IL PRESIDENTE ZAIA: «UN POPOLO SALDO NELLE SUE RADICI CHE GUARDA AL FUTURO»
Veneto, nuovo Statuto all'insegna dell'autonomia
- Nei giorni scorsi, la penultima tappa delle consultazioni della Commissione regionale incaricata della stesura del nuovo Statuto veneto ha toccato Treviso. È stata una grande opportunità concessa a tutta la comunità della Marca per esprimere le proprie esigenze, necessità, idee e richieste per il testo che dovrà sostituire lo Statuto vigente. Con questo scopo, il presidente della Provincia di Treviso Luca Zaia ha riunito i rappresentanti del mondo istituzionale, i sindaci del territorio e quello delle associazioni di categoria.
«Tutti hanno avuto modo di instaurare un confronto e un dialogo produttivo con i membri della Commissione regionale che ha potuto così raccogliere indicazioni preziose per quanto riguarda il nostro territorio provinciale», ha detto Luca Zaia.
Secondo il Presidente, il nuovo Statuto Veneto deve essere prima di tutto «una piattaforma seria, sintetica e chiara di alcuni principi ispiratori di base che possano valere per tutto il popolo veneto. Non dovrà essere il solito documento all'italiana, ma uno Statuto del quale siano ben chiari i fondamenti di base». «Potrebbe cominciare così, con un principio affermato di recente dalla sentenza 313 del 21 ottobre 2003 della Corte Costituzionale», ricorda Zaia. «L'autonomia è la regola, i limiti ne sono l'eccezione e il popolo trevigiano conosce bene quale sia il vero significato dell'autonomia».
A favore dell'autonomia sono state raccolte 62.000 firme ed è stato presentato un disegno di legge d'iniziativa popolare ed ora la proposta è iscritta per la discussione al Senato. «Non dovrà esistere dunque la minima possibilità di neocentralismo, né regionale, né provinciale», continua il Presidente, «questo è un altro principio a prescindere dal quale non è possibile pensare alla stesura di un nuovo Statuto Regionale».
Luca Zaia, nel suo ruolo di amministratore, ci tiene a precisare di non voler complicare la vita ai cittadini: per questo l'autonomia deve portare ad un trasferimento amministrativo spinto e ad una diminuzione delle catene decisionali, in modo che il cittadino possa in ogni circostanza riferirsi ad interlocutori certi. Deve essere ben chiaro "chi fa cosa": alla Regione va il compito di legiferare, agli Enti Locali quello dell'operatività. A livello internazionale, i popoli che hanno saputo adottare questa filosofia hanno raggiunto grandi successi. «Pensiamo ad esempio alla Catalogna, regione spagnola nella quale certo il popolo non si vergogna nel sostenere e nel praticare la propria autonomia», ricorda Zaia.
Sulla stessa linea, il nuovo Statuto del Veneto dovrà prevedere una chiara definizione del "Popolo veneto", al fine di sottolineare che ci troviamo di fronte alla "Costituzione" dei veneti. «In particolare, lo Statuto, dovrà di necessità contenere un forte richiamo alle tradizioni, alle radici, alla storia e alla cultura della comunità veneta e del suo territorio», tiene a precisare Luca Zaia. «È indispensabile che sia specificato, in maniera chiara, il riferimento alla nostra religione, il Cristianesimo, e in particolare il Cattolicesimo, come fede tradizionale del "Popolo veneto". Una scelta che si colloca sul fronte della difesa di quel passato dal quale proveniamo e della storia che ci ha plasmato. Perché la nostra cultura, insieme alla nostra identità collettiva, non può assolutamente correre il rischio di essere persa o dimenticata».
«In accordo con l'attenzione al nostro passato, il "Popolo Veneto" dovrà però anche prestare estrema attenzione al futuro perchè questo è il solo modo per mantenere competitività a livello internazionale ma anche il solo modo per garantire un progresso globale di tutta la comunità», ricorda il Presidente. «Il Veneto dovrà darsi dunque una fisionomia d'area metropolitana unica. Non è possibile pensare di sostenere a livello internazionale la sola asse PaTreVe: dobbiamo invece abituarci a parlare, e a pensare, in termini di Veneto. Con una visione dunque più ampia, ma anche più appropriata considerando l'epoca nella quale viviamo, del nostro territorio regionale».
Dal nuovo testo dello Statuto, naturalmente non si potrà escludere il principio federalista della sussidiarietà (sia verticale che orizzontale), presupposto che deve essere ormai considerato come una conquista irrinunciabile nel mondo delle autonomie locali e che dovrà ispirare sia la legislazione regionale sia l'esercizio del potere regolamentare da parte degli Enti Pubblici. La sussidiarietà va dunque intesa come criterio guida sia nei rapporti tra Regione ed enti Locali, sia tra Regione e società civile. Zaia rammenta un principio che ha sempre strenuamente difeso anche da un punto di vista prettamente culturale, quello della lingua: «Insieme al forte richiamo alle nostre radici cristiane, il "Popolo Veneto" dovrà anche essere in grado di spingere verso la salvaguardia della propria lingua. Basti ad esempio pensare ai dizionari della destra e sinistra Piave curati da illustri docenti o alle tradizioni del teatro in dialetto».
Lo Statuto Veneto dovrà prevedere inoltre una grande attenzione nei confronti dei bambini e del mondo dell'infanzia in generale. Treviso, come patria del documento che tutela quei minori i cui casi giungono alla ribalta della cronaca, la Carta di Treviso appunto, ma anche alla luce delle convezioni internazionali, chiede fermamente che vengano inserite nello Statuto e nelle sue finalità dei seri elementi di garanzia per i minori.
«L'autonomia dunque, deve essere la regola che ispira e permea concretamente il nuovo Statuto», conclude il Presidente. «Facendo emergere così chiaramente la sua unica e legittima provenienza: la volontà comune di un popolo che, saldo nelle sue radici, guarda al futuro con nuova forza e molte aspettative».




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