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  1. #1
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    Predefinito Lo spazzino delle arterie

    Data la grande diffusione delle malattie cardiocircolatorie, ritengo che l'informazione sia importante anche per il fatto che il rimedio di cui si parla è già in fase sperimentale sull'uomo.
    La notizia è data in forma facile e divulgativa da IL GAZZETTINO, che a sua volta l'ha ricavata dal "Journal of American Medical Association".
    _____________________
    Giovedì, 6 Novembre 2003

    MEDICINA
    Arriva dagli Usa il colesterolo sintetico pulisci-arterie


    Cleveland
    Messa a punto e testata una forma sintetica di colesterolo "buono", capace di pulire velocemente dalle placche le coronarie dei cardiopatici. In esperimenti preliminari sull'uomo, condotti da vari centri di ricerca Usa e descritti sulla rivista "Journal of American Medical Association", infatti, la sostanza sintetizzata in laboratorio si è dimostrata molto promettente. Il farmaco imita l'azione di una variante naturale del colesterolo Hdl, scoperto negli anni Ottanta in 38 italiani di Limone sul Garda, tra i quali si registrava una scarsa incidenza delle malattie cardiovascolari a dispetto di una bassa concentrazione nel loro sangue di Hdl, il colesterolo "buono" che protegge il cuore.

    Il loro speciale colesterolo sembrava un efficace"scudo" alle malattie cardiache. I ricercatori della Esperion Therapeutics Inc., azienda farmaceutica di Ann Harbour (Michigan) hanno messo a punto una forma ingegnerizzata di questa versione "italiana" di Hdl, chiamato ApoA-I Milano. L'azienda chiesto a Steven Nissen, cardiologo della Cleveland Clinic, di coordinare i test sull'uomo. La sperimentazione, condotta in vari centri degli Usa, ha arruolato 47 cardiopatici. Nissen e colleghi hanno iniettato ai pazienti una volta alla settimana per cinque settimane il colesterolo "spazzino" e un placebo. Così hanno scoperto nei cardiopatici trattati con il nuovo Hdl una riduzione degli accumuli di placche del 4% rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo, 10 volte in più di quanto mai ottenuto.

  2. #2
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    Permettimi di dire che le cose non stanno proprio così e che non tutto può essere reso troppo semplice. Io per dare biochimica ci ho messo 4 mesi(decisamente troppi), non so se è giusto affrontare certi argomenti in maniera così leggera. Vedevo l'altra sera quella terribile trasmissione "Elisir" e mi sono reso conto delle assurdità che venivano asserite in nome della semplificazione. Mi domando solo questo: capire cose sbagliate non equivale a non capire?

    Ma forse mi sbaglio..........


    Miles Insulae

  3. #3
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    C'è l'abitudine da parte di nostri giornali (piccoli o grandi che siano) di riportare notizie mutuate da riviste scientifiche spesso americane.
    Certamente nessuno può garantire che tutto corrisponda al vero e, per quanto mi riguarda, sono abituato a prendere queste notizie con la dovuta cautela, sperando che altri facciano lo stesso. Molte volte si parla di scoperte che porteranno a potenziali rimedi persino tra 10 anni o più (come dire: forse mai ). Non sono un esperto, ma so che, almeno finora, le terapie per combattere le placche e la progressiva calcificazione delle arterie servono solo a rallentare (è ciò che si spera) quella patologia.
    Non ho mai sentito di "regressione" delle placche come riportato dal giornale menzionato, ne di ringiovanimento delle arterie.
    Sarà vero? Non sarà vero? Non lo so perchè non lo posso provare.
    Se io parlo con un medico esperto, di regola mi riassume il problema (pur esteso e complicato come dici tu) in poche "parole povere".
    Sai bene che i tuoi interventi li ho sempre graditi e spesso richiesti.
    Riportando l'articolo non ho inteso semplificare un problema, ma riportare, tal quale, una notizia citando la fonte proprio perchè ciascuno potesse prenderla per quello che è.
    Ciao.

    P.S.: Non guardo quasi mai la TV, così ho scansato la trasmissione "Elisir" da te citata e che, forse per fortuna, non conosco.

  4. #4
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    Lorenzo, volevo aggiungere che se tu hai elementi per contraddire quanto riportato dal giornale, sei pregato di farlo.
    Io stesso ho avuto occasione di contraddire, con cognizione di causa e proprio su questo forum, le affermazioni contenute in un articolo di una rivista specializzata.

  5. #5
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    La mia non volevola essere una critica rivolta a te che sollevi problemi interessanti, ma ad una maniera di esporre dei concetti complessi in maniera semplice. Mi tocca citare un'autore di sinistra:

    "Molti del popolo pensano che nelle difficoltà dello studio ci sia un trucco a loro danno....in una nuova situazione queste questioni possono diventare asperrimee occorrerà resistere alla tendenza di reder facile ciò che non può esserlo senza essere snaturato"(A. Gramsci)

    Io sono un ignorante e non conosco nemmeno la medicina che pure studio, ma credo che l'unico modo per padroneggiare un concetto sia quello di comprenderlo e la culturicchia che riviste e TV divulgano snatura per semplificare. Questo sincerame mi irrita un po.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae

  6. #6
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    In Origine Postato da Lorenzo
    La mia non volevola essere una critica rivolta a te che sollevi problemi interessanti, ma ad una maniera di esporre dei concetti complessi in maniera semplice.

