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    Predefinito Attentati a Istanbul, muore il console britannico

    Una deflagrazione nei pressi di una banca inglese. Seconda esplosione vicino al consolato britannico. I servizi di sicurezza: opera di uomini-bomba. Almeno 26 i morti e 450 i feriti. Rivendicazione di al-Qaeda.


    ISTANBUL - Ore 105, un'esplosione fa ripiombare Istanbul nel panico attentati. Nel mirino la banca britannica Hsbc, nel quartiere di Levent. A pochi minuti dal primo attacco una seconda deflagrazione semina panico e morte nella sede del consolato britannico della capitale turca. La città è nel caos. Il ministero della Sanità turco parla di almeno 26 morti e 450 feriti. Tra le vittime il console britannico Roger Short, rimasto intrappolato sotto le macerie. E il bilancio, pesantissimo, potrebbe aggravarsi. Fonti dei servizi di sicurezza turchi confermano l'ipotesi che ad entrare in azione siano stati attentatori-suicidi.

    Secondo la tv Ntv a colpire la sede della banca britannica sarebbe stata un'autobomba: un testimone riferisce di aver visto un uomo fuggire da un’auto parcheggiata nei pressi della filiale.

    La seconda esplosione si verifica vicino al consolato britannico della capitale turca, sulla via Istiklal, nel centro europeo della città. Una scena da fine del mondo: sul posto brandelli di arti umani seppelliti sotto i detriti di sei edifici crollati. Secondo testimoni, un camioncino verde, guidato probabilmente da uomini-bomba, è entrato fino quasi all'interno della sede diplomatica, per poi saltare in aria.

    La rivendicazione. L'attacco è stato rivendicato, tramite l'agenzia Anadolu, dal gruppo truco Ibda-C, che sostiene di avere agito in collaborazione con al-Qaeda, per colpire "obiettivi massonici".

    Nel Paese è scattato l'allarme rosso, il massimo grado di allerta per la sicurezza pubblica. A Istanbul e ad Ankara, sono possenti le misure di sicurezza attorno agli edifici americani, inglesi, israeliani e occidentali in genere. Istanbul è in tilt: fuori uso le linee telefoniche.

    Sono passati pochi giorni dall'attacco a due sinagoghe a Istanbul e la città è ripiombata nell'incubo attentati. Secondo i servizi di sicurezza turchi gli attentati del 15 novembre sarebbero legati ai tragici fatti di oggi. Cinque giorni fa due camion bomba, guidati da attentatori-suicidi, hanno colpito i luoghi del culto ebraico proprio mentre i fedeli erano riuniti in preghiera. Una strage: 23 i morti.

    Le reazioni internazionali: c'è la mano di al-Qaeda. "Un atto terroristico spaventoso", che porta "i segni di al-Qaeda": così il ministro degli Esteri britannico Jack Straw ha definito l'attacco, che ha chiaramente colpito bersagli inglesi. "La Turchia non si piegherà al terrore": è stata questa la reazione del ministro degli Esteri turco Abdullah Gul alla notizia degli attentati. Il governo di istanbul ha formato un'unità di crisi per tenere sotto controllo la situazione.

    E gli occhi del mondo sono ora puntati sulla capitale turca. Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato ancora una volta la necessità di una maggiore cooperazione a livello internazionale contro il terrorismo, che “non rallenta la sua attività e colpisce qualsiasi punto del globo terrestre”. Per vincere questa minaccia è necessario perciò “creare meccanismi efficaci di coordinamento pratico”, ha aggiunto Putin.

    La Turchia, fedele alleato americano e membro della Nato, è l'unico Paese europeo a maggioranza musulmana, ma difende con fermezza la laicità dello Stato.

    (20 NOVEMBRE 2003; ORE 10:24; aggiornato alle 150)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    ANKARA - Numerose esplosioni in contemporanea hanno causato molte vittime e feriti nella citta' di Istanbul. Secondo le prime testimonianze un'esplosione e' avvenuta al consolato britannico sulla via Istiklal nel centro europeo della citta', devastandolo quasi interamente e causando almeno 25 morti e 390 feriti. Tra le vittime anche il console britannico ad Istanbul Roger Short. L'attacco e' stato opera di kamikaze che hanno fatto entrare un camioncino verde fin quasi dentro lo stesso consolato. Lo riferiscono testimoni oculari citati dall'Anadolu.
    Altre due bombe sono esplose vicino a una sede della banca britannica HSBC, nel quartiere di Levent, causando anche li' un numero imprecisato di vittime.

