SCOPERTO UN ALTRO CRIMINE DI PRODI: E' UN NEPOTISTA
Dopo la prima ondata seguita alla condanna di Previti (Nomisma, Telekom, Eurostat) eccoci ora alla seconda ondata pollista: dopo aver pagato il 60% degli europei per dire che sono contro Israele, me ne ha combinata un'altra, il Professore che ha intascato 250 miliardi da Marini: ha sistemato la nipote.
ANATEMA !
Prepariamoci ad essere sommersi dall'indignazione della pletora di giornali Berluschini che dimostreranno inequivocabilmente che Prodi è disonesto almeno il doppio di Berlusconi, a dire poco.
Il garantista Giuliano Ferrara funge da apripista, domani probabilmente ci tocca il titolone di Libero.
PRODI DEVE DIFENDERSI ANCHE DALL’ACCUSA DI NEPOTISMO. DAL 1999, ALL’ITALTREND, DOVE LAVORA LA NIPOTE SILVIA, SONO ARRIVATI 13 MILIONI DI EURO DALLA UE…
Sembra essersi aperto il classico vaso di Pandora sul presidente della Commissione Europea Romano Prodi.
La ufficializzazione “de facto” del suo rientro in politica con il “Manifesto per l’Europa”, è stata l’inizio di una serie di attacchi senza precedenti per l’altrimenti apprezzato ex e futuro leader del centrosinistra. Ma la polemica è stata solo in parte relegata al di qua delle Alpi, stavolta l’intero Parlamento Europeo si è sentito chiamato in causa, mettendo in seria difficoltà Prodi anche sul piano interno.
(Romanello Prodi)
Non solo – come abbiamo ampiamente riportato – sono tornate in primo piano le questioni legate a Eurostat, ma sempre più spazio sta ottenendo sugli organi di stampa (soprattutto britannici, che sembrano avere un conto aperto col professore di Reggio Emilia), la storia della Italtrend, società emiliana dove lavora dal 1994 la nipote di Prodi - una brava ingegnere nucleare, oggi assistente della direttrice Silvana Garavelli - e che dal 1999, anno della nomina dello zio Romano, si è vista assegnare incarichi per 13 milioni di euro. All’estero ne parlano i quotidiani conservatori Times e Telegraph, oltre allo European Voice, giornale del gruppo che fa capo all’Economist.
In Italia, silenzio tombale, fatta eccezione – non a caso – per Il Foglio di ieri, che così scriveva:
Da Il Foglio
(Chris Heaton-Harris)
(…) C’è poi un’altra vicenda sfuggita alla stampa italiana, ma non all’eurodeputato britannico Chris Heaton-Harris, che preannuncia domande precise al presidente. Pare che dal 2000 a oggi la Commissione abbia versato 13 milioni di euro alla società italiana di consulting per gli aiuti allo sviluppo Italtrend, con sede Reggio Emilia e 15 dipendenti. Dei quali uno è Silvia Prodi, nipote del presidente. Per progetti riguardanti tra l’altro una centrale nucleare russa, a Novovoronezh, e ovviamente gli aiuti alle popolazioni palestinesi nella striscia di Gaza e Cisgiordania. I portavoce della Commissione replicano che i contratti sono preesistenti alla presidenza Prodi, e che zio incontra la nipote solo per gli auguri di Natale. Sarà così, lungi da noi brandire falci da mozzorecchi. Ma la stampa europea parla di bis in peggio dei nepotismi costati il posto a Jacques Santer. E chi tace in Italia sugli auguri di Natale a casa Prodi, si è anche scordato l’Economist, che piace tanto quando parla di Berlusconi. Prodi? Un “second rate president”, un presidente di serie B.
Dagospia 19 Novembre 2003




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