I capziosi tentativi, in nome di un uso STRUMENTALE del cd. "diritto internazionale" di legittimare il terrorismo, trasfrormandolo in una forma di risposta legittima ad una pretesa occupazione "nemica" del proprio paese, indipendentemente dal contesto storico-politico, e da un esame dello strumento di "risposta armata" sotto il profilo "tecnico", dimenticano inoltre un elemento essenziale: coloro che attentano con kamikaze contro postazioni militari (anche se non in missione di guerra, anche se legittimate nella sostanza da successive risoluzioni del CdS delle Nazioni Unite) sono gli stessi che attentano con mezzi analoghi colpendo la Croce Rossa o obiettivi civili.
Le azioni contro l'esercito italiano e i carabinieri italiani sono terroristiche non solo per le modalità "tecniche", non solo perchè colpiscono un contingente in "missione di pace" (che non c'entra con le "guerre umanitarie") che trova consenzienti ormai in modo aperto TUTTE le principale istituzioni internazionali. Le azioni contro l'esercito italiano e i carabinieri sono azioni terroristiche anche perchè messe in atto da uno schieramento criminale terroristico che non ha esitato a colpire obiettivi assolutamente NON militari, e non assimilabili, neppure con la fantasia dei comunistoidi e nazistoidi, a forze armate straniere, tanto meno di occupazione.
Inoltre... questi gruppi sono vere "brigate internazionali" islamiste ovvero sono organizzazioni clandestine formate dai balilla dell'ex tiranno genocida Saddam.
A queste azioni manca il consenso della generalità della popolazione locale, come attestato in queste ore anche da organismi "al di sopra delle parti", come la stessa Croce Rossa e come la Chiesa Irakena (già aspramente critica nei confronti dell'intervento anglo-americano).
Quello che sta avvenendo su scala internazionale è quello che anche il Capo dello Stato ha definito giustamente come"guerra al terrorismo". Terrorismo internazionale islamista e nazionalista-arabo (la saldatura fra ala religiosa e ala laica è piuttosto antica, anche se negata dai propagandisti dei nostrani opposti estremismi che simpatizzano per "la resistenza" criminale e con i suoi atti ) che colpisce ovunque, e NON fa distinzione, ne' a New York, ne' a Gerusalemme, ne' a Istambul, ne' a Bagdad, ne' nelle Filippine, ne' in Marocco, ne' in nessun luogo, fra obiettivi civili o militari.
Un giornalista arabo ha scritto l'anno scorso che, ad esempio, in Israele NON ESISTONO VITTIME CIVILI, perchè tutti i sionisti, uomini e donne sarebbero di fatto membri dell'esercito israeliano, come soldati in servizio o della riserva, come ex soldati (i vecchi) o come soldati potenziali (i bambini).
E' la logica dei nostrani intellettuali dell'ultradestra e della sinistretta estremista, che si spinge fino a richiamarsi al "diritto internazionale",in modo puramente astratto, astorico e strumentale. Così come, da seguaci di Hitler, Mussolini, Stalin e Castro, si richiamano, lorsignori, alla "libertà di stampa " e alla "libertà di espressione": la PROPRIA in attesa di poter, un giorno, dopo la loro gloriosa e agognata "rivoluzione", sopprimere graziosamente quella altrui.
I socialdemocratici, i liberali, i conservatori democratici non devono e non possono cadere in queste "trappole". Il terrorismo resta terrorismo comunque vogliano ribattezzarlo lorsignori. Così come non esistono guerre umanitarie (espressione propagandistica purtroppo usata dalle democrazie), non esistono terrorismi legittimi.
Shalom!!!




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