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Rif: Barbarossa
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belenos
No ma intendo quel che corre oggi normalmente per fantasy.
Specialmente a livello filmico, che è il topic di questo thread.
Bhe dai Conan il Barbaro è un capolavoro, anche se ormai è di quasi 30 anni fa; Il Signore Degli Anelli non sarà al livello del libro ma è comunque un ottimo film, altri fantasy usciti recentemente non me ne vengono in mente.
Io ho visto il trailer lungo del Barbarossa, e a parte la parola liberta ripetuta dai personaggi anche quando vanno in bagno, è un crogiuolo di cazzate antistoriche: dalla distruzione di Brescia fino ad arrivare agli ignobili panzerfalcati della battaglia di Legnano.
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Rif: Barbarossa
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Originariamente Scritto da
belenos
Il fantasy è un sottoprodotto privo di bellezza. Roba da giapponesi. Purtroppo la cultura classica , fatta di semplicità, misura e bellezza, è scomparsa.
L'Alexandr Nevski ha scenografie poverissime ma l'emozione delle inquadrature classiche con i visi espressivi di attori bravissimi è continua e pienissima fino alla fine.
Comunque per il pubblico di oggi il Barba andrà benissimo :) e il suo lavoro metapolitico lo farà senz'altro.
Pr il resto, viva Eizenstein e John Ford. :piango:
Dipende, se il fantasy è fatto bene può risultare anche affascinante. Poi come al solito nello stesso genere possono convivere sia capolavori che porcherie.
La trilogia del Signore degli Anelli io l'ho trovata splendida, anche se prima dei film sapevo poco o nulla di Tolkien, poi mi sono documentata bene anche grazie al Ritorno di Brenno condotto da Gulisano su RPL. Le imitazioni che sono seguite non sono alllo stesso livello.
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Rif: Barbarossa
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Originariamente Scritto da
kappa
Tra il Barbarossa Rutger Hauer e l'Alberto da Giussano Raz Degan, preferire il primo è un pericolo reale!! :chefico:
beh vuoi mettere l'Imperatore sfasciatutto con gli hobbit dei poveri? :D
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Rif: Barbarossa
'Crom, non ti ho mai pregato prima d'ora. Non saprei come farlo. Nessuno, neanche tu ricorderai se eravamo uomini buoni o cattivi, perche' abbiamo combattuto, o perche' siamo morti. No, ciò che conta è solo che due si sono battuti contro molti, ecco cosa è importante. Tu ammiri il coraggio, Crom, quindi accogli la mia unica richiesta: fa si che mi vendichi! E se tu non m'ascolti... allora va' alla malora!'
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Rif: Barbarossa
Visto ieri sera.
Grandissimo Rutger Hauer.
Mi è piaciuto molto. Trovo immeritate certe critiche. Il film scorre bene ed ha la giusta carica di epica.
Raz Degan sembra davvero un lombardo e di gente dai tratti somatici rumeni ne ho poi vista poca.
Certo, alcune scene ad Hollywood le avrebbero fatte meglio, ma lì hanno più soldi. Cmq costumi e fondali sono fatti come si deve.
Al max si può dire che alcune situazioni sono presenti già in Braveheart, ma pazienza. Padani e scozzesi accomunati dalla stessa lotta.
Non è un capolavoro, ma un filmone sicuramente.
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Rif: Barbarossa
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Originariamente Scritto da
Juv
Visto ieri sera.
Grandissimo Rutger Hauer.
Mi è piaciuto molto. Trovo immeritate certe critiche. Il film scorre bene ed ha la giusta carica di epica.
Raz Degan sembra davvero un lombardo e di gente dai tratti somatici rumeni ne ho poi vista poca.
Certo, alcune scene ad Hollywood le avrebbero fatte meglio, ma lì hanno più soldi. Cmq costumi e fondali sono fatti come si deve.
Al max si può dire che alcune situazioni sono presenti già in Braveheart, ma pazienza. Padani e scozzesi accomunati dalla stessa lotta.
Non è un capolavoro, ma un filmone sicuramente.
L'impressione del trailer era quindi sbagliata?
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Rif: Barbarossa
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Originariamente Scritto da
kappa
vado a vederlo stasera.