    Al Qaida ha rivendicato entrambi gli attentati.
    Il governo turco ha formato e convocato un'unita' di crisi per tenere sotto controllo la situazione creatasi dopo le esplosioni di Istanbul di questa mattina. Il ministro dell'interno Abdulkadir Aksu e l'ambasciatore inglese ad Ankara, Peter Westmacott sono insieme in viaggio per Istanbul. Aksu ha detto di vedere un collegamento tra le esplosioni di oggi a Istanbul e quelle di sabato alle due sinagoghe. Da Stoccolma, dove si trova il ministro degli esteri Abdullah Gul ha dichiarato: ''la Turchia non si pieghera' al terrore''.

    Cinque giorni fa Istanbul era stata gia' colpita dai gravissimi attentati contro le due sinagoghe di Neve Shalom e di Shishli: due autobombe erano esplose davanti ai luoghi sacri, in coincidenza con il sabato di preghiera della comunita' ebraica, provocando la morte di 25 persone e oltre 200 feriti. La responsabilita' di quegli attacchi, rivendicata in un primo momento da un gruppo islamico turco Ibda-C, era stata successivamente attribuita dagli investigatori ad affiliati turchi di al Quaida.
    20/11/2003 150


    Sento puzza di Mossad e di Shin Beth.....
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito Altro che puzza ...

    Originally posted by Der Wehrwolf
    ANKARA - ...

    Sento puzza di Mossad e di Shin Beth.....
    ...

    Oltre che puzzare, questi astutissimi figli prediletti di ... sono soprattutto

    PAZZI

    Veramente

    Sono stati e tuttora sono la principale causa di questo immenso e, purtropoo, irreversibile casino geopolitico mondiale

    ... mentre qui, in quest'eroica penisola da STRAPAZZI, abbiamo numerosi cialtroni pecoroni che vanno persino ad osannarli ...

    E questo è solo l'inizio ...
    Hans Von Buleghinen

  4. #4
    Totila
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    Le bombe sono esplose proprio il giorno dell'incontro Bush-Blair.
    Naturalmente questi attentati hanno dato un'ulteriore spinta alla voglia di lotta di Bush-Blair e Sharon contro il..."terrorismo".

  5. #5
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    Che strano,vero?
    Sarà stato un caso.... o no?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Catturati centinaia di agenti del Mossad
    di Mike Rivero
    traduzione di comedonchisciotte.net
    "kee betachbulot ta'ase lecha milchama" ("Per mezzo dell'inganno faremo la guerra")
    "La prova che lega questi israeliani all'11 settembre è coperta da segreto. Non posso dirvi quale prova è stata acquisita. E' un'informazione classificata." (un funzionario dell'FBI a Carl Cameron di FOX news)
    "Si comportano come io mi comporterei se fossi un terrorista" (Ron Hatchett, ex analista del Dipartimento della Difesa, a Canale 11 di Houston)
    " La notizia diverrà pubblica quando si apriranno gli archivi, ma questo avverrà tra almeno 20-30 anni" (Senatore Bob Graham)

    Gli israeliani danzanti di fronte al crollo del WTC l’11/9.

    Si è detto dei 5 israeliani (agenti del Mossad) che festeggiavano il crollo del WTC, e che furono arrestati e posti in confinamento per settimane dopo che furono scoperti all'interno di un furgone bianco: erano sospettati di compiere un attentato al Ponte George Washington.

    Le Compagnie di Trasloco

    Abbiamo inoltre scritto riguardo le Compagnie di Trasloco israeliane (Urban Moving Systems) di Dominick Suter che improvvisamente il 14 settembre 2001 abbandonò in fretta gli USA per volare in Israele.
    Ma ci furono ancora più israeliani le cui azioni risultano molto sospette e ancora più sospetto risulta il modo in cui vengono rilasciati.
    Nell’ottobre 2001, altri tre “traslocatori” israeliani furono fermati a Plymouth, a causa del loro comportamento sospetto. Queste persone erano state viste scaricare mobili vicino ad un cassonetto della spazzatura di un ristorante. Quando il proprietario del locale si avvicinò all’autista, questi, un uomo di aspetto “medio-orientale, più tardi identificato come Moshe Elmakias, si dette alla fuga. Il titolare del ristorante annotò l’iscrizione sul furgone (= Moving Systems Incorporated) e chiamò la polizia. Quando la polizia individuò il furgone, altri due israeliani - Ayelet Reisler e Ron Katar - iniziarono a comportarsi stranamente. Gli israeliani furono trattenuti e la registrazione video in loro possesso analizzata alla stazione di polizia. Il video mostrava un filmato di Chicago con immagini particolareggiate delle Sears Tower. La polizia allertò rapidamente l’FBI e si scoprì che gli israeliani avevano falsificato i libretti di viaggio e i moduli di lavoro. Non furono neppure capaci di fornire il nome e il telefono del cliente per cui asserivano di lavorare. Questi israeliani stavano svolgendo qualche lavoro sporco e si può essere sicuri che questo non aveva niente a che fare con il trasporto di mobili. E queste spie israeliane potrebbe anche aver manifestato uno oscuro senso di humor. Il nome della loro ditta di traslochi potrebbe contenere la parola MOSSAD nel suo interno: MOving SyStems IncorporAteD…….MOSSAD.

