Dal Corriere:
Con la nuova Costituzione, il voto di Ankara conterebbe più di quello tedesco
L’Ue e la bomba demografica turca
Potrebbe diventare lo Stato più popoloso dell’Unione
SOTTO ESAME La Turchia è il tredicesimo candidato all’allargamento. Il 1° maggio 2004 entreranno nell’Unione i primi dieci (Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria). Bulgaria e Romania sono state «rimandate» al 2007, il governo di Ankara non ha neppure iniziato i negoziati per il suo ingresso. Nell’ultimo rapporto della Commissione sull’allargamento, l’esecutivo di Bruxelles ha riconosciuto che il governo di Ankara ha fatto qualche passo avanti nel campo delle riforme politiche ed economiche, ma ha ribadito che nessun negoziato verrà avviato finché la Turchia non ritirerà le proprie truppe da Cipro.
In attesa dei tentativi di conciliazione che la Presidenza italiana attuerà con una proposta formale alla fine di novembre, la Conferenza Intergovernativa è alle prese con le resistenze di Spagna e Polonia sul nodo cruciale della «doppia maggioranza» in Consiglio. Ma le «pagelle» date ieri dalla Commissione ai Paesi candidati ci ricordano che, se i difensori del progetto costituzionale guardassero più lontano, il loro problema si chiamerebbe Turchia. Entro il 2004 l'Unione dovrebbe comunicare ai turchi una data per l'apertura del negoziato di adesione, e dopo qualche anno, se avranno il sopravvento i progressi segnalati nel rapporto della Commissione, Ankara potrà fare il suo ingresso nella numerosa famiglia europea. Fino a ieri questo scenario innescava tra i Venticinque animate discussioni di carattere geopolitico o religioso, e alle pubbliche promesse facevano spesso da contraltare riserve più o meno private. Ma ora, alla luce del documento che viene discusso in sede Cig, un nuovo elemento ha fatto irruzione nel dibattito: la demografia. Se i turchi continueranno a sfornare bambini con il ritmo attuale, e i tedeschi faranno altrettanto, nel 2020 o giù di lì (cioè un decennio dopo la prevista entrata in vigore della nuova Costituzione) la Turchia strapperà alla Germania il titolo di Paese più popolato dell'Unione. E siccome l'attuale progetto costituzionale indica nella popolazione un parametro decisivo per formare la maggioranza in Consiglio, l'Europa oggi accusata di voler essere «franco-tedesca» potrebbe invece scoprirsi «turca» a norma di Costituzione.
Qui occorre fornire qualche ostico chiarimento. Spagna e Polonia, nel puntare i piedi, si richiamano al trattato di Nizza del 2000 perché in quella sede era stata decisa una gerarchia di Paesi basata sui «voti ponderati» da far valere in Consiglio: Madrid e Varsavia ne avevano soltanto due meno di Germania, Francia, Inghilterra e Italia, benché la loro popolazione fosse nettamente inferiore. Ne conseguiva che, applicati tutti i criteri del caso, Spagna e Polonia potevano formare agevolmente una «minoranza di blocco» in sede decisionale.
Proprio per ovviare al rischio di paralisi, tanto più concreto dopo l'allargamento a dieci nuovi membri, la Convenzione europea ha modificato radicalmente le regole di Nizza: una maggioranza sarà tale (laddove è consentita la rinuncia all'unanimità) in presenza della metà più uno degli Stati purché sia in tal modo rappresentato il 60 per cento della popolazione globale dell'Unione.
L'effetto di questa «doppia maggioranza» è di ridurre le possibilità di blocco (donde l'ira di Spagna e Polonia) e di esaltare nel contempo l'importanza dei soci più popolati, favorendo in tal modo soprattutto la Germania unificata.
Questo è vero oggi, e sarà vero anche domani se il testo della Convenzione riuscirà a spuntarla. Ma dopodomani, con una Turchia membro effettivo e diventata prima della classe in termini di popolazione, il meccanismo proposto non metterebbe forse nelle mani di Ankara il potere di blocco e insieme un preponderante potere di decisione? Una Charta come quella in discussione dovrebbe saper guardare lontano, eppure dell'influenza delle nuove norme sul fattore turco si parla poco.
Come se qualche governo influente avesse già deciso di eliminare il problema rinviando ancora per molto l'ingresso della Turchia, a prescindere dal rapporto della Commissione o forse facendo leva sulle riserve che esso mantiene accanto ai riconoscimenti.
Franco Venturini
Esteri
Ma va là!Quanti inutili dubbi!Qui ci vuole un accordo ampio come dicono il Berlusca e Prodi.
Pfff!Questi son dettagli.
Firmare,firmare,dove bisogna firmare?Devo firmareeeeeee o sto maleeeeee!!!!!!![]()
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3 UE/TURCHIA: FRATTINI, ITALIA SOSTIENE INGRESSO NELL'UNIONE
