Dal corriere della serva, un ottimo spunto per la Rubrica silenziosa dei Quaderni Padani...



SCIENZE

Ricerca dell'AMD sull'accesso a Internet in otto Paesi industrializzati

Italia, una nazione divisa dalla Rete

Consumo prevalentemente domiciliare. Rimangono indietro le donne e il Sud. La Germania connette il 98% delle scuole

LA RICERCA - Internet si è diffuso con grande velocità. Ma diffusione non significa ubiquità. Anzi, all'interno dei paesi industrializzati la distribuzione dell'accesso ad Internet ricalca le tradizionali diseguaglianze nell'accesso al sapere e alle risorse: lo status sociale ed economico, il sesso, l'età, l'appartenenza a minoranze etniche e la collocazione geografica.la distribuzione sociale dell'accesso è diseguale. Lo dimostra una recente ricerca dell' AMD (industria leader nella produzione di chip per computer) con la collaborazione del Social sciences and humanities Research council of Canada. Sugli otto paesi presi in considerazione,

In Italia il 33% della popolazione accede ad Internet, e di questi solo il 32% è donna (Archivio Corriere)
l'Italia, si posiziona ultima nella classifica dei numeri di accesso ad Internet, si distingue per le carenze infrastrutturali, il consumo prevalentemente domiciliare, la lentezza nella diffusione di Internet nelle scuole, il numero basso di donne che vi accedono, la scarsa conoscenza della lingua inglese (tre quarti dei siti sono in lingua inglese) e il divario di accessi fra Nord e Sud del paese.

IL «DIGITAL DIVIDE» - La linea di frontiera («digital divide») che divide coloro che hanno le risorse per accedere a Internet e quelli che ne seono taglaiti fuori, si trova all'intersezione fra le differenze socio-economiche, tecnologiche e linguistiche, ed ha effetti differenti sui diversi paesi. Negli Stati Uniti, per esempio, vi è una pronunciata differenza di accesso su basi etnico-razziali: solo l' 8% dei neri e il 9% degli ispano-americani nel 2003 hanno utilizzato Internet. In Italia invece è la mancanza di conoscenze informatiche e linguistiche a frenare la diffusione di Internet. La Banca d'Italia nel 2000 contava che la metà della popolazione compresa fra i 14 e i 30 anni dichiarava di non saper usare il computer, mentre il 40% degli italiani dichiarava di non utilizzare internet sul lavoro. E soprattutto, meno di un terzo degli italiani comprendeva la lingua dominante nel web: l'inglese.

LE POLITICHE DI INCLUSIONE - In questo senso infrastrutture ed educazione sono sicuri presupposti per la diffusione dell'accessibilità anche a gruppi marginali. Un esempio positivo viene dalla Germania che ha promosso un forte incremento di connessioni nelle scuole: nel 2001 il 98% delle scuole tedesche erano collegate ad Internet. E così la Gran Bretagna che ha il 99% delle scuole connesso, mentre sono diffuse altre iniziative: la connessione nelle librerie pubbliche, nei luoghi pubblici, e la presenza sul territorio di cybercafè e delle internet cabins.

L''accesso ad Internet nei luoghi pubblici è diffuso in Gran Bretagna e Germania. (Archivio Corriere)
Gli italiani invece usano prevalentemente internet da casa (68%), ed è addirittura diminuito l'accesso da luoghi pubblici, da un 27% del 1999 ad un 21% del 2001. Rimane dunque alta la discriminante educativa e di reddito nell'accesso ad Internet: il 59% dei capofamiglia laureati ha la connessione ad Internet, contro il 4% delle famiglie con il capofamiglia con la sola educazione elemetare. Permane inoltre marcata la componente georgrafica del «digital divide», la spaccatura fra Nord e Sud: il Nord continua a mantenere la leadership sia negli accessi alla rete con un 16% in più rispetto al Sud, e sia in termini di individui in possesso di computer. Per quanto riguarda la distribuzione dell'utenza rispetto al genere, si riscontra una netta maggioranza maschile, sia da casa che nei luoghi pubblici.

ECONOMIA SULLA RETE - Qualche segno di miglioramento in campo tecnologico in Italia comunque lo si vede, fra il 1999 e 2001 la percentuale degli accessi è passata dal 14% della popolazione al 33%. Rimangono però sull' altro piatto della bilancia le carenze infrastrutturali, il consumo prevalentemente domiciliare, la lentezza nella diffusione di Internet nelle scuole, e la necessità e bilanciare il divario fra Nord e Sud del paese.
L'esigenza di intervento di politiche della telecomunicazione è tanto più urgente, si afferma nella ricerca, quanto più rapidamente si diffonde un' economia legata al web: opportunità di lavoro, ricerca di informazioni e partecipazione ad azioni civili e imprenditoriali si trovano sempre di più su Intenet.

Carola Valsecchi