    Il complotto contro il Parlamento messicano

    Il 10 ottobre 2001, la CNN in un breve comunicato parlò di un complotto terroristico teso a compiere un attentato contro il Parlamento messicano. E promise di fornire ulteriori dettagli ai lettori, ma non ne parlò più. Invece questa storia comparve in evidenza sulle prime pagine dei principali giornali messicani e fu anche postata sul principale sito del Dipartimento di Giustizia messicano. I due sospetti terroristi furono catturati nella Camera dei Deputati messicana. Erano in possesso di un’arma di alta potenza, nove bombe a mano e esplosivo plastico del tipo C4 (ottimo per demolire edifici). Entro pochi giorni, la notizia scomparve dai quotidiani e gli israeliani furono con tranquillità rilasciati e rimpatriati. I due sospetti terroristi erano Salvador Gerson Sunke and Sar ben Zui. Proviamo ad indovinare la loro provenienza? Sunke era un ebreo messicano e Zui un colonnello delle forze speciali israeliane (MOSSAD). Il racconto di El Diario de Mexico rivelò che i terroristi sionisti avevano passaporti falsi pakistani. E il motivo probabile di questa particolare operazione terroristica era quello di coinvolgere il Messico, ricco di petrolio, nella “guerra al terrorismo” (che meglio sarebbe dire “guerra contro i nemici di Israele”). Il Messico non è una potenza militare ma il trauma psicologico di un attacco “arabo” avrebbe sicuramente indotto il Messico a fornire, a basso prezzo, il petrolio al suo protettore “americano”. Con il petrolio messicano a buon mercato che sarebbe affluito in America, gli USA avrebbe affrontato meglio la rottura delle relazioni con i paesi arabi ricchi di petrolio e con l’Arabia Saudita in particolare. Ecco perché gli organizzatori scelsero le identità di 15 sauditi per l’operazione dell’11 settembre. Molti messicani manifestarono il loro shock al rilascio dei due israeliani. Ma questo non è sorprendente se si considera che il Segretario messicano per le Relazioni con l’Estero è un sionista di nome Jorge Gutman. I tentacoli sionisti arrivano anche in Messico. La Voz de Aztlan , in una sua eccellente inchiesta, affermava: “La Voz de Aztlan ha saputo che l’Ambasciata israeliana ha usato la mano pesante per ottenere il rilascio dei due. Incontri di alto livello sono avvenuti tra Jorge Gutman, il Generale Macedo de la Concha e un inviato di Ariel, giunto a Città del Messico per questo scopo”.

    Gli israeliani con le cartine degli impianti nucleari americani.

    Nel novembre 2001, 6 israeliani sospetti furono fermati in uno stato americano non-specificato. Essi erano in possesso di taglierini, di piante di oleodotti e di impianti nucleari. La polizia locale chiamata dagli addetti dell’ufficio di immigrazione rilasciò gli uomini senza chiamare l’FBI. Il Jerusalem Post, il Miami Herald, e il Times of London, tutti riferirono questa storia e tutti riportarono la rabbia dell’FBI quando venne a sapere della liberazione di quelle persone in possesso delle mappe degli impianti nucleari.

    I terroristi ebraici che volevano colpire una moschea in California.

    Nel dicembre 2001, il Los Angeles Times pubblicò che due terroristi ebrei erano stati arrestati dall’FBI per aver progettato un attentato contro Darrell Issa, parlamentare di origine araba, e contro una moschea in California. Irv Rubin e Earl Kruger della Jewish Defense League (JDL) furono accusati di cospirazione per aver progettato di distruggere un edificio per mezzo di esplosivi. Questa storia scomparve rapidamente dai mass media.