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Rif: Barbarossa
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Originariamente Scritto da
DuxLupus
L'impressione del trailer era quindi sbagliata?
Il trailer non mi sembrava male. Al max un po' cinepopcorn. Ma ci stà.
Al max può non piacere che si urli spesso e volentieri "libertà" e che non ci sia il solito discorso epico pre battaglia.
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Rif: Barbarossa
«Barbarossa» sbanca a Legnano
In platea fazzoletti verdi e applausi
Cinema gremito di famiglie con bambini. «Papà, il Bossi è quello con l'elmo?»
DAL NOSTRO INVIATO
Raz Degan
LEGNANO — «Papà, ma il Bossi è quello con l'elmo?». «No tesoro, quello è Alberto da Giussano». «Appunto: allora è lui il Bossi». «No: è Raz Degan. L'attore che piace alla mamma». «Ma il Bossi, quello che piace a te, quando arriva?». «Arriva, arriva: La Padania ha scritto che ha una particina...». Tra Legnano e Cerro Maggiore, dove il 29 maggio 1176 la Lega lombarda sconfisse il centralismo imperiale, oggi c'è un gigantesco cinema multisala, uno dei primi e dei più grandi del Nord Italia; e ovviamente danno «Barbarossa». Come vedere «Baarìa» a Bagheria. La sala 7, trecento posti quasi tutti prenotati, è già piena: a mezz'ora dall'inizio il cronista compra il penultimo biglietto, in prima fila, sotto il megaschermo. All'ingresso si è accolti da armigeri con scudi, lance e tutto: non sono i «vecchi Galli» citati da Bossi, ma i figuranti del palio di Legnano, dove ogni anno viene messa in scena la battaglia. Chi ha già il biglietto si rilassa con una birra e una fajita di pollo all'American Restaurant Crazy Bull, tra le targhe dell'Interstate Texas 20 e dell'Oklahoma Road 611. Ci sono anche la griglieria argentina «El Gringo», il kebab, la crêperie, il sushi-bar, il wine-bar e il fast-food cinese «Shanghai Quick».
Più che un «non luogo», la multisala è ormai un «super luogo», di quelli che sostituiscono la piazza e il paese come posto d'incontro; di padano non c'è nulla; tranne, stasera, il film. «E' tempo che tutti i comuni lombardi si uniscano in una Lega!» proclama Alberto da Giussano, e la sala approva: «Sì!». «Questa terra appartiene a noi lombardi fin da quando abbiamo memoria!». Applauso. Non è tanto tifo politico, quanto rivendicazione di identità. Visti anche i fazzoletti verdi, ma soprattutto famiglie con bambini anche piccoli, come quello che tormenta il padre: «E' lui il Bossi?». «No, lui è Barbarossa». Gli organizzatori del palio di Legnano sono in giacca e cravatta. Il film è zeppo di allusioni politiche, magari non volute, ma che sollecitano i più appassionati. «Roma è debole e malata», infatti si dà al Barbarossa — «Sire, Roma è ai vostri piedi» —, ed è pure devastata dalla peste. Cremona e Ferrara tradiscono: «Comunisti!» sibila una voce nel buio. Delusione per i guerrieri con gli scudi crociati: praticamente il simbolo della Dc; sollievo all'apparizione del Carroccio trainato da buoi. Ma la discussione più accanita si accende in sala per stabilire quale sia la chiesa che si intravede dietro le mura di Milano. «E' Sant'Ambroeus». «No, è san Babila. Sant'Ambrogio ha il portico davanti». Poi il traditore, che ha il volto del cattivo di Hollywood per eccellenza, F. Murray Abraham, apre in effetti «la grata di Sant'Ambrogio» e risolve la questione. «Papà, è lui il Bossi?». Il padre ora si spazientisce: «No, Bossi è buono».
