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Nuda sei semplice come una tua mano,
liscia, terrestre, piccola, rotonda,trasparente,
riservi linee di luna, sentieri di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte cubana,
riservi rampicanti e stelle nei capelli,
nuda sei vasta e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una tua unghia,
curva, sottile, rosata se nasce il giorno
quando raggiungi il mondo sotterraneo
nella lunga galleria di vestiti e lavori:
la tua luce si spegne, si veste, si sfoglia
torna ancora ad essere una mano nuda.
Pablo Neruda
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A tutti i viaggiatori, ai traditi, agli stanchi, ai disillusi. A chi cammina solo nel vento, sempre e per sempre.
» Il Vagabondo Stanco «
"Mi hanno preso e usato e deriso e triturato
Mi hanno messo in vetrina e fatto a pezzi
Mi hanno offeso e insultato e chiamato traditore
E rubato i sogni e le certezze
Mi hanno fatto arruolare e psicanalizzare
Mi hanno chiuso dentro a scatole di vetro
Mi hanno fatto aspettare e sorridere e comprare
E spedito con un calcio nel didietro
Ascoltami, madre
Perdonami, madre
Ho lottato, ho bestemmiato ed ho pianto
Ma in fondo non è niente
E' la vita
E' la vita soltanto
Ho ascoltato montagne di stupide opinioni
E miliardi di orribili canzoni
Le stesse promesse e le stesse parole
Nelle stesse piazze e manifestazioni
Mi hanno dato consigli e pacche sulle spalle
Interpellato per opere di bene
Mi hanno preso in disparte e tirato nel mezzo
E appiccicato bandiere sulla schiena
Ascoltami, madre
Perdonami, madre
Ho lottato, ho bestemmiato ed ho pianto
Ma in fondo non è niente
E' la vita
E' la vita soltanto
Ho perduto bandiere e posti di lavoro
Ho perduto caterve di occasioni
Ho perduto battaglie e compagni di viaggio
Oltre a qualche centinaio di elezioni
Ho troppe ferite e le mie gambe sono stanche
Ho le palle piene e i piedi fumanti
Ma c'è un gioco da fare e una ruota che riparte
E un vagabondo sa che deve andare avanti
Ascoltami, madre
Perdonami, madre
Ho lottato, ho bestemmiato ed ho pianto
Ma in fondo non è niente
E' la vita
E' la vita soltanto "
( Modena City Ramblers )
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» Suad «
" Hai negli occhi foto di polvere e tramonti
Di tappeti stesi, di tende e di silenzi
Di casbah e di mercati
Di aeroplani su terre straniere
E di piedi scalzi nei vicoli di Algeri
Hai il profumo dolce dell'erba e dell'incenso
Di bracieri accesi che brillano d'inverno
Di ebano e di spezie
Di sabbia portata dal vento
E di palme cresciute alla luce dell'Oriente
La tua voce parla di caldo e di colori
Di mattoni gialli asciugati sotto il sole
Di strade e carovane
Di villaggi ai confini del mondo
Di esuli stanchi che aspettano il ritorno
La tua casa è fra le nuvole e il deserto
La tua casa è fra le nuvole e il deserto. "
( Modena City Ramblers)
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Per un tuo sospiro
io do sfogo
a viventi note
di gioia
o di dolore.
Sono una sola cosa
col tuo canto,
che sia
mattutino
o notturno,
che entri
tra i raggi del sole
o tra le ombre
della sera..
Se dovessi
perdermi nella fuga
di questa musica,
non ne patirei,
tanto
questa melodia
m'è cara
da petali sulle ceneri Tagore
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Coi Piedi Per Terra
" Ti ho amato attraverso giorni
Di buona fortuna e di festa
Ti ho amato attraverso giorni
Di mare agitato e tempesta
Ti ho amato attraverso gli anni
Le strade, gli oceani e le terre
Attraverso i momenti felici
Le gioie, i pianti e le guerre
Abbiamo girato paesi
E ascoltato le orchestre suonare
Abbiamo guardato persone cadere
E fucili sparare
E riso e scherzato
Sperando che il tempo non dovesse finire
E bevuto col nodo alla gola
Guardando gli amici partire
Mi hai dato conchiglie
Per farmi ascoltare i racconti del mare
Mi hai dato un tamburo
Per battere il tempo e sentirlo passare
Mi hai dato parole e storie
E un bicchiere robusto e profondo
Per poterci raccogliere dentro
Le grida e il dolore del mondo
Puoi prendere un fuoco
Ed accendere i sogni di chi ti sta intorno
Puoi aprire la mano
E raccogliere tutti i colori del giorno
Puoi fare un castello
Con legni spezzati e barattoli rotti
Puoi trovare una stanza grigia
E riempirla del blu della notte
Ti ho amato attraverso giorni
Di buona fortuna e di festa
Ti ho amato attraverso giorni
Di mare agitato e tempesta
Ti ho amato per quando mi hai preso
E portato vicino a una stella
E per quando mi hai preso per mano
E tenuto coi piedi per terra"
( Modena City Ramblers )
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Sono un nero pierrot:
lei non mi amava,
così mi tuffai dentro la notte
e la notte era nera, anche la notte.