    Gli israeliani con il furgone che odorava di esplosivo

    Nel maggio 2002, ancora un furgone di traslochi fu fermato in Oak Harbor, Washington, vicino alla Whidbey Island Naval Air Station. Fox News riferì che il furgone venne fermato per eccesso di velocità subito dopo la mezzanotte. Gli occupanti riferirono alla polizia che stavano effettuando un trasloco, ma poiché era notte i poliziotti non credettero alla storia. Un cane addestrato per la ricerca di esplosivi segnalò la loro presenza nel furgone, si trattava di esplosivo plastico TNT e RDX. Sia Fox News che Ha'aretz riferirono che i due occupanti erano israeliani.

    Palestinesi travestiti da agenti di al Qaeda per ordine di Sharon.

    Nel dicembre 2002, Ariel Sharon rese la sbalorditiva dichiarazione che agenti di Al-Qaeda si trovavano operativi all'interno di Israele. Ma quando le autorità palestinesi catturarono i sospetti segnalati, questi si rivelarono essere palestinesi che impersonavano agenti di Al-qaeda per il Mossad!
    Dal giornale australiano Sydney Morning Herald:


    “Le forze di sicurezza palestinesi hanno arrestato un gruppo di palestinesi che collaboravano con Israele e che si consideravano operativi della rete terroristica internazionale di Osama bin Laden… Gli arresti sono avvenuti due giorni dopo che il Primo Ministro israeliano, Ariel Sharon, aveva dichiarato che militanti di al-Qaeda erano operativa a Gaza e nel Libano. Questa dichiarazione risultava molto sorprendente se si considera che la striscia di Gaza è virtualmente sigillata dalle forze militari israeliane. Il leader israeliano aveva inoltre affermato che membri del gruppo terroristico stavano operando con la milizia sciita Hizbollah in Libano”
    Quante spie israeliane sono state arrestate da 2000 al 2001

    Secondo FOX news, dagli ultimi mesi del 2000 a tutto il 2001, sarebbero state arrestate 200 spie israeliane. E' il più grande gruppo di spie mai scoperto negli Stati Uniti. Il Washington Post ha anche scritto che alcuni di loro sono stati arrestati durante le indagini per l'11 settembre. Carl Cameron di FOX News Channel ha svolto un eccellente programma televisivo d'inchiesta, che venne sospeso, anzi FOX news andò ancora avanti nella censura fino a togliere la trascrizione della serie dal suo sito web. Al suo posto venne scritto un rabbrividente messaggio orwelliano che diceva: "Questa storia non è più presente". Fortunatamente per la verità storica, le pagine di FOX news sono state copiate e sono ora disponibili su molti siti internet.
    La serie della FOX ed altre fonti giornalistiche avevano asserito che molti di questi israeliani erano veterani dell'esercito con esperienza in esplosivi e tecniche elettroniche. Molti di loro furono sottoposti alla macchina della verità. Agenti dell'FBI avevano affermato che alcune delle loro indagini erano state compromesse nel passato in quanto specialisti esperti israeliani davano oculati avvertimenti alle spie per sfuggire alle indagini. Fu scoperto che compagnie israeliane quali la Comverse e la Amdocs avevano la capacità di pizzicare i telefoni americani. Agenti dell'FBI dissero a FOX che gli israeliani avevano avanzate conoscenze sugli attacchi dell'11 settembre (che potrebbe spiegare perché nessun israeliano morì al WTC). Inoltre un funzionario americano aveva informato FOX che alcuni dei detenuti avevano legami con l'11 settembre; il funzionario rifiutò di rispondere riguardo il tipo di legame. Ciò che esattamente il funzionario disse a Cameron era:


    "La prova che lega questi israeliani all'11 settembre è coperta da segreto. Non posso dirti quale prova è stata acquisita. E' un'informazione classificata."
    L’esercito degli "studenti d’arte"

    Inoltre c'era quel piccolo esercito di "studenti d'arte" israeliani che furono arrestati mentre cercavano di infilarsi in luoghi non ammessi di edifici federali americani. Alcuni di questi sospetti "studenti d'arte" furono visti aggirarsi intorno alla case di funzionari federali.
    Ron Hatchett, un ex analista del Dipartimento della Difesa, disse a Canale 11 di Houston che egli riteneva gli "studenti d'arte" un assembramento di spie per futuri attacchi.
    Ecco un passo della trasmissione del 1 ottobre 2001 di Anna Werner:


