Perchè, nell' alluvione mediatico che ha inondato le case degli Italiani per una settimana dopo l' attacco del 12 novembre, nessun "inviato" o cronista o velinario di regime ha intervistato l' unico alto ufficiale che aveva il comando della Usm (Unità di sicurezza militare) di Nassirya, il colonnello Georg Di Pauli?
Ve la racconto questa storia, abbastanza interessante. Praticamente appena insediato nel comando della cittadina irachena, Di Pauli aveva lanciato l' allarme sulla pericolosissima situazione di instabilità. E l' allarme l' aveva anche ripetuto, con tanto di lettera ufficiale preventiva ai propri superiori ministeriali sui rischi bellici da fronteggiare.
Ma per il governo della Casa delle Libertà, la missione italiana doveva apparire di "profilo umanitario", "per costruire la pace democratica". A Di Pauli- che per due anni aveva svolto il suo ufficio in Kosovo rivelandosi addirittura capace di contrastare l' arroganza americana con la propria indipendenza di giudizio e schierandosi ripetutamente dalla parte dei deboli (cioè dei Serbi)- era stato quindi ordinato di attenersi ad un profilo "pacifico", "neutrale", "basso", con gli "aiuti a pioggia" e il "servizio di ordine pubblico". Così, tanto per continuare ad alimentare il mito degli "Italiani brava gente" in attesa magari di una legittimazione piena da parte dell' Onu...
Dopo la strage del 12 novembre è sintomatica la reazione del ceto politico italiano: ha fatto quadrato. "Avevamo mandato i nostri ragazzi a portare la pace"- hanno dichiarato quelli della CdL, e anche quelli dell' Ulivo e di PRC si sono accodati nella condanna del "terrorismo". Quando poi si è venuti a sapere che gli unici arrestati per l' attacco sono quattro patrioti nazionalisti iracheni e non "terroristi internazionali islamici yemeniti di al - Qaida", di nuovo è calato il silenzio.
Ma l' opinione pubblica italiana sa, ha capito. Ha capito che le nostre truppe sono state mandate a morire per una "guerra americana", per un' aggressione ad un popolo indipendente.
L' opinione pubblica sa, ha capito che le truppe inviate da Berlusconi & C. stanno di fatto svolgendo un ruolo di sostegno ad un governo fantoccio di occupazione, che sono parte di una coalizione di invasori in terra altrui.
Nel frattempo Di Pauli è stato destituito silenziosamente. Il nuovo comandante della Usm, Carmelo Burgio, ha dichiarato:
"Sono stati commessi gravi errori. Da oggi non più linea morbida, ma linea ferma e dura"
All' amerikana dunque. Non più "pane e pace", ma rastrellamenti con pattuglie pronte a sparare. Ottenuta l' "unità nazionale contro il terrorismo" da Fini a Bertinotti, Berlusconi & C. non hanno più bisogno delle mascherate umanitarie. E allora a la guerre comme a la guerre ...




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