L'Opinione, 27.11.03
Decolla la "Lista Fini" dopo il viaggio in Israele
di Ruggiero Capone
Il leader di An, appena sceso dall’aereo, ha voluto incontrare Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Secondo indiscrezioni la riunione, molto riservata, sarebbe servita a chiarire lo stato di salute del partito. Nessuno s’aspettava che Gianfranco Fini, appena rientrato dal suo viaggio in Israele, avrebbe subito voluto fare un punto sulla situazione politica, incontrando a Palazzo Chigi il coordinatore di An (La Russa) ed il ministro delle Comunicazioni (Gasparri): entrambi a capo della corrente finiana del partito, Destra Protagonista.
“Le affermazioni di Gianfranco Fini sulla Shoah, sulle leggi razziali, sul fascismo, su Salò valgano come una scelta politica e culturale definitiva per Alleanza Nazionale - sostiene Piero Fassino (segretario dei Ds) - si aprirà una maggiore competizione nel centrodestra, sulla leadership e quindi un fatto politico che obiettivamente determinerà una maggiore concorrenzialità e competizione tra Berlusconi e Fini e accentuerà elementi di concorrenza e divisione nella destra”.
Ma se quelle di Fassino sono solo parole, di fatto An sta vivendo una fase di profondo riposizionamento. Infatti l’obiettivo di Gianfranco Fini è giocare il ruolo di futuro leader d’un partito cristiano-sociale: la proposta di destra missina cede così il passo alla costruzione d’un centro forte. E Fini, artefice d’un sorpasso a centro nei riguardi di Forza Italia, si riposiziona a fianco di Follini, Casini e Buttiglione (vale a dire tutto l’Udc). Ciò ha di fatto generato una spaccatura interna ad An tra la componente Destra Sociale e Destra Protagonista.
Una spaccatura che non ha nulla a che vedere con il viaggio di Fini a Gerusalemme, e che riguarda unicamente la futura leadership nel partito. Infatti Destra Sociale (componente che fa capo al ministro delle Poliche Agricole, Gianni Alemanno, ed al governatore del Lazio, Francesco Storace) non accetta che Fini escluda le altre componenti dalla gestione del partito: “e solo perché vuole realizzare un partito leggero” sottolineano dal gruppo Area (associazione culturale legata alla componente sociale). Così Storace tenterà il 3 dicembre (al convegno della Destra Sociale all’Hilton di Roma) di mostrare i muscoli ai sostenitori del partito leggero: vale a dire quelli che credono nell’evoluzione di An in una “Lista Fini” con tanti “club Fini” al posto delle federazioni.
Gli uomini di Storace sono pronti a dire a Fini “a te i club ed il partito leggero a noi federazioni e partito pesante”. Così An è destinata ad una spaccatura interna. Ma non è l’unico malessere che assilla An. Infatti l’anima missina del partito è oggi critica con Fini: così una parte sta con la Destra Sociale ed altri hanno deciso di raggiungere chi nel 1994 abbandonò Fini, e proprio a seguito della svolta di Fiuggi. Così dopo il viaggio di Fini in Israele alcune componenti giovanili di An ed un gruppo di vecchi militanti (soprattutto nel Nord-Est) hanno abbandonato An per confluire nella Lega Nord di Bossi, nel Movimento sociale Fiamma tricolore, in Forza nuova e nel Fronte sociale nazionale: rivendicano così la loro continuità con il Msi, e bollano Gianfranco Fini per le dichiarazioni antifasciste di Gerusalemme.
La Lega coglie l’occasione per regolare vecchi conti in sospeso con An: infatti La Padania (quotidiano della Lega) non versa nemmeno un rigo d’inchiostro sul viaggio di Fini in Israele. Una mossa strategica per esprimere la propria solidarietà a chi ora sta abbandonando Fini per rifluire nel partito di Bossi, in Forza Nuova, nell’Ms-Fiamma o nel Fronte Nazionale. Intanto il sindaco leghista di Treviso, Gentilini, rivendica d’essere stato l’antesignano di questi accordi politici. E secondo indiscrezioni in queste ore si sarebbe già concluso l’accordo tra Roberto Fiore (leader di Forza Nuova) ed il vertice della Lega Nord circa il probabile accordo di desistenza nel collegio europeo Nord-Est.
Ad annunciare una presa di posizione comune dei movimenti è il segretario del Ms-Ft, Luca Romagnoli, che ha a suo fianco Roberto Fiore ed Adriano Tilgher del Fronte sociale nazionale. “La Fiamma tricolore, il movimento fondato da Pino Rauti, dopo il no alla svolta di Fiuggi, rappresenta - sostiene Romagnoli - e continuerà a rappresentare la continuità storica, politica e ideale del Msi. Per la Fiamma rimane valido quanto del progetto sociale ed economico, alternativo al liberismo e al comunismo, caratterizzò parte della prima metà del XX secolo, ivi compreso il tentativo di rifondare lo Stato e mantenere inalterata la dignità nazionale posta in essere dalla Rsi”.
Ruggiero Capone




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