    "Gli edifici federali a Houston e in altre città sono sorvegliati da gruppi stranieri? Questo è quanto alcuni esperti si stanno chiedendo dopo che funzionari della sicurezza federale hanno descritto per il nostro Canale un curioso modo di comportarsi di un gruppo di persone che hanno dichiarato di essere studenti d'arte israeliani."
    "Hatchett afferma che loro si comportano come lui si comporterebbe se fosse un terrorista: 'Noi avremmo bisogno di sapere se ci sono telecamere di sorveglianza in quel particolare edificio, quali sono le sue entrate, quante guardie ci sono, quando effettuano una pausa nel lavoro'. E questo – dice Hatchett - non rientra nelle attività di venditori di oggetti d'arte"
    "Ex analista del Dipartimento della Difesa, Hatchett crede che si tratti di gruppi di spie che organizzano futuri attacchi. 'Qualche organizzazione, che pensa ad una eventuale futura ritorsione contro gli Stati Uniti potrebbe cercare potenziali bersagli vulnerabili"
    E un'altra fonte ha rivelato l'esistenza di un altro memoriale federale nel quale si troverebbe scritto che tali azioni sono condotte non solo a Houston e Dallas, ma anche a New York, Florida, e in altri sei stati, e infine anche ai siti sensibili del Dipartimento della Difesa come il 36. Dice Hatchett: "Un sito è apparso incredibile….36? Esatto."
    Una memoria federale afferma che questi "studenti d'arte" potrebbero aver avuto legami con un "gruppo terroristico islamico". Molto probabilmente essi erano il "gruppo terroristico islamico"! Pensiamo alla bomba all'Hotel King David nel 1946 e a come i terroristi arabi risultarono essere terroristi Irgun. Pensiamo ai terroristi sionisti catturati con passaporti arabi in Messico. Ricordiamoci del motto ufficiale del Mossad - "kee betachbulot ta'ase lecha milchama" ("Per mezzo dell'inganno faremo la guerra"). Possiamo allora parlare di operazioni sotto falsa bandiera?

    In un successivo rapporto alcuni giorni dopo, Canale 11 rivelava che anche Dallas era sorvegliata:


    "Abbiamo detto come gli studenti d'arte abbiano cercato di intrufolarsi nei siti sensibili o per lo meno di tenerli sotto osservazione. Alcuni avevano ipotizzato che tale comportamento potesse sottintendere futuri attentati. Bene, ora fonti federali non escludono che tutto questo possa ricollegarsi all'attentato dell'11 settembre, e questo a causa di quanto è avvenuto in un'altra città del Texas.
    A Dallas, i cosiddetti "studenti d'arte" si interessarono all'inizio dell'anno agli edifici dell'FBI, della Drug Enforcement Administration e della Earle Cabell Federal building, dove le guardie scovarono uno studente che osservava attentamente le stanze con una piantina dell'edificio tra le mani. La polizia di Dallas si mosse e arrestò 15 persone a marzo. Tredici asserirono di essere israeliane e due colombiane. Ma secondo le fonti, i loro passaporti risultarono falsi. E un'altra fonte federale ha affermato che alcuni degli arrestati erano in possesso di una lista di funzionari federali e dell'indirizzo delle loro abitazioni. Tutti e 15 gli israeliani vennero rimpatriati."
    Assolutamente inconcepibile! Perchè questi israeliani esperti in esplosivi, mascherati da studenti, viaggiavano all'interno delle stanze degli edifici federali? Perché veterani dell'esercito israeliano, armati di esplosivo e detonatori, si trovavano nelle stanze del Congresso Messicano? Perché i "traslocatori" israeliani furono catturati in furgoni contenenti residui di esplosivo? Potrebbero alcuni di questi dubbi personaggi aver visitato le stanze del World Trade Center prima dell'11 settembre? Perché "60 minutes", "Nightline", "20/20", e il resto dei media sionisti non hanno offerto alla storia degli studenti d'arte o dei traslocatori israeliani neppure 1/10.000esimo dello zelo che hanno messo nel dare la caccia alla Chiesa cattolica per un occasionale prete pedofilo? ( come se noi non avessimo mai sentito parlare di casi documentati di rabbini pedofili!) o 1/100.000esimo dello zelo che giornalmente mettono su notizie che riguardano individui musulmani? Qualcosa odora di bruciato!