    Mi spiace, ma non posso essere d'accordo con questa affermazione senza le relative specifiche motivazioni, perchè vorrei sapere qual è la maniera giusta per comunicare, senza rischi, "un concetto complesso in maniera semplice".
    Attenendomi al problema colesterolo e sapendo che neppure i medici specialisti conoscono perfettamente tale "problema complesso", riguardante tutto il bene ed il male che questa sostanza può procurare al nostro organismo, nonchè la sua ottimale concentrazione e dosaggio nel sangue (vedi frequenti variazioni ULS); sapendo che gli studi in proposito sono ancora in piena evoluzone in quanto troppe cose permangono tuttora avvolte nel mistero; essendo poi io paziente (reale o potenziale) e, quindi, oggetto su cui indagano e operano i suddetti medici specialisti, mi pare ovvio (data anche la mia personale curiosità) che io ponga attenzione a tutte quelle notizie che bene o male possono concenere qualche novità, come appunto la notizia in questione. Poi, se qualcuno non si ritiene soddisfatto, si va a cercare fonti più complete (nel nostro caso, la rivista originale americana da cui è stato tratto l'articolo del giornale).
    Questo è un forum della categoria "scienza" e purtroppo non vi scrivono dei premi nobel (magari!) ma, per quanto ne so, studenti, appassionati più o meno competenti, giornalisti in erba, ecc., cioè il pubblico di POL. Così si parla di argomenti scientifici come altrove si parla di politica, di religione, di arte militare, ecc., senza che pincopallo debba dire a te o a chiunque altro che tratta argomenti troppo complessi in maniere semplicistica. Mi pare che sia saggio, da parte di ciascuno, di accontentarsi di ciò che passa il convento; in caso contrario non ha che da servire una pietanza migliore che, per quanto mi concerne, è sicuramente gradita.

    Mi tocca citare un autore di sinistra:

    "Molti del popolo pensano che nelle difficoltà dello studio ci sia un trucco a loro danno....in una nuova situazione queste questioni possono diventare asperrimee occorrerà resistere alla tendenza di reder facile ciò che non può esserlo senza essere snaturato"(A. Gramsci)


    Permettimi di dire che questa affermazione è superata da almeno 60 anni (praticamente dalla fine dell'epoca Gramsci e cioè dalla fine del fascismo).
    Ai tempi di Gramsci, posso stimare che l'analfabetismo fosse intorno al
    15/ 20 % medio , un 80/75% con la seconda, terza o quinta elementare, un 5 % circa con scolarità superiore alla quinta compresi i laureati -
    Per fortuna, dopo l'ultima guerra mondiale, le masse hanno avuto un graduale miglioramento nell'accesso all'istruzione, tanto che oggi la scolarità media è di gran lunga superiore a quella dei tempi di Gramsci.
    Guai se noi continuassimo ancora a pensare che solo le caste possono accedere ai problemi complessi. I monopoli di terminologia e di sapere non sono più così netti come un tempo. Ci mancherebbe che noi dovessimo ignorare tutto ciò che il medico fa su di noi solo perchè non siamo medici!
    Oppure non potessimo esprimere un parere sul parere che il giurista esprime sul nostro conto solo perchè non siamo giuduci o avvocati!

    Io sono un ignorante e non conosco nemmeno la medicina che pure studio, ma credo che l'unico modo per padroneggiare un concetto sia quello di comprenderlo e la culturicchia che riviste e TV divulgano snatura per semplificare. Questo sincerame mi irrita un po.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae
    Ignoranti relativi, chi più chi meno, lo siamo tutti. Ignoranti assoluti e perciò infinitamente ignoranti lo siamo ancora tutti senza distinzione di relazione (100 rispetto all'infinito vale 1000 rispetto all'infinito).
    Per quanto riguarda la TV, io non la guardo e tu sei libero di di farlo o meno.
    Per quanto riguarda il forum, quando non ti piace la pietanza preparata da altri non hai che da portarne una migliore: è così che cresce un forum ed insieme un po' anche noi.
    Ciao

  7. #7
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    Sinceramente stento a capire cosa volessi affermare nel tuo prcedente post. Comunque per parlare di colosterolo bisognerebbe sapere che cos'è e come viene biosintetizzato. E poi permettimi, ma le HDL(ne esistono varie) non sono il colesterolo, ma sono delle lipoproteine. Secondo buono e cattivo è una banalizzazione, anche le LDL hanno una funzione, esistono, infatti, due tipi di recettori(tipo A e tipo B1) che ricaptano l'LDL nelle cellule. Ma la mia critica non è sul colesterolo, ma su una convinzione che non posso accettare, quella che ci sia una scorciatoia per capire le cose.

    Miles Insulae

  8. #8
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    In Origine Postato da Lorenzo
    Permettimi di dire che le cose non stanno proprio così e che non tutto può essere reso troppo semplice. Io per dare biochimica ci ho messo 4 mesi(decisamente troppi), non so se è giusto affrontare certi argomenti in maniera così leggera. Vedevo l'altra sera quella terribile trasmissione "Elisir" e mi sono reso conto delle assurdità che venivano asserite in nome della semplificazione. Mi domando solo questo: capire cose sbagliate non equivale a non capire?
    vergogna Orso Brrrrr !!!!


    __________

  9. #9
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    Predefinito La medesima notizia da altra fonte

    Notizia rintracciata nel sito della YAHOO! NOTIZIE - Italia
    (vedi sotto)

    http://it.news.yahoo.com/031105/201/2ikoa.html
    ..................

    Mercoledì 5 Novembre 2003, 182


    Cuore: Arriva Colesterolo Sintetico Pulisci Arterie
    Cleveland, 5 nov. (Adnkronos) - Messa a punto e testata una forma sintetica di colesterolo 'buono', capace di 'pulire' velocemente dalle placche le coronarie dei cardiopatici. Una novita', che per la prima volta indica la strada per lo sviluppo di un farmaco capace di far regredire le malattie cardiovascolari. In esperimenti preliminari sull'uomo, condotti da vari centri di ricerca americani e descritti sulla rivista 'Journal of American Medical Association', infatti, la sostanza sintetizzata in laboratorio si e' dimostrata molto promettente. Il 'farmaco' imita l'azione di una variante naturale del colesterolo Hdl, scoperto negli anni '80 in 38 italiani di Limone sul Garda, tra i quali si registrava una scarsa incidenza delle malattie cardiovascolari a dispetto di una bassa concentrazione nel loro sangue di Hdl, il colesterolo 'buono' che protegge il cuore. Il loro speciale colesterolo, dunque, sembrava un efficacissimo 'scudo' contro le malattie cardiache. I ricercatori della Esperion Therapeutics Inc., azienda farmaceutica con base a Ann Harbour (Michigan), hanno messo a punto una forma ingegnerizzata di questa versione 'italiana' di Hdl, chiamato ApoA-I Milano. E hanno dimostrato che era in grado di ridurre l'accumulo di placche nelle arterie degli animali di laboratorio. Quindi l'azienda chiesto a Steven Nissen, cardiologo della Cleveland Clinic, di coordinare i test sull'uomo. La sperimentazione, condotta in vari centri degli Stati Uniti, ha arruolato 47 pazienti cardiopatici. Dopo aver diviso i volontari in due gruppi e aver misurato accuratamente la quantita' delle placche che ostruivano le loro arterie, Nissen e i suoi colleghi hanno iniettato ai pazienti una volta alla settimana per cinque settimane il colesterolo 'spazzino' e un placebo. Cosi' hanno scoperto nei cardiopatici trattati con il nuovo Hdl una riduzione degli accumuli di placche del 4% rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo. Un risultato 10 volte superiore a quanto mai ottenuto in precedenza. ''Si tratta di uno studio preliminare e su pochi malati - ammette Nissen - ma per la prima volta abbiamo dimostrato che e' possibile invertire una malattia coronarica con una terapia farmacologica, nel giro di poche settimane. Finalmente abbiamo la possibilita' di attaccare la malattia all'origine''. Altri studi e ricerche, avvertono gli esperti, saranno necessari per confermare questi risultati, valutare la sicurezza della sostanza e verificare se questo trattamento possa effettivamente ridurre il rischio di infarto o ictus. Ma la prospettiva che si e' aperta, conclude Nissen, ''e' veramente molto interessante''. (Pin/Adnkronos Salute)

