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Nassyria e la sinistra

Ora che la sbornia “nazionalpatriottica” con annesse fanfare guerresche al fianco degli Usa si è leggermente affievolita, vale la pena fare un breve riepilogo delle reazioni che l’attacco alle truppe italiane in Irak hanno provocato nel panorama politico italiano.

La destra e l'estrema destra politica hanno colto l’occasione per confermare l’ appoggio ,alla politica imperialista a fianco degli Usa e di Israele. hanno cercato di compattare il sentimento dell’opinione pubblica al garrire del tricolore sempre piu’ tinto a stelle e strisce, hanno rinfocolato il sentimento antiislamico , hanno strumentalizzato a fini di politica interna ed internazionale le vittime , hanno creato un clima interno di “caccia alle streghe” perche’ come ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio, Fini, nessuno puo’ oggi permettersi di criticare la missione italiana in Irak.

La manifestazione del 13 dicembre gia’ nel mirino degli “utili idioti” di certa sinistra per i suoi contenuti è diventata l’obiettivo di tutto il ceto politico del CDL che attraverso i suoi esponenti ed i suoi giornali non hanno perso un attimo per criminalizzare e delegittimare l’iniziativa .

Fin qui tutto nella logica.

Quel che diventa un po’ meno logico , ma lo è nella misura in cui la sinistra tutta sia nella sua componente istituzionale che nella sua pittoresca versione estrema sono oramai nel piu’ completo spappolamento umano, morale e politico, sono state le reazioni del mondo c.d .di “sinistra”.

Dall’aperto ed esplicito appoggio alla missione irakena data dalla dirigenza DS , il che non stupisce affatto, abbiamo il solito piede in due staffe del PRC e del carrozzone ad esso legato di sedicenti settori “antagonisti”, i quali gia’ prima dei fatti di Nassyria avevano dato fuoco alle polveri contro l’iniziativa del 13 con ridicole accuse di “convergenze rosso - brune” e che oggi non pago, rincara la dose con un delirante articolo comparso su Liberazione del 20 novembre.

Le accuse sono sempre le solite , come solito è il tono moralistico e spocchioso di chi invece di dire fandonie inventate di sana pianta, dovrebbe spiegare ai suoi lettori come mai quando si va al nodo delle questioni, come la guerra in Irak, il PRC e la sua togliattiana dirigenza preferisce nicchiare e fare i richiami all’intervento dell’Onu ed ad altre acrobazie politicanti per giustificare la propria acquiescenza e sudditanza alla guerra in Irak ed alla “patria in pericolo”. Elezioni in vista?

Le doppiezze ed i silenzi di Bertinotti sono assordanti : non dice nulla sulla necessita’ di mobilitarsi contro la presenza delle truppe italiane in Irak , ma il giornale del suo partito fa la scelta di attaccare frontalmente l’unica iniziativa seria in piedi da mesi contro l’occupazione dell’Irak

Che lo faccia “Libero” passi, ma che lo faccia un giornale come “Liberazione” la dice lunga su una serie di cose. Ognuno ne tragga le dovute conclusioni politiche.

L’ embrassons nous oggi in Italia è totale : destra, sinistra, certa estrema destra e una parte dell’estrema sinistra sono uniti in un identico afflato servile, magari con ragioni diverse di bassa cucina politica, ma tutti insieme difendono il ruolo che l’imperialismo ha loro affidato.

Poco importa che alcuni sbraitino contro gli immigrati e che altri simulino la difesa dei lavoratori, fa poca differenza che alcuni si siano prestati entusiasti all’orgia guerrafondaia in atto ed altri come il PRC siano andati a fare la passerella con l’aria di chi dice “ci sono, ma sono stato contro l’intervento” : ormai i giochetti da politicanti da quattro soldi non incantano piu’.

Qui c’è un dato di fatto che è grande come un macigno : sulle questioni internazionali, sull’imperialismo, sul ruolo di sudditanza agli Usa ed alla loro politica di dominio , questi burattini si somigliano sempre di piu’e non è un caso che gli attacchi piu’ virulenti alla manifestazione del 13 dicembre vengano proprio da chi, come il PRC, per ragioni di cucina elettorale, deve allearsi con l’armata ulivista a tutti i costi, per non perdere poltrone e privilegi. Ma di questo i sedicenti “antagonisti” non si accorgono o non vogliono accorgersi.

Ora è tutto piu’ chiaro : rossi, neri, a pallini o a pois , sono tutti complici del medesimo progetto: dividersi i compiti ed i ruoli, ma marciare uniti contro chi rivendica il diritto dei popoli alla resistenza ed all’autodeterminazione. Il resto è fuffa : le accuse di fascismo, nazionalismo ,da parte di chi come la dirigenza del PRC ha partecipato e partecipa alla “santa alleanza “ patriottica d’accatto messa in piedi dopo Nassyria non ci toccano , le rispediamo al mittente con la sicurezza di interpretare il loro piu’ profondo desiderio: quello di fare i servi di due padroni.

SOCIALISMO E LIBERAZIONE