IL FASCISMO DEL DUEMILA
«Con la formula "Fascismo del Duemila" intendo dire che nei confronti del fascismo non vi può essere solo nostalgia o rimpianto, legittimi in chi l'ha vissuto, ma patetici per chi è nato dopo... Per questo ho scritto di segreteria "post-fascista", in termini anagrafici... Il fascismo è stato una grande intuizione politica, non completamente attuata, che contiene risposte convincenti ai problemi del nostro tempo... Il fascismo aveva intuito che l'uomo è al centro del divenire e non può essere assoggettato a logiche materialistiche. Il fascismo aveva anche capito che Stato e Nazione non possono esere separati e che i problemi del mondo del lavoro non si risolvono con il capitalismo né con il comunismo, sono ricette valide anche per l'Italia di oggi. Questo è il fascismo dell'anno Duemila»
Secolo d'Italia, 18-12-1987
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LA SPINTA PROPULSIVA DEL FASCISMO
«La consapevolezza che alcuni storici e giornalisti nutrono circa la necessità di seppellire l'antifascismo in quanto non valore o disvalore e in quanto semplice accidente della storia nazionale, va salutata con soddisfazione, ma non può assolutamente significare che anche il fascismo debba essere archiviato. Porre sullo stesso piano il concetto e la sua negazione porta a errori gravi, specie per noi. Il fascismo ha ancora una validità, una spinta propulsiva, una proiezione futura. Il fascismo ha un avvenire perché è una concezione di vita, un progetto di Stato, un modello sociale. Se lo riduciamo a iturgia o a esteriorità lo confiniamo nel retrobottega delle idee, ma se lo concepiamo e lo interpretiamo per quello che realmente è, lo poniamo in vetrina, costringendo le altre ideologie a rifare ancora i conti con esso... La crisi delle ideologie non tocca il fascismo, che anzi dimostra, in questi anni di pensiero debole, la grande forza delle sue intuizioni»
Secolo d'Italia, 24-1-1988
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RADICI FECONDE
«Non ritengo che sia un paradosso per il Msi, così legato alle sue radici, avere un Segretario nato nel Dopoguerra. VuoI dire che quelle radici sono feconde, e che ci sono nuove generazioni che credono nella concezione della vita e nella visione del mondo che fu del fascismo».
Secolo d'Italia, 11-3-1988
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IN DIFESA DEI COMBATTENTI
«Quando penso ai pensionati e agli anziani non posso fare a meno di ricordare le altre categorie di cittadini emarginati dal sistema, come i combattenti (e in specie quelli della Repubblica sociale italiana, i mutilati e gli invalidi civili). E in difesa di tutte queste categorie senza voce, i missini si impegneranno a fondo nelle sedi parlamentari e nelle piazze».
Secolo d'Italia, 1-4-1988
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LA BANDIERA DELLA GUARDIA DEL DUCE
«Sono veramente dispiaciuto di non poter partecipare (...) al VI Congresso dell'Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana. Ci tenevo molto, non soltanto perché la mia presenza avrebbe simbolicamente costituito la miglior dimostrazione della continuità ideale del Msi, nonostante il cambio generazionale, con i valori che furono all'origine dalla Repubblica Sociale Italiana, ma anche perché volevo assolvere personalmente all'impegno assunto con il sacerdote che mi ha donato la bandiera di combattimento della "Guardia del Duce" di stanza a Gargnano (...). Assolvo comunque ugualmente l'impegno di donare all'Unc Rsi la gloriosa bandiera, cimelio di grande valore storico, ma di ancor più grande significato morale. Nessuno più dei camerati dell'Unc Rsi potrebbe gradirIo e onorarlo, perché nessuno ne sarebbe più degno (...). Concetti quali Onore e Fedeltà sono inimmaginabili nella attuale politica, amorale e molte volte addirittura immorale: erano invece il fondamento stesso della scelta dei tanti volontari della Repubblica sociale italiana (...). Cameratescamente, Gianfranco Fini».
Secolo d'Italia, 30-10-1988
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FASCISTA DEL DOPOGUERRA
«Sono un post-fascista, come hanno scritto - ma sarebbe meglio dire: un fascista nato nel Dopoguerra».
Europeo, 30-12-1988
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SALUTO FASCISTA
«Ho fatto spesso il saluto fascista perché era un modo per ribadire la propria identità».
Europeo, 30-12-1988
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ATTO DI FEDE
«Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo. Soprattutto oggi, che anche il Pci si è arreso e trova idonea questa società, la scommessa del fascismo è ancora più valida».
Secolo d'Italia, 19-8-1989
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ATTUALIZZARE IL FASCISMO
«Non ritengo che il Movimento sociale italiano debba cambiare né il simbolo né tantomeno la sua storia, perché non ha nulla di cui doversi vergognare in questi quaranta anni... Il Msi deve semmai attualizzare il fascismo, non deve proporlo in termini nostalgici e da rigattiere della ideologia, poiché farebbe un pessimo servizio al fascismo e farebbe io credo anche un pessimo servizio a se stesso».