  10. #10
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    Predefinito

    Per chi fosse interessato, posto alcune informaioni sul colesterolo trovate nel web e che reputo utili e interessanti
    .........................................


    Un po' di storia

    Nel 1789, l'anno della Rivoluzione Francese, uno scienziato di nome De Fourcroy diede il primo annuncio relativo alla scoperta di una sostanza scintillante simile all'acido borico effettuata circa vent'anni prima da un altro studioso, Poulletier de La Salle. Dopo ulteriori studi, nel 1816, un altro scienziato francese, Chevreul, attribuì a questa sostanza il nome di cholesterine, dal greco chole (bile) e stereos (solido), mentre nel 1843 il colesterolo fu trovato nella placca arteriosclerotica. I processi biochimici della produzione del colesterolo furono definiti nel 1964 da Konrad Emil Block, durante le sue ricerche alla Columbia University e alla Chicago University.
    Nel 1985 gli scienziati Brown e Goldstein ricevettero il premio Nobel per i loro studi che portarono alla individuazione dei recettori che sono incaricati di captare il colesterolo "cattivo" (LDL) sottraendolo al sangue. Costoro infatti, scoprirono che alcune persone affette da ipercolesterolemia (cioè da elevati livelli di colesterolo nel sangue) familiare hanno una carenza congenita di questi recettori.
    E' proprio a causa di questa carenza il colesterolo si accumula nel sangue in grande quantità. Brown e Goldstein infine, scoprirono l'esistenza di una sostanza determinante nella produzione del colesterolo: l'enzima HMG CoA-reduttasi. Ed è proprio grazie a queste ultime scoperte che è stato possibile iniziare a studiare e sviluppare farmaci specifici che hanno il compito di abbassare il colesterolo.

    .
    .
    .
    .
    Definizione

    Nell'immaginario collettivo il colesterolo ha assunto un significato per lo più negativo, perché sinonimo di rischio per il cuore e per le arterie. Una definizione che è dovuta alla maggiore informazione sui fattori di rischio cardiovascolare, ma anche all'attenzione che viene riservata dai medici all'importanza del controllo della qualità dei grassi presenti nel sangue.
    Ma il colesterolo non svolge solo un ruolo negativo per l'organismo. Infatti, nella giusta quantità, è fondamentale per la salute. Inoltre, non c'è solo il colesterolo che fa male, cioè quello "cattivo", ma anche quello "buono", che ha funzioni altrettanto importanti. Tanto è vero che anche avere bassi livelli di colesterolo, specie se del tipo "buono" per le arterie, rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Ma non solo. Il colesterolo è addirittura indispensabile nella prima infanzia. Il sistema nervoso infatti, termina la sua maturazione verso i due anni di vita e proprio in questo periodo ha bisogno di notevoli quantità di colesterolo. Lo stesso latte materno ne è più ricco rispetto al latte di mucca (15-23 mg/100 ml rispetto a 7-15 mg/100 ml). Ed è questo il motivo per cui il livello di colesterolo del neonato allattato al seno è in media più elevato rispetto a quella del neonato alimentato con latte artificiale e risulta quasi raddoppiato già al quarto giorno di vita e triplicato dopo il primo mese.

    Che cos'è

    Il colesterolo è una sostanza di consistenza cerosa prodotta dal fegato, che si trova in tutte le cellule del corpo. Inoltre, viene assunto con la dieta attraverso alimenti come carne bovina, pollame, pesce e prodotti caseari, tra cui il formaggio. Il corpo utilizza il colesterolo per produrre le membrane (l'involucro protettivo) cellulari, alcuni ormoni e altri tessuti necessari all'organismo.
    Dal punto di vista chimico il colesterolo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non appartiene ai grassi, ma agli alcoli (ecco il perché del suffisso "olo") e può trovarsi in forma libera o legato a un acido grasso.
    Le sue funzioni
    Il colesterolo svolge molte funzioni nell'organismo, ma le più importanti sono quattro:

    -- è un componente fondamentale dalle membrane cellulari e in particolare delle cellule nervose. Poiché è caratterizzato da una struttura chimica rigida, riduce la fluidità di tali membrane, evitandone l'eccitazione eccessiva al sopraggiungere di un impulso elettrico
    -- è coinvolto nella produzione della vitamina D
    -- concorre alla formazione della bile, il succo secreto del fegato e necessario ad assorbire i grassi alimentari a livello intestinale
    -- rappresenta la base chimica degli ormoni steroidei, come il cortisone, gli androgeni e gli estrogeni.

    Come si forma

    Il colesterolo è prodotto in buona parte dall'organismo, e in particolare dal fegato, mentre il resto è introdotto attraverso i cibi di origine animale (carne bovina, pesce, burro, uova, latte e derivati), Ogni giorno l'organismo fabbrica circa 2 grammi di colesterolo e il rimanente viene assunto attraverso i cibi.
    La produzione di colesterolo da parte del fegato è sottoposta a numerosi controlli, ma la tappa più importante è quella iniziale, mediata da un enzima, l'HMG CoA reduttasi, che rappresenta il bersaglio dei più efficaci farmaci per abbassare il livello del colesterolo. In sostanza, questo enzima, contenuto in particolare nelle cellule del fegato, avvia la prima fase di produzione del colesterolo e la sua attività è inversamente proporzionale alla colesterolemia, ossia al contenuto del colesterolo nel sangue.

