dal quotidiano di Confindustria.....
" Il Sole 24 ore del 14/11/2003
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«La missione di pace continuerà»
Altri 50 militari da Pisa - Il Paese si stringe attorno ai Carabinieri
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ROMA "L'esecutivo conferma gli impegni e le responsabilità assunti ;con la significativa presenza dell'Italia in Irak con una sua forza di pace". ,Questa, secondo una fonte governativa, la decisone assunta ieri dal Consiglio dei ministri presieduto da Silvio Berlusconi. Tradotto dal linguaggio burocratico: la missione italiana, anche se costretta ad operare in un quadro più difficile di sicurezza dopo d'attentato di Nassiriya, continuerà come previsto c, se possibile, con maggiore determinazione. Nessun cedimento, quindi, e tantomeno da parte di pezzi della maggioranza. Se si era avvertito qualche segnale di disagio, giovedì, da parte di alcuni centristi ci ria pensato ieri il segretario dell'Udc, Marco Follini, a dettare la linea: "La missione in Irak - ha detto - è rischiosa e, a volte, come questa, anche tragica. Ma è una missione di pace e va sostenuta da tutto il Paese e ovviamente da tutta la politica. II Governo sa di poter contare sulla piena solidarietà dell'Udc". Una rassicurazione importante per Berlusconi al quale è stato rinnovato l'affetto del popolo americano da parte del presidente George W. Bush nel corso di una telefonata dall'Air Force une in volo verso Orlando. Il Paese colpito dall' 11 settembre ha espresso il suo dolore mentre il segretario di Stato, Colin Powell, definiva l'Italia "un nostro partner forte". Ma tutta la diplomazia occidentale, dopo gli ultimi attentati, sta ormai lavorando per accelerare il trasferimento dei poteri al popolo iracheno in base a quanto, previsto dalla risoluzione 1511. E quella la grande sfida contro il terrorismo. Anche nei fatti la missione italiana continua. Già ieri sono partiti da Pisa cinquanta carabinieri paracadutisti del Tuscania per i necessari avvicendamenti. Salutati dal generale Leonardo Leso, comandante della seconda Brigata mobile, unico militare italiano decorato con la stella del Congresso americano per i meriti acquisiti sul campo a Sarajevo. Oggi dovrebbero partire altri 75 carabinieri del 13° reggimento Friuli Venezia Giulia di
stanza a Gorizia. Le salme delle vittime dell'attentato rientreranno martedì, giorno in cui si terranno i funerali di Stato e verrà decretato il lutto nazionale. Rientreranno oggi venti feriti e altri conta di riportarne in Italia lo stesso comandante generale dell'Arma, Guido Bellini, in procinto di partire per l'Irak. Lo stesso Bellini è rimasto impressionato dall'alto numero di appartenenti all'Arma disponibili a sostituire i commilitoni morti in Irak.
Ieri, per tutto il giorno, Viale Romania, sede del Comando generale, è stato meta di un ininterrotto pellegrinaggio da parte di esponenti del mondo istituzionale e della politica ma anche di gente comune. Berlusconi, insieme al suo vice Gianfranco Fini ha incontrato Bellini. Lo stesso hanno fatto i ministri Mirko Tremaglia, Giulio Tremonti e Maurizio Gasparri, il presidente della Margherita Francesco Rutelli e il segretario ds Piero Fassino. Berlusconi ha reso omaggio anche al sacrario dell'Esercito in via xx settembre. "Si deve essere fieri del coraggio dei nostri soldati" ha detto il premier confermando la notizia che erano pronti a partire ieri molti più carabinieri.
Sull'accaduto il generale Bellini ha ribadito che la struttura di Nassiriya era protetta adegua tamente. "Rifletteremo ancora - ha aggiunto - per minimizzare i rischi, ma non arretreremo di un passo di fronte ai compiti che il Paese ci chiederà di svolgere". Bellini ha spiegato che i carabinieri sono stati colpiti perché erano riusciti ad entrare in rapporto con la popolazione ed erano amati dalla gente di Nassiriya.
Il Consiglio dei ministri ha deciso sempre ieri di prorogare l'azione delle Forze armate per la sorveglianza degli obiettivi sensibili. Il ministro dell'Interno, Beppe Pisanu, ha chiesto al Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza di intensificare l'opera di intelligente contro il terrorismo. Anche se, secondo il ministro, non vi è alcuna "concreta e attuale" minaccia ma "va mantenuto il livello di prevenzione finora realizzato". "
Cordiali saluti




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