Testo della conversazione che Gianpaolo Barra, direttore de ^il
Timone^ ha tenuto a Radio Maria. Conserviamo lo stile colloquiale e
la suddivisione in paragrafi utilizzata per i suoi appunti
dall'autore.




1. Affrontiamo un tema che da sempre è oggetto di discussione, di
polemiche e di accuse alla Chiesa cattolica: il tema della
infallibilità del Papa.

2. E' necessario fare alcune precisazioni preliminari per comprendere
questa straordinaria verità della Fede cattolica, insegnata dal
Vangelo e dal Nuovo Testamento

3. La prima riguarda il significato del termine "Infallibilità", che
non significa impeccabilità. La Chiesa Cattolica insegna che il Papa
non può commettere errori in materia di fede e di morale quando si
verificano certe condizioni di cui ora parleremo

4. Ma non dice che i Papi siano sempre esenti da imperfezioni o
debolezze nel loro comportamento morale

5. Nella storia del Papato - ricordiamo che da san Pietro a Giovanni
Paolo II si contano 264 Vescovi di Roma - vi sono stati romani
pontefici realmente santi, che hanno dato lustro alla Chiesa e questi
sono la gran parte, ma vi sono stati Papi il cui personale
comportamento morale lasciava molto a desiderare E questo la Chiesa
lo ha riconosciuto.

6. Ne consegue che chi accusa i Cattolici di insegnare, con la
dottrina della infallibilità, che i Papi non possono peccare, o
ignora la vera Fede cattolica o e in mala fede

7. Veniamo a una seconda precisazione il Papa e infallibile quando
sancisce, cioè conferma e/o propone all'attenzione e alla fede del
popolo cristiano verità di fede e di morale. Questo non vuoi dire che
il Papa possa inventare verità di fede e di morale o imporre una sua
idea personale II Papa può confermare, con l'autorità che gli e stata
conferita da Cristo, una verità di fede o di morale contenuta nella
Bibbia che menta particolare attenzione, che e da credersi nel modo
in cui la Chiesa la interpreta e la impone alla adesione dei fedeli

8. Come si vede, vi sono delle condizioni precise che devono venficar-
si perche si possa parlare di infallibilità del Santo Padre Queste
condizioni sono quattro

9. La prima il Papa deve sancire, cioè confermare non come maestro
privato, come fosse un teologo, un biblista, un giurista e nemmeno
come semplice vescovo di Roma, ma deve esercitare il suo ruolo di
supremo pastore universale della Chiesa, il ruolo di maestro di tutta
la Chiesa

10. La seconda il Papa deve insegnare a tutta la Chiesa e non a una
singola parte di essa, come accade quando egli emana disposizioni,
generalmente a carattere temporaneo, per una diocesi, per i cristiani
di una nazione o per i fedeli di un continente

11. La terza il Papa deve esplicitamente far comprendere che sta
facendo uso del carisma dell'infallf-bilita, ossia deve far
comprendere che sta confermando con atto definitivo una dottrina di
fede e di morale

12. La quarta la materia su cui si esercita il carisma
dell'infallibilità e

la fede e la morale il Papa non e infallibile quando esprime
considerazioni di carattere scientifico, storico o di altro genere

13, Definite le condizioni necessarie per l'esercizio del dono
dell'infallibilità pontificia, ci possiamo chiedere quali sono le
prove bibliche dell'infallibilita del Papa.

14. Procederemo passo dopo passo, tuttavia in modo superficiale,
visto che il tema e molto vasto e il tempo e sempre tiranno

15. Sappiamo che Cristo ha fondato la sua Chiesa sull'apostolo Simon
Pietro " Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò fa mia Chiesa",
si legge nel cap XVI del Vangelo di san Matteo

16. Veniamo ad una prima considerazione Se Pietro fosse caduto in
errore in materia di fede o di morale, Cristo avrebbe edificato la
sua Chiesa - che deve illuminare e ammaestrare gli uomini nella fede
e nella morale che ne deriva - sull' errore. E questo è inammissibile

