LA BELLA MORTE
Salve! Non ho bisogno di presentazioni speciali, abbassate i riflettori!
Sono io, quella che avrà condizionato la vostra vita, ora rassicurata, ora peggiorata; sono bella, alta, rossa, occhi verdi … sono la MORTE.
Al centro di mille discussioni: tutti questi scienziati che si interrogano su come scamparmi, poveri sciocchi! e tutti questi studiosi, ormai spremuti nel capire cosa ci sarà dopo.
Ma dopo, non so neanche io cosa c’è. A prescindere dall’esistenza di un paradiso, di un olimpo, di un inferno, io ci sono comunque.
Il bello, cari maestri della cultura, non sta nel capire come vivere in maniera esatta o come prepararsi ad una vita ultraterrena, il problema sta nel cogliere in che cosa consiste questo salto!
E’ qui che ci sono io, nel momento in cui spiccate il salto, guardate sotto, non pensate subito alla luce che si apre davanti ai vostri occhi, guardate in basso, guardate quel burrone, avete davanti a voi la cartina della vostra vita, prima di dimenticare tutto, avete la possibilità di guardarvi dentro, non sprecate la morte in questo modo.
In questo burrone si scende piano, poi più velocemente, e poi si risale.
Uscendo da un tombino, vi ritrovate in una stanza, le pareti sono di plaexiglass, al centro della stanza una tv e un video registratore, alla vostra destra un’intera collezione di videocassette, siete voi, tutto quello che avete fatto, lo potete rivedere.
Non abbiate fretta, quello che c’è dopo comunque non scappa.
Riflettiamo insieme; siamo morti, respiriamo intensamente, potrebbe essere l’ultima volta per godersi la concretezza prima di innalzarsi a puro spirito.
Non abbiate fretta!
Non abbiate fretta!
Tanti se ne vanno, e a me, devo dirlo, un po’ dispiace, qualcuno mi sta anche simpatico, qualcuno invece ha cercato anche di amarmi, di lodarmi.
Cazzoni!
Io sono sola, non ho amori, né amici, né nemici, ma sono la grande madre.
E’ vero sono una porta, ma ho uno spessore, legno pregiato.
Figli miei mi viene quasi da piangere nel potervi finalmente riabbracciare.




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:ò
