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    Predefinito Gravissimo: 10 mesi di galera per una frase contro il tricolore

    La Cassazione ha confermato: carcere per 10 mesi e 20 giorni per Stefano Galli a causa di una frase contro il tricolore pronunciata nel '97 quando la Lega chiese al Nord di togliere la lealtà allo Stato italiano che opprimeva e derubava i popoli padani. Grazie a quella lotta politica, oggi lo Stato riconosce le sue gravissime colpe e accetta il federalismo, tranne quei giudici di primo e secondo grado e ora anche quelli di Cassazione che rispondono: "No alla mediazione tra Nord e Sud operata dal Federalismo, ma la galera". Il ministro Bossi: sentenze come queste sono umilianti per i cittadini del Nord e dimostrano a quale livello sia arrivato il colonialismo della maggioranza del Centro-Sud, che controlla lo Stato. Non c'è nemmeno un giudice padano in Padania: la nostra terra trasformata in colonia con giudici pronti a colpire un cittadino che ha osato alzare la testa. Il Nord non può lasciar passare una sentenza fascista come questa
    Bossi: abolire immediatamente i reati d'opinione tenuti in vita dai fascisti che riempiono Roma
    «TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI» CONTRO IL NAZIONALISMO ITALIANO
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Stefano Galli: non rinnego nulla ma spero che il mio sia un esempio per cambiare