    Uno si sarebbe immaginato che questi misteri intriganti avrebbero avuto un grande richiamo e audience televisiva, specialmente alla luce del fatto che l'Oklahoma Federal building fu fatto esplodere nel 1995 dal già giustiziato Timothy McVeigh (uomo morto non racconta storie) e un "John Doe # 2" di "aspetto medio-orientale", che non fu mai rintracciato o cercato nonostante i numerosi testimoni oculari e nonostante una accurata descrizione nel Bollettino dell'FBI.
    Dei principali network americani, solo FOX fece un timido tentativo di investigare questi avvenimenti ma venne rapidamente messa in silenzio dalla pressione sionista. Questo silenzio, da solo, è prova di attività criminale! Prima che il suo eccellente lavoro venisse messo sotto silenzio, Carl Cameron della FOX riportò questo sorprendente informazione:


    "Investigatori della DEA, INS, e FBI hanno tutti detto a FOX News che indagare o perfino suggerire un'azione spionistica israeliana rappresentano un suicidio per la carriera".
    Abbiamo inteso bene? Se un investigatore federale si prova solo a suggerire l'esistenza di una azione spionistica israeliana, ha commesso "suicidio della propria carriera"! E se un giornalista come Cameron si prova a portare alla luce questo scandalo, gli viene detto di chiudere la bocca. E se insiste, può essere perfino chiamato antisemita – un etichetta che per molti rappresenta l'addio alla carriera.
    Questo significa che la mafia sionista può fare quello che vuole, dove vuole e come vuole – compreso l'orchestrare, il finanziare, l'eseguire e il nascondere la vera storia dei fatti nel Medio Oriente, nel massacro dell'11 settembre e nell'istigazione della "Guerra al terrorismo" (o guerra ai nemici di Israele).

    Ora vi ricordate l'avvertimento del Mossad circa i 200 "terroristi di Al-Qaeda che stavano preparando importanti attentati negli USA? Al momento in cui abbiamo scritto questo, ci troviamo ad un anno dall'inizio della più grande investigazione nella storia degli Stati Uniti, e nessuno di questi 200 "terroristi" è stato ancora scoperto. Ma 200 spie israeliane sì che furono scoperte, fra loro personale militare, esperti di elettronica, di spionaggio telefonico e di esplosivi, di quelli con le caratteristiche di poter demolire un grattacielo. La logica e il senso comune condurrebbe alla conclusione che i "200 terrorisrti di al-Qaeda" erano in realtà 200 terroristi sionisti mandati per far accusare gli arabi degli attentati e portare gli Stati Uniti in guerra.

    L'11 dicembre 2002, il senatore Bob Graham (democratico della Florida), un membro del Comitato per i servizi del Senato, apparve come ospite su PBS Newshour insieme a Gwen Ifill. Graham sorprese Ifill esprimendo la sua opinione che un governo straniero o governi stranieri avessero finanziato e sostenuto i dirottatori. Ecco la parte del dialogo:


    IFILL: "Lei sta suggerendo che c'è uno stato sponsor dietro l'11 settembre?"
    GRAHAM: "Io credo che vi sia sufficiente dimostrazione che almeno qualcuno dei terroristi errano assistiti, non solo finanziariamente, da un governo straniero e che non siamo stati capaci di svolgere il nostro dovere nell'indagare e nel trovare le prove che questo non era vero, mentre stiamo cercando altre ragioni per spiegarci come mai i terroristi furono così abili nel muoversi negli Stati Uniti".
    IFILL: "Lei pensa che si saprà mai quali paesi erano coinvolti?"
    Ora ascoltiamo attentamente la risposta di Graham….
    GRAHAM: "La notizia diverrà pubblica quando si apriranno gli archivi, ma questo avverrà tra almeno 20-30 anni. E invece noi avremmo bisogno di avere queste informazioni adesso, perché il popolo americano è ora che si trova sotto questa minaccia"
    Cioè il senatore Graham sta suggerendo che i servizi segreti americani sanno quale governo straniero ha aiutato i terroristi, mentre il governo si degnerà di dircelo tra 30 anni!
    Dato l'attuale stato di isteria anti-musulmana e di guerra all'Islam promossa dai media e dal governo, logica vorrebbe che se il paese dietro gli attacchi dell'11 settembre fosse un paese arabo, la notizia del suo coinvolgimento sarebbe stata resa nota immediatamente! Anzi avremmo visto la prova detta e ridetta notte e giorno sui media, e l'avremmo udita in una non-stop da tutti i guerrafondai del Presidente e da quelli presenti nel Senato e nel Congresso, strutture americane occupate da Israele. Questa da sola è la prova che nessun governo arabo era coinvolto nell'11 settembre.

