Un telefonino satellitare per tutti gli indios dell'Amazzonia. Il governo brasiliano di Lula sta fornendo avanzatissimi sistemi di telecomunicazione a centinaia di tribù disperse nell'oceano verde, anche per trasformare gli indigeni in "sentinelle ecologiche" e "gendarmi di frontiera" contro possibili invasioni dei guerriglieri colombiani.
Si chiama V-Sat il sistema con cui i villaggi più sperduti del mondo, lungo i fiumi che si diramano nei 5,2 milioni di chilometri quadrati dell'Amazzonia brasiliana, sono da queste ultime settimane collegati in tempo reale con la Funai, l'ente governativo brasiliano per gli indios. Almeno 940 satellitari verranno consegnati entro il 2004.
Un telefonino ed un'antenna alimentata da pannelli solari sono le attrezzature base del sistema che in un secondo tempo verrà integrato da un computer con fax e accesso internet a banda larga. "Gli indios sono dove noi non siamo - ha spiegato il capo della polizia brasiliana in Amazzonia, Sergio Fontes - Fino ad oggi gli indios dovevano vedersela da soli se per esempio cercatori d'oro o taglialegna abusivi invadevano le loro riserve. Oggi basta prendere il telefonino e avvisare la polizia, evitando scontri sanguinosi".
Ma il sistema, che fa parte del progetto Sivam (Sistema di Vigilanza dell'Amazzonia), con tecnologia americana, inaugurato nel luglio dell'anno scorso con una spesa di ben 1,4 miliardo di dollari, crea finora non pochi grattacapi agli indios più primitivi come Yanomami e Baniuas.
Le istruzioni di montaggio e di uso in inglese hanno fatto sì per esempio che indios Baniuas, nella critica zona denominata la "testa del cane", nell'alto Rio Negro, alla frontiera con Colombia e Venezuela, non siano riusciti ad avvisare con il nuovo satellitare l'esercito brasiliano di una massiccia fuoriuscita di guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) avvenuta a fine luglio e che minacciava direttamente i loro villaggi. La notizia, affidata a un tradizionale messaggero su canoa a remi, è arrivata a destinazione solo dopo quasi tre mesi. Più cibernetici si sono invece mostrati gli indios Wai-Wai, alle pendici del monte Roraima (nelle savane ai confini venezuelani), che un mese fa hanno espulso un cinematografista tedesco entrato senza permesso nella loro riserva. Una telefonatina alla centrale di Brasilia ha permesso di verificare in due minuti che l'autorizzazione presentata dal documentarista al suo arrivo a bordo di un aeroplanino era falsa.
"Il sistema è una grande rete di scambio di informazioni - sintetizza il responsabile del progetto, Edgar Fagundes Filho, che gestisce i tre centri principali di ricezione di Manaus, Belem e Porto Velho - In una regione inospitale, priva di accessi, dove la comunicazione era zero a quasi, il nuovo sistema è una vera rivoluzione. Nelle comunità indigene si trasformerà anche in uno strumento di inclusione sociale". Ma farne le spese saranno sicuramente anche i traffici di droga, con la rete di piste d'atterraggio clandestine nelle riserve indigene, e con trafficanti nascosti nella foresta, che in alcuni casi utilizzano persino indios come corrieri.
Si calcola che la popolazione degli indios in Brasile stia aumentando, dopo secoli di costante e tragica diminuzione, arrivando a sfiorare ormai i 400 mila membri. Migliori condizioni di assistenza sanitaria e sociale creatasi dopo l'avvento di Luiz Inacio Lula da Silva alla presidenza brasiliana, stanno provocando in questi mesi migrazioni di tribù indigene verso il Brasile da paesi confinanti come il Venezuela, le Guaianas e la Colombia.

Oliviero Pluviano
L’Eco di Bergamo 19.11.03