    Come agisce

    Il colesterolo viene trasportato nel sangue da particolari proteine dette lipoproteine, di cui esistono due tipi.
    Le lipoproteine ad alta densità o HDL trasportano il colesterolo "buono" dai tessuti del fegato. Esse infatti, sembra che rimuovano il colesterolo in eccesso e lo trasportino al fegato dove avviene la sua eliminazione.
    Le lipoproteine a bassa densità o LDL trasportano invece il colesterolo "cattivo" distribuendolo ai vari organi. Una eccessiva quantità di colesterolo LDL circolante nel sangue può accumularsi progressivamente sulle pareti delle arterie che portano al cuore (coronarie) e al cervello formando delle placche (cioè un accumulo di grasso lungo la parete interna delle arterie), che possono ostruire le arterie portando all'aterosclerosi, ovvero a un indurimento e restringimento delle arterie stesse. La formazione di un coagulo di sangue poi (cioè un trombo), può bloccare il flusso del sangue al cuore causando un infarto. I coaguli di sangue possono inoltre bloccare l'afflusso di sangue a una parte del cervello provocando un ictus.

    Come viene eliminato dall'organismo

    L'eliminazione del colesterolo avviene attraverso la bile, ma prima di essere eliminato definitivamente dalle feci, è possibile il riassorbimento parziale da parte dell'intestino con l'avvio di un nuovo ciclo di trasporto prima al fegato e poi agli altri organi.

    Quando e perché aumenta

    Le cause principali del suo innalzamento sono la presenza di una predisposizione ereditaria e una dieta troppo ricca di cibi ad alto contenimento di colesterolo, che sono anche ricchi di grassi saturi (come il tuorlo dell'uovo, il fegato e i polmoni), i quali possono contribuire a danneggiare seriamente e irreversibilmente i vasi sanguigni.
    Per questo motivo la quantità di colesterolo introdotto con la dieta non dovrebbe superare i 3 grammi al giorno.
    Il colesterolo comunque, tende ad aumentare con l'età, indipendentemente dal tipo di alimentazione, perché probabilmente si attenua il sistema di controllo che ne blocca la produzione da parte dell'organismo. Per quanto riguarda le donne, in particolare, dopo la menopausa si verificano delle modificazioni dei livelli dei grassi nel sangue con un aumento del colesterolo totale, dei trigliceridi e del colesterolo LDL e una riduzione di quello HDL. Questo fenomeno favorisce quindi la formazione delle placche aterosclerotiche, responsabili delle principali malattie cardiocircolatorie (infarto e ictus).

    I trigliceridi

    Sono un altro tipo di grasso presente nel sangue e rappresentano la forma principale sotto la quale i grassi compaiono in natura. Derivano dal cibo e sono in parte formati all'interno dell'organismo. Forniscono energia ma possono essere elevati a causa di vari fattori, come la predisposizione ereditaria; ma un'altra causa è la dieta ricca di grassi e in alcuni casi di alcol (vino, superalcolici, ecc...) . Quando sono alti non favoriscono direttamente la formazione delle placche aterosclerotiche, ma sono spesso associati a elevati valori di colesterolo totale e LDL e a bassi valori di colesterolo HDL.
    Quando sono elevati inoltre, rappresentano di per sé un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete, l'obesità ecc...
    Per questo motivo la concentrazione nel sangue di trigliceridi non deve superare i 200 mg/dl (nei diabetici 200 mg/dl potrebbero essere già valori alti).

    Come si misura

    Per conoscere i livelli di colesterolo basta eseguire un semplice esame del sangue. Per ottenere dei valori corretti il prelievo andrebbe eseguito 12 ore dopo il digiuno.
    I livelli di colesterolo sono misurati in milligrammi per 100 millilitri di sangue. Il fattore di rischio è espresso dal rapporto tra colesterolo totale e HDL. In particolare, è significativo per valutare il rischio di aterosclerosi, il rapporto tra colesterolo totale e frazione HDL, e il rischio risulta aumentato per valori inferiori a 1/5. Negli ultimi tempi a questi tempi a questi esami si è aggiunto un nuovo test (ancora in fase sperimentale), che aiuterà a individuare meglio chi ha bisogno di particolare attenzione nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Oltre al colesterolo "buono" e "cattivo" infatti, è stato individuato un altro tipo di grassi che può portare all'aterosclerosi e che sfugge ai controlli dei classici esami del sangue. Si tratta del colesterolo Rpl, Remnant particle lipoproteins, particelle lipoproteiche rimanenti. E tali particelle sono il risultato della digestione incompleta deo grassi e sono ricche di colesterolo e trigliceridi.

    I valori da tenere sotto controllo

    Il concetto moderno di colesterolemia ottimale è legato alle caratteristiche del singolo individuo e non a valori standard. I livelli quindi, variano secondo la presenza di uno o più fattori di rischio come il fumo, lo stress, il sovrappeso, ecc...
    Di norma, il valore del colesterolo LDL dovrebbe restare sotto i 130-160 mg/dl. Però, in presenza di problemi alle coronarie, il valore deve abbassarsi ulteriormente sotto i 100 mg/dl. Per quanto riguarda il colesterolo HDL i valori di riferimento devono essere > s 35 mg/dl.

    Vediamo comunque in dettaglio le nuove indicazioni.

