dal quotidiano di Confindustria
" Il Sole 24 ore del 08/01/2004
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Riforme istituzionali / Il Ddl in Aula il 21, ma la verifica pesa sul via libera
Federalismo, nella Cdl si tratta
Luca Ostellino
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ROMA - Oggi e domani, i quattro "saggi" della Casa delle libertà che a Lorenzago hanno messo a punto la proposta di riforma istituzionale della maggioranza si riuniranno per vagliare gli emendamenti al Ddl di riforma all'esame della commissione Affari costituzionali del Senato e valutare quelli, presentati in particolare dall'opposizione, che non contrastano con l'impianto complessivo del progetto. 1 nodi principali riguardano, sul fronte del federalismo, la formazione del Senato federale e la Corte costituzionale "regionalizzata", quindi la forma di governo, con il rafforzamento dei poteri del premier e del ruolo di garanzia del capo dello Stato previsti dal provvedimento costituzionale.
Confermato dallo stesso Francesco D'Onofrio, saggio dell'Udc e relatore in prima commissione di Palazzo Madama sul testo di riforma, che il 21 gennaio il testo approderà in Aula al Senato anche in assenza di un voto della commissione Affari costituzionali, resta però da stabilire se entro la fine del mese Palazzo Madama darà il primo via libera alla riforma, come richiesto ancora ieri dalla Lega quale condizione per proseguire l'esperienza di governo.
Anche se si tratta solo del primo passaggio parlamentare di una riforma costituzionale che ne richiede quattro, in vista della verifica di maggioranza, il significato simbolico di un voto positivo del Senato nei tempi prefissati è evidente. La Lega ha ribadito che in assenza di un segnale chiaro sul fronte della devoluzione entro la fine di gennaio sarà pronta a lasciare l'Esecutivo. La riforma costituzionale, e il federalismo in particolare, entrano così di buon diritto nella verifica di governo, quale elemento di "scambio" tra le forze della maggioranza.
Se è vero che dal confronto interno nella Cdl ogni partito intende uscire conquistando un "successo" da portare in dote al proprio elettorato, è però probabile che i senatori di An e Udc saranno disposti a dare il proprio voto al Ddl di riforma costituzionale solo in presenza di cospicue contropartite. Nel merito della trasformazione istituzionale del Paese, comunque, tra le forze di maggioranza le distanze sembrano colmabili. Accordo e "spirito" di Lorenzago dovrebbero tenere.
Anche le richieste del sistema delle autonomie su uno degli snodi della riforma, l'istituzione del Senato federale, potrebbero essere accolte. Escluso il Bundesrat, come vorrebbero i presidenti delle Regioni, la nuova Camera potrà comunque rappresentare meglio il territorio. In assenza di un'intesa complessiva nella Cdl sul futuro del Governo, però, anche il federalismo resta appeso al filo della verifica. E i tempi sono sempre più stretti. "
Saluti liberali




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