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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Il Patriota
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    Predefinito Risorgimento da riscrivere

    Uno dei miti più diffusi è quello del cosiddetto “Risorgimento” e della “Storia patria”. Secondo questo mito, a partire dalla fine del 1700, il popolo italiano sarebbe insorto contro gli antichi regimi, tirannici ed antipopolari, e – guidato dai suoi figli migliori (i vari Mazzini, Garibaldi, Cavour etc.) nel 1861 avrebbe finalmente raggiunto la tanto agognata libertà e indipendenza. Questo mito, confezionato dagli stessi vincitori all’indomani dell’unità, è stato ripreso dal Fascismo (anche se forzato in chiave antiliberale) ed ha poi conferito una dignità politica alla repubblica antifascista nata dalla “resistenza” (il secondo Risorgimento). Fu tuttavia un giovane intellettuale liberale, Piero Godetti, che nel suo volume postumo Risorgimento senza eroi (1926) gettò un sasso nelle acque stagnanti della retorica patriottarda. Riflettendo sul crollo dello Stato liberale e sull’avvento del Fascismo, Godetti ne dedusse che la libertà, in Italia non aveva basi solide e questa debolezza andava rintracciata in certe presunte carenze del Risorgimento. Egli perciò respingeva il mito del Risorgimento e sosteneva che questo era stato una rivoluzione fallita – fallita perché opera di una minoranza, fallita perché il popolo vi era rimasto estraneo e non era stato educato alla libertà. Contro Godetti insorse Adolfo Omodeo, il quale replicò che il Risorgimento fu si opera di una minoranza, ma nella minoranza si adattò ad essere nazione, operò per il popolo e dell’educazione del popolo ebbe l’ossessione e il senso di responsabilità. Per Antonio Gramsci invece, il Risorgimento fu una Rivoluzione Agraria mancata, perché i democratici del partito d’azione non mobilitarono le masse contadine e non risolsero la questione agraria distribuendo le terre ai lavoratori. Infine, Gaetano Salvemini ammetteva che il Risorgimento fu una Rivoluzione del Ricco, guidata da una oligarchia di notabili estranea al popolo, ma aggiungeva che fu anche un “rinnovamento”, l’unico possibile per l’Italia di allora.

    Che cosa fu dunque questo Risorgimento?

    In realtà esso non fu:

    - una rivoluzione popolare, come pretende la vecchia agiografia risorgimentale
    - la rivoluzione di una minoranza filo-popolare, come afferma Omodeo
    - una rivoluzione del ricco “progressista”, come vuole Salvemini
    - una rivoluzione agraria mancata, come sostiene Gramsci
    - una rivoluzione fallita, come scrive Godetti

    Essa fu una Rivoluzione Borghese compiuta, una rivoluzione borghese perfettamente riuscita. Una rivoluzione borghese perché fu fatta dalla borghesia, per gli interessi della borghesia; compiuta perché la borghesia conseguì tutti i suoi obiettivi. Ma bisogna aggiungere che essa fu anche antipopolare, compiuta cioè non solo senza il popolo, ma anche contro il popolo. Accanto alla borghesia hanno operato altre due forze sovversive: la massoneria ed il giudaismo. Le logge massoniche, e le sette contigue come ad esempio la carboneria, furono importanti veicoli di diffusione delle idee riformistiche e rivoluzionarie e spesso formarono i quadri delle cospirazioni. Da parte loro, gli stessi ebrei seppero innestarsi nel processi rivoluzionari – ora alla testa, ora al rimorchio della borghesia – partecipando attivamente alle cospirazioni, appoggiando anche finanziariamente le trame settarie e i moti rivoluzionari, e ricavandone vistosi benefici sia politici che economici. L’emancipazione del giudaismo non fu che l’emancipazione del capitale giudaico dai vincoli in cui lo aveva tenuto la legislazione tradizionale. Tutti i moti e le cospirazioni risorgimentali furono altrettante tappe dell’assalto giudaico massonico e borghese alla società tradizionale italiana. Un esempio significativo è costituito dall’impresa dei mille. Se ne indaghiamo i retroscena, scopriamo dei particolari interessanti, per lo più taciuti alla storiografia patriottarda. Dai carteggi cavouriani risulta chiaramente che l’aggressione piratesca al Regno delle Due Sicilie fu organizzata dalla borghesia e dalla nobiltà imborghesita del Piemonte in combutta con l’Inghilterra. L’agente di fiducia fu Garibaldi, al quale vennero dati supporti logistici, armi e coperture internazionali. Garibaldi era un massone, iniziato nella loggia “Gli Amici della Patria” di Montevideo e successivamente nominato Gran Maestro Onorario del Gran Oriente d’Italia. Massone era Stefano Turr, primo aiutante del Generale; massone G.B. Fauché, procuratore della compagnia Ribattino, che consegnò i vapori per la spedizione. Sostegni a Garibaldi vennero dalla loggia “Ausonia” di Torino. Anche la massoneria internazionale si mobilitò per aiutare l’impresa. Il col. Colt, affiliato alla loggia “St. John’s” nel Connecticut, inviò cento fucili di ottima fattura. La massoneria inglese, tramite i rappresentanti del Governo, fornì grosse somme di denaro. Un sostegno all’impresa venne anche dagli ebrei. Esso fu il coronamento di tutta una serie di aiuti, in uomini e denaro, dati dall’ebraismo alla causa rivoluzionaria lungo l’intero arco delle lotte risorgimentali. Ricordiamo tra gli altri Giuseppe Levi, impegnato nella raccolta per il “Fondo per il milione di fucili” e presidente dell’ ”Associazione Unitaria Italia”, ed Enrico Guastella, segretario del “Fondo”. Otto ebrei parteciparono alla spedizione. Se è vero che l’Italia di oggi è figlia dell’Italia di ieri, la riconquista della nostra vera identità, deve passare anche attraverso di una revisione radicale della “storia patria”, ed in particolare del “Risorgimento”.