    Le nuove linee guide internazionali secondo il NCEP, National Istitute of Health di Bethesda USA

    Assenza di malattia cardiaca e meno di due fattori di rischio:
    colesterolo totale < o = a 240 mg/dl; colesterolo LDL < o = a 160 mg/dl
    Assenza di malattia cardiaca e 2 o più fattori di rischio:
    colesterolo totale < o = a 200 mg/dl; colesterolo LDL < o = a 130 mg/dl
    Presenza di cardiopatia ischemica:
    colesterolo totale < o = a 160 mg/dl; colesterolo LDL < o = a 100 mg/dl

    Chi rischia di più

    Devono tenere controllato il tasso di colesterolo soprattutto le persone in sovrappeso o obese e coloro che hanno una storia familiare o personale di malattie cardiovascolari: recenti studi, infatti, hanno dimostrato che in questi casi abbassare l'LDL riduce di molto i rischi. Vediamo dunque in dettaglio i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari:

    -- Alterazione del profilo lipidico nel sangue o dislipidemia. Il termine indica un'alterazione nelle quantità presenti nel sangue. In genere ci si riferisce all'aumento del colesterolo, dei trigliceridi o di entrambi. Tali alterazioni possono essere conseguenza di un'alterazione del metabolismo causata da predisposizione genetica peggiorata da una dieta non adeguata.
    -- Ipertensione. Questa condizione si verifica quando la pressione minima (o diastolica) supera i 90 mm di mercurio e/o quella massima (o sistolica) supera i 140 mm di mercurio. Generalmente l'ipertensione è asintomatica (cioè non provoca alcun sintomo), ma con il passare del tempo le arterie, il cuore, il cervello, i reni e gli occhi possono subire danni gravissimi. Quindi, superare i livelli di guardia significa esporsi a un rischio, perché possono sopravvenire importanti complicazioni, specie per il cuore (angina pectoris, infarto, aritmia grave) e per il cervello (ictus). In generale, più alto è il livello della pressione arteriosa, maggiore è il rischio di incorrere in tali malattie. Talvolta, inoltre, è possibile individuare la causa della malattia ipertensiva, altre volte l'ipertensione si manifesta senza una causa nota. Nel primo caso si parla di ipertensione secondaria ad una data patologia, nel secondo caso, che anche il più frequente, l'ipertensione viene definita primitiva o essenziale.
    Diabete. Aumenta i valori della glicemia (gli zuccheri) nel sangue e nelle urine a causa di una riduzione nella produzione di insulina e rappresenta quindi un fattore di rischio cardiovascolare.
    -- Fumo. E' uno dei principali fattori di rischio di mortalità per cardiopatia ischemica; chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno ha un rischio da 3 a 5 volte maggiore dei non fumatori, mentre una sospensione del fumo riduce notevolmente la probabilità della malattia. Il fumo, infine, provoca un aumento del colesterolo LDL mentre riduce dell'HDL.
    Sedenterietà. La scarsa attività fisica riduce i consumi energetici dell'organismo, favorendo l'obesità, e abbassa il valore del colesterolo "buono", che fa da spazzino per le arterie. Chi conduce una vita sedentaria quindi, ha un rischio di malattie cardiovascolari 2 volte maggiore rispetto a chi svolge un regolare esercizio fisico.
    -- Alimentazione. Gli eccessi alimentari, una dieta ricca di cibi grassi e di alcolici portano a un innalzamento della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo e trigliceridi, aumentando il rischio di sviluppare malattie del cuore e delle arterie. I pasti troppo abbondanti, inoltre, richiedono un notevole consumo di risorse energetiche per la digestione e questo superlavoro sottopone il cuore e la circolazione ad un lavoro anomalo.
    -- Obesità. L'obeso ha valori elevati di pressione, colesterolo e glicemia, che lo rendono predisposto a una maggiore probabilità di malattie cardiovascolari.
    -- Stress. La vita frenetica di tutti i giorni costringe l'organismo a una continua tensione fisica e psicologica. Questo provoca l'innalzamento della pressione arteriosa, in particolare attraverso un maggiore rilascio di adrenalina, e di conseguenza aumenta anche il lavoro del cuore.
    -- Familiarità. Questo fattore di rischio purtroppo non è modificabile perché dato dalla presenza di malattia coronarica nei genitori e/o nei fratelli.
    -- La presenza contemporanea di più fattori di rischio amplifica le probabilità di complicanza cardiovascolari. Per esempio, studi condotti su un gran numero di persone hanno permesso di rilevare che a parità di livelli di colesterolo, anche se elevati, i soggetti fumatori e con pressione sanguigna elevata hanno una probabilità superiore di andare incontro ad un infarto rispetto a chi non fuma e ha una pressione arteriosa entro i limiti consentiti.

    Perchè è necessario abbassarlo quando è elevato

    Negli ultimi anni si sono andate avvicendando nuove concezioni sui livelli pericolosi di colesterolo e su come sia necessario intervenire nel modo più appropriato per abbassarli personalizzando la terapia in base alle caratteristiche individuali.
    Infatti, se è semplice definire ipercolesterolemia un innalzamento del livello di colesterolo nel sangue, è impossibile individuare un valore normale e ottimale valido per tutti. Per esempio, è diverso il valore soglia del colesterolo in persona che ha già avuto un infarto, un ictus o altri problemi vascolari e in un individuo che non ha mai avuto problemi cardiocircolatori.
    Per quanto riguarda le donne inoltre, fino a qualche tempo fa il problema era rinviato a dopo la menopausa, mentre oggi si valuta anche il rischio in occasione degli accertamenti eseguiti in gravidanza. Le donne infatti, risultano più esposte degli uomini al fumo di sigaretta, a un innalzamento della pressione arteriosa e ad elevati livelli di colesterolo e stanno facendo registrare un aumento dei casi di obesità.
    Infine, anche i pediatri raccomandano molta attenzione all'alimentazione dei bambini perché la vera prevenzione per essere efficace deve effettuarsi a partire dalla prima infanzia.