Secolo d'Italia, 25-11-1989
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NIENTE ABIURE
«Nessuno può chiederei abiure della nostra matrice fascista... Non si capisce appieno il Ventesimo secolo e quel che accadde all'Est, se non si comprende la natura del fascismo».
Il Giornale, 5-1-1990
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IRRINUNCIABILE CONTINUITÀ
«Il Msi ha grandi potenzialità che ci derivano dalla irrinunciabile continuità col fascismo... Da questa irrinunciabile continuità deriva l'orgoglio nazionale da contrapporre alle Leghe, la vocazione sociale del Movimento, l'istanza partecipativa, il nostro messaggio alternativo ai modelli economici imperanti, l'ostilità al sistema dei partiti».
Secolo d'Italia, 29-1-1991
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TUTTI FASCISTI
«L'ideologia del fascismo è attuale e viva, anche se non è più un modello realizzato. La definizione ideologica non uò essere oggi ciò che nel partito ci unisce e che ci divide, perché nelle nostre radici, nel fascismo, ci riconosciamo tutti».
Secolo d'Italia, 7-7-1991
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FEDELE ALLE RADICI
«lo conduco la politica più adatta ai miei tempi, ma resto fedele alle radici del Msi. E ci tengo a preservare il periodo di Mussolini».
Il Messaggero, 3-3-1992
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IL DOLCE SAPORE DELLA RIVINCITA
«Ai combattenti della Decima, espressione più alta del valore dei nostri soldati, va il cameratesco saluto di tutto il Msi. A chi, come voi, difese l'onore e la dignità della Patria nel momento più tragico e doloroso della nostra storia nazionale, deve oggi rendere omaggio ogni italiano: ognuno di voi, e con voi tutti i combattenti delle Forze Armate della Rsi, rappresenta la prova che chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato, con il passare del tempo, a gustare il dolce sapore della rivincita. I vostri ideali, raccolti idealmente dalle giovani generazioni, hanno già trionfato, ed i nemici di ieri, vincitori militari solo per la preponderanza delle forze in campo, sono i grandi sconfitti della fine secolo. Dopo quasi mezzo secolo il fascismo è idealmente vivo, dopo soli tre anni dalla caduta del muro di Berlino il comunismo è definitivamente morto. Nessuno lo rimpiange, in milioni lo maledicono. E chi, come voi, ha sempre combattuto per un'Italia migliore, non può che aver avuto un moto di spontaneo orgoglio, l'orgoglio di chi sa di essere nel giusto, il 25 aprile 1992 cioé il giorno in cui, per una imperscrutabile volontà del destino, il capo delo Stato ha sepolto la Repubblica nata dalla resistenza. Molto c'è ancora da fare, comunque, specie per cancellare le leggi barbare della discriminazione e dell'odio istituzionalizzato. Soltanto dopo si potrà davvero parlare di pacificazione nazionale. Come sempre, il Msi sarà al vostro fianco».
Secolo d'Italia, 7-5-1992
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PIAZZA MUSSOLINI
"L'identità ideologica del Msi si manifesta anche nei rituali come il saluto romano. Ma il Msi fa politica e non si ferma ovviamente ai rituali. Mussolini sarà consegnato alla storia soltanto quando gli antifascisti avranno accettato di confrontarsi serenamente e senza pregiudizi con il suo pensiero e le sue opere. In quel momento non penso però che Mussolini sarà appeso ad una parete come un quadro. A lui, come a Cavour, Mazzini e Garibaldi, saranno intitolate piazze e monumenti».
Il Giornale, 19-10-1992
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COSE MIMETICHE
«Alleanza nazionale non è una "cosa", ma un'area. Le "cose" nascono per mascherare partiti impresentabili, e il Msi non ha certo bisogno di mimetizzarsi».
Secolo d'Italia, 1-6-1993
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DIFFICOLTÀ DI COMPRENDONIO
«Alcuni interlocutori del progetto di Alleanza nazionale faticano a comprendere che il problema non è quello della identità missina, ma quello di far venire meno ogni pregiudiziale ideologica. Insomma, a cinquant'anni dalla fine della guerra nessuno può pretendere che il Msi faccia in qualche modo l'abiura di quello che è stato. Non dobbiamo sconfessare un bel niente. L'identità missina è storica, è stata legittimata dai voti che abbiamo avuto e abbiamo tuttora».
Secolo d'Italia, 10-6-1993
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NON UN PARTITO
«Serve costruire la politica della "Alleanza nazionale", una strategia e non un partito, per chiamare a raccolta tutti coloro che non hanno voluto un'Italia comunista e non vogliono un'Italia di sinistra... Alleanza nazionale si deve contrapporre alla politica delle sinistre rivolgendosi alla parte sana della nazione, a coloro che vogliono uno Stato efficiente, giusto e onesto, senza mettere in discussione identità, simbolo e nome del Msi».
Secolo d'Italia, 24-7-1993
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ULTIME PAROLE FAMOSE
«Alleanza nazionale per noi deve essere una confederazione dove ogni soggetto entra con la propria storia e le proprie tradizioni. Che senso avrebbe fare un nuovo partito con un nuovo simbolo?».
Il Tempo, 8-12-1993




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