Fallisce il referendum che proponeva la separazione di Mestre da Venezia, puntando a creare un nuovo comune in terraferma.
Il verdetto è arrivato di sera, con la conferma che il quorum non è stato raggiunto e così il referendum per la divisione di Venezia e Mestre è come se non ci fosse stato e centro storico e terraferma restano unite in un solo comune. Ma che la giornata elettorale di ieri sul quesito separatista fosse stata fiacca, lo si era capito in terraferma già durante le operazioni di voto, facendo un giro per i seggi al di qua del ponte.
Ha votato solo il 39,28% degli aventi di diritto. Lo scrutinio, tenutosi comunque, ha visto la vittoria del NO alla separazione con una percentuale del 65,36%.
E' la quarta bocciatura del quesito, dopo quelle del 1979, del 1989 e del 1994. In queste occasioni venne almeno raggiunto il quorum.
Soddisfatto il sindaco ulivista Paolo Costa che ha così commentato: "La città ha bocciato definitivamente la separazione. Non poteva esserci dimostrazione più piena del rifiuto dei cittadini per una battaglia - quella della separazione tra Venezia e Mestre - che è stata riproposta troppe volte e finisce questa sera con la bocciatura siglata del quorum non raggiunto. Il responso delle urne smonta anche il tentativo di mettere in crisi, attraverso il referendum, il mio lavoro, e quello della Giunta. Ritrovo la città che conosco, che è stata a lungo nascosta dalla cortina fumogena della campagna elettorale. E della quale mi onoro di avere la fiducia. Di fronte alla riproposizione del quesito referendario, la risposta dei cittadini è stata chiarissima, con una bocciatura netta della battaglia vecchia e pericolosa della separazione, tanto da rendere impensabile qualsiasi riproposizione."
A battersi per il SI' erano stati sopratutto il presidente del Consiglio regionale del Veneto Enrico Cavaliere e l'eurodeputato di Forza Italia Renato Brunetta, il principale avversario di Costa nella campagna eletttorale del 2000.




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