    Non può essere un governo arabo. Quale interesse avrebbe un governo arabo a sponsorizzare "Al-qaeda", una organizzazione dedicata a rovesciare quelli che lei vede come governi arabi corrotti e appoggiati dall'America? Quale governo arabo avrebbe incentivato un attacco contro gli USA, suoi principali partner negli affari petroliferi? Quale governo arabo sarebbe così suicida da attaccare una superpotenza militare come gli Stati Uniti? Allora chi, se un governo arabo non è stato, è lo sponsor principale dell'11 settembre? Ritorniamo indietro, ritorniamo a FOX news, quando cita un funzionario dell'FBI e prestiamo la massima attenzione allo specifico linguaggio usato:


    "La prova che lega questi israeliani all'11 settembre è classificata. Io non posso dire la prova ottenuta. E' un'informazione classificata"
    Affinchè la prova del "legame tra questi israeliani e l'11 settembre" diventi classificata, essa deve in primo luogo esistere! E inoltre, se classificata, deve essere anche stata molto seria. Solo le notizie importanti e sostanziate meritano di essere classificate!

    Può essere possible che il buon senatore Graham non conosca quale o quali paesi siano coinvolti. Graham potrebbe essere sotto la delusione che è un governo arabo. O forse egli è un patriota disgustato che cerca di colpire sottilmente Israele, senza però commettere attualmente un "suicidio di carriera", così come è capitato nel passato a molti politici anti-sionisti. La storia un giorno rivelerà la verità, come ha fatto per Pearl Harbor. Il dubbio è che allora nessuno si preoccuperà più dell'11 settembre e di questa falsa "guerra al terrorismo". L'attenzione degli americani non raggiunge 30 anni. Essa ha una durata più vicina ai 20-30 minuti, circa la lunghezza di uno spot pubblicitario alla Dan Rather, Peter Jennings, o Tom Brokaw, se non addirittura meno.

    Da whatreallyhappened.com
    Published: January 1, 2001 Author: Mike Rivero
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    Comedonchisciotte: bomba all'ONU opera del mossad
    by giacomo Wednesday August 27, 2003 at 01:48 AM mail:



    Come al solito questi danno notizie un po' differenti dagli altri.

    Chi ha condotto l’attacco suicida contro la missione ONU a Baghdad? E’ possibile che la vecchia guardia di Saddam Hussein sia stata in grado di condurre tale azione?
    Per rispondere a queste domande, si deve sottolineare che un operazione contro un avamposto o un convoglio americano può essere messa in atto da un piccolo nucleo di soldati o militanti. Non necessita cioè di una lunga e complessa pianificazione o di esperti specializzati. Quando il bersaglio è inquadrato, si spara contro e si porta a termine l’operazione. Ma riempire un camion con un migliaio di chilogrammi di esplosivo e trovare qualcuno disposto a morire nell’interesse dell’impresa è chiaramente una cosa diversa.

    Rifornire un camion di esplosivi complessi, osservare i quartieri generali dell’ONU per studiarne il sistema di sicurezza e determinarne i punti deboli – tutto questo richiede un numero di specialisti e assistenti. E la situazione diventa assai pericolosa se si ammette che Saddam Hussein sia ancora in grado di condurre un tale genere di operazioni, dato anche il fatto che gli Americani sono alla sua caccia minuto per minuto. Saddam non è un superuomo. Egli non può telefonare o comunicare via radio con le sue presunte unità in quanto gli americani con la loro tecnologia sarebbero in grado di rintracciarlo in pochi secondi. Un sistema di rilevamento satellitare sta coprendo non solo l’Iraq ma molte altre regioni del mondo.

    Secondo fonti diplomatiche dei paesi del Golfo, già a Gennaio erano giunte informative che Saddam Hussein, ormai sicuro di essere attaccato dagli americani, cominciò ad organizzare alcune unità di uomini fedeli dotandole di armi ed esplosivi, nascosti in luoghi segreti. Essi si accordarono di trasmettersi informazioni attraverso dei messaggeri e non con l’uso di mezzi tecnologici, al fine di evitare intercettazioni. Esperti del settore affermano che Saddam sta avendo grandi difficoltà nello sfuggire ai suoi inseguitori, evitando qualche volta la cattura per una questione di minuti. Egli non rimarebbe nello stesso luogo per più di tre ore.