Sono un nero pierrot:
lei non mi amava
così piansi fin quando fu l’alba
e insanguinò le colline a oriente
e il cuore, anche il mio cuore sanguinava.
Sono un nero pierrot:
lei non mi amava,
così con l'anima un tempo a colori
raggrinzita come un pallone senz’aria
partii nella mattina
in cerca di un nuovo amore bruno.
Langston Hughes
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ballando al buio " - stadio
pensi all'amore
pensando a me
ti batte il cuore
dimmi perche'
le paure che hai,
i sogni incerti
non confonderti mai
saran tuoi sempre
senti l'amore
stringiti a me
ti batte il cuore
dimmi perche'
questo tempo per noi
e' poco e prezioso
passera', prima o poi
e non tornera'
se ti stringo un po' di piu'
ballando al buio, in silenzio
il tempo, il tempo sorridera'
ballando al buio in silenzio.
ti bacio piano
piccola mia
bacio il respiro
che porta via
le paure che hai,
i sogni incerti
non li scordero' mai
saran per sempre
se ti stringo un po' di piu'
ballando al buio in silenzio
il tempo il tempo sorridera'
ballando al buio in silenzio
in silenzio...in silenzio
in silenzio...in silenzio
non è una poesia, ma per me è come se lo fosse
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IL PESCATORE
" L'acqua frusciava, l'acqua cresceva,
un pescatore stava sulla riva,
tranquillo, intento solo alla sua lenza,
ed era tutto freddo, anche nel cuore.
E mentre siede e ascolta,
si apre la corrente:
dall'acqua smossa affiora
una donna grondante.
A lui essa cantava, a lui parlava:
"Perchè tu attiri con astuzia umana,
con umana malizia, la mia specie
su alla luce che la ucciderà?
Ah, se sapessi come son felici
i miei piccoli pesci là sul fondo,
anche tu scenderesti, come sei,
e solo là ti sentiresti sano.
Non si ristora forse il dolce sole
nel mare, e così anche la luna?
Il loro volto, respirando l'onda,
non risale più bello?
Non ti alletta il cielo profondo,
l'azzurro che nell'acqua trascolora?
E il tuo volto stesso non ti chiama
quaggiù, nell'immutabile rugiada?".
L'acqua frusciava l'acqua cresceva,
e a lui lambiva il piede.
Il cuore si gonfiò di nostalgia,
come al saluto della sua amata.
A lui essa cantava, a lui parlava,
e per lui fu finita:
un pò lei lo attirava, un pò lui scese,
e non fu più veduto."
- Johann Wolfgang von Goethe, 1780 -
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"Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno."
Gibran Kahlil Gibran, 1926
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"(...)Orbene poi che noi fummo discesi alla nave ed al mare, per prima cosa al mare divino spingemmo la nave, e nella nera nave ponemmo albero e vele, e prese le bestie, su le facemmo salire, e noi stessi montammo angosciati versando pianto copioso.
Allora dietro la nave dalla prora turchina Circe dai bei capelli, terribile dea cantatrice, a noi favorevole vento mandava che gonfia le vele, compagno eccellente. E noi dopo avere disposto lungo la nave ogni singolo attrezzo, stavamo a sedere; ed il vento e il pilota guidavan la nave.
Di essa, che andava sul mare, per tutto il giorno le vele eran state distese. Il sole s'immerse e tutte le strade s'empivano d'ombra, ed essa giungeva ai confini là dove scorre con l'acque profonde l'Oceano."
Omero, X secolo a.C.