17. Ma anche i successori di Pietro, i vescovi di Roma, sono il
fondamento della Chiesa - come abbiamo visto nelle scorse
conversazioni - e dunque anche per loro valgono le stesse
considerazioni che abbiamo fatto per Simon Pietro Anche i successori
di Pietro non possono errare in materia di fede e di morale 18-
Andiamo avanti e approfondiamo meglio questa verità di fede

19. A Simon Pietro, Gesù ha dato il potere di legare e di sciogliere
e ha promesso che tutto ciò che Pietro avrebbe "legato e sciolto" in
terra sarebbe stato "legato e sciolto" anche in Cielo, cioè "legato e
sciolto" da Dio Abbiamo visto, nelle passate conversazioni, come
questo potere doveva necessariamente essere esercitato anche dai
successori di Pietro, i Papi

20, Ora, Dio non può sbagliare, non può errare proprio perche e Dio

21. Ne consegue che anche Pietro, anche i successori di Pietro, i
Papi, nel loro compito di "legare e di sciogliere" devono essere
infallibili. Infatti, se i Papi potessero sbagliarsi nell'esercizio
di questo potere, il loro errore dovrebbe essere ratificato anche da
Dio.

22. E qui ci troveremmo di fronte ad una situazione impensabile. Dio,
per mantenere fede alla sua parola, si troverebbe nella necessità di
ratificare un errore, di approvarlo.

23. Ne dobbiamo dedurre, se non vogliamo giungere a questa
aberrazione, che Gesù Cristo ha promesso una particolare assistenza
ai Papi che "legano e sciolgono" su questa terra

24. E' facile comprendere che la promessa evangelica di ratificare in
Cielo ciò che i papi legano e sciolgono sulla terra, implica
necessariamente che essi siano infallibili nell'esercizio di questo
potere

25. Ricordo che "legare" e "sciogliere" hanno un significato preciso
nel linguaggio biblico

26. In materia dottrinale, legare e sciogliere significano proibire e
permettere II Papa ha il potere di proibire o permettere, cioè di
sancire lecita o illecita una dottrina di fede

27. In campo giuridico e disciplinare, legare e sciogliere
significano condannare o assolvere II Papa ha il potere, dategli da
Gesù Cristo, di sancire, di confermare come lecito o illecito un
comportamento, di dichiararlo morale o immorale

28. E queste decisioni - lo ricordiamo - vengono ratificate in Cielo,
cioè da Dio stesso "Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato
nei cicli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei
cieli", dice il Vangelo di san Matteo al capitolo XVI

29. Andiamo avanti con un'altra considerazione. Ricorderete che Gesù
ha affidato a Pietro il compito di pascere il gregge. Per tré volte
consecutive, Gesù gli ha detto di esercitare la funzione di pastore
del gregge, cioè della Chiesa

30. Gesù ha affidato questo compito perche Lui, pastore vero e
infallibile, stava per salire al Cielo e voleva affidare la sua
Chiesa a Pietro e ai suoi successori

31- Ora, visto che secondo la volontà di Gesù - che e Dio - la Chiesa
è strumento di salvezza, visto che si va in Cielo attraverso la
Chiesa e nella Chiesa guidata dal pastore Pietro e dai suoi
successori, è del tutto impensabile, del tutto impossibile che questi
pastori possano errare in quelle materie - fede e morale - che
conducono al Cielo. Quindi, in questi campi, i Papi devono godere del
dono dell'infallibilità

32. Andiamo avanti II Vangelo di Luca narra, al capitolo 22, che Gesù
ha pregato perche la fede di Pietro non venga mai meno

33. Prestiamo attenzione a come san Luca racconta questo episodio. È
Gesù che parla "Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per
vagliarvi come il grano, ma io ho pregato per tè, che non venga meno
la tua fede, e tu, una volta ravveduto, conferma / tuoi fratelli"

