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Canto alla luna
La luna geme sui fondali del mare,
o Dio quanta morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell'anima ferita.
La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parole del destino.
Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento,
quanto basti per darti
un unico bacio d'amore.
Alda Merini
http://www.asefi.it/Arte/gallerie/Le...images/dog.jpg
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«La Canonizzazione»
Dateci i nomi che volete: tali
ci fece amore: or l'uno or l'altro diteci
folli insetti; ma siamo
anche candele e moriamo di noi
e in noi troviamo l'aquila e la tortora.
L'enigma della Fenice da noi
s'illumina: e poiché noi siamo uno,
lo siamo entrambi. Così ad una sola
neutra cosa i due sessi si accordano:
come quella moriamo e risorgiamo, noi
fatti misteriosi in questo amore.
E possiamo morirne se non viverne;
e, se inadatta per sepolcri e feretri,
questa leggenda correrà nei versi,
e se non entreremo nelle cronache,
leggiadra stanza avremo nei sonetti:
l'urna elegante si conviene a elette
ceneri quanto il tumulo maggiore.
E per quest'inno attesteranno i molti
noi due, canonizzati per amore.
E invocheranno: voi che il reverendo
amore fece mutuo romitorio
(e a voi fu pace amore, che ora è furia)
voi che traeste l'anima del mondo
e concentraste nelle vostre iridi
fatte così perfetti specchi e spie
che a voi tutto riassunsero: paesi,
corti, città, - otteneteci dall'alto
di questo amore un calco!
John Donne
http://afenix.blig.ig.com.br/imagens/fenix.jpg
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[QUOTE]Originally posted by pensiero
[B][b][color=teal]
Canto alla luna
La luna geme sui fondali del mare,
o Dio quanta morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell'anima ferita.
La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parole del destino.
Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento,
quanto basti per darti
un unico bacio d'amore.
Alda Merini
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Alda Merini è grande e molto simpatica, ho assistito a suoi recital ed è veramente gagliardissima, però, da una creativa come te, mi sarei aspettato un omaggio a Luzi, come mai no?
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Quando mi parli al telefono
Quando mi parli al telefono
e mi s'aprono
d'incanto i paradisi
della vocalità -
gli accordi
e i tocchi d'arpa
soffici
appena subsquillanti
di quella voce dai precordi sono
tuoi, sì, ma intanto
è il calmo pelago
della muliebrità
che entra
festosamente ruscellando
nel mattino della stanza
e mi dilava da me,
si porta via la mia nascita,
mi cancella dalla mia morte
lasciandomi sospeso...
è o non è
chi? me stesso
ed il mio ascolto - le dicono da tempo
i suoi interlocutori
uomini o angeli.
Mario Luzi
http://www.batsweb.org/Vita/Opere/Persone/telefono.jpg
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Fratelli di osteria
Noi, amici e fratelli di questa vita
Passata in un'osteria già riempita
Tra vino, sigarette e una pinta di birra
Per noi sacri come oro incenso e mirra
Sconvolti da una realtà maledetta e veloce
Restiamo per parlare e alzare la voce.
Fuori c'è poco spazio, troppo gelo e tanto vento
impossibile uscire senza prima aver bagnato il mento
Laviamo la lingua con un giro di rum e pera,
Poi si parla, si ride e si uccide la sera
Consumando cazzate, parolacce e ordinazioni
In un bagno di bollenti e sudate sensazioni
Tra la nebbia grigia, luci di distorta luminescenza
Ci presentano domande sulla nostra esistenza
Compaiono e scompaiono come flash di malinconia
Grido basta, sono stufo, oggi la notte sarà quel che sia
Viene il conto e rimontiamo la mente gonfia d'orgoglio
Per trovare fogli di carta nel cuoio del portafoglio
Frasi senza senso, commenti e l'ultima tequila
Poi si cerca di andar via ma anche qui c'è da far la fila
Ora possiamo chiudere la mente e danzare senza pesi
Liberi di andare verso la strada con i cuori accesi
Scoppiando in risa e scherzi che noi non contiamo
Pestando i piedi alla notte con le grida di quel che siamo.
Non si riesce a camminar dritti sulle righe del marciapiede
Sotto gli occhi della gente che ti sfiora e non dice e non chiede
Ma guarda, disprezza e giudica dal cuore di mille convinzioni
Senza ascoltare il motivo cantato dalle nostre emozioni
Alziamo gli occhi al cielo, bucato da stelle senza fine
Giriamo in tondo per scoprire se la confusione ha un confine
Ma lo sforzo è troppo grande, impossibile da realizzare
Si finisce subito a terra storditi dal respiro del mare
Ma poi inevitabilmente si comincia a vomitare
Perché per ogni piacere c'è un prezzo da pagare
Il bere, l'ubriacarsi e lo stare in compagnia
Si fa tardi è troppo notte, ci dividiamo e andiamo via
difficile andarsene in queste condizioni estreme
Ma ci rincontreremo, poi, di nuovo insieme
Correndo per la strada di una strana follia
nel caldo e nel menù della migliore osteria.
Marvin Angeloni
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Il buio dell'anima
Non c'è scoperta, nella spasmodica ricerca dei "perché".
Perché ogni orecchio teso ad ascoltare può diventare sordo.
