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    Predefinito Perchè è necessario un referendum.

    In merito alla procreazione assistita esiste, indubbiamente, la necessità di legiferare. I progressi della tecnica hanno aperto scenari inediti che impongono, come già avviene già in tutti i paesi avanzati, la necessità di una regolamentazione. Però quello che è avvenuto in Italia è una cosa diversa: qui si introducono limiti e divieti. Cioè, ancora una volta lo stato pretende di sostituirsi alla libera determinazione delle persone in nome di valori etici che sono di una parte. Allora la prima domanda riguarda proprio il ruolo che lo stato deve avere quando si trova dinnanzi alle questioni che attengono scelte di coscienza individuale: perché insistere nel vietare invece di limitarsi a regolare? Sarebbe interessante sapere cosa ha a che fare con l’essere cattolico il fatto di vietare ad altri comportamenti che, come detto, attengono alla coscienza individuale. La responsabilità dei cattolici verso la loro coscienza verrebbe meno se si misurassero sul piano della regolazione e non del divieto e del limite? Una risposta affermativa aprirebbe una strada molto pericolosa, perché, di fatto, significherebbe sostenere che per i cattolici può esistere solo uno stato teocratico. Viceversa accettare di misurarsi sul terreno della regolamentazione significherebbe affermare che il “rispetto” dell’individuo fa parte di un patrimonio in cui tutti possono riconoscersi. D’altro canto è proprio paradossale che, nel momento in cui si parla tanto in termini giustamente critici di integralismi, in Italia si legiferi sulla base di un’etica di parte: proibire ciò che è nella sola disponibilità della persona significa, appunto, imporre una visione integralista dello stato. Le forze politiche che hanno approvato questa legge lo hanno fatto, quindi, sulla scorta di propri valori etici che nulla hanno a che fare con il principio della rappresentanza e del mandato politico. Ancora una volta, cioè, si è lavorato per allargare il solco che separa la società civile dalla politica. Non ci vuole molto per comprendere che oggi i temi relativi alla famiglia, alla sessualità, alla procreazione, sono vissuti nella società in modo molto diverso da quello rappresentato dalla legge. Si aggrava quindi la responsabilità del ceto politico che, su una materia come questa, avrebbe dovuto muoversi con prudenza e moderazione: sì moderazione! Perché procedere per imposizione di valori etici non è da moderati e significa condurre il paese a lacerazioni assurde ed incomprensibili. Ma ormai il dado è tratto e la politica parlamentare ha esaurito la sua funzione consegnando al paese una legge che mette in discussione la laicità dello stato: è, dunque, necessario che il cittadino si riappropri del proprio diritto di esprimersi su una materia che tocca, oltre alle questioni di merito, anche il modo con cui i cittadini intendono stare assieme. Mai come in questo caso lo strumento referendario rappresenta un momento alto di partecipazione democratica dei cittadini. Sarebbe strano che, in un paese che è stato chiamato a pronunciarsi sulle materie più varie, ai cittadini fosse sottratta la possibilità di esprimersi proprio su una materia che attiene la coscienza degli individui e, implicitamente, il carattere dello stato.. La politica dopo aver scritto una brutta pagina può riscattarsi, decidendo di attingere linfa vitale dal corpo sociale: attivando finalmente tutti i meccanismi di partecipazione democratica, a partire dalla selezione del personale politico per arrivare, appunto, all’espressione diretta in un referendum abrogativo. Infatti, solo se riusciremo ad essere in contatto diretto con i bisogni e le sensibilità dei cittadini si potrà pensare di superare divisioni che, come detto, la realtà sociale ha già reso anacronistiche. Oggi più di ieri serve il coraggio della contaminazione, lo richiedono i profondi cambiamenti sociali e i problemi da essi emergono. E questo, cattolici della Margherita e laici della sinistra, non è forse un modo più avanzato (progressista) e nobile di intendere la politica? O si preferiscono gli scambi di accuse a prescindere dai sentimenti e dal modo di sentire dei cittadini?
    Enzo Lodesani
    Coordinatore S.U.E.Z.
    www.ulivoselvatico.org

  2. #2
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    classica legge vaticana, chi ha i soldi la fecondazione se la farà fare in Svizzera( come quando l' aborto era illegale), chi i soldi non ce li ha lo prenderà in saccoccia

  3. #3
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    la cosa che non ca bene è quando lo Stato entra nella sfera della persona e dice cosa devo fare o cosa devo fare

  4. #4
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    Pannella ha definito la legge come ' vaticana': come dargli tolto

 

 

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