Sicilia un marchio di qualità per gli abusivi
Alessio Gervasi
PALERMO In Sicilia adesso gli abusivi avranno anche il marchio di qualità, come per il vino buono o nper l'olio. È questo l'ultimo coup de théatre di chi governa l'Isola, che, se da un lato si rivela un autogol, assestando un ulteriore colpo basso all'immagine (già molto appannata, fra avvisi di garanzia e condanne varie) di Cuffaro e dell' intero centrodestra, dall'altro fa
gioire tutti coloro che hanno costruito in barba a regole e leggi ma oggi si ritrovano «premiati» e garantiti. Ma come si dice, ogni
promessa è un debito.
La norma che certifica gli abusivi più numerosi d'Italia è passata con la manovra di fine anno - 500 milioni di euro - del Parlamento più antico d'Europa. A Palazzo dei Normanni hanno fatto le cose per bene. Hanno deciso che la «certificazione di qualità edilizia», un attestato in grado di accertare la sicurezza e lo stato di salute degli immobili, non poteva più aspettare e hanno inserito la norma in uno degli ultimi articoli delle variazioni di bilancio. Così il topolino ha partorito la montagna e la certificazione di qualità edilizia riguarderà gli edifici già realizzati, senza se e senza ma: chiunque ha finora costruito quattro mura o dieci piani potrà essere certificato. E se quello è abusivo? Pure se è abusivo, la sicurezza innanzitutto...
E non è servito a niente l'emendamento dei diessini Giannopolo e Speziale, che avrebbe escluso dalla norma quantomeno gli immobili costruiti abusivamente, così, giusto per non farsi ridere dietro; il Polo ha subito bocciato l'emendamento e l'assessore
provinciale al Territorio Acierno di Nuova Sicilia gongola, definendo inutile la protesta del centrosinistra. E Acierno milita nello stesso partito dell'ex assessore regionale al Territorio Bartolo Pellegrino, costretto mesi fa a dimettersi per una brutta storia
d'intercettazioni ambientali con dei mafiosi, da sempre sponsor degli abusivi e del progetto di condono edilizio - chiamato con un
eufemismo «riordino delle coste» - che Cuffaro aveva messo ai primi posti nella campagna elettorale di due anni addietro. A chiudere il trio delle meraviglie ecco Mario Parlavecchio, anche lui di Nuova Sicilia e già capo di gabinetto di Pellegrino prima che quest'ultimo - visto che si doveva proprio dimettere (...) - lo «indicasse » al presidente Cuffaro come suo sostituto. Oggi infatti è proprio Parlavecchio l'assessore al Territorio della Giunta Cuffaro, che salomonicamente prende atto della gaffe della maggioranza e parla di correggere in futuro la contestata norma sulla certificazione edilizia,magari con un correttivo che potrebbe esser introdotto con decreto del presidente della Regione per stabilire i requisiti del riconoscimento della contestata norma di certificazione di qualità.
Sarà così, intanto però la legge appena varata regalerà il certificato anche agli abusivi, e si da il caso che in Sicilia una costruzione
su quattro sia abusiva.
Ma d'ora in avanti tutte e quattro potranno avere il marchio «doc». E il Gattopardo se la ride.




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