Una deflagrazione nei pressi di una banca inglese. Seconda esplosione vicino al consolato britannico. I servizi di sicurezza: opera di uomini-bomba. Almeno 26 i morti e 450 i feriti. Rivendicazione di al-Qaeda.
ISTANBUL - Ore 105, un'esplosione fa ripiombare Istanbul nel panico attentati. Nel mirino la banca britannica Hsbc, nel quartiere di Levent. A pochi minuti dal primo attacco una seconda deflagrazione semina panico e morte nella sede del consolato britannico della capitale turca. La città è nel caos. Il ministero della Sanità turco parla di almeno 26 morti e 450 feriti. Tra le vittime il console britannico Roger Short, rimasto intrappolato sotto le macerie. E il bilancio, pesantissimo, potrebbe aggravarsi. Fonti dei servizi di sicurezza turchi confermano l'ipotesi che ad entrare in azione siano stati attentatori-suicidi.
Secondo la tv Ntv a colpire la sede della banca britannica sarebbe stata un'autobomba: un testimone riferisce di aver visto un uomo fuggire da un’auto parcheggiata nei pressi della filiale.
La seconda esplosione si verifica vicino al consolato britannico della capitale turca, sulla via Istiklal, nel centro europeo della città. Una scena da fine del mondo: sul posto brandelli di arti umani seppelliti sotto i detriti di sei edifici crollati. Secondo testimoni, un camioncino verde, guidato probabilmente da uomini-bomba, è entrato fino quasi all'interno della sede diplomatica, per poi saltare in aria.
La rivendicazione. L'attacco è stato rivendicato, tramite l'agenzia Anadolu, dal gruppo truco Ibda-C, che sostiene di avere agito in collaborazione con al-Qaeda, per colpire "obiettivi massonici".
Nel Paese è scattato l'allarme rosso, il massimo grado di allerta per la sicurezza pubblica. A Istanbul e ad Ankara, sono possenti le misure di sicurezza attorno agli edifici americani, inglesi, israeliani e occidentali in genere. Istanbul è in tilt: fuori uso le linee telefoniche.
Sono passati pochi giorni dall'attacco a due sinagoghe a Istanbul e la città è ripiombata nell'incubo attentati. Secondo i servizi di sicurezza turchi gli attentati del 15 novembre sarebbero legati ai tragici fatti di oggi. Cinque giorni fa due camion bomba, guidati da attentatori-suicidi, hanno colpito i luoghi del culto ebraico proprio mentre i fedeli erano riuniti in preghiera. Una strage: 23 i morti.
Le reazioni internazionali: c'è la mano di al-Qaeda. "Un atto terroristico spaventoso", che porta "i segni di al-Qaeda": così il ministro degli Esteri britannico Jack Straw ha definito l'attacco, che ha chiaramente colpito bersagli inglesi. "La Turchia non si piegherà al terrore": è stata questa la reazione del ministro degli Esteri turco Abdullah Gul alla notizia degli attentati. Il governo di istanbul ha formato un'unità di crisi per tenere sotto controllo la situazione.
E gli occhi del mondo sono ora puntati sulla capitale turca. Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato ancora una volta la necessità di una maggiore cooperazione a livello internazionale contro il terrorismo, che “non rallenta la sua attività e colpisce qualsiasi punto del globo terrestre”. Per vincere questa minaccia è necessario perciò “creare meccanismi efficaci di coordinamento pratico”, ha aggiunto Putin.
La Turchia, fedele alleato americano e membro della Nato, è l'unico Paese europeo a maggioranza musulmana, ma difende con fermezza la laicità dello Stato.
(20 NOVEMBRE 2003; ORE 10:24; aggiornato alle 150)




5, un'esplosione fa ripiombare Istanbul nel panico attentati. Nel mirino la banca britannica Hsbc, nel quartiere di Levent. A pochi minuti dal primo attacco una seconda deflagrazione semina panico e morte nella sede del consolato britannico della capitale turca. La città è nel caos. Il ministero della Sanità turco parla di almeno 26 morti e 450 feriti. Tra le vittime il console britannico Roger Short, rimasto intrappolato sotto le macerie. E il bilancio, pesantissimo, potrebbe aggravarsi. Fonti dei servizi di sicurezza turchi confermano l'ipotesi che ad entrare in azione siano stati attentatori-suicidi.
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