    Gian Pio Mattogno

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  2. #2
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    Tutto bello, tutto affascinante.Ma resta il problema di fondo.Gian Pio Mattogno (fratello del più famoso Carlo ), come ogni buon tradizionalista cattolico nonchè in qualità di romano de roma, si guarda bene dall'infrangere il dogma dell'unità-culturale ed etnica-della gens italica..figuriamoci poi dal riconoscere l'esistenza dei popoli padani in opposizione agli arabi-pelasgi suoi connazionali.Come al solito, ma chi credono di prendere x il naso questi signori? Forse qualche deficiente minus habens, ma chi ha un minimo di attività cerebrale dovrebbe aver già capito dove vanno a parare questi nazionalisti italici

  3. #3
    a mia insaputa
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    Senza parlare poi della "dimenticanza" a riguardo dell'aiuto ricevuto dall'interno,come in tutte le rivoluzioni,da parte dei quadri dell'esercito,dei liberali e di tutte quelle realtà socio economiche che da un prosieguo della dominazione borbonica avevano tutto da perdere e nulla da guadagnare.
    E limitiamoci poi a citare la presenza inglese in sicilia,ai suoi molteplici interessi commerciali,tra cui,ad esempio,lo zolfo.
    Ma si sà,il complotto sionista in funzione anti-romana/vaticana rende tutto il resto marginale..
    Preghiamo il buon Dio (e il suo nuovo alter ego Allah,visto che il pretame sta diventando culo e camicia coi fasciobeduinisti..) che ci preservi dai malefici seguaci di Adonai...



    Se vedòm!
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  4. #4
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Che pena...comunque il thread lo lascio perchè è un autogol clamoroso dei censori dalla scopa di ferro (non si sa come la usino ) ...francamente da gente che "sponsorizza" gente come il blondettaro non c'è da aspettarsi di meglio.

  5. #5
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    In origine postato da aran banjo
    Tutto bello, tutto affascinante.Ma resta il problema di fondo.Gian Pio Mattogno (fratello del più famoso Carlo ), come ogni buon tradizionalista cattolico nonchè in qualità di romano de roma, si guarda bene dall'infrangere il dogma dell'unità-culturale ed etnica-della gens italica..figuriamoci poi dal riconoscere l'esistenza dei popoli padani in opposizione agli arabi-pelasgi suoi connazionali.Come al solito, ma chi credono di prendere x il naso questi signori? Forse qualche deficiente minus habens, ma chi ha un minimo di attività cerebrale dovrebbe aver già capito dove vanno a parare questi nazionalisti italici
    ovviamente concordo. Può più un intervento di aran per sputtanare i soliti noti che miliardi di taglia e incolla

  6. #6
    PADANIA LIBERA!
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    In origine postato da Gatto rognoso
    Preghiamo il buon Dio (e il suo nuovo alter ego Allah,visto che il pretame sta diventando culo e camicia coi fasciobeduinisti..) che ci preservi dai malefici seguaci di Adonai...

    Se vedòm!
    Questo è il punto "fondamentale"...
    Perchè io,noi Padani,la Lega anche dovremmo metterci a difendere a spada tratta il pretume cattolico quando questo non fà altro che sparare merda sulla Lega e su qualasiasi altro movimento o associazione Padanista.
    E' la prima "associazione"(termine non adatto,ma non me ne viene in mente nessun'altro) che vorrebbe vedere la nostra terra piena di extrcomunitari. Ogni giorno sulla Padania si legge di preti che invitano i fedeli a fare una giornata di ramadan per solidarietà con i musulmani...i comboniani che distribuiscono "permessi di soggiorno per la terra di Dio"...preti che usano la chiesa per scopi politici...
    Insomma...io li manderei tutti a quel paese...
    Saluti Padani

  7. #7
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    In origine postato da Frà Dolcino
    Indietro Savoia....


    Di Boca

    distribuito agli aderenti alla LLCP

    ottimo....
    sì libro interessante (anche il precedente "maledetti savoia" lo era) ma il virulento meridionalismo dell'autore sconfina dopo i primi capitoli in un malcelato antipadanismo, provate a farci caso.

  8. #8
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    ah non so cosa dica nell epresentazioni di persona, però nel suo scritto si colgono le difese a spada tratta del "meridione" e il suo antirisorgimentalismo mi pare uno di quelli malsanamente orientati alla difesa della chiesa-stato con annessi e connessi...

  9. #9
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    no no infatti non era a quelle parti del libro (i primi capitoli) che mi riferivo...domani sera se ho tempo cerco i riferimenti nel libro e li posto, così almeno abbiamo "nero su bianco" le espressioni di del boca. Mi ricordo ad esempio diverse "beatificazioni" della società terrona del tempo che sanno tanto di romantiche spennellate, specie se confrontate con dati più analitici tipo quelli dell'opera di Bracalini sugli stati preunitari.

  10. #10
    PADANIA LIBERA!
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    In origine postato da Nanths
    sì libro interessante (anche il precedente "maledetti savoia" lo era) ma il virulento meridionalismo dell'autore sconfina dopo i primi capitoli in un malcelato antipadanismo, provate a farci caso.
    Ho letto il libro...in effetti a sentire lo scrittore il sud itallia era messa meglio che gli Usa!Il sude sembra il paradiso quasi nelle sue parole.
    Saluti Padani

 

 

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