    I rischi

    Come abbiamo già visto, quando il colesterolo supera la soglia di attenzione le principali conseguenze per la salute sono le malattie cardiovascolari. Vediamole adesso più in dettaglio.
    Aterosclerosi: è la causa principale delle malattie cardiovascolari, ed è una malattia delle arterie: all'interno delle pareti arteriose si formano delle masse di grasso, dette placche aterosclerotiche. In pratica, si tratta di una condizione caratterizzata da ispessimento, indurimento e perdita di elasticità delle grandi e medie arterie (aorta, coronarie ecc...) e dalla formazione di ateromi, cioè lesioni degenerative costituite da un deposito di lipidi (cioè di grassi), prevalentemente colesterolo, sia all'interno che all'esterno della cellula, oltre che da un anello di tessuto connettivale fibroso e da una massa di cellule muscolari lisce proliferanti. Le placche inoltre, non solo rappresentano un punto di debolezza e di perdita di elasticità dell'arteria, ma ostruiscono anche parzialmente o totalmente la cavità interna (il lume) del vaso sanguigno. Col tempo possono andare incontro a calcificazione o ulcerazione (cioè lesione) e in quest'ultimo caso si creano le migliori condizioni per la formazione di un trombo, che può improvvisamente bloccare il flusso di sangue o dare luogo a frammenti (emboli) che si staccano ed entrano in circolo nel sangue. Le manifestazioni cliniche più frequenti e gravi sono l'infarto del miocardio, l'ictus celebrale e la cancrena degli arti inferiori.
    -- Ictus: può essere dovuto all'arresto del flusso di sangue in una determinata zona del cervello (ictus ischemico) e in questo caso le cause più frequenti sono le formazione istantanea di un trombo o l'aumento di volume di una placca aterosclerotica che chiude completamente un'arteria; oppure, può essere la conseguenza della rottura di un'arteria del cervello (emorragia celebrale), che è spesso associata a un aumento improvviso della pressione arteriosa e alla presenza di placche ateriosclerotiche. L'impatto del flusso di sangue sul tessuto nervoso provoca la distruzione immediata e irreversibile di un'area del cervello, dove si verifica la formazione di un'ematoma. L'ictus può causare paralisi o debolezza in un lato del corpo, afasia (perdita di compressione del linguaggio) e disartria (perdita del controllo muscolare per la fonazione). L'ictus infine, porta spesso a danno celebrale permanente.
    -- Cardiopatia Ischemica: il miocardio, il muscolo cardiaco, si contrae in continuazione per tutta la vita e per farlo consuma energia, come tutti i muscoli, e quindi ha bisogno di ossigeno. Le arterie coronarie irrorano con il sangue ossigenato il muscolo cardiaco. Può accadere, però, che alcune parti del miocardio ricevano meno sangue perché le coronarie sono ostruite da placche aterosclerotiche o perché le coronarie stesse possono avere degli spasmi che riducono il flusso sanguigno. In tutti questi casi si parla di cardiopatia ischemica e le manifestazioni cliniche possono essere molteplici. Si va dall'ischemia silente (di cui l'individuo non è consapevole) all'angina pectoris con intenso dolore toracico, fino all'infarto miocardico che provoca la necrosi, cioè la morte di una parte del muscolo cardiaco.
    -- Angina pectoris: è una temporanea ischemica cardiaca, cioè un ridotto afflusso del sangue (quindi di ossigeno) al cuore, a causa della presenza di una o più placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie, che vengono particolarmente ostruite. Compare improvvisamente, in genere durante uno sforzo (la cosiddetta "soglia", cioè il livello di attività fisica oltre la quale si manifesta la crisi è inversamente correlata alla gravità del disturbo) e il suo decorso è inconfondibile, caratterizzato da un dolore trafitto descritto come una pugnalata al torace con irradiazione al braccio sinistro che genera ansia e porta il soggetto colpito a mantenere una posizione il più possibile immobile e a limitare e a limitare la respirazione.
    -- Infarto miocardico: è l'attacco cardiaco e si verifica quando una delle coronarie viene completamente ostruita (quasi sempre da un grumo di sangue) e quindi una certa zona del cuore resta senza ossigeno per alcuni minuti. Se questa situazione si protrae, dopo circa mezz'ora le cellule muoiono e vengono sostituite da una cicatrice. Le dimensioni della zona distrutta variano in base all'entità del del blocco della circolazione. Se ad essere ostruito dal coagulo è un grande ramo delle coronarie il danno è molto più diffuso mentre se ad essere ostruito è un vaso secondario si può avere solo una piccola parte di muscolo che diventa un'efficace.
    -- Trombosi: è provocata da un trombo, un coagulo di sangue che si forma in un'arteria o in una vena. Se colpisce il cervello si ha un ictus celebrale mentre se colpisce il cuore si ha un infarto miocardiaco. Se il trombo si forma nelle gambe o nelle braccia si ha una trombosi venosa profonda. Se il trombo si rompe, qualche frammento può raggiungere i polmoni e provocare un'embolia polmonare.

    Come si tiene sotto controllo

    Quando i livelli del colesterolo sono elevati, la prima regola per abbassarli consiste nel modificare l'alimentazione, ossia eseguire una dieta povera di colesterolo e di grassi saturi, e le abitudini di vita, facendo più esercizio fisico ed eliminando fumo e alcol. Ma se questo non è sufficiente a riportare il colesterolo entro i valori normali, si deve ricorrere ai farmaci specifici.

    La dieta

    L'alimentazione influisce sulla concentrazione di colesterolo nel sangue e sul rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, entro certi limiti, può prevenire e curare l'aterosclerosi e il relativo danneggiamento delle arterie e del cuore.
    Una dieta corretta, infatti, riesce a ridurre l'HDL del 15-20%. Per questo bisogna privilegiare verdure, frutta, pesce e carne bianca, cereali, legumi e olio di oliva. Inoltre, va stabilito anche il peso corporeo ideale per calcolare esattamente quante calorie occorre consumare al giorno in base al lavoro e all'attività fisica che abitualmente si svolge.
    Una dieta equilibrata deve contenere appropriate quantità dei principali tipi di alimenti, ad esempio il 50% delle calorie previste deve essere fornito dagli zuccheri (pane, pasta, farinacei), il 25% dai grassi (limitando quelli di origine animale), il restante 25% dalle proteine (carni magre e prive del grasso), oltre a contenere sali minerali e vitamine, che si trovano soprattutto nella frutta, nella verdura fresca e nelle fibre, necessarie per il buon funzionamento dell'intestino.

