Il gesto di Vanni Fucci è arrivato fino in Russia
La curiosa storia dell’espressione dantesca «fare le fiche» ancor oggi diffusa nel mondo slavo, esportata, forse, da nostri architetti e muratori
In un fascicolo di una rivista poco diffusa (L'Esopo, Rivista trimestrale di Bibliofilia, 91-92, settembre-dicembre 2002, pp. 75-83) Gianni Cervetti ci racconta con dovizia di particolari e molta dottrina la storia curiosa di un'espressione italiana che ha avuto fortuna fuori d'Italia, l'espressione fare le fiche, un gestaccio dall' indubbio significato. Ci viene ricordato il passo famoso del canto XXV dell'Inferno, quando compare Vanni Fucci, il ladro che in modo blasfemo squadra "amendue le fiche" al cielo. Doveva essere a quei tempi un gesto ben comune, se Giovanni Villani nelle Istorie fiorentine, al cap. V del VI libro ci racconta che sulla rocca di Carmignano, che sta tra Pistoia e Firenze, "avea una torre alta 70 braccia, e avevavi suso due braccia di marmo: le mani delle quali faceano le fiche a Firenze". Queste "fiche" stanno lì sino al 1228, quando durante un attacco a Pistoia i fiorentini fanno abbattere quella torre del dileggio. Ora, è assai curioso, come ci ricorda Cervetti, che quest'espressione morta da noi la si ritrovi oggi (parola e gesto) assai diffusa e popolare in Russia: fig tebe, cioè “le fiche a te”, accompagnato da un gesto come quello di Vanni Fucci. Anche al femminile, figa, in russo si accompagna ad altri verbi o pronomi, ed ha sempre questo significato di avversione e di disprezzo. Come è giunto qui il termine e il gesto? "Il problema - aggiunge Cervetti - non ha una soluzione che veda tutti concordi". Sembra assodato, o ampiamente riconosciuto, che il termine, "con l'accompagnamento del relativo gesto, sia approdato nel mondo slavo portato dagli architetti e dai muratori che colà si sono recati per costruire chiese e palazzi". Chissa? Certo, gli architetti italiani hanno esportato nel mondo ben altro. Nel settore delle belle arti, tra Cinque e Seicento, abbiamo imprestato alle lingue di cultura parole importanti come balcone, piedestallo, facciata, cupola, duomo, belvedere, frontone, loggia, campanile, palazzo, pergola. Sono ancora diffusi in tutto il mondo anglosassone stucco, portico, villa, piazza. Sin dall'Ottocento vi abbiamo esportato cortile, gradino, intonaco, lunetta, e nel Novecento bozzetto, modello, salone, salotto.
beccaria@cisi.unito.it
PAROLE
IN CORSO Gian Luigi Beccaria
da ttL, tuttoLibritempolibero, 8/11/03, p. 8 (supp. de "La Stampa")
http://www.lastampa.it/_settimanali/...ibri/art18.asp




Rispondi Citando
