Vogliamo rimanere nella nostra terra, non emigrare all'infinito. Aiutateci...


Cara "Liberazione", volevo esporvi le mie ragioni e chiedere il vostro aiuto. Vivo a Pomarico, in provincia di Matera, in quel vuoto storico e geografico posto tra la Calabria, la Puglia e la Campania che chiamano Basilicata. Non abbiamo autostrade, non abbiamo ferrovie decenti (stazioni praticamente in campagna, ormai senza biglietteria e con sempre meno treni che transitano), non abbiamo un tessuto industriale, non abbiamo la nostra storia (fin da piccoli ci hanno insegnato che non bisogna parlare dialetto, che il nord è il mitico luogo dove tutti si danno da fare, dove tutto è possibile, mentre noi siamo solo gente brava a guardare alle finestre, che in tutt'Italia ci sono stati scrittori eroi ecc. ecc. mentre noi non ne abbiamo avuti); ci è rimasta una precaria agricoltura ed un male organizzato turismo che piano piano sta muovendo i primi passi, abbiamo chilometri di spiagge di sabbia fine liberi da "lidi" (forse perché non possono portarcele via come il petrolio, il gas e l'acqua) e finalmente da qualche anno i ragazzi hanno cominciato a dire basta, voglio vivere nella mia regione.

Ora, lo Stato ci ha eletto, ci ha eletto a pattumiera, sublime ruolo di chi con abnegazione è disposto a pagare il prezzo del benessere degli altri ed accettarne con amore il dileggio quotidiano (frase tipica di chi vive a Milano e viene a Pomarico in estate: «E che cavolo, possibile che qui non ci sia una tacca? Ogni volta che vengo qui non vedo l'ora di andarmene!!»). E chiediamo al nostro Stato, perché vi portate via a Milano tutto ciò che è redditizio, buono, utile e da noi niente? Risposta; ma perché, figli miei, voi avete un gap elevatissimo per le infrastrutture, in compenso però avete un sito tra i migliori in Europa, per seppellirci le scorie nucleari (dicono loro). Che culo! Quindi siamo la pattumiera ideale, alla stazione di Metaponto da decenni ci sono vagoni pieni di amianto, ci hanno portato l'inceneritore La Fenice a Melfi (nel quale hanno termodistrutto illegalmente vagoni e vagoni di prodotti ospedalieri), non fa niente che forniamo il petrolio a tutta Italia, non fa niente che diamo gas al sud, non fa niente che diamo acqua alla Puglia, queste sono quisquilie.

Non possiamo permetterci il lusso di far finta di non sapere, nessuno ha detto «costa meno seppellire che riciclare», nessuno sta guardando indietro, a quello che sono state le discariche di normali rifiuti, insomma nessuno fa niente di niente per migliorarsi.

Vorreste cortesemente chiedere a qualcuno dei nostri "Governatori": «se le scorie così stivate non sono un problema, perché non trasferite la sede Rai a Potenza e le "innocue scorie" non le seppellite a Milano?». Beninteso è solo una provocazione, non riuscirei ad immaginare le scorie seppellite da nessuna parte, nemmeno nel deserto.

Comunque, è da domenica scorsa che la Basilicata è bloccata, ci sono olre 13 blocchi tra autostrada, statali, e ferrovia, ci sono migliaia di persone, migliaia non centinaia, di tutti i comuni che stanno passando notti all'addiaccio, ed in tv si parla del foruncolo che la signora Bush non è riuscita a sprimacciare stamattina al presidente e quindi il cordoglio nazionale per l'accaduto, nessun giornale, telegiornale, od altro a livello nazionale sta dicendo niente, questi sono i famosi giornalisti? Tanto osannati e decantati: venduti, nessuno ha un briciolo di cuore per noi, nessuno parla della Lucania, abbiamo bisogno di aiuto, vi prego, vogliamo solo far sentire le nostre ragioni, non vogliamo estinguerci (vogliamo rimanere nella nostra terra, non emigrare all'infinito). Vi Prego aiutateci.

Giulio via e-mail
Liberazione 21 11 03