In Origine Postato da Lorenzo
La mia non volevola essere una critica rivolta a te che sollevi problemi interessanti, ma ad una maniera di esporre dei concetti complessi in maniera semplice.
Mi spiace, ma non posso essere d'accordo con questa affermazione senza le relative specifiche motivazioni, perchè vorrei sapere qual è la maniera giusta per comunicare, senza rischi, "un concetto complesso in maniera semplice".
Attenendomi al problema colesterolo e sapendo che neppure i medici specialisti conoscono
perfettamente tale "problema complesso", riguardante tutto il bene ed il male che questa sostanza può procurare al nostro organismo, nonchè la sua ottimale concentrazione e dosaggio nel sangue (vedi frequenti variazioni ULS); sapendo che gli studi in proposito sono ancora in piena evoluzone in quanto troppe cose permangono tuttora avvolte nel mistero; essendo poi io paziente (reale o potenziale) e, quindi, oggetto su cui indagano e operano i suddetti medici specialisti, mi pare ovvio (data anche la mia personale curiosità) che io ponga attenzione a tutte quelle notizie che bene o male possono concenere qualche novità, come appunto la notizia in questione. Poi, se qualcuno non si ritiene soddisfatto, si va a cercare fonti più complete (nel nostro caso, la rivista originale americana da cui è stato tratto l'articolo del giornale).
Questo è un forum della categoria "scienza" e purtroppo non vi scrivono dei premi nobel (magari!) ma, per quanto ne so, studenti, appassionati più o meno competenti, giornalisti in erba, ecc., cioè il pubblico di POL. Così si parla di argomenti scientifici come altrove si parla di politica, di religione, di arte militare, ecc., senza che pincopallo debba dire a te o a chiunque altro che tratta argomenti troppo complessi in maniere semplicistica. Mi pare che sia saggio, da parte di ciascuno, di accontentarsi di ciò che passa il convento; in caso contrario non ha che da servire una pietanza migliore che, per quanto mi concerne, è sicuramente gradita.
Mi tocca citare un autore di sinistra:
"Molti del popolo pensano che nelle difficoltà dello studio ci sia un trucco a loro danno....in una nuova situazione queste questioni possono diventare asperrimee occorrerà resistere alla tendenza di reder facile ciò che non può esserlo senza essere snaturato"(A. Gramsci)
Permettimi di dire che questa affermazione è superata da almeno 60 anni (praticamente dalla fine dell'epoca Gramsci e cioè dalla fine del fascismo).
Ai tempi di Gramsci, posso stimare che l'analfabetismo fosse intorno al
15/ 20 % medio , un 80/75% con la seconda, terza o quinta elementare, un 5 % circa con scolarità superiore alla quinta compresi i laureati -
Per fortuna, dopo l'ultima guerra mondiale, le masse hanno avuto un graduale miglioramento nell'accesso all'istruzione, tanto che oggi la scolarità media è di gran lunga superiore a quella dei tempi di Gramsci.
Guai se noi continuassimo ancora a pensare che solo le
caste possono accedere ai problemi complessi. I monopoli di terminologia e di sapere non sono più così netti come un tempo. Ci mancherebbe che noi dovessimo ignorare tutto ciò che il medico fa su di noi solo perchè non siamo medici!
Oppure non potessimo esprimere un parere sul parere che il giurista esprime sul nostro conto solo perchè non siamo giuduci o avvocati!
Io sono un ignorante e non conosco nemmeno la medicina che pure studio, ma credo che l'unico modo per padroneggiare un concetto sia quello di comprenderlo e la culturicchia che riviste e TV divulgano snatura per semplificare. Questo sincerame mi irrita un po.
Cordiali Saluti
Lorenzo
Miles Insulae