carissimo Peucezio, anzitutto chiedo venia per alcune risposte a tono alle provocazioni dei soliti noti. Si deve scendere purtroppo al loro livello triviale.In origine postato da Peucezio
>si, fai pure dell'ironia... Io almeno ho la coerenza, la chiarezza ed il coraggio di dire ciò che tutti sentono. Del politically correct me ne strafrego, e ho sempre detto pane al pane e vino al vino.
I mongoli sono esteticamente inferiori - "più brutti" - sia dei negri che di noi bianchi. Voglio vedere chi non preferirebbe andare a letto con una voluttuosa mulatta, una prosperosa mediterranea, o una bionda valkiria, rispetto a una mongoloide tozza, piatta, bassa, con le gambette storte e con gli occhi obliqui. E non postate foto di giapponesine carine, sono una piccola minoranza...<
Felix, al di là di Wilhelm, di Shambler e delle loro stupidaggini, ammetterai però che le realizzazioni culturali, civili e spirituali delle razze mongoloidi sono immense, mentre quelle dei negri sono risibili. Secondo me è un errore dare troppo rilievo all'aspetto estetico, soprattutto se questo rischia di cadere in un sensualismo che si riferisce più alle funzioni inferiori che a quelle elevate. Mi chiedo se esista amplesso con una negra che valga più dello spettacolo della Grande Muraglia, della grandezza dell'Impero Cinese, della contemplazione del Tao o della meravigliosa struttura dell'I Ching. Il sesso è il sesso ed è bene che stia al suo posto. Non è da diprezzare, tutt'altro, ma guai ad assegnargli un ruolo che non gli compete e a farlo diventare il metro di valutazione di questioni che devono essere valutate in base a ben altro. I negro sono per eccellenza la razza della sensualità, sono la razza più vicina alla materia, ma questo non è affatto un segno di superiorità, altrimenti ogni criterio sarebbe stravolto.
Passiamo a noi. Comprendo benissimo il tuo punto, ed in parte ti devo dar ragione. Ma alla seguente condizione: di non separare nettamente sensualità e spiritualità, ciò che implicherebbe un dualismo estraneo alla tradizione indoeuropea, e più vicino al semitismo. Pensiamo per esempio alla spiritualità sensualissima presente nell'induismo. L'estetica poi è fondamentale, rammentiamo per esempio i greci ed il loro altissimo senso estetico, inteso in senso anche morale (kalos kai agathos...).
Il mio insistere su questo tema è dovuto proprio all'impulso a recuperare in senso spirituale -"alto"- estetica e sensualità. E come rifiuto del nichilismo imperante oggi su questi aspetti dell'umano. Non è vero che siamo "uguali", tra l'altro, perchè siamo divisi tra belli e brutti, e il bello è superiore al brutto, va detto chiaro e forte. Alcuni popoli posseggono una bellezza superiore ad altri, e questo rappresenta UN criterio di gerarchizzazione. Non l'unico, ma uno dei possibili, e non tra i meno importanti. Si tratterà allora di arrivare a una giusta valutazione di tutti gli elementi gerarchici, comprendendo quello spirituale, quello estetico, quello intellettivo, ecc...
Un ultima osservazione per rendere più complessa la valutazione etnorazziale. I cinesi sono senza dubbio più "brutti" fisicamente dei negri sudanesi, ma hanno una capacità di creare bellezza nell'arte, nell'architettura, nella letteratura decisamente superiore ai negri. Questo è fuor di dubbio.
Solo noi bianchi europei riuniamo tutte queste caratteristiche superiori della razza: bellezza fisica, spiritualità, e capacità creativa.




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