Qualcuno scrive scrive:
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Non si puo' esportare la democrazia in chi non la vuole e soprattutto non la merita.
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giusto, sacrosanto. Pure, c'è gente che bombarda la croce rossa (un tempo una battuta, come _era_ una battuta la Spectre o Austin Powers con il cattivo che cercava la bomba atomica per ricattare il mondo) e c'è gente che bombarda l' ONU e gente che bombarda gli americani (che bombardano a loro volta) e gente che bombarda gli italiani (che non bombardano nessuno) e gente che bombarda gli arabi a ryad nel nome degli arabi a ryad.
La democrazia non si può esportare se non la meritano e come alcuni dicono fattacci loro: purtroppo però si può esportare da noi la dittatura (black out del 28 settembre ci ricorda come siamo vulnerabili. Tutti.), anche se non ce la meritiamo, e questi divengon fattacci nostri.
E' una guerra mondiale. E' un fatto. A nassirya si è scritta una pagina della lenta e dolorosa presa di coscienza che è in atto un conflitto mondiale e che il peggio deve ancora arrivare. E il nemico non è un glorioso partigiano, checchè dicano alcuni musulmani oggi sul Corriere (e taluni italiani dappertutto) che paragonano l'attacco partigiano a via Rasella con quello a Nassirya: l'unica cosa in comune è la morte, perchè a Nassirya c'erano dei CC, non delle SS. La differenza non riesce ad apprezzarla e a distinguerla solo chi ha avuto la fortuna di stare a White Horse con i nostri carabinieri, ma mai quella di stare a via Tasso con Kappler. Chi paragona Nassirya alla Resistenza Partigiana e poi parla di via Rasella, dovrebbe prima informarsi su cosa c'era a via Tasso. E poi vergognarsi.
Alberto
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