MARTEDÌ RIPARTE LA TRATTATIVA SUL PIANO INDUSTRIALE, POLEMICA SUI TAGLI OCCUPAZIONALI ANNUNCIATI
Sempre più rossi i conti Alitalia, fatturato -10%
Le discussioni fra governo, sindacati e impresa sul piano industriale dell’Alitalia partiranno martedì prossimo (giorno 18) con il poco incoraggiante viatico di ieri, quando sono stati annunciati conti trimestrali in peggioramento e si è tornato a vociferare di posti di lavoro da tagliare, fra le proteste sindacali e in particolare di Epifani dell Cgil. Il consiglio di amministrazione che ha approvato i conti ha reso noto che i dipendenti del gruppo Alitalia nel trimestre erano 20.934, con una riduzione di 408 rispetto allo stesso periodo del 2003, e ha preannunciato «importanti iniziative di sviluppo del network sia intercontinentale sia internazionale», di cui si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni. Il presidente della compagnia, Giuseppe Bonomi, ha commentato che si intravvedono «timidi segnali di ripresa»: rispetto al primo semestre «si registra una forte ripresa dei volumi di traffico, correlata però al calo progressivo dei margini, di cui soffrono, peraltro, tutti i vettori d'Europa». Quasi tutte brutte le cifre. Fra luglio e settembre per la compagnia di bandiera il risultato è negativo per 47 milioni di euro, mentre nello stesso periodo dello scorso anno c’era stato un utile di 26 milioni. Sul complesso dei primi nove mesi del 2003 il risultato è negativo per 365 milioni, quattro volte peggio dell’anno scorso allorché il «rosso» in euro si fermò a 93 milioni. Cala anche il valore della produzione. Nel terzo trimestre è stato pari a 1,16 miliardi di euro, cioè 139 milioni meno dello stesso periodo del 2002. Allargando la visuale ai 9 mesi gennaio-settembre il dato è di 3,30 miliardi cioè il 10% in meno dell’altr’anno. L'indebitamento finanziario netto cresce a 1,21 miliardi. C’è qualche dato apprezzabile: il «coefficiente di riempimento» degli aerei Alitalia è aumetato di 2,9 punti percentuali, quindi i velivoli viaggiano meno vuoti, però il provento unitario (cioè per passeggero) è diminuito del 13,4%. Il piano industriale di Alitalia sarà il principale punto in discussione nella trattativa governo-sindacati-aziende sulla crisi del trasporto aereo; l’incontro è stato riconvocato per martedì. Il viceministro Mario Tassone si occuperà dei tre tavoli sulle regole, sulle infrastrutture aeroportuali e sui vettori, che dovrebbe appunto occuparsi anche del piano Alitalia. Su questo ha dato ieri un altolà il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «Alitalia paga errori e ritardi strategici e la tendenza a scaricare questi errori sui livelli di occupazione non ci trova d'accordo. Bisogna ripartire dal piano di rilancio della Compagnia e solo dopo affrontare gli esuberi. Non si può fare il contrario». Alitalia non è sola ad avere difficoltà. Oggi la tedesca Lufthansa potrebbe annunciare un'altra riduzione del personale e dei costi, in contemporanea a risultati in calo per il terzo trimestre consecutivo. Ieri e Londra la British Airways ha annunciato una contrazione del -57% degli utili trimestrali e una limatura del fatturato.





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