Ogni sguardo può essere raggiunto dall'intensa oscurità, davanti ad una
realtà non riconosciuta.
Ogni cuore può chiudere la sua porta alle carezze della vita.
Ed ogni anima, stringere i pugni per non vibrare di melodie.
Non c'è risposta alle domande, che si sgranano come una collana di
perle, nel corso dell'esistenza.
Perché il cassetto dei sogni, può restare chiuso, ad ogni mano;
perché l'aria può privarsi dell'ossigeno, quando un cuore smette di
amare;
perché ogni strada ripida, può diventare un tracciato da non percorrere;
perché gli occhi non spaziano più, e le mani smettono di regalare
carezze.
Non c'è più alcuna finestra sul "mondo", da aprire e
il niente si sente arrivare, cosi vuoto, ma così tangibile....
perché i sensi si confondono e disperdono le emozioni,
e non si possono "toccare" le cose da "ascoltare".
Annaspando, un giorno, nella voglia di ritrovare ciò che si è
perduto, potremo piangere, finalmente, per aver perso noi stessi.
Domino
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NON HO DIMENTICATO I TUOI CAPELLI
Non ho dimenticato i tuoi capelli,
quando tu come un'apprendista strega
te li tiravi sulla bella faccia;
ed io te li spartivo
con le mani convulse
per cercarti la calda bocca con la bocca
piena dei tuoi capelli.
Corrado Govoni
http://www.ideahobby.it/ARTICOLI/col...ges/big-15.jpg
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Innamorato
Vorrei essere un pesce,
così vispo e guizzante;
venissi tu a pescare,
io mi lascerei prendere.
Vorrei essere un pesce,
così vispo e guizzante.
Oh se fossi un cavallo,
ti sarei caro allora!
Oppure una vettura,
per portarti a tuo agio.
Oh se fossi un cavallo,
ti sarei caro allora!
Vorrei essere oro,
e sempre al tuo servizio;
se tu facessi spese,
io tornerei correndo.
Vorrei essere oro,
e sempre al tuo servizio.
Vorrei esser fedele,
la mia bella sempre diversa;
a lei vorrei promettermi,
né vorrei mai andarmene.
Vorrei esser fedele,
e lei sempre mutare.
Vorrei essere vecchio,
tutto rugoso e freddo;
se tu mi rifiutassi,
non potrei certo affliggermi.
Vorrei essere vecchio,
tutto rugoso e freddo.
Se io fossi una scimmia
pronta agli scherzi buffi,
e tu fossi imbronciata,
ti farei delle burle.
Se io fossi una scimmia
pronta agli scherzi buffi.
Fossi mite come una pecora,
ardito come un leone,
avessi l’occhio di lince
e un’astuzia di volpe.
Fossi mite come una pecora,
ardito come un leone.
Tutto quello che io fossi,
te lo concederei;
con i beni di un principe,
tutto ti apparterrei!
Tutto quello che io fossi,
te lo concederei!
Ma sono come sono,
e accettami così!
Se ne vuoi di migliori,
fatteli su misura.
Io sono come sono;
così dovrai accettarmi!
Johann Wolfgang Goethe
http://www.katinka.biz/plaatjes/spreukpl..jpg
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Era un massone...ma è simpatica...
Appena avrò ritrovato le mie...ci tengo ad un tuo parere...
Sei creativa e lucida, la risposta che hai dato a Giovanna d'Arco, era ok. Ciao.
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tentativo di gelosia
Ditemi: come va con l'altra?
Meglio? meno grane? - Mano ai remi! -
Vana linea costiera s'assottiglia,
scompare la memoria estrema
di me, isola fluttuante
(per cielo, non per mare...)
Anime, anime: sorelle! Anime:
amiche - mai più amanti!
Come vi va con la creatura
semplice? Senza divinità? E poi?
Voi, sceso dal trono, voi
che avete deposto la regina,
come vivete? Non c'è male? Non più
beghe? E bevete - quanto, adesso? E la cucina?
Il dazio della mediocrità immortale
come lo pagate, poveretto?
"Basta con le scenate, con gli eccessi -
cambio casa, vado via!"
Con la qualunque - come state
di che vivete, voi - mio eletto?
Mangiate - e dopo pranzo un sonnellino?
- Non lamentarti quando sarai sazio!...-
Con il simulacro come state
voi che avete dissacrato
il Sinai? Come vivete con la donna
terrestre? Per la costola vi piace?
Non vi frusta la fronte la vergogna?
La briglia di Giove vi dà pace?
E la salute? E i nervi? Senza
problemi? A letto tutto bene?
L'immortale piaga della coscienza
come la curate, poveretto?
Come vivete con la merce da mercato?
Troppo cara la vita? Vi assilla
l'alto prezzo? Dopo i marmi di Carrara
che ve ne fate del tritume
di gesso? (E' in pezzi
il dio scolpito nell'argilla...)
Come ci state con la milleunesima
voi - che avete conosciuto Lilith?
Già v'annoia l'ultima trovata
della moda? Sottratto all'incantesimo,
dite, come ve la passate
con l'umana senza il sesto
senso?
In coscienza - sei felice?
No? In quel disastro senza dei
come stai, amore? E' dura? Sì?
Come per me con l'altro?
Marina Cvetaeva
http://ic1.deviantart.com/fs6/p/2005...33ffc921c6.jpg