Il Presidente stoppa i ministrelli delle finanze europee (sobillati da Tremonti) che ambirebbero tornare al periodo craxiano della finanza allegra (in 5 anni debiro dal 60% al 110%), fonte di tutti i nostri guai attuali.
E poi un lieto annuncio: la ripresa, annunciata 39 volte da Tremonti in due anni e mezzo, è alle porte.
La differenza è che ora lo dice Prodi, quindi stavolta deve essere vero.
Patto di stabilità, da Prodi altolà all'Ecofin
Il presidente della Commissione difende il Patto di stabilità dai tentativi di "certificarne la fine" e Bruxelles propone due nuove raccomandazioni alla Germania. La fase negativa dell'economia "è alle spalle"
di Alessandro Condina
STRASBURGO – La ripresa economica è dietro l’angolo anche in Europa, ma sul tavolo, adesso, c’è la questione dei bilanci e del rigore nei conti pubblici, con i governi nazionali contrapposti a Bruxelles e alla Bce. La Commissione europea annuncia che proporrà all'Ecofin due nuove raccomandazioni verso la Germania, allo scopo di far rientrare il deficit tedesco sotto la soglia del 3% del Pil fissato dal patto di stabilità e di crescita.
Poco prima, però, davanti al Parlamento europeo il presidente della Commissione Romano Prodi difende il Patto di stabilità e crescita e, con una durezza inedita, si scaglia contro i tentativi di allentare i vincoli di bilancio, criticando i ministri economici dei paesi di Eurolandia. “Nella scena politica stanno succedendo cose preoccupanti, come il tentativo dell'Ecofin di certificare la fine del patto, con accordi intergovernativi e extra-istituzionali”.
È la prima volta che la Commissione si schiera con questi toni in difesa del Patto, l’unico strumento di politica economica a livello europeo. “Noi – ha detto Prodi – siamo i guardiani di una regola che ci è stata data dai governi e ricordo ancora le sopracciglia del ministro delle Finanze tedesco (Theo Waigel) quando ero presidente del Consiglio in Italia, che mi guardava con aria scura imponendomi il Patto di stabilità”.
Se dovesse affermarsi la linea dell'Ecofin, “si smantellerebbe quel poco di governance economica di cui dispone la Ue: non è questione di questo o quel paese, ma e' tutto il sistema dell'Ecofin che in questo momento si orienta in quella direzione. Ci vuole una voce forte anche dell'Europarlamento e non vorrei essere malevolo se affermo che a questo disegno non sono estranei i tentativi di questi giorni di togliere all'Europarlamento poteri sui bilanci annuale e pluriennale”.
Il Patto di stabilità “è il fondamento della difesa dell'euro e noi come tale lo dobbiamo rispettare. Oggi – ha aggiunto Prodi – lo abbiamo reso più flessibile, più intelligente e la Commissione lo applicherà con serietà tenendo conto dei problemi reali”.
Quanto alla congiuntura economica, “veniamo da anni difficili ma a giudicare dagli ultimi indicatori sembra che ci stiamo lasciando la fase negativa alle spalle: c’è l'aspettativa diffusa che l'attività economica riprenda nella seconda metà di quest'anno per accelerare nel 2004”. Il peggio “sembra passato, aumenta la fiducia delle imprese e dei consumatori e sta tornando l'ottimismo fra gli operatori europei”.
Oltre all'Unione, la ripresa “si sta concretizzando anche in altre regioni del mondo”. Negli Usa, “gli stimoli monetari e fiscali e l'aumento della produttività tengono alti i tassi di crescita”, anche restano le preoccupazioni per il disavanzo “che il prossimo anno potrebbe crescere ancora a causa degli sgravi fiscali e dei costi del conflitto in Iraq”. In Giappone “le prospettive sono tornate finalmente buone e la tendenza per le altre economie dell'Asia resta positiva con una crescita stimata nel prossimo anno al 6,7%




Rispondi Citando