Una signora lamenta che gli accenti degli attori non siano lombardi, «con tutte quelle esse sibilanti da Centro-Sud»; il che è vero. Il film riesce noiosetto, con le frequenti grida di «libertà!» a evocare il Mel Gibson di Braveheart, ma solletica l'orgoglio settentrionale — «se riuscirai a dominare il Nord Italia diventerai il sovrano più potente d'Europa» — e gli spettatori lo seguono in tensione crescente. Verona, Novara, Vercelli, Como, Bergamo, Pavia sono schierate allora come oggi con la Lega. E ovviamente si giura a Pontida. Un signore in tuta che ha fatto la comparsa a cavallo nella battaglia indica fiero alla fidanzata: «Io sono quello lì, accanto all'Alberto». Qualcuno registra la carica con il telefonino. L'applauso finale sull'ultimo «libertààà!» dopo oltre due ore e mezza non è liberatorio ma convinto. Mentre scorrono i titoli di coda — «i comuni padani avevano così ottenuto la loro indipendenza...» — i commenti sono soddisfatti. I più critici sembrano gli organizzatori del palio, apolitici, che però discettano di costumi, fibbie, finimenti, speroni.
Raz Degan, confermano le signore, è bellissimo. «A me piace più l'Alberto da Giussano del Butti» sbotta un marito seccato, che insiste per portare la compagnia a rendere omaggio alla statua che lo scultore romantico eresse sulla piazza di Legnano. Ma il grosso si ritrova al piano terra della multisala, in gelateria, alla focacceria ligure, alla piadineria, «alla Pizz@ Communication», al distributore di pupazzi di Hello Kitty, o davanti al menu Poldo della paninoteca. Bossi non si è capito bene dove fosse; qualcuno ipotizza che la Padania abbia fatto uno scherzo; ma un ragazzo che spiega di conoscere bene «il capo» svela il segreto. Bossi è uno dei nobili padani che ha giurato a Pontida; il regista Martinelli non l'ha messo in primo piano, ma a guardar bene si vede che è lui; «il capo» ha pure raccontato, molto divertito, che alla fine era rimasto incastrato nel costume medievale, e proprio non riusciva a toglierselo. Si vorrebbe concludere la serata al karaoke, ma purtroppo è già chiuso. Un cartello informa che tutto è pronto per la festa di Halloween. A voltarsi indietro, la scritta luminosa che si vede fin dall'autostrada informa che la multisala è della Medusa; pure quella, cioè, di Berlusconi.
Aldo Cazzullo
E «Barbarossa» sbanca a Legnano In platea fazzoletti verdi e applausi - Corriere della Sera
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Rif: Barbarossa
Ho visto il Barbarossa venerdi sera.
A me il film è piaciuto molto.
La riscostruzione storica è fatta davvero bene, i costumi sono splendidi, Rutger Hauer è grandissimo, ma anche Raz Degan non mi ha deluso. Murray Abraham è eccelso nel ruolo del perfido Barozzi, brava anche la moglie del Barbarossa.
I milanesi davano l'idea di essere lombardi, facce rom tra le comparse non he ho viste. anche gli attori che impersonavano gli uomini del barbarossa sembravano etnicamente tutti tedeschi/svevi. Le fisionomie etniche mi sono sembrate molto ben delinate.
Il film scorre bene ed è molto realistico, le uniche pecche secondo me sono state:
1) la moglie di Alberto Da Giussano, quella gran gnocca della Smutniak, dipinta come una sorta di visionaria strega/ninfa della natura, ha avuto troppo spazio, era meglio tagliare qualche scena "fantasy" per dedicarsi magari di piu' alla storia d'amore tra lei e il protagonista.
2) la ricostruzione di Milano medioevale è fatta molto bene, l'unica pecca è che ogni tanto le mura davano l'idea di essere di cartapesta, e quando venivano bersagliate dalle pietra lanciate dalle catapulte i merli ondeggiavano....
3) alcuni personaggi non avevano molto l'accento lombardo anzi.......
chi ha scelto i doppiatori???
4) il giuramento di Pontida è secondo me rappresentato in modo troppo poco solenne
5) la battaglia di Legnano è fatta abbastanza bene ma è troppo breve e le comparse sono poche. Inoltre sarebbe stato bello mostrare tutte le città della Lega unite contro il Barbarossa, mentre sembra che a combattere l'imperatore fosse solo la Compagnia della Morte.
Le fonti storiche narrano infatti che la Comagnia guidata da Alberto da Giussano fosse composta da circa 900 persone, e che a metà battaglia questa si trovasse in difficoltà, ma venne aiutata dagli eserciti della Lega Lombarda (circa 2.500 persone) sopraggiunte.
A parte cio' è un film davvero bello, che consiglio di andare a vedere!