    Cibi sì

    Pane, pasta, riso, ma facendo attenzione ai condimenti. Gli ipertesi inoltre dovrebbero preferire il pane toscane, privo di sale.
    Legumi e verdura fresca o cotta in modo semplice (lessa, al valore, o alla griglia) e condita a cruda con olio extravergine di oliva.
    Frutta cruda o cotta.
    Pesce lessato, al vapore, alla griglia o al cartoccio. La scelta è tra il branzino, nasello, dentice, orata, sogliola, trota di lago, salmone fresco, sgombro, aringa, pesce spada e pesce azzurro.
    Carne bianca, come quella di coniglio, tacchino o pollo. Da cuocere in modo semplice (arrosto, lessata, al vapore o alla griglia).
    Carne di manzo o maiale solo nei tagli magri e sempre cotta in modo semplice.
    Prosciutto crudo o cotto ma senza grasso visibile o bresaola.
    Latte e yogurt, ma parzialmente scremati o totalmente scremati.
    Formaggi freschi tipo ricotta di mucca, fior di latte, stracchino, formaggi light, caciotta fresca di mucca.
    Olio extravergine di oliva, di semi di mais o di soia.
    Vino e birra , ma in piccole quantità; ma sono da evitare totalmente se si è in sovrappeso o con i trigliceridi alti.
    Caffè e tè.
    Dolci e dessert sono permessi solo occasionalmente e se non ci sono problemi di sovrappeso, trigliceridi e diabete. In ogni caso la scelta deve cadere su prodotti privi di grassi o base di yogurt magro, ricotta, sorbetti e gelati di frutta.
    Erbe aromatiche al posto del sale. Insaporiscono in modo naturale ma non alzano la pressione.
    Molto efficace per tenerla sotto controllo è anche l'aglio, che da secoli è utilizzato come prodotto per pulire le arterie e quindi abbassare il colesterolo cattivo. Uno studio recente inoltre, ha dimostrato come la polvere d'aglio sia un rimedio efficace per far scendere la pressione e rallentare l'aterosclerosi.

    Cibi no

    Grassi di origine animale come burro, strutto, oltre a besciamella, maionese e salse derivate.
    Uovo, specie il tuorlo.
    Pasta all'uovo, pane condito (all'olio) o "speciale" (con olive, noci, ecc...).
    Salumi e insaccati molto calorici e molto ricchi di colesterolo e sodio che vanno evitati soprattutto dagli ipertesi.
    Carne in scatola e tonno in scatola: da consumare con moderazione.
    Frattaglie come il cervello, cuore, fegato, rognone.
    Carne grassa di manzo, vitello e maiale, agnello, capretto, selvaggina, anatra, oca: da consumare solo occasionalmente cuocendola senza burro e togliendo il grasso.
    Formaggi grassi e stagionati, da consumare con parsimonia e occasionalmente.
    Dolci a base di panna, creme, gelati di crema, cioccolatini e dolci preparati con burro e uova intere, crêpes.
    Frutta secca (noci, nocciole, arachidi, uvette, fichi secchi, datteri).
    Verdure fritte.
    Crostacei (aragosta, astice, gamberi, calamari, cozze), caviale.
    Liquori.

    La soia

    Tra le sue virtù salutistiche, al primo posto c'è indubbiamente la riconosciuta azione come "spazzino" delle arterie. Essa infatti, contribuisce ad abbassare il livello del colesterolo cattivo (LDL). In particolare, i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti hanno evidenziato che un regolare consumo di soia può ridurre il tasso di colesterolo LDL di circa il 10%.
    Questo benefico effetto sarebbe da attribuire soprattutto alle proteine della soia e ai fitoestrogeni; infatti, le proteine sembra che riescano a modificare i livelli di alcuni ormoni presenti nell'organismo, introducendo il fegato a produrre meno colesterolo, mentre i fitoestrogeni riuscirebbero a proteggere il colesterolo cattivo dall'ossidazione, rendendolo meno pronto ad aderire alle pareti dei vasi sanguigni che nutrono il cuore.

    Gli acidi grassi omega 3

    Sono i cosiddetti grassi "buoni", preziosi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Definiti essenzialmente perché il nostro organismi non è in grado di sintetizzarli, gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena omega 3, sono in grado di ridurre i livelli nel sangue di trigliceridi e contribuiscono a mantenere moderati i livelli di colesterolo, soprattutto LDL.
    Il fabbisogno alimentare può essere soddisfatto mangiando, ogni settimana, 200-300 grammi di pesce azzurro oppure assumendo circa 2-3 grammi di olio di pesce al giorno, oppure ricorrendo (se necessario e su consiglio del medico) ai functional food, cibi di uso comune a cui vengono aggiunti gli omega 3 (come il latte). La principale fonte di omega 3 è il pesce, in particolare merluzzo, aringa, sgombro, salmone, olio di pesce, crostacei, oltre agli oli vegetali di soia e lino.



    Tabella dei principali alimenti e loro contenuto
    di colesterolo espresso in mg per 100 gr


    CIBI Colesterolo:
    - Uova intere 504
    - Fegato di manzo e vitello 300
    - Burro 250
    - Gamberi 150

    - Salame 99
    - Brie 98
    - Parmigiano 91
    - Pecorino romano 90
    - Carne di bovino e vitello magra, maiale, coniglio e petto di pollo 60-70
    - Pesci 50-70
    - Molluschi 50
    - Latte intero 14
    - Latte scremato 2
    - Gelato di crema 57



    L'attività fisica

    E' molto importante per il benessere dell'organismo perché il movimento migliora l'ossigenazione del sangue e dei tessuti e quindi la circolazione sanguigna. Fare una lunga passeggiata al giorno, usare la bicicletta invece dell'auto, salire e scendere le scale a piedi, sono movimenti che aiutano a bruciare il colesterolo "cattivo" a favore di quello "buono". Uno studio dell'Università dell'Oregon ha evidenziato che camminare a passo sostenuto tutti i giorni, per almeno mezz'ora, o fare un'ora di cyclette, provoca un innalzamento dell'HDL.
    Tra le attività fisiche consigliate, da fare almeno mezz'ora al giorno a giorni alterni, ci sono:

    -- nuoto
    -- camminare svelti
    -- jogging
    -- cyclette o bicicletta
    -- sci da fondo
    -- canottaggio
    -- ginnastica aerobica
    -- I farmaci

    I preparati che riducono il colesterolo possono agire con diversi meccanismi.
    Tali farmaci appartengono a tre classi di sostanze chimiche che vengono denominate: Statine, Resine e Fibrati.