34. Gesù pronuncia queste parole nel Cenacolo, la sera del giovedì
santo Mancano poche ore al momento dell'arresto nell'Orto degli Ulivi
Gesù, che conosce quello che sta per succederGli, mette in guardia i
suoi discepoli, li avverte che satana li ha messi alla prova ("satana
vi ha cercato per vagliarvi"), e quel "vi" si riferisce proprio ai
Dodici

35. Poi Gesù aggiunge, rivolgendosi "soltanto" a Simon Pietro "Ma io
ho pregato per tè, che non venga meno la tua fede"

36. Dunque, Gesù prega e nessuno può dubitare che la sua preghiera
venga esaudita

37- Gesù prega per un motivo preciso che la fede di Pietro non venga
mai meno. Riflettiamo un momento Siccome la preghiera di Gesù è
certamente esaudita dal Padre, ne consegue che Pietro, in materia di
fede, non sarebbe sicuramente mai venuto meno, quindi sarebbe stato
assolutamente infallibile. A meno che non vogliamo arrivare a dire
che Gesù ha pregato per niente, oppure che non è stato esaudito dal
Padre. Ma questo nessun cristiano, cattolico o protestante che sia,
lo può ammettere

38. Allora, dal Vangelo di san Luca si capisce molto bene che in
materia di fede Pietro non doveva mai venire meno Pietro doveva
essere infallibile nella fede. Ma nel medesimo brano troviamo di più

39. Stiamo attenti Gesù aggiunge "E tu, una volta ravveduto, conferma
i tuoi fratelli"

40. Quell'incarico di "confermare" menta la nostra attenzione Spiega
una nota della Bibbia di Gerusalemme che l'ordine di "confermare" i
fratelli dato a Pietro implica il compito di dirigere i fratelli
nella fede

41. Ora, e impensabile che Gesù avesse dato questa altissima missione
a Pietro, la missione di confermare i fratelli nella fede, il compito
di dirigere i fratelli, vale a dire la Chiesa intera, se Pietro
avesse potuto sbagliarsi proprio in materia di fede

42. Se Pietro avesse facoltà di errare in materia di fede, non si
spiegherebbe questo potere di confermare, anzi, sarebbe impossibile
eseguire l'ordine dato da Gesù. Ci troveremo di fronte ad una
situazione inaccettabile Gesù avrebbe dato un ordine assurdo

43. Non solo Questo compito di confermare i fratelli deve essere
riferito anche ai successori di Pietro, ai vescovi di Roma, al Papa
Anche il Papa, come Simon Pietro, ha il compito di confermare i
fratelli nella fede e anche il Papa, al pari di Simon Pietro, non può
errare nel compito di confermare i fratelli

44. Altrimenti, invece di confermarli nella verità, li confermerebbe
nell'errore e Cristo avrebbe dato un incarico importantissimo senza
munire di sicurezza infallibile chi lo riceveva

45. Facciamo un altro passo avanti Anche al Collegio apostolico,
unito e sottomesso al Papa, Cristo ha promesso il dono
dell'infallibtiità

46. Riportiamoci all'Ultima Cena come ci e raccontata
dall'Evangelista san Giovanni, nel capitolo XIV del suo Vangelo

47. Gesù si rivolge ai Dodici con parole molto chiare "/o pregherò //
Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore perchè rimanga con voi per
sempre, lo Spirito di verita" . E qualche versetto più avanti, sempre
nello stesso capitolo, Gesù dice "// Consolatore, lo Spirito Santo
che il Padre manderà nel mio nome,

Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho
detto"

48- Dunque, se le parole hanno un senso, e se Gesù, in quanto Dio non
poteva sbagliarsi, qui vediamo chiaramente che Gesù promette agli
apostoli, quindi alla sua Chiesa l'assistenza perpetua, continua e
infallibile dello Spirito Santo, che e Dio, che e "Spirito di verita"

49. Ora, nell'esercizio della sua missione, il Collegio apostolico,
in comunione con il Papa, è assistito dallo Spirito di Verita. E
dunque, grazie a questa assistenza, non può sbagliarsi in materia di
fede e di morale. Altrimenti, l'assistenza dello Spirito Santo
sarebbe inutile e lo Spirito Santo non sarebbe Spirito di Verità

50. Qualcuno chiederà ma qual'è la missione della Chiesa? In quale
compito il Collegio apostolico, unito al Papa, sotto il governo
giurisdizlonale e disciplinare del Santo Padre, è infallibile?

5I. La risposta si trova nel Vangelo. La missione della Chiesa è
sintetizzata da san Matteo, nell'ultimo capitolo del suo Vangelo. E
anche in questo brano - come potrete constatare - troviamo un
elemento importante a favore dell'infallibilità del Papa e della
Chiesa

52. San Matteo riporta le ultime parole pronunciate da Gesù prima di
salire al Cielo, prima di lasciare la sua Chiesa impegnata nella
missione di salvare gli uomini

53-Ascoltiamole "Gli undici discepoli, intanto^ andarono in Galilea^
sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si
prostrarono innanzi, alcuni pero dubitavano E Gesù, avvicinatesi,
disse loro "Mi è stato dato ogni potere in Cielo e in terra. Andate
dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad
osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti
i giorni fino alla fine del mondo"

54. Dunque, Gesù incarica la sua Chiesa di insegnare a tutto il mondo
la verita naturalmente la verita su Dio, le verita della fede che
portano alla salvezza dell'uomo. Nell'insegnamento di questa verità,
Gesù promette la sua assistenza speciale e perpetua " lo sarò con voi
tutti i giorni, fino alla fine del mondo"

55. Con l'assistenza promessa da Gesù, come ricorda san Matteo, e
impossibile che il Papa, e il Collegio apostolico a lui unito e
sottomesso, possano sbagliarsi Se cosi non fosse, l'assistenza di
Gesù - che e Dio - sarebbe inutile

56. Con l'assistenza di Gesù, l'insegnamento impartito dalla Chiesa
sarà sempre necessariamente conforme alla verità Vi e l'assicurazione
divina, promessa da Gesù, contro la possibilità stessa di errore in
materia di fede, quindi vi e la promessa della infallibilità

57. Badate che si tratta di una assistenza divina al compito di
ammaestrare tutte le genti, al compito di battezzarle, quindi di
condurle nella Chiesa, al compito di insegnare Ed e una assistenza
divina promessa per sempre, fino alla fine del mondo

58. Quindi, il dono dell'infallibilità non riguardava solo gli
Apostoli che ascoltano a viva voce le parole di Gesù, ma riguarda i
successori di Pietro e i successori degli Apostoli uniti e sottomessi
al Santo Padre

59. Vi e un altro passo del Vangelo da considerare importante per il
tema che stiamo trattando Lo ricaviamo da san Marco, al capitolo 16
Sono poche parole, ma chiare e severe

60- Gesù ha appena affidato alla sua Chiesa il compito di predicare
il Vangelo ad ogni creatura, come ci ha ricordato san Matteo, Poi
aggiunge questa frase lapidaria "Chi crederà e sarà battezzato sarà
salvo, ma chi non crederà sarà condannato"

61. È chiaro che qui si sta parlando della salvezza del Paradiso e
della condanna dell'Inferno

62. Gesù lega il destino eterno di ogni uomo alla fede che insegnerà

la Chiesa. Chi crederà alla fede insegnata dalla Chiesa andrà in
Paradiso. Chi non crederà alla fede insegnata dalla Chiesa sarà
condannato.

63. Ora, è impossibile, visto le conseguenze che derivano
dall'accettare o dal rifiutare l'insegnamento della Chiesa in materia
di fede, che la Chiesa si possa sbagliare

64. Chi rifiuterà coscientemente la fede proposta dalla Chiesa
rifiuterà la vera fede, annunciata infallibilmente dal Papa, che è
capo visibile delia Chiesa, sarà condannato alla dannazione eterna

65. Chi accoglierà la fede proposta dalla Chiesa, accoglierà la vera
fede, annunciata infallibilmente dal Papa, capo visibile della Chiesa
e sarà destinato al Paradiso.