figura e l’opera di Adriano Romualdi,
nel trentesimo anniversario della scomparsa
Sabato 15 Novembre 2003 - ore 16.00
Sala Ouverture, Via Tripoli 22, 00199 Roma, Tel. 06.8601893
Segreteria
Associazione Culturale Raido, Via Scirè 19 – 00199 Roma
Tel e Fax 06.86217334 - www.raido.it - raido@freemail.it
Con il patrocinio:
- Presidente della Regione Lazio
- II° Municipio di Roma
- Fondazione Julius Evola
Programma
16.00
Apertura dei lavori a cura del Presidente dell’associazione Culturale Raido
16.10
Saluto delle Autorità
16.20
Adriano Romualdi: la filosofia di Platone, Nietzsche, Evola.
Prof.Rodolfo Sideri, Docente di Filosofia e storia.
16.40
La generazione senza padri.
Dott. Carlo Terracciano, scrittore, giornalista, politologo.
17.00
Frammenti e immagini di una amicizia.
Prof. Mario Michele Merlino, Docente di Storia e Filosofia. Poeta ed autore teatrale.
17.20 - Pausa
17.30
Dal mito dell’Europa al nuovo nazionalismo europeo.
Maurizio Rossi, Edizioni di Ar.
17.50
Adriano Romualdi, pensatore politicamente scorretto.
Dott. Gianfranco De Turris, scrittore, giornalista, Presidente della Fondazione Evola.
18.10
La Tradizione Perenne in Adriano Romualdi.
Dott. Tommaso Romano, professore, saggista. Pres. della Fondazione di Thule cultura.
Obiettivo del Convegno
A trent’ anni dalla sua morte è opportuno ricordare Adriano Romualdi, una delle poche figure del dopoguerra che seppero coniugare la militanza politica con una severa e lucida preparazione culturale. Studioso intransigente, la sua produzione culturale spazia su vari argomenti: dall’archeologia all’antropologia, dalla filologia alla filosofia, sino alla storia antica e moderna, affrontando tutte le materie con una chiave di lettura diversa dal semplice rilievo accademico. L’opera di Adriano Romualdi si colloca nel panorama culturale e politico della destra italiana ed europea, ma il suo stile e la sua vitalità rompono con gli stereotipi della cultura decadente, propria di una certa destra borghese e intellettuale. La sua capacità culturale non si fermava alla superficie del fatto storico, ma sapeva andare in profondità, coniugando il rapporto tra le cause e il fatto stesso. Per questo motivo Romualdi rappresentò, e rappresenta ancor oggi, l’idea di un intellettuale che non si chiude in una torre d’avorio: i suoi studi non sono mai nostalgici, faziosi, schematici o retorici, ma sempre chiari e precisi filtrati dal rigore culturale. Personaggio scomodo, politicamente scorretto, acuto storico e audace filosofo, a suo modo racconta la vita con stile lineare, proprio di chi nell’esistenza vede un’avventura da vivere fino in fondo. In un tempo in cui andava di moda schierarsi con il progressismo culturale della sinistra, rimase estraneo alla tentazione della rivoluzione vissuta nei salotti illuministici e altrettanto lontano dall’idea di conservare istituti e forme del passato, esaltando i valori della Tradizione come quei filoni aurei che a tratti riaffiorano e che non cesseranno mai di dar vita alla vera storia.




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