    -- Le statine (inibitori della HMG-CoA reduttasi). Sono i farmaci più usati e più nuovi, perché possono abbassare il colesterolo LDL fino al 50% e ridurre del 30% la mortalità per malattie cardiovascolari. Sono anche ben tollerate perché il loro meccanismo di azione selettivo. Infatti, si limitano a ridurre la produzione di colesterolo da parte del fegato, poiché bloccano l'azione dell'enzima HMG-CoA reduttasi, che è contenuto nelle cellule del fegato e che dà il via alla prima fase di produzione del colesterolo.
    -- Le resine. Sono preparati che si legano in modo irreversibile agli acidi biliari (formati da colesterolo) impedendone il riassorbimento e costringendo il fegato a rimpiazzarli, sottraendo all'organismo il colesterolo necessario a produrli di nuovo. In pratica, riducono l'assorbimento dei grassi introdotti con la dieta "sequestrando" gli acidi biliari dall'intestino, che poi vengono eliminati con le feci determinando una riduzione del 15-30% del colesterolo. Sono poco tollerate e inoltre devono essere assunte 4-6 volte al dì con notevoli disagi per i pazienti.
    -- I fibrati (derivati dell'acido fibrico). Sono riservati al trattamento delle forme con aumento isolato o prevalente dei trigliceridi, anche se sono in grado di ridurre il colesterolo totale e aumentare quello buono. Agiscono potenziando l'attività della lipasi proteica, un enzima in grado di operare la distruzione dei trigliceridi. Tra gli effetti collaterali ci sono disturbi gastrointestinali, cutanei e muscolari.

    Le statine

    Questi farmaci sono stati scoperti circa 25 anni fa, e hanno portato a una svolta importante e decisiva nel trattamento dell'ipercolesterolemia.
    Le statine agiscono bloccando l'enzima HMG-CoA reduttasi, che regola la produzione del colesterolo nelle cellule del fegato, costringendole a utilizzare il colesterolo LDL che si trova nel sangue. Il capostipite di questi preparati è stata la mevastatina, a cui sono seguiti altri composti più perfezionati: lovastatina, simvastatina, pravastatina, fluvastatina, cerivastatina e artovastatina.
    L'attività fondamentale delle statine consiste nel ridurre il colesterolo LDL, con un effetto correlato in proporzione alla dose che viene somministrata.
    Le statine di norma vengono assunte alla sera perché la produzione di colesterolo è massima durante la notte (tra le 24 e le 3).
    La riduzione dei livelli di colesterolo che si può ottenere è notevole: su un campione di 29.000 pazienti, arruolati in 16 ricerche internazionali, a cui sono state somministrate diverse classi di statine, il colesterolo totale è stato ridotto in media del 22%, mentre il calo di quello "cattivo" è stato del 30%.
    La terapia con le statine deve essere particolarmente aggressiva nelle persone a rischio più alto e in quelle già colpite da malattia coronarica (angina pectoris, infarto miocardico, ecc...).
    Gli effetti collaterali delle statine possono essere un aumento delle transaminasi (gli enzimi prodotti dalle cellule del fegato) e una sofferenza muscolare (miopatia).

    Glossario

    -- A
    Angina Pectoris: dolore al petto, talvolta diffuso al braccio sinistro, causato da spasmo delle arterie coronarie.

    Arteria: vaso sanguigno che apporta ai tessuti sangue, ossigeno e sostanze nutritive.

    Arteriosclerosi: qualsiasi condizione patologica delle arterie caratterizzata da ispessimento, indurimento, perdita di elasticità delle pareti arteriose con conseguente riduzione dell'apporto del sangue ai tessuti.

    -- C

    Coronarie: sono le due arterie che circondano il cuore, lo riforniscono di sangue, ossigeno e sostanze nutritive ed eliminando i prodotti di scarto e l'anidride carbonica.

    Coronaropatia: sofferenza delle arterie coronarie in seguito alla formazione di una placca aterosclerotica che riduce in modo significativo il flusso di sangue e quindi l'apporto di ossigeno al cuore.

    -- E

    Embolia: blocco improvviso di un vaso sanguigno (di solito un arteria) da parte di frammenti di un coagulo o da masse di corpi estranei che si sono introdotti nella circolazione.

    Enzima: particolare proteina in grado di legare a sé in modo specifico una sostanza, trasformandola, e di far avvenire istantaneamente una determinata reazione chimica.

    -- L

    Lipoproteina: Lipide complesso costituito da grassi e da una proteina che trasporta i grassi nella parte liquida del sangue.

    Lume: interno di un organo cavo.

    -- M

    Malattie cardiovascolari: affezioni che interessano il cuore e i vasi sanguigni, solitamente dovute all'accumulo di placche aterosclerotiche.

    Malattie coronariche: affezioni delle coronarie. Le arterie vengono colpite da aterosclerosi, si congestionano di grassi e sono incapaci di fornire al cuore un sufficiente apporto di sangue.

    Metabolismo: insieme di tutti i processi che si verificano all'interno dell'organismo attraverso i quali il corpo trasforma gli alimenti in tessuti, li scinde e li ripara e trasforma sostanze complesse in sostanze semplici per produrre energia.

    Miocardio: parte muscolare del cuore.

    -- O

    Ormone: sostanza elaborata dalle ghiandole endocrine che ha la proprietà di stimolare le funzioni cellulari di vari organi e di regolare l'equilibrio di alcuni processi vitali come l'accrescimento, lo sviluppo psichico, i processi metabolici.

    -- P

    Pressione arteriosa: forza esercitata del sangue sulla parete dei vasi sanguigni quando scorre nel sistema circolatorio.

    Pressione diastolica: pressione sanguigna rivelata quando i ventricoli (le camere più basse del cuore che agiscono come pompa e spingono il sangue dal cuore al circolo) sono in fase di rilasciamento.

    Pressione sistolica: pressione arteriosa registrata quando i ventricoli sono in contrazione.

    -- S

    Sistema cardiovascolare: è formato dal cuore e dai vasi sanguigni che, insieme, sono responsabili del continuo flusso di sangue in tutto il corpo.

    -- V

    Vasi Sanguigni: si distinguono in arterie e vene. Nelle arterie scorre il sangue che dai tessuti ritorna al cuore. Tra il sistema delle arterie e quello delle vene vi è la rete dei capillari, che sono vasi sanguigni molto piccoli, delle pareti sottili, che permettono all'ossigeno ed alle sostanze nutritive di passare dal sangue ai tessuti ed alle sostanze di rifiuto di passare nella direzione opposta

 

 
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