    In sintesi egli non si trova in una posizione tale da permettergli di organizzare incontri e dare adeguate istruzioni per operazioni di vasta portata.

    Così uno è portato a concludere che l’attacco ai quartieri generali dell’ONU è stata un’operazione ben-pianificata nella quale Saddam non può risultare implicato ma che ha quasi certamente coinvolto attori stranieri. Alcuni analisti pensano che Osbat al-Ansar o qualche altro gruppo islamico possa essere dietro l’attacco. Membri di tali gruppi possono entrare in Iraq con l’aiuto dei paesi confinanti. Gli americani hanno spesso accusato la Siria e l’Iran di permettere l’ingresso di elementi islamici.

    Ma alcuni osservatori hanno molti dubbi riguardo le accuse americane per le seguenti ragioni:

    - La Siria non è nella posizione di poter aiutare queste organizzazioni in quanto sta cooperando pienamente nella lotta contro il terrorismo e fornisce a Washington dati riguardanti queste stesse organizzazioni. Le accuse degli americani contro la Siria fanno parte della campagna contro Damasco in rapporto alle relazioni Washington-Siria e Washington-Tel Aviv, e non riflettono una realtà basata si fatti e prove.

    - L’Iran ha interessi in Iraq, ma secondo una angolazione che riguarda gli Sciiti. Le regioni meridionali dell’Iraq, dominate dalla comunità sciita, hanno visto poche operazioni anti-americane. Le dimostrazioni contro la presenza americana, nel Sud come altrove, sono scaturite soprattutto per l’incapacità del Pentagono di pianificare il periodo post-bellico – elettricità, fornitura di acqua, ecc. – e da cattive interpretazioni di realtà locali. Gli sciiti iracheni si sono opposti al regime di Saddam, ma non hanno mai cessato di essere Iracheni con un profondo interesse per l’indipendenza e l’unità del paese. Essi sono e rimarranno Arabi iracheni.
    L’Iran, dal canto suo, sta cercando di ottenere un ruolo importante nel Golfo e il governo iraniano conosce molto bene che tale ambizione può portare a dei risultati solo attraverso un accordo con Washington. E’ allora ovvio che Teheran non ha alcun interesse nello sponsorizzare attacchi contro le forze americane o le sedi ONU in Iraq, o nel permettere a elementi islamici di passare in Iraq dal suo territorio.

    L’esplosione contro la sede ONU è un punto di svolta nella storia postbellica dell’Iraq. Gli americani sentono che i problemi che sono sul tappeto stanno sfuggendo al loro controllo. Essi devono ora prendere in considerazione che la situazione in Iraq possa diventare una guerra continua senza limiti di tempo.
    E’ anche ovvio che dei grossi attori, capaci di causare vaste distruzioni, si trovano già all’interno di Baghdad.

    Alcuni osservatori ipotizzano che i servizi segreti israeliani possano aver avuto un ruolo nei recenti avvenimenti in Iraq. Più problemi hanno gli americani a Baghdad, maggiore sarà la cooperazione con i servizi israeliani per combattere il terrorismo, sia in Iraq che in Israele. La libertà di progetto e di azione in Iraq è strategica per gli Israeliani, che si stanno preparando a usare l’Iraq come un canale commerciale fra loro e i paesi del Golfo.

    Ci sono diplomatici arabi che si dissociano dall’idea di una complicità israeliana, ricordando i giorni in cui questa idea era il frutto di vecchie teorie della cospirazione. In particolare essi sostengono che Tel Aviv non si sarebbe arrischiata ad attaccare la sede ONU in Iraq anche a causa delle gravi conseguenze che ne sarebbero derivate se gli americani avessero scoperto il loro coinvolgimento. Ma rimane il fatto che non c’è nessun altro attore a livello regionale o internazionale che avrebbe avuto interesse nel perpetrare tale attentato, o che avesse avuto le capacità per portarlo a termine. Certamente gli israeliani non hanno mai amato l’ONU, e portare un attentato terroristico contro la sua sede a Baghdad avrebbe avuto l’effetto di unire ancora di più americani e israeliani nel contesto della “guerra contro il terrorismo”, ottenendo un maggior supporto alle loro azioni in Palestina.

    Un ipotesi improbabile? La storia è piena di sorprese.

    Tradotto da http://www.comedonchisciotte.net

    Articolo originale: mmorning.com


    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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