    PAOLO BASSI
    --------------------------------------------------------------------------------
    Articolo 292: "Chiunque vilipende la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione da uno a tre anni". Così testualmente recita il Codice penale. Un reato che nel 2003, si potrebbe a giusta ragione definire desueto. Eppure, non solo viene applicato, ma rischia di portare dietro alle sbarre un consigliere regionale, un uomo che da 13 anni sulla scorta di migliaia di preferenze rappresenta i cittadini lombardi in seno alla massima assemblea legislativa della Lombardia. Stiamo parlando di Stefano Galli, militante storico del Carroccio fin dalla fine degli anni 80, per tre volte di fila riconfermato membro dell'assise del Pirellone, condannato appunto a 10 mesi e 20 giorni di reclusione per vilipendio alla bandiera nazionale. Sentenza confermata in Cassazione e, quindi, definitiva.
    Consigliere Galli, la storia di questa condanna è piuttosto lunga, dobbiamo tornare alla metà degli anni 90. Giusto?
    «Esatto. E' necessario fare alcuni passi indietro, a partire da quel 15 settembre del 1996 quando sul Po e a Venezia la Lega decise di ammainare una bandiera, quella tricolore, per issarne un'altra: quella della Padania. Da quel momento in poi, partirono una lunga serie di iniziative a favore della Padania e in diretto conflitto con lo Stato centrale. Nel 1997 io ero commissario provinciale della Lega Nord di Como e in quella veste organizzai e gestii le elezioni provinciali che si tennero nel novembre di quell'anno. Elezioni poi vinte ottenendo da soli il 35 per cento al primo turno e poi facendo eleggere presidente il nostro Armando Selva al ballottaggio. Due mesi prima del voto, durante un comizio sul territorio, nel quadro di una campagna elettorale portata avanti in nome del progetto "Como provincia autonoma", nel corso di un comizio, pronunciai la frase incriminata. Dissi che "io il tricolore l'avevo appeso nel cesso e da quel momento, non avevo più avuto problemi di stitichezza"».
    E immediatamente, immagino, è stato raggiunto da un avviso di garanzia.
    «Non esattamente. Io ho appreso di essere sotto processo solo nel 2001».
    Quindi mi sta dicendo, che lei ha ricevuto l'informazione di essere indagato per vilipendio solo nel 2001?
    «Esatto. Solo nel 2001 ho saputo di essere sotto processo per quel reato attraverso una comunicazione della pretura di Cantù, che mi avvisava anche del fatto che era già stata fissata la data dell'udienza. Da questo momento in poi è iniziato tutto l'iter legale che ha seguito il mio difensore, l'avvocato Edoardo Fumagalli del Foro di Lecco».
    Quando è stata emanata la sentenza di primo grado?
    «E' arrivata nel giro di pochi mesi: condanna a 10 mesi e 20 giorni di reclusione. Condanna poi riconfermata in appello a Milano nel 2002 con pari mesi di carcere».
    Ma lei ha fatto ricorso in Cassazione.
    «Certo. Il 29 ottobre scorso, cioè poco meno di un mese fa, è stato però rigettato il ricorso di assoluzione presentato dal mio avvocato, nonostante una difesa in Diritto che faceva perno anche sull'articolo 122 della Costituzione secondo il quale "i consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni". Una circostanza che, a detta del mio avvocato, il giudice ha considerato interessante, ma non sufficiente per accogliere il ricorso».
    Lei può contare sulla condizionale?
    «No, perché i benefici della condizionale li ho già esauriti per altre condanne subite sempre per reati legati a dichiarazioni fatte nel corso della mia carriera di dirigente politico».
    Di conseguenza, davanti ad una condanna in Cassazione, la sentenza deve essere applicata. Questo vuole dire che per lei potrebbero aprirsi le porte della cella di un carcere.
    «Non avendo più diritto alla condizionale, nel momento in cui verrà depositata la sentenza scatterebbero gli arresti. Fatta salva la richiesta, già inoltrata dal mio avvocato, di avere l'affidamento ai servizi sociali».
    Ha paura della prigione, consigliere Galli?
    «Per quanto mi riguarda il problema non è tanto l'andare o meno in galera. Ho scelto di entrare nella Lega sapendo che era ed è ancora l'anti-Stato e ne accetto tutte le conseguenze del caso. Il problema semmai, è che prigione o servizi sociali che siano, io sono stato condannato per un reato di opinione. Non per aver commesso un fatto, ma per aver pensato e detto una cosa».
    La questione quindi, secondo lei, è tutta politica?
    «Certo: in Italia nel 2003 si può essere ancora condannati per reati di opinione. Un leghista poi, viene condannato anche piuttosto rapidamente, visto che nel mio caso si è arrivati a sentenza definitiva nell'arco di soli 6 anni. Evidentemente in certi casi la giustizia non è così lenta...». Ma non penso solo a me. Ci sono in corso centinaia di procedimenti simili al mio, nel quale sono imputati tantissimi giovani padani, ai quali rischia di essere rovinato il futuro perché si ritroverebbero sulle spalle una condanna simile alla mia che gli sporca la fedina penale e che può precludergli l'accesso a concorsi pubblici o a certi posti di lavoro».
    La Lega da tempo chiede che si riformi il codice penale e che vengano aboliti i reati d'opinione, ma sembra che qualcuno freni verso questo provvedimento.
    «Dobbiamo perseverare in questa battaglia. Ripeto, non lo dico per me. Io ormai sono stato condannato, ma i reati d'opinione devono essere aboliti per una questione di giustizia e per tutelare l'avvenire dei nostri giovani».
    Se lei venisse incarcerato o anche se venisse affidato ai servizi sociali però, non potrebbe più assolvere al suo mandato di consigliere regionale.
    «La condanna che ho subito non comporta l'interdizione dai pubblici uffici e quindi non verrà meno il mio mandato di consigliere regionale. Certo, da dietro le sbarre o dall'istituto al quale potrei essere affidato, sarò impossibilitato ad espletare appieno il mandato che mi è stato affidato dai cittadini lombardi. E anche questa è una ingiustizia, che priva la gente del lavoro di un suo rappresentante istituzionale».
    Oggi se potesse tornare indietro si comporterebbe diversamente?
    «Chi ha vissuto il momento storico di cui abbiamo parlato, penso non debba rinnegare nulla. Io almeno, non rinnego nulla di quegli anni. Quelle idee fanno parte della storia del mio movimento politico. E quindi, fanno parte anche della mia vita. Per due decenni ho ricoperto cariche di responsabilità all'interno della Lega e ancora lo faccio con il coraggio e l'entusiasmo del primo giorno. Mi sento classe dirigente del movimento e l'esempio deve venire sempre dall'alto. Quindi, per quanto mi riguarda, se devo fare la galera la farò. Ma mi amareggia il fatto di doverla fare per questo motivo che limiterà la mia libertà per un reato che non dovrebbe nemmeno esistere».
    E nella sua famiglia sono preoccupati per quanto le sta succedendo.
    «Lo sono. Ma mi rincuora un fatto. Ho raccontato a mio figlio questa storia. E' ancora piccolo, ma vista la situazione ritenevo giusto che fossi io a spiegargli quello cui sto andando incontro. E lui, non solo mi ha capito, ma mi ha dato una fortissima emozione rispondendomi: "Papà non ti preoccupare, so che lo hai fatto anche per me"».
    Il consigliere regionale del Carroccio Stefano Galli, che da tre mandati consecutivi siede nell'assemblea del Pirellone
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    Ridendo castigo mores
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    Mah ! dove essere chiaro a tutti che per sfidare il fascista codice rocco su cui poggia la nostra ' democrazia'
    .. o si era in tanti ( milioni ) ..
    ... o si era forti ( cioe' con l' appoggio della traditrice borghesia padana) ...
    ....o si finisce sbeffeggiati 'martiri' ...

  4. #4
    ilariamaria
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    a cantu sabato, tutti insieme?

    io ho un buon rapporto con il martirio... si potrebbe fare...

  5. #5
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    Predefinito

    Stefano Galli, il consigliere condannato, rappresenta vent'anni di storia leghista



    Il consigliere regionale del Carroccio, Stefano Galli
    «La Lega non mi deve nulla, semmai sono io a dovere qualcosa al movimento: la gratitudine per avermi dato la possibilità di lottare per tanti anni a favore della mia gente».
    Stefano Galli, il consigliere regionale lombardo del Carroccio condannato in via definitiva a 10 mesi e 20 giorni di carcere per vilipendio al tricolore, non si sente né un eroe, né un martire, ma solo un uomo colpito ingiustamente da un provvedimento giudiziario.
    Ma Stefano Galli, 45 anni, sposato con due figli (Verdiana di 23 anni e Alberto di 12), rappresenta anche una pezzo di storia della Lega. La sua prima tessera di militante porta come anno il 1984, quello di fondazione ufficiale della Lega Lombarda. Come attivista i primi passi li ha mossi in provincia di Bergamo, di cui faceva parte il suo comune, Caloziocorte, che dal 1995 rientra nella successivamente istituita provincia di Lecco.
    Anni difficili, ma entusiasmanti, che nel 1987 portarono all'elezione dei primi due parlamentari leghisti della storia: Umberto Bossi al Senato e Giuseppe Leoni alla Camera dei deputati.
    Nel 1988 Stefano Galli fu fra i primi tre consiglieri leghisti eletti nella provincia di Como e per quattro anni guidò il movimento sulla provincia di Lecco, che già allora secondo la struttura organizzativa della Lega era separata da quella lariana.
    Nel 1990 la prima esperienza al Pirellone come candidato della provincia di Como. Eletto con oltre 3/4000 voti personali. Esperienza poi "bissata" nel 1995 e nel 2000. Tre tornate elettorali, culminate sempre con l'elezione in Consiglio sulla scorta di migliaia di preferenze.
    Ma questi sono anni di impegno non solo all'interno delle istituzioni. Parallelamente Galli ha continuato a servire il Carroccio all'interno del movimento. Commissario a Sondrio nel 1996, nell'anno delle elezioni politiche, dove la Lega da sola riuscì a far eleggere due deputati e un senatore ottenendo in tutti i comuni della zona risultati "bulgari" quasi sempre superiori al 40 per centro.
    Nel 1997, di nuovo commissario, ma a Como, dove ha gestito la campagna elettorale per il rinnovo della Provincia, portando Amando Selva a conquistare la presidenza dopo una corsa solitaria tutta basata sul progetto forte di "Como provincia autonoma". Ed è proprio durante questo periodo, che l'esponente del Carroccio si è "macchiato", secondo la magistratura, del reato di vilipendio alla bandiera, per aver pronunciato una frase ritenuta offensiva durante un comizio.
    A pochi mesi dal poter festeggiare i vent'anni di appartenenza al Carroccio, oltre agli incarichi fin qui ricordati, il curriculum del consigliere Galli conta anche l'appartenenza al consiglio federale della Lega Nord fin dall'88/'89 e poi ininterrottamente riconfermato dai vari congressi dal 1997 a oggi, oltre alla prestigiosa carica di presidente della Lega Lombarda dal 2000 alla fine del 2001.


    [Data pubblicazione: 26/11/2003]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Predefinito Nuovo Primato ...

    Questo rappresenta questa sentenza in questa penisola dove pare non vi sia limite al livello di bassezza e di viltà cui possono facilmente giungere certe cosiddette istituzioni ...

    ... ogni giorno ...

    siempre?

    ?Quien sabe?
    Hans Von Buleghinen

  7. #7
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    Predefinito ... pazienza ...

    quel favoloso commento gratuito che avevo redatto per ora

    me lo sò scurdato ...

    ma non finisce qui 'sta storia, perché la condanna inflitta a Stefano Galli

    QUESTA PROPRIO DOVREMO FARGLIELA INGOIARE

    ... in modo OLTREMODO BRUTALE ...

    a questi artefici equilibristi narcotizzati della giustizia "uguale per tutti" i narcotrafficanti e per tutti i narcodipendenti ...

    Capito mi avete?
    Hans Von Buleghinen

  8. #8
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    Predefinito

    Suggerisco anche a voi, riprendendo un'idea di Nanths, di adottare la scritta "STEFANO GALLI LIBERO!" come "sottotitolo", in segno di solidarietà con l'ultima (in ordine cronologico) vittima del nazionalismo italione.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  9. #9
    Il Patriota
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    Predefinito

    io ed der abbiamo il piacere di avere buoni rapporti personali con Galli e a differenza di altri che chiaccherano sui forum senza averne titolo e infangano il nome di Galli con il loro antileghismo

  10. #10
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Solidarietà a Stefano Galli!

 

 
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