dall'Arena di Verona del 15/1/2010 pag. 11
Nota di halexandra: da notare che il quotidiano ha cominciato ad attuare una svolta all'insegna del politically correct, per cui non menziona più l'etnia di autori di episodi criminali, ma scrive semplicemente "Un uomo, una donna, un giovane ecc.". (Ordini politici di scuderia, evidentemente) Peccato che sui TG locali e su altre fonti scritte la vera natura di codesti "signori" sia evidentissima.
TRUFFE ANZIANI. Milva Fiorani torna in carcere per l’ennesima volta e si porta uno dei due figli. L’altro è già a Montorio
Madre e figlio in manette
Lei è una veterana del furto
Dal 1975 la donna appare nelle cronache locali, il suo primo arresto fu da minorenne Vittime predilette gli anziani soli cui sfilare pensioni, portafogli e monili in oro
Un’arte di famiglia che si tramanda. Tale madre, tale figlio, verrebbe da dire ascoltando la storia giudiziaria di Milva Fiorani, 48 anni, originaria di Legnago, che l’altro giorno è stata arrestata assieme al figlio Tomas Bueti, 33 anni e alla sua convivente Bruna Catter 27 anni, unica incensurata del trio e residente a Cerea.
L’accusa per i tre è truffa agli anziani che poi si è trasformata in furto aggravato. Fiorani ha un curriculum giudiziario considerevole visto che il suo primo arresto risale al 1975 quando era ancora minorenne e da allora è stato tutto un susseguirsi di arresti, condanne, rilasci, obblighi di dimora, circa una quarantina di capitoli fatto salvo un buco di quattro anni, dal 2000 al 2004 in cui era rimasta in stand by. Precedenti anche per il figlio Tomas, che ha un fratello e un padre tuttora in carcere.
A far scattare le manette ai tre è stato lo spirito di osservazione di un portalettere che arrivato in via Belluno ha notato il gruppetto e ha allertato il 113 indicando quelle presenze sconosciute in zona che subito se n’erano andate accorgendosi di essere state notate. Il portalettere ha annotato alcune lettere della targa e dato il modello dell’auto al 113. Quell’auto è stata rintracciata da una pattuglia del commissariato in una zona del Pestrino. Poco lontano dall’auto i tre parlavano con un’anziana.
Sarebbe stata un’altra vittima se la polizia non fosse arrivata in tempo. Secondo la ricostruzione del dirigente delle Volanti, che ieri mattina ha illustrato l’arresto, mentre Fiorani e il figlio intrattenevano l’ottantacinquenne facendole credere di essere volontari che vanno in giro a liberare giardini e cantine da oggetti inutili, Catter è entrata in casa alla ricerca di gioielli rovistando nei cassetti con la scusa di farsi anche cambiare una banconota da venti euro con due da dieci.
I tre sono stati portati in questura e durante il tragitto Fiorani ha tentato di nascondere alcuni monili frutto di un precedente furto nella pattuglia della Volante, ma senza riuscirci così ha cercato di mollare il sacchetto nel cortile della questura.
Durante la redazione del verbale di arresto c’è stato un rimpallo di responsabilità tra Fiorani e Catter e alle fine quest’ultima s’è assunta la «proprietà» dei monili.
«Ringrazio il portalettere che ha avuto l’accortezza di farci la segnalazione», ha detto Massimo Scannicchio, il dirigente delle Volanti, «e la sala operativa che ha coordinato l’intervento. In quest’ultimo periodo i miei uomini hanno lavorato molto più del solito dando l’anima e ci tengo a dare loro il mio ringraziamento e quello della mia vice. C’era stato un lieve aumento dei furti, adesso verificheremo se era legato alla presenza di questa banda o meno». Alessandra